Sotto lo stesso cielo

Venezia*

Venezia. Silenzio. Il passo
di un bimbo scalzo
sulle fondamenta
empie d’echi
il canale.
Venezia. Lentezza. Agli angoli
dei muri sbocciano
alberi e fiori:
come se durasse
un’intera stagione il viaggio,
come se maggio
ora
li sdipanasse
per me.
Al pozzo di un campiello
il tempo
trova un filo d’erba tra i sassi:
lega con quello
il suo battito all’ala
di un colombo, al tonfo
dei remi.

(1933)

*Antonia Pozzi (Milano, 1912-1938)

§

E’ fatto giorno*

È fatto giorno, siamo entrati in giuoco anche noi
con i panni e le scarpe e le facce che avevamo.
Le lepri si sono ritirate e i galli cantano,
ritorna la faccia di mia madre al focolare.
.

.

[Ho capito fin troppo gli anni e i giorni e le ore]*

Ho capito fin troppo gli anni e i giorni e le ore
gl’intrecci degli uomini, chi ride e chi urla
giura che Cristo poteva morire a vent’anni
le gru sono passate, le rondini ritorneranno.
Sole d’oro, luna piena, le nevi dell’inverno
le mattine degli uccelli a primavera
le maledizioni e le preghiere.

*Rocco Scotellaro, (Tricarico 1923 – Portici 1953)

§

acqua*

Sotto la stessa acqua, d’ingrato cielo,
alla gola, tra le mani, dentro il vuoto,
siamo
nello specchio della tempesta
scongiuranti e benedicenti.
O malediciamoci pure per quel che sappiamo,
tra lastre d’antiche strade divelte e mosaici ammutoliti.
Nell’ora dell’invocata Bruna, nell’altrui distrazione e
prima che se ne accorga la luce piena della notte,
diventiamo lo stesso sentimento e la stessa materia,
sconcertati di segni e mancate comprensioni.
I santi e le madonne ci somigliano tutti
nei ricami di pietra o sulla roccia nuda,
nel silenzio dei millenni e nel ricordo del mare.
Non siamo poi così distanti; attimi di memoria abbandonata.
Sensazioni acquee confondono e pervadono
vie vuote di vecchi paesi e calli affollate d’estranei.
Sassi di sud che si sgretola e pietra d’Istria nello stesso fotogramma.

E in mezzo una storia, che racchiude entrambi.

*Angela Greco, inedito, novembre 2019

6 pensieri su “Sotto lo stesso cielo

  1. Grazie per l’umanità con cui tratti le pietre vive, per il vigore delicato con cui tratteggi la sacralità dell’“essere insieme” degli abitanti. In luoghi che ritrovano significato grazie alle persone, da un sud a un nord sgretolati “nello stesso fotogramma”.

  2. la corruzione e il peggio di tutto questo paese immobile e unito soltanto nel dramma del male e del crollo, siano cancellati nel segno di una unità ancora a venire, grazie

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