Rubens, L’unione tra terra e Acqua – sassi d’arte

Rubens, L’unione tra Terra e Acqua (1618 c.a.)

olio su tela, cm 222,5 x 180,5 – San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

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Questo dipinto mostra la maestria di Pieter Paul Rubens (Siegen, 1577 – Anversa, 1640) nel combinare in un’unica opera spunti derivanti dalla realtà storica e mitologica, elementi umani ed elementi naturali. Celebra, infatti, l’ideale unione tra Terra e Acqua, ma anche la concreta fortuna di Anversa, ricco porto d’Europa grazie al collegamento verso il mare offerto dal fiume Schelda.

Protagonisti della tela sono Cibele, dea madre della natura, con la cornucopia piena di frutta, simbolo di fecondità e ricchezza, e Nettuno, dio del mare, che stringe nella mano destra il tridente, allusivo al suo triplice potere di reggere, agitare e calmare le acque. Tra di loro un grande vaso rovesciato, a simboleggiare le acque del fiume Schelda. In basso, Tritone è intento a soffiare in un corno di conchiglia per placare le acque su ordine del padre. Completa la scena una figura femminile alata, che celebra l’unione della coppia, posando sul capo ghirlande nuziali fiorite.

“Rubens fu l’equivalente nordico degli artisti italiani più fortunati: il suo genio fu altrettanto grande, la sua fama altrettanto universale e i suoi guadagni altrettanto favolosi. Ma mentre Raffaello, Tiziano e Bernini dovettero la loro posizione sociale soltanto ai propri successi artistici, Rubens aggiunse alla sua reputazione di pittore il prestigio dell’inviato diplomatico. Il suo tirocinio per l’una e per l’altra carriera aveva avuto inizio quasi simultaneamente: ragazzo non ancora quindicenne era divenuto paggio di Margherita di Ligne; circa un anno dopo lasciò questo servizio e si volse alla pittura. Durante il suo primo periodo di attività come pittore di corte venne scelto dal duca Vincenzo di Mantova come uno dei messi incaricati di accompagnare un invio di doni alla corte spagnola di Madrid. Questi atti di cortesia avevano sempre un risvolto politico; e, anche, se in quella occasione, Rubens ebbe una parte secondaria, essa gli fornì certamente qualche lume sulle procedure diplomatiche, e dovette dargli un buon avvio per la sua futura carriera politica. Dal 1623 in poi egli fu utilizzato dall’infanta Elisabetta, governatrice dei Paesi Bassi spagnoli, come agente speciale nelle trattative di pace tra Spagna, Inghilterra, Francia e Paesi Bassi. Per dieci anni Rubens viaggiò per l’Europa incaricato di missioni confidenziali, ma continuando a dipingere ovunque lo portavano i suoi doveri. Furono anni intensi; solo un uomo dalle felici disposizioni di Rubens, con il suo spirito metodico e la sua illimitata capacità di lavoro poteva fare contemporaneamente due mestieri così impegnativi correndo da una corte europea all’altra, mantenendo una vasta corrispondenza e tenendo aperto anche uno studio ad Anversa.” (Rudolf e Margot Wittkower, Born under Saturn, 1963)

Estratto dal volume n.33 dedicato a Rubens, collana “I capolavori dell’arte”, Corriere della Sera, 2015.

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