“Di questo tempo”

[Di questo tempo]

Di questo tempo rimarranno le mura,
le ripetizioni che zittiscono i sogni e
una grafia minuta, di chi resta chiuso
in un se stesso sempre poco conosciuto.
Domando che giorno è, il mese lo ricordo,
e un accenno alla notte appena trascorsa;
un cambio d’ora che porta ancora più silenzio,
nella strada inattiva e persino sul campanile
in ritiro dalla sua domenica. Il silenzio, persino lui,
lo stesso che fino a ieri bussava timido alle tempie,
oggi guarda con occhio differente questo momento.

Di questo tempo rimarrà un ricordo
dai contorni poco noti, ansiolitico, che
annebbia lo sguardo e finanche la penna;
una fotografia sfuocata di volti tutti uguali,
senza volto, la piazza vuota e la torre dell’orologio
stupita. «Manca la bellezza» hai detto, e tutte le scene
aspettano i loro attori, fermi, dietro quinte di paure.
Questo momento ha scoperchiato nuovi vasi di Pandora,
in un occidente di fiato che credeva invincibile. Eppure,
tutti i mali del mondo non sono serviti; questo silenzio
porta con sé tutti i silenzi precedenti e tutto quello che verrà.

Angela Greco, marzo 2020 – inedito

*

pubblicata a cura di Gianluca Asmundo – che si ringrazia – sul suo blog Peripli, per la rubrica Futuro Prossimo.

— immagine: particolare di casa rurale pugliese (masseria), dal web —

6 pensieri su ““Di questo tempo”

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