Alfonso Brezmes, quattro poesie

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Per questi versi si ringrazia Mirta Amanda Barbonetti, che ha curato articolo originale e traduzione per Fili d’aquilone n.45 (qui)

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Alfonso Brezmes è nato nel 1966 a Madrid, dove vive. Ha pubblicato i libri di poesia: Postales desde el futuro (2010), La noche tatuada (2013) e Don de lenguas (2015).  Suoi testi sono stati pubblicati in antologie e riviste.

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STRUMENTI DI MISURA

Per misurare il tempo fu inventata l’assenza,
quella riga che divide il mondo in due,
in due i corpi, i giorni, le parole.

Per misurare l’assenza fu inventato il silenzio
quel linguaggio di spettri, quel dolore mansueto
con il gelido tocco delle cose vuote.

Per misurare il silenzio avete inventato me,
questo cane di nebbia che vaga nella notte
come un faro in cerca di un naufragio.

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AMORE E GEOMETRIA

Cercarti è un’ellisse.
Sognarti è una curva.
Decifrarti è una piramide.
Raggiungerti è un’iperbole.
Amarti è un cerchio.
Tenerti è un quadrilatero.
Perderti di nuovo
è una mera parabola
per tornare a cercarti.

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CRIMINE IMPERFETTO

Di tutti i crimini che ho commesso
solo di uno mi pento:
di non aver sopraffatto del tutto il desiderio,
questo avvoltoio abbietto e insaziabile
che mi fa credere
di essere ancora vivo.

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STATO SOGNANTE

Continuai a sognarla per tutta la notte.
Al risveglio era lì,
proprio come appariva nei miei sogni:
candida come un mondo
che lentamente si stiracchia prima di riprendere il suo moto.
Quando compresi che era vera
come la vita stessa, fuggii all’istante
dalla vecchia realtà e dai suoi travestimenti,
e richiusi dolcemente gli occhi
per poter tornare a sognarla.

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INSTRUMENTOS DE MEDIDA

Para medir el tiempo se inventó la ausencia, 
esa raya que separa en dos el mundo, 
en dos los cuerpos, los días, las palabras. 

Para medir la ausencia se inventó el silencio, 
esa lengua de espectros, ese dolor obediente 
con el frío tacto de las cosas huecas. 

Para medir el silencio me inventaste a mí, 
este perro de niebla que vaga en la noche 
como un faro en busca de un naufragio.

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AMOR Y GEOMETRÍA

Buscarte es una elipse. 
Soñarte es una curva. 
Descifrarte es una pirámide. 
Alcanzarte es una hipérbola. 
Amarte es un círculo. 
Tenerte es un cuadrilátero. 
Perderte de nuevo 
es una mera parábola 
para volver a buscarte.

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CRIMEN IMPERFECTO

De todos los crímenes que cometí 
sólo me arrepiento de uno: 
no haber matado del todo el deseo, 
ese buitre abyecto e insaciable 
que me hace creer 
que sigo estando vivo.

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ENSOÑACIÓN

Toda la noche la anduve imaginando. 
Al despertar, allí estaba, 
tal y como se manifestaba en mis sueños: 
con la pureza intacta de un mundo 
que se despereza antes de girar. 
Cuando comprendí que era cierta 
como la vida misma, huí como pude 
de la vieja realidad y sus disfraces, 
y cerré suavemente los ojos 
para poder volver a soñarla.

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