Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Franco Pappalardo La Rosa

Clicca QUI per leggere gli altri Autori già pubblicati

OLTRE LA RETE: Franco Pappalardo La Rosa

*

da L’orma di Sisifo – Poesie (1962-2012), Prefazione di Giovanni Tesio, Ed.Achille e La Tartaruga, Torino 2018.

.

VIA DAFNE

Eri un bimbo sperduto, non avevi un nome.
Solo la testa nera avevi, gli occhi neri
e i capelli arruffati contro il vento. Col cuore
gonfio trattenevi il pianto tra due golfi
di case aperti al mare e clamore di ragazzi
e panni al sole nella trama dei fili sopra i tetti.
A due passi da casa, via Dafne fu la prima
pena di sentirti solo a petto stretto, il disperato
strazio per una pista smarrita.
.
Adesso grandi corsi, viali, piazze
quella pena irridono, la sfanno con dolcezza
come nebbia. Rimane l’accanirsi delle dita,
il gesto di serrare i pugni in tasca, vano
a trattenere quel nulla di te. E ogni passo,
veloce, più veloce, tenta la soglia
d’ombra che l’attira, la distanza infinita
si fa bruma di soffi. Tu sei di là, dove
la strada trema al volo breve dei passeri,
il fiato non giunge a farsi voce:
un alito di brezza.
.

.

TRA OMBRE

La chiara domenica si scioglie;
odore di vento viene dai vicoli
che a tratti svelano il fresco del mare.
«Ma certo» – mi fa –, «inganno
è il tempo: un niente. È l’alibi forse,
il beneficio di darsi una ragione.
E intanto ti fai passato: un’ombra
che trascina i suoi ricordi».
.
A passi svelti, discordi nel meriggio,
a precederci, a inseguirmi come un gioco,
la smania di ferirci, il gesto pronto:
«È inutile» – le rispondo –, «basterebbe
lo sguardo che scruta oltre le cose,
il tuffo di tenerezza a mescolarle,
a dire loro: addio, care! Addio!…».
.
Nel nitido raro di quest’ora in città,
non è il fragore del viale a sorprenderci.
È l’improvviso specchiarci negli occhi
degli altri, l’urto casuale d’un braccio
nella folla, il dirsi così, sopra pensiero:
«Fra poco ripasserò dove mi trovo
a raccattare la mia ombra offesa».
.

.

INVERNO

Ma queste lamiere di vento discordanti
nella notte che resiste a farsi luna,
quest’accordo di vani soliloqui…
.
Altro inverno che va in brividi
al fondo stormire di rami, di stelle:
il gelo dei passi sulla neve a perdersi
dov’è sgomento l’eclissi degli anni,
la memoria un rifugio di ore, di volti,
di gesti (e rimorsi senza parole),
in rassegna.
.
Dolcemente ondeggiano alle raffiche
le cime degli ontani, enorme presepe
incantato, la città si scioglie in vapori di luce
e l’alba già vince il tripudio delle ombre.
.
Tornerà, tornerà nei viali candidi-intatti
a fremere fra poco un mondo d’ire
e lunghe file di uomini appariranno
anonimi di sorrisi, di denti, di voci
che rimbalzano:
.
in illusioni ancora eluderanno
il freddo gioco della morte.
.
.

.

