Octavio Paz, Acqua e vento

Modigliani

Acqua e vento

Distesa d’acqua scintilli
sotto un fulmine lascivo
il mio pensiero azzurro e nero

Cammini per il bosco del mio sangue
alberi odorosi di sperma
alberi bianchi alberi neri

Abiti un rubino
instante incandescente
goccia di fuoco
incastonata nella notte

Corpo illimitato
in un’alcova minuta

Il mare ti solleva fino al grido più bianco
l’edera del gemito mi conficca le unghie nella nuca
il mare ti squarcia strappandoti gli occhi
torre di sabbia che si sgretola
i tuoi lamenti scoppiano e svaniscono
galli neri
cantano la tua morte e la tua risurrezione

Sul bosco carbonizzato
passa il sole con un’ascia

Octavio Paz

*

da “Salamandra” (1958-1961), in “Octavio Paz, Vento Cardinale e altre poesie”, “Lo Specchio” A. Mondadori Editore, 1984 – Traduzione di Franco Mogni

Immagine: opera di Amedeo Modigliani – versi dal web

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