Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Flavio Almerighi

Il sasso nello stagno di AnGre è lietissimo di presentare Oltre la rete: la poesia italiana che si incontra oggi, uno spazio che ospiterà i versi – tre testi scelti personalmente da ogni autore (salvo rarissime eccezioni) unitamente ad una breve nota bio-bibliografica – che oggi si scrivono e oggi si leggono, materialmente redatti da chi potremmo incontrare senza difficoltà in ogni momento della nostra giornata e in ogni luogo, persone amiche con cui prendere un caffè o discutere anche del più e del meno. Uno spazio, questo, che vuole offrire un’ampia panoramica sulla scrittura poetica attuale, utile sicuramente agli addetti ai lavori, ma soprattutto pensato per tutti coloro che hanno voglia di “leggere” un altro aspetto del quotidiano messo sempre più in ombra dal momento storico, politico e sociale, che stiamo vivendo. Perché la Poesia non si è mai allontanata dall’Essere Umano – né si è rifugiata in luoghi irraggiungibili – e, perché, ribadiamo, di Poesia si ha ancora bisogno. Grazie di cuore a chi ha accettato con il mio stesso entusiasmo l’invito a condividere i propri versi qui e speriamo che tanti altri possano aggiungersi nel tempo. [AnGre]

*

OLTRE LA RETE: Flavio Almerighi

S = k. log W
.
Si è dissolta dignitosa,
da signora di una certa età.
Voce dolce, lontanissima,
ogni istante murato
al proprio chiodo, definito
nella propria identità.
.
A ogni solido esposto alla luce
corrisponde un’ombra.
Averla cucita ai piedi comporta
lo sforzo di raggiungerla,
ma non parla,
non si fa toccare.
.
La cassa, unico arredo:
è illuminata, prosciuga liquidità,
secca le mani al benzinaio.
Lasciate seppelliscano
compagne e compagni
di un’ora, non è peccato, ma
degna sepoltura senza nome.
.
Voi, indocili strumenti,
siate arguti.
Abbiate memoria,
affondate ogni cosa,
non smettete di sognare.
.
(inedita, 2018)
.
.

Nel lago di Heviz

Non credo ai gargarismi di Rondoni.
Nemmeno penso facciano bene
certe scampagnate d’autore
accompagnate da cibi grassi
e vino rosso coi chiodi.

Non credo ai rapparoli tatuati
veri parolai finto alternativi,
facciano cassa sulla pelle
degli sciocchi, e in loro nome.
Nemmeno penso facciano bene
certi professorini dissanguati,
semisoffocati dagli incensi
sparsi sugli altari
dove s’immolano chierichetti.

Non credo alle penelopi
un po’ sfatte, consacrate
ai loro imeni perenni,
sempre pronte a sventolarli
in nome della poesia femminile,
alle loro piazze inviolate
ma ben frequentate.
Nemmeno penso facciano bene
le tende tirate per separare
le sacre scritture dagli avventori
di bar chiusi all’aperto,
dove si consumano superalcolici
e molte più nefandezze.

Non credo a chi dice bravo
senza mani e a occhi chiusi,
non credo ai riflussi gastrici
di chi si ammanta di luce riflessa
dai migliori poeti,
citando luogo, data, ora e meteo
del giorno in cui li conobbero,
il grande poeta non se ne accorse.
Nemmeno penso facciano bene
i critici capiclasse,
i loro editori parassiti,
le scuole a memoria,
le scuole di scrittura,
i puri di cuore, gli illusi.

Facciamo un bel fagotto ermetico,
vi siano anche molte pietre,
tutto da gettare senza esitazioni
nel Lago di Heviz.

(inedita, 2018)

.
.
Hart Island
.
L’uomo ha conquistato la terra.
Invaghito della luna
risoluto l’ha sottomessa.
Gli amori, lontanissimi nell’aria,
sono appannati da un lampo.
.
Troppo tardi per ripartire
il prossimo vapore è domattina.
.
Avrei preferito trovare sereno
tutti in sonno e ben vestiti.
Nessuna pietà invece,
malgrado il gioco di pazienza
delle mani unite.
.
Fra tanta sterpaglia e veloci sussurri
chissà, forse,
fuggirà la voglia di essere terra.
.
Una a una vedo braccia
e foglie autunnali fermarsi,
colare a picco quest’isola
.
.
.
.
Flavio Almerighi È nato a Faenza (1959). Ha pubblicato le raccolte di poesia Allegro Improvviso (1999), Vie di Fuga (2002), Amori al tempo del Nasdaq (2003), Coscienze di mulini a vento (2007), Durante il dopocristo (2008), Qui è Lontano (2010), Voce dei miei occhi (2011), Procellaria (2013, tradotta in America col titolo Storm Petrel nel 2017), Caleranno i Vandali (2016), Cerentari (antologia editi e inediti 1998/2017, edizione fuori commercio), Ignoti (2018, Collana Lotta di Classico, e-book gratuiti a cura di Massimo Sannelli). Suo il blog Almerighi | amArgine, rintracciabile all’indirizzo https://almerighi.wordpress.com/
Annunci

