Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Luigi Ianzano

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OLTRE LA RETE: Luigi Ianzano 

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versi tratti da Spija nGele [Scruta il Cielo]

“Il volume raccoglie versi scelti, nuovi o rivisitati. Il primo tempo, Criscenza, disvela l’iter esistenziale che prelude al secondo, Come ce mbizza la cèreva, a schiudere la pienezza della lode, preghiera più preghiera. Verità dell’uomo in pelle d’oca, rivissuta con – si parva licet – l’affanno di Leopardi, lo strazio di Giobbe, la letizia di Francesco, l’apoteosi di Dante. Fiducia cresciuta a suon di patibolo, che riempie di significato e trasfigura. Fatica di scoprire ciò che, a guardar bene, è già svelato: tutta la scienza e tutta la sapienza saranno nello scrutare il Cielo. La trascrizione si conforma alle proposte di normalizzazione grafica di Francesco Granatiero (grafia DAM dei Dialetti Alto Meridionali – leggi anche qui).”

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Ma tu
pecché po te spirde,
me lisse mmacande
a pedë mbussate,
me scurce lu larde,
me mbuche de sckande
a tterra abbelata?
E scòce e më jarde:
seddùzzeche, chiande,
treménde pe ll’ati.
Pecché po te spirde?
Da joje addenande
na zénna de hiate!
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/ Ma tu… perché d’un tratto ti dissolvi, mi pianti vuoto e impantanato, mi rendi denutrito, mi lasci ardere di spavento nella terra che prima dissodi? E scuocio e deperisco a suon di singhiozzi, compianti, tormenti per il mio prossimo. Perché d’un tratto ti dissolvi? D’ora in avanti un po’ di respiro!
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Com’e dda chianda ché cë vòta
a gne vvutatora de sole
e parë quasa pustigghiona,
e lla palómma tesa tesa
cu ll’ócchie scacchiate alla luna,
la vede tónna e bbellaggiona
e lla fa paré n’atéttànde,
propia accuscî, quanne tu rirë
tutte lu munne ce n’addona.
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/ Come quella pianta che si volta ad ogni giro del sole parendo quasi guardona, e la tortora impettita con l’occhio sgranato verso la luna, la trova tonda e bella e da essa stessa vien resa ancor più bella, proprio così, quando tu sorridi tutto il mondo ne rimane estasiato.
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Spija nGele
… conoscerete la verità e la verità vi farà liberi
(Gv 8,32)
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Spija ngele, papà, quanda stédde
ce tenne massera cumbagnìja
e quand’acriddë rìrene a nottë
tetecate da sta bbella luna.
Tutte, pa’, sta chembóste pe tté.
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Ndinne. Ché lli fa si ddua e ddua
nón fanne sembe quatte, e lla mégghie
fijura alla mupégna te jabba,
te cavuceja, te mbrétta, e apprésse
vè la pucundrìja… ché lli fa?
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Tu nón facenne lu scattevute.
Spija nGele, ti’ a mendë ché dicë:
tutte, pa’, ce chembónne ind’e tté.
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Scruta il Cielo ….Guarda in cielo, (caro di) papà, quante stelle ci tengono stasera compagnia e quanti grilli sorridono a notte fonda solleticati da questa bella luna. Tutto, papà, è così disposto per te. / Considera. Che importa se due più due non farà sempre quattro, e la più affidabile apparenza oltre ogni limite potrà ingannarti, tradirti, imbrattarti, e di conseguenza si ripresenterà la malinconia… che importa? / Tu non smettere di desiderare. Scruta il Cielo, cogline il messaggio: tutto, papà, si potrà ricomporre in te.
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Luigi Ianzano vive a San Marco in Lamis sul Gargano, dove è nato nel 1975. Maturità classica, laurea in legge, docente di scienze giuridico-economiche e sostegno didattico negli istituti superiori del vastese. La scrittura creativa una felice propensione, specie in ambito poetico e in lingua nativa (variante apulo-garganica del napoletano). Dopo un romanzo e alcune plaquette di versi giovanili, ha pubblicato la raccolta Taranda mannannera [“Taranta messaggera”] nel 2005, la laude Come ce mbizza la cèreva [“Come si porta la cerva”] nel 2007, la silloge Fòchera mbétte mestecate [“Fuochi interiori mantecati”] nel 2011, la raccolta Spija nGele [“Scruta il Cielo”] nel 2016. In gestazione Daìnde [“Viscere”]. Ha promosso e diretto l’Officina letteraria La Putèca fra creativi in lingua locale. È censito nella mappa sonora internazionale Poetry Sound Library. Suoi interventi compaiono, tra l’altro, sulla rivista Studi Medievali e Moderni del Dipartimento di Lettere Arti e Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara XXI 2017 (direttore Gianni Oliva); negli Annali del Dipartimento di Scienze Giuridico-Sociali e dell’Amministrazione dell’Università degli Studi del Molise IX 2007 (direttore Valentino Petrucci). La tesi di laurea su “Identità plurale dell’Europa e valori giuridici di riferimento” è pubblicata nel 2009 dal Consolato dei Maestri del Lavoro del Molise. Coniugato e padre di due figli, laico francescano. Nella Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Puglia ha ricoperto vari incarichi di servizio regionale, dalla presidenza al segretariato alla formazione (nota tratta dal sito luigiianzano.it).

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