Franco Pappalardo La Rosa, giornalista, critico letterario, narratore, è nato a Giarre. Completato il liceo classico, si è laureato in Giurispudenza all’Università di Torino, città dove vive da molti anni. Ha collaborato alle pagine culturali di quotidiani e riviste; ha redatto “voci” di letteratura italiana per il Dizionario della Letteratura Italiana (Milano, Tea, 1989), per il Grande Dizionario Enciclopedico – Appendice 1991 (Torino, Utet, 1991) e per il Dizionario dei Capolavori (Milano, Garzanti, 1994). Ha pubblicato alcuni libri di critica letteraria, fra i quali: Cesare Pavese e il mito dell’adolescenza (Edizioni dell’Orso, Alessandria, 20032); Lo specchio oscuro: Piccolo, Cattafi, Ripellino (ibidem, 20042); Viaggio alla frontiera del Non-Essere. La poesia di Giorgio Caproni (ibidem, 20062); Il poeta nel “labirinto”: Luciano Erba (ibidem, 20062); Alfonso Gatto. Dal surrealismo d’idillio alla poetica delle “vittime” (ibidem. 2007); Il fuoco e la falena. Sei poeti del Novecento (Caproni, Cattafi, De Palchi, Erba. Piccolo, Ripellino), ibidem, 2009; Cinque studi. Esemplari di narrativa italiana del Novecento (su Associazione indigenti di M. Collura, Caro Michele di N. Ginzburg, L’amore è niente di M. Lattes, Il compagno di C. Pavese, Fratelli e Il custode di C. Samonà), ivi, Achille e La Tartaruga, 2015; e Le storie altrui. Narrativa italiana del penultimo Novecento (77 recensioni e interviste), ibidem, 2016. Oltre a L’orma di Sisifo – Poesie (1962- 2012), Prefazione di Giovanni Tesio, ibidem, 2018, ha pubblicato alcune opere di narrativa, fra le quali: Il vero Antonello e altri racconti, Acireale, Lunarionuovo, 1985; Angelo, Torino, Ananke, 1999; Il caso Mozart, romanzo, Postfazione di Giorgio Bárberi Squarotti, Roma, Gremese, 2009; Rondò. Tre racconti, Nota critica di Giovanni Tesio, Milano, Mimesis, 2012; Farandoletta. Un sogno in Sicilia, romanzo, Torino, Achille e La Tartaruga, 2018.
.

Una risposta a "Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Franco Pappalardo La Rosa"

  1. Dopo la prosa, giungono con la stessa straordinaria forza sul Il sasso nello stagno, anche i versi di Franco Pappalardo La Rosa; tratte dalla antologia “L’orma di Sisifo – Poesie (1962-2012)” edita per i tipi Achille e La Tartaruga di Torino nel 2018 e già in ristampa, le poesie compongono una silloge – distillato, molto ben curata e di ottimo gusto, che racconta mezzo secolo di lavoro poetico, di ricerca, di passione, di mente e cuore lontani dalle mode e dai momenti letterari, che pure hanno ornato l’Italia degli ultimi cinquant’anni. Franco Pappalardo La Rosa, con rigore ed eleganza (la stessa emersa dai suoi scritti in prosa e molto apprezzata), consegna al lettore una volontà di chiarezza e libertà, unitamente a una scrittura -anche in questo caso- appassionata e contemporanea, al passo con i tempi in cui sono state scritte le liriche, che mai scade in retorica o sentimentalismi. L’autore, mi piace sottolineare, ha scelto, per omaggiare i suoi cinque decenni di poesie, poco più di una cinquantina di testi, facendo emergere, nella sintesi, il grande lavoro di scelta e di sottrazione che ha dovuto inevitabilmente operare, dando di sé, nell’epoca dell’eccesso di presenza e del culto del Sé finalizzato all’auto-promozione, un’immagine fuori dagli schemi, un origami di luce che carezza il lettore senza imporsi, ma lasciandosi ricordare a lungo proprio per la delicatezza dell’incontro. Abile scultore, capace di trarre da un blocco unico – tutta la sua produzione poetica – le forme raffinate e precise della sua poetica da consegnare ai posteri, Franco Pappalardo La Rosa fa de L’Orma di Sisifo un racconto in versi anche della storia del nostro Paese, dal viaggio, che consegnava (e consegna ancora) al Nord i figli di un Sud destinato da stranieri a divenire industria produttrice di menti e braccia per altri padroni, alla mai dimenticata terra d’origine, madre sempre in attesa di un ritorno, con voce lucida e amorevole di chi, grazie all’azione del Tempo, ha imparato a far convivere necessità e virtù, senza mai dimenticare, finanche nella scrittura, la sua radice.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.