15 risposte a "Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Flavio Almerighi"

  1. Ringrazio Flavio per la disponibilità alla condivisione in questo nuovo spazio dedicato alla poesia contemporanea. Se pur è vero che già nell’atto stesso in cui abbiamo scritto, ogni poesia diventa parte del passato, dobbiamo sempre tenere a mente che “contemporaneo è colui che riceve in pieno viso il fascio di tenebra che proviene dal suo tempo” (Giorgio Agamben) e che questo termine abbraccia un periodo praticamente inidentificabile con il tempo che siamo abituati a conteggiare con i nostri mezzi (tant’è che Caravaggio è contemporaneo a noi, come lo è Andy Warhol), e, di conseguenza, apre a letture plurime legate fondamentalmente all’esperienza e allo sguardo di ciascuno. Per cui in questo spazio ‘oltre la rete’ incontreremo voci contemporanee, attualissime, ognuna con la sua peculiare formazione, molto dissimili tra loro. E, in un tempo come questo, plurale più che mai e sottoposto a miriadi di stimoli, non meravigli più di tanto il fatto che non si riesca ad inquadrare canoni e \ o schemi che a loro volta riescano ad identificare l’attuale poesia, con grande rammarico degli stessi critici, che ormai si sentono in qualche modo sopraffatti (e a me sembra anche impauriti) da una materia così multiforme decisamente difficile da inquadrare-addomesticare in una corrente precisa, come è accaduto in passato (fatto, questo, che a parer mio sta generando non pochi timori e sta portando alla scomparsa di quella sana critica mirante al confronto leale e costruttivo). Con buona probabilità, azzardo, ciò è legato al fatto che non si sa più non tanto chi siamo e da dove veniamo, quanto piuttosto dove stiamo andando…
    Flavio Almerighi in questi due inediti e nel brano edito tratto dal suo ultimo libro, introduce senza preamboli, com’è proprio della sua poesia, il suo sguardo (si badi non la sua visione) netto e lucidissimo sull’attualità, con il suo carico di figure e dettagli dai quali non si sfugge. Tutti noi lettori sentiamo di rientrare sempre in qualche modo nei versi di Almerighi che, come lui stesso ha avuto modo di definirsi, è una sentinella a guardia degli accadimenti e in difesa, aggiungo io, di quella onestà che spesso sfugge ai più, tentando, con il mezzo della poesia, di far luce nel grande buio in cui sembra essere caduto l’essere umano, con la speranza di risvegliarne la parte più nascosta.

    1. ma non dirlo nemmeno 😀 qui ormai si deve tentare di tutto per salvare il salvabile della Poesia, un mondo dove si aggirano fake peggio che nell’ufficio stampa di sedicenti politici attuali. Come stiamo messi male caro Flavio, amico mio, oggetti del disprezzo di piccole persone, che hanno ancora voglia, sotto falso nome, di attaccare gente che vive lontana anni luce da queste miserie! Purtroppo la Poesia oggi è fatta soprattutto di ominicchi e donnine che fanno solo male alla Poesia e chi sa non deve tacere…

  2. Benvenuto a “oltre la rete”, uno spazio attuale e di confronto poetico del quale forse si sentiva la mancanza. La nostra cara Angela, come diceva una canzone di Lucio Battisti, ha saputo cogliere questa necessità inserendo l’ennesimo “sasso nel suo stagno”. Debbo dire che questi versi di Flavio mi piacciono molto, in particolare “Nel lago di Heviz” nei quali si può riconoscere tutta una fauna e flora di cui il genere umano potrebbe fare volentieri a meno.
    Insomma grazie per questo nuovo spazio e come si dice….in bocca al lupo! Un abbraccio 💙

  3. che bella lettura Angela, ma non è una novità, il nostro amico Flavio sa parlare come pochi e per questo ti ringrazio per la proposta. Una finestra la tua sempre attenta, pulita e profonda. Ciao

  4. Flavio ci lascia la migliore confessione della sua concezione della vita in questi versi dal sapore eversivo scagliando con passione sincera i suoi dardi . La nota di lettura , molto approfondita di Angela, rende onore alla poesia. Grazie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.