Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Lucia Triolo

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OLTRE LA RETE:  Lucia Triolo

da Dedica (DrawUp Edizioni, aprile 2019)

CIO’ CHE NON RICORDIAMO

ciò che non ricordiamo
sa qualcosa di noi
il colore delle nostre vesti
l’arancio aggredito dal rosso ciliegio
quel lieve sentore di bugia
l’emozione sgualcita a pezzi
nel tappeto
le fusa del gatto
un gesto: l’ adagiarsi del corpo
il suono della porta
sul più bello
.
io non ricordo
ancora guardo
.

.

da Metafisiche rallentate (Bibliotheka Eizioni, ottobre 2018)

IN FONDO ALLA FILA

Per ultima in fila
era una figura.
quasi una disattenzione
Donna lo era stata forse
un tempo
adesso era solo un grumo
di sguardi
una parola strozzata
in gola.
Ultima in fila: come lì fosse nata
-al bando
-nessuna maiuscola per lei
-né un accento
-né un segno di interpunzione
-nessuna congiunzione
-nessun interrogativo
-nessuna risposta
Solo un errore
in fondo alla fila
un errore dai mezzi occhi di brace
una metafora sbagliata.
.
Vento fermo tagliato
dal desiderio
.
Una crasi
.

.

inedito

LUNGHE PASSEGGIATE

Con un bicchiere di vino
tra le ginocchia
lunghe passeggiate
Il Venerdì Santo praticavo il digiuno
ma non avevo locuzioni interiori
forse ora uscirò di scena
come un buono a nulla
.
malia
il lembo di una veste
aspetta
l’autobus
.
.
.
.

Lucia Triolo è nata e vive a Palermo, nella cui Università ha insegnato Filosofia del diritto. Il suo impegno come scrittrice di poesia è recente, ma intenso; tra le sue ultime pubblicazioni: E dietro le spalle gli occhi (La Ruota Edizioni, Febbraio 2018); Metafisiche Rallentate (BIbliotheke Edizioni, Ottobre 2018); Dedica (DrawUp Edizioni, Aprile 2019). Ha, inoltre, pubblicato Dialoghi di una vagina e delle sue lenzuola, racconto e testo teatrale (La Ruota Edizioni Maggio 2019). È presente in numerose antologie pubblicate tra il 2016 e il 2018. Molteplici i riconoscimenti di prestigio conseguiti in diversi concorsi, tra cui: prima classificata poesia a tema ne Il canto delle Muse, 2017; seconda classificata al XIX Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa Guido Gozzano, 2018; seconda classificata al Premio in memoria di Duccia Camiciotti, nell’ambito del Premio internazionale Giglio blu di Firenze; seconda classificata, silloge inedita al Premio AlberoAndronico, 2019. Di recente alcune sue poesie -di cui una anche in traduzione spagnola- sono apparse su Rivista Atelier Web, Limeslitere e “Il pensiero di Alex”.

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13 risposte a "Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Lucia Triolo"

  1. grazie a te! leggo (quasi) sempre, commento poco, ma sai bene che il tempo è limitato e le cose da leggere tante, troppe!

  2. Angela, faccio fatica a confessarlo, sono a disagio, ma c’e qualcosa nella poesia di oggi che non mi torna piu. Non le sento più poetiche o forse sono io difettoso. Leggo dei ragionamenti profondi o troppo superficiali, raccolta di appunti passando, e altro ancorato a se stessi, cartoline illustrate, telegrammi telegrafici, tanta psiche priva di anima e nessuno parla piu della morte. Ñon so… come se la spiritualità fosse materia di altri tempi… mi manca.

    1. ciao Filo, ben ritrovato innanzitutto. Posso comprendere che alcune poesie ci suonino più vicine e altre meno e che, di fatto, alcune argomentazioni possano sembrare in secondo piano…però, carissimo, il poeta è per antonomasia cantore della morte per il solo fatto che scrive proprio per oltrepassarla e continuare a vivere oltre essa grazie ai suoi scritti. Mi permetto di accogliere il tuo commento come input per un’argomentazione più ampia, che tocca la libertà della poesia e ancor più del poeta, nel senso che ormai dobbiamo considerare questa espressione slegata da canoni e attese (pensa che anche la mia di poesia, a detta di alcuni, non è poesia,perché manca di patos e poematicità e persino musicalità…) magari, nel caso di questa Autrice, tenendo anche conto che è una studiosa di Filosofia e che il ragionamento le è congeniale. Io, ad esempio, personalmente, preferisco di gran lunga una certa poesia ‘filosofica’, appunto, a una meramente lirica o classicheggiante; ma tanto dipende anche dal momento che sto vivendo 😉

  3. non pensarti abbandonata. no.
    La ricerca dell’immortalità di cui parli è una presunzione mortale di schivare la Morte, beffarla, certo, come cavalieri erranti in cerca di un regno da conquistare, ed essendo senza eserciti, gli resta la magra consolazione di ammaliare una Principessa e o un REGINA ereditando con l’amore il governo del regno (Edipo RE). No! Non è questa l’immortalità perduta da riconquistare e nemmeno il modo, specie per chi poeta non sa ancora ciò che cerca e che poi venererà quel contatto divino e il modo suo di parlare con gli eventi decisi. Il filosofo non venera, se non se stesso. Il Poeta invece venera, scrive per culto e non per cultura. La cultura la lascia agli altri che sanno manipolarla, a lui interessa solo la venerazione e il colloquio diretto indicando la strada maestra che cerchiamo ovunque, mai soddisfatti perché effimera, insapore, inodore, indolore, ma li, davanti a noi. Quindi si cerca attraverso le parole altrui gli spazi immaginari che sanno elevarci. Di ciò credevo di parlarti e avere da te una indicazione illuminante, ma certamente, in un oceano di parole infinite come le stelle, il poeta si chiede quale di quelle ci ospiterà la prossima volta al fin di non perdere degli innocenti cosmonauti verso una direzione indicata da un cieco di spirito che a casaccio indica la strada ai suoi sottoposti perdendoli per sempre. La domanda te la pongo piu chiara: chi della tua scuderia (e ne hai di buoni, lo so) naviga come un Argonauta alla meta senza voltarsi mai indietro?

