Agosto – autori vari

AGOSTO, autori vari 

*

Mese di pendole immobili (in agosto è lesta
solo la mosca nella brocca secca).
Sui quadranti si incrociano le cifre
come fari antiaerei in cerca di un serafino.
Mese di tende abbassate, di sedie con le foderine,
del tuo doppio sudato che guarda dallo specchio,
di api che dimenticano l’ordine delle celle
e vanno al mare a spalmarsi di miele.
[Josif Brodskij]

*

Il cielo tra gli ibischi, ormai ci vedo poco ma pare un indaco, un colore non so che, corruttibile al viola, blasfemia buttata lì, con l’indecenza di un dopopranzo, contro il cielo d’agosto.
Agosto è arrivato anche quest’anno, il mese che se fosse ancora luglio, in reprise, sarebbe stato meglio. Che mese è agosto? Un mese sospeso, un mese per dire, un mese mancato, socchiuso, con una strana sorte, di fine stagione in piena stagione. È quel taglio sulla fettuccia dell’anno, il traguardo di una presa in giro, la frana di sabbia d’una duna caldissima, improvvisa, quell’imminenza di tragedia che colpirà tutti o solo me, che è uguale. Agosto è una disgrazia in festa, il mese glorioso delle genti esauste, fiere in ferie, luna leonessa nel solleone, felidi ed efelidi del cielo, perseidi nella notte, il mese dei desideri così lenti ad esprimersi, così in ritardo, così impossibili, su veloci destini segnati, cadenti e traccianti.
Agosto, inesorabile, senza un perché e un percome, un percoco. [Angelo Bruno]

*

Una notte di agosto, di quelle agitate da un vento tiepido e tempestoso, camminavamo sul marciapiede indugiando e scambiando rade parole. Il vento che ci faceva carezze improvvise, m’impresse su guance e labbra un’ondata odorosa, poi continuò i suoi mulinelli tra le foglie già secche del viale. Ora, non so se quel tepore sapesse di donna o di foglie estive, ma il cuore mi traboccò improvvisamente, tanto che mi fermai. [Cesare Pavese]

*

Un’incoerenza, un obbligo da assolvere, un recinto di sabbie mobili, che, se non fosse per qualche stella a cui teniamo e a cui ci teniamo, potrebbe sparire tra i grani di una clessidra o sparire e basta. Intrappolati in questo irreversibile agosto, stretto nella nullità di giorni senza segni particolari, stride un malcontento d’insaputa origine o, forse, di fin troppo nota inoperosa disposizione a non poter mutare nulla. L’incertezza s’addensa dall’uno al trentuno e il riposo è spina e nebbia nonostante la convenzione. Reduci degli inizi, si calpestano vicendevolmente mattini e pensieri, increduli e dimentichi d’altre realtà accartocciate in incompiuti rimandi, sospesi tra muri privi di tetti. La precisione d’uno sformato di verdure parla dell’attenzione che altrove sfugge. Di questo inferno rimarrà il solito superstite, che racconterà la solita versione. Agosto ha troppi specchi per non riflettere. [Angela Greco]

*

Ricordai agosto, quelle sere lunghe e attonite in cui ci lasciavamo morire sotto il peso dell’ora, con i vestiti appiccicati al corpo per il sudore, mentre sentivamo fuori il ronzio insistente e sordo dell’ora che mai trascorreva. [Gabriel Garcia Marquez]

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Agosto,
controluce a tramonti
di pesca e zucchero
e il sole dentro la sera
come il nocciolo nel frutto.
La pannocchia serba intatto
il suo riso giallo e duro.
Agosto.
I bambini mangiano
pane scuro e saporita luna.
[Federico Garcia Lorca]

(in apertura,opera di Paul Klee – i testi, per i quali si ringrazia, sono tratti dal web.) 

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Il sasso nello stagno di AnGre vi dà appuntamento al 17 agosto. Sereni giorni a tutti!!

8 pensieri su “Agosto – autori vari

  1. Klee il pii grande “equilibrista” del colore equilibrato, inventore della Cartella Ral e consulente del Pantone

    Angela, quando ti leggo si sente anche dalle scelte che fai che sei amabilmente sudista. Sai di sete, cicale, salsedine e fichi d’india tra i muretti aridi e giallo limone ovunque anche senza bisogno di immagini. Conosco quell’attesa eterna del sud accecate dei raggi meriggi, si fugge la luce eccessiva, un immobilismo che denoto propagato in tutta Italia convalescente, come qui Pavia afosa in collina dove le uniche pulsioni di movimento sono detratte dai pungoli delle fastidiose zanzare. Beata Angelica, beata te, non ci sono.

    (non ricordo pungoli ad Agrigento marino) Fu un relax pirandelliano.

    Buona vacanza (t’invidio)

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