Angela Greco, estratti da All’oscuro dei voyeur

Angela Greco, estratti da All’oscuro dei voyeur

[…]
Più che l’arredo è l’imprecisione
a fornire appigli solidi. Fuori concorso
che meravigliano per lealtà
grani di polvere sul rosario appeso
al ricordo di quando eravamo santi.
Tolta l’aureola allo sguardo rimane
la nudità che non può essere travisata.
Nel circo l’apparenza s’improvvisa neve
per chi è in cerca di souvenir; intanto,
rimaniamo non addomesticabili cercatori
di ciò che si è perso prima del giorno.
(da “chilometri a ritroso”)

*

[…]
Vorrei rimanesse di me una puntina da disegno,
sotto la pianta del piede, di quelle che ricordano
i diciassette anni e un cattivo voto costato un sabato
sera; qualcosa che non accade più, di cui resta la cicatrice
in memorie di carta in disuso; vorrei fabbricanti di veleni
che si convertano all’arte, un filo argentato a legare
una mano piccola e una grande, un disegno da bimbi
di prima elementare per ricominciare e imparare il resto.
(da “notte e terra”)

*

[…]
Il vicolo nasconde la vena e la smagliatura antica di tufo giallo
a rigare di continuità questo ribaltato ventre di colori. Tra
il cobalto e il rosso raggiungiamo Napoli a maggio.
Rovine da scalare per dire mattino nello zucchero del risveglio,
lo stesso film di quella sera d’inverno. Il cielo ha geometrie
sensibili tra le pietre innalzate a casa e la strada; tagli precisi,
che slacciano percorsi a scendere sotto madonne dai raggi bui.
In restauro, davanti al rigattiere dei leoni, siamo numeri a caso
estratti tra fortuna e destino dal tempo che sorprende.
Una disfatta, prima della parola, ci raggiunge al collo.
(da “Dissimiglianze”)

*

Tutte le cose imperfette hanno un battito in più,
un moto di ricerca, una stella che si colloca dove
meno la si vede e che pure brilla prima.
Qualcuno nel giardino sta suonando un richiamo;
seduto sul fondo della scena osserva lo scompiglio
del mattino di buoni propositi e discese all’inferno.
E diventi tu stesso l’edificio altissimo,
la successione dei piani, la fuga dello sguardo
e le camere che incalzano, gli specchi rotti e i tavoli
su cui poggiare la mano, quando a schiena curva
non basta il ricordo per darsi sollievo.
[…]
(da “je te veux”)

.

Angela Greco (AnGre) è nata il primo maggio del ‘76 a Massafra (TA). Ha pubblicato: in prosa, Ritratto di ragazza allo specchio (racconti, Ed.Lupo, 2008); in poesia: A sensi congiunti (Ed.Smasher, 2012); Arabeschi incisi dal sole (Terra d’ulivi, 2013); Personale Eden (La Vita Felice, 2015); Attraversandomi (Limina Mentis, 2015); Anamòrfosi (Progetto Cultura, Roma, 2017); Correnti contrarie (Ed.Ensemble, Roma, 2017); Ora nuda, antologia 2010-2017 (Quaderni di RebStein LXVII, 2017); Ancora Barabba (Collezione Bocche Naufraghe, YCP, 2018); All’oscuro dei voyeur (YCP, 2019, prefazione di Franco Pappalardo La Rosa).

È ideatrice e curatrice del collettivo di poesia, arte e dintorni Il sasso nello stagno di AnGre (https://ilsassonellostagno.wordpress.com/). Commenti e note critiche sono reperibili all’indirizzo https://angelagreco76.wordpress.com/.

QUI IL LIBRO

Annunci

3 risposte a "Angela Greco, estratti da All’oscuro dei voyeur"

  1. È sempre con immensa gioia e piacere leggere i tuoi versi. Versi che toccano corde nascoste dentro di noi, corde forse sconosciute a noi stessi fino a quando non le udiamo suonare….. e tu sei abile suonatrice 😍😍😍💝

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.