    Cordialmente FiloRosso

    1. Non evado la risposta; dico semplicemente che non so rispondere. Preferirei di gran lunga avere a che fare con cavalli veri, esseri che amo, piuttosto che con tanti e persino con la poesia…tornerò a riflettere sul tuo commento. Intanto, grazie ☺️

  4. Rilassati e buone vacanze. Il mio cavallo preferito si chiama Toro. Nero ombroso, alto, enorme, quasi da tiro. L’ho adottato al maneggio abbandonato nel recinto, nessuno si avvicinava. Ci siamo scrutati e mi ha preso in simpatia. Abbandonato tra gli asini sono entrato con l’acqua (troppo caldo) L’ho pulito e lavato. Ora gli piace farlo ancora. Per montarlo ci vuole la scaletta. Nessuno sa l’età, nessumo , sono l’unico a cavalcarlo e lo porto a passeggio. E’ lento come piace a me e a lui. L’ho portato al fiume. Imbarazzante la sua emozione
    Poi al lago, è rimasto un ora buona a gurdarlo, non ci credeva, non lo aveva mai visto e mai vista tanta acqua insieme. Oggi il caldo é sano, lo porto in giro. Me lo danmo a grats anche fuori orario, sono abbonato e si girano tutti a vedere il gigante quando passa e io sopra mi stimo. Sembra un drago, Da solo prende la strada del Lago e lo guarda per ore mentre io sopra , ore 14,00 col cell ti scrivo.

    1. Io abito e amo una terra di cavalli neri e buoni, le Murge, e sono del segno del toro…magnifica coincidenza! Da’ una carezza al tuo cavallo da parte mia e sussurragli che è fortunato…grazie ❤ per questo momento/commento!!!

  5. Scusami ero sopra lui in attesa dei suoi comodi. Stasera sono in terrazza-gazebo per ammirare Saturno. Verso sud. medio alto, e ho montato la tendina con zanzariera per vederlo fino a che sparisce. Stanotte ci dormo dentro. È un evento. Mai visto prima a occhio nudo. É bello sembra un Ufo. Buona notte.

    1. buongiorno, Filo!! Saturno forse è il più affascinante dei pianeti, anche per quei suoi anelli, che pare vestano una testa con un cappello a tesa larga!! Un giorno, devo dire, il tuo, davvero originale; dal cavallo nero a Saturno sembra quasi un percorso iniziatico… sorrido, forse troppo presa dal romanzo che sto leggendo 😉 intitolato “Il labirinto ai confini del mondo” in cui compare un misterioso uomo a cavallo…

      1. Saturno, che spesso confondiamo con Crono greco che inghiotte suoi figli per regnare solitario e indiscusso sull’Universo strappato al padre Urano (evirato), è un Dio esplicitamente italiano che con Diana Trivia (che non è Artemide) assieme a Giano Bifronte, sono i titolari di questa penisola ancor prima che arrivassero i troiani e greci rissosi ad’impossessarsene. Saturno è un antico Coltivatore delle Messi e viene rappresentato con due falci: La Grande Falce oscillante che circonda il mondo e la Piccola Falce dei devoti chinati alle Messe diventando anche roncola nei vigneti
        Saturno fu scambiato con Crono perchè recise i testicoli di Urano Stellato suo padre con un falcetto d’osso seghettato donatogli dalla Madre Rea tessitrice per compiere il misfatto liberando i suoi fratelli dal ventre paterno. Quell’osso era un bilanciere che oscillava gli andirivieni dei telai di Rea tessitrice. Tralasciando i dettagli esoterici, una osservazione ti sottopongo, la nascita dell’Hard Disch. Fu possibile solo all’ausilio di una Grande Falce e Piccola Falce. Fu Edison nello studio del Grammofono a scoprire il Segreto dell’udito di Saturno e che diventerà negli anni l’ hard disck. Pisa è il centro saturnide mondiale della fisica saturnide, area sacra che ha fatto nascere la 101 Olivetti il primo personal computer e ilmaxi calcolatore a transistor mandando in pensione gli scatoloni IBM grazie alla “memoria stricttiva” , una magia. (1 0 1 00 11 00 1 ecc) codice binario inventato dal pittore Morse … “punto linea punto”… Puntinismo?. E che dire di Saturno sul suo Polo Nord perfettamente esagonale lasciando a bocca aperta gli adoratori della Stella di Davide? Ieri sera era stupendo, un gioiello scintillante come una “trottala diamantifera” tra le stelle del cielo. E lentamente il cavaliere misterioso col cappello di paglia a “Banda Larga” sul suo nero destriero ombroso attraversa le tue pagine perché sa che, mentre leggi, metti in moto un circolo saturnideo che mi permetterà sotto foglie e fogli, di ritrovare la strada indicatami come Via Simone Weil numero ? Non ricordo il numero, ma lo troverò stasera mentre osservo devoto Saturno che dall’alto mi guarda e ci sorridiamo.

        Filorosso
        (pagano)

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