Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Giancarlo Serafino

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OLTRE LA RETE: Giancarlo Serafino 

*

Testi tratti dalla raccolta Maestrale ed altri venti…

L’arrivo
.
Il treno non passa più, la curva è vuota
la stazioncina un puntello di gruviera,
sulla lavagna intarsia ombre la sera.
Arrivasti tu calpestando binari
sui mirti asciugasti una bandiera,
può darsi che cercavi qualcuno.
Chissà! E non c’era chi aspettavi.
.
Quest’anno non viene la primavera.
Le hanno strappato i lillà e calpestato anemoni.
Non viene. Lo dice pure il guardiano della
rosicata gruviera, e si che ne sa di stagioni!
Tu raccoglievi bacche di lentisco e radici di liquirizia
simboli di amicizia nella simbiosi mediterranea.
E ti hanno visto fare il verso agli uccelli e giocare
con una biscia, già da noi è perduta la sapienza
antica di gioire con la natura.
.
Quest’anno non viene la primavera.
Le hanno strappato i capelli che erano ranuncoli
lucenti, fili di sole che srotolavano strade.
La macchia è bruciata, solo il tuo mirto profuma.
C’è chi dice che lo hai salvato vomitando sul fuoco
svuotando acqua e dolore.
.
Io sento che è tutto vero.
Perché son certo che sei un uomo venuto dal mare.
.
.
.
Lo Straniero
.
Uno sbatter d’ali le colombe
sul lastrico le gazze nere e bianche
carmelitane scalze a guardia del silenzio.
Ricordi quel ragazzo con larga fronte
che ebbe sete?
Sulla stagnola la masseria ed un cane.
Si fermò sotto il mandorlo
e mangiò panricotta e mele.
Cantò nenie.
Le cicale invitate dalla morte tacquero.
Eravamo al centro della stanza
che inclinava…
Una pantera d’acqua divorava
il nostro sudore
tutto scivolava in diagonale
tra il basilico e l’afa…
Anche l’amore.
.
Sabbia e fiori di carne,
sulla sua fronte un cieco sbattere
di pipistrello oscurava grano e falce.
Si alzò arrotolando il fazzoletto
e venne a porgere mani.
Levigate d’acqua disegnavano
oasi lontane di versi e di pensiero.
Ed erano mani!
Mani che avevano scavato, accarezzato
masturbato e forse ucciso…
di fronte a noi acquasantiera.
.
Era sete vera!
Per un po’ d’acqua avrebbero inciso
versi sui macigni.
.
.
.
Giacca al vento
.
Al destino ho imbucato
lettere di sopravvivenza
per tenere a bada
i giorni bendati,
è come quando imparai
ad andare in bicicletta
che pedalavo traballando
in strade larghe nell’incertezza.
.
E quella mia bicicletta
usata che mio padre
aveva assemblato
la conservo modellata
nelle ossa.
Una leggera spinta e vado
giacca al vento
(a volte senza mani)
mentre la sua voce roca
mi avvolge ancora:
“Vai! Vai! Non cadere!”
.
.
.

Giancarlo Serafino (Campi Salentina 16 luglio 1950 ) ha pubblicato nel 2003 “Passaggio d’estate”, Zane editrice, con la presentazione di Giuseppe Vese. Sempre nel 2003 è stato Premio Athena per la poesia “Nenia che galleggia sull’Adriatico”. Ancora per la Zane Editrice nel 2007 ha pubblicato “Per canto e per amore” con la presentazione di Giuliana Coppola. Nel 2011 per i caratteri della CFR edizioni, ha pubblicato “Poesie sociali e civili” a cura di Gianmario Lucini, con note di Enzo Rega e di Antonio Spagnuolo. Nel 2012 è terzo al premio Don Milani per la legalità e la responsabilità con la silloge “Città Fenicie” che sarà pubblicata nel 2012, per i caratteri della CFR, con prefazione di Arnaldo Èderle. Con la casa editrice Terra D’Ulivi pubblica nel 2015 “D’incondizionato amore” (Premio Vitruvio-libro edito 2016). e nel nel 2016 “Asimmetriche Coincidenze”. È  presente nelle antologie “Impoetico mafioso” “SalentoSilente” “La giusta collera” “Oltre le nazioni” “Ai propilei del cuore” “A che punto è la notte”, “Il ricatto del pane” “Mille voci per Alda”, Fondamenta instabili, “Keffiyec-Intelligenze per la pace”, “I poeti e la crisi”. Come autore è inserito nel primo volume della CFR “Enciclopedia degli autori di poesia dal 2000”. Fa parte dello storico sodalizio poetico “l’incantiere” fondato da Arrigo Colombo. È poeta apprezzato nel web, dove sue poesie appaiono in diversi blog, gruppi poetici e riviste (egli stesso è amministratore del gruppo “Cenacolo”). Docente e Psicologo vive e lavora a Lecce.

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