Alda Merini, San Francesco

Giotto, Compianto delle clarisse, 1290-95, affresco; Assisi, Basilica superiore di San Francesco (dal web)

*

San Francesco, di Alda Merini
.
Gli alberi tutti, gioia della terra,
hanno ferme radici
nella tristezza d’ogni poverello;
io li ho colpiti ai margini con grazia,
togliendo forza ad ogni fantasia.
Spazio non ho più dentro le pupille
ma sicurezza d’ogni cosa pura,
ma minuzia d’oggetti
che apprezzo, sollevandoli nel fuoco
della mia carità senza confini.
L’uomo non soffre attorno a sé una fine,
ma io ho un chiaro disegno
di povertà come una veste ardita
che mi chiude entro sfere di parole,
di parole d’amore,
che indirizzo agli uccelli, all’acqua, al sole
e che mi rendo tutte assai precise,
premeditata morte di dolcezza.
.
.

3 pensieri su “Alda Merini, San Francesco

  1. Queste commoventi parole richiamano alla mia mente le note del quinto e del sesto movimento della terza sinfonia di Gustav Mahler.
    Le terza è a mio avviso la più complessa e la più ricca di spunti sonori delle dieci sinfonie,oltre ad essere la più lunga delle sinfonie di tutti i tempi (dura più di novantacinque minuti).
    la più bella esecuzione è quella diretta nel 2007 dal nostro grandissimo Claudio Abbado, alla guida della Lucerne Festival Orchestra. Diretta senza spartito!.

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