Santa Cecilia

Santa Cecilia (1895) di John William Waterhouse

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Di Santa Cecilia storicamente si sa poco, in una sua Passio si racconta che venne fidanzata dai genitori a un certo Valeriano al quale, al momento del matrimonio, rivelò di avere offerto da tempo a Dio la sua verginità, su cui vegliava un angelo. Valeriano, istruito e battezzato da papa Urbano, poté effettivamente vedere quell’angelo che ordinò ai coniugi di vivere in castità; più tardi si convertì anche il fratello di Valeriano, Tiburzio e i due si dedicarono a dare degna sepoltura ai cadaveri dei cristiani uccisi. Scoperti, Valeriano e Tiburzio furono decapitati, inoltre il prefetto, volendo impossessarsi dei loro beni, fece arrestare e decapitare anche Cecilia, le cui spoglie vennero collocate da papa Urbano in un sepolcro nelle catacombe di san Callisto. Nell’821 le sue spoglie furono traslate da papa Pasquale I nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere. Nel 1599, durante i restauri della basilica, ordinati dal cardinale Paolo Emilio Sfondrati in occasione dell’imminente giubileo del 1600, venne ritrovato un sarcofago con il corpo di Cecilia incorrotto ed emanante profumo di gigli e di rose. Il cardinale allora commissionò a Stefano Maderno (QUI) una statua che riproducesse quanto più fedelmente l’aspetto e la posizione del corpo di Cecilia così com’era stato ritrovato (la testa girata per la decapitazione, tre dita della mano destra a indicare la Trinità, un dito della sinistra a indicare Dio); questa è la statua che oggi si trova sotto l’altare centrale della chiesa. Considerata patrona della musica, ha ispirato innumerevoli artisti. (fonte Famiglia Cristiana; Wikiwand)

Estasi di santa Cecilia, dipinto a olio su tavola trasportata su tela (236 × 149 cm) di Raffaello e aiuti, conservato nella Pinacoteca Nazionale di Bologna e databile al 1514 c.a.

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In letteratura, Cecilia è stata celebrata specialmente nei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, nel racconto Santa Cecilia o la potenza della musica di Heinrich von Kleist, in un’ode di John Dryden poi messa in musica da Haendel nel 1736, e più tardi da Hubert Parry (1889). Altre opere musicali dedicate a Cecilia includono l’Inno a santa Cecilia di Benjamin Britten, un Inno per santa Cecilia di Herbert Howells, la nota Missa Sanctae Ceciliae di Joseph Haydn, una messa di Alessandro Scarlatti, la Messe Solennelle de Sainte Cécile di Charles Gounod, Hail, bright Cecilia! di Henry Purcell e l’Azione sacra in tre episodi e quattro quadri di Licinio Refice (su libretto di Emidio Mucci), Cecilia (1934), Cantata a Santa Cecilia (1998) di Frederik Magle, e Cecilia, vergine romana cantata di Arvo Pärt. Il cantautore romano Antonello Venditti ha dedicato alla santa la canzone Cecilia inclusa nel suo album Unica (2011), mentre il 23 novembre 2015 la rock band americana Foo Fighters ha pubblicato un mini EP intitolato Saint Cecilia. (fonte Wikiwand)

Guercino, Santa Cecilia (1658 – Olio su tela 89 x 67,5 cm), Fondazione Sorgente Group.

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Denis Mahon, in una comunicazione scritta del 12 giugno 1996, colloca cronologicamente l’opera del Guercino nel periodo più maturo della carriera del maestro centese, riconoscendola nella commessa riportata sul Libro dei Conti in data 29 agosto 1658, per il Sig. Girolamo Panessi, attraverso una corrispondenza fra le misure della tela e il prezzo solitamente applicato dal Guercino in quel periodo per i ritratti a mezza figura. Denis Mahon inoltre ci informa della presenza di una copia di bottega di misure simili, eseguita da Benedetto Gennari, molto probabilmente dipinta attorno al 1568 e con l’autorizzazione del committente, considerata la grande amicizia che legava questi al Guercino. L’impianto compositivo a mezza figura isolata che caratterizza anche questa Santa Cecilia, venne sviluppato inizialmente da Guido Reni, che credeva che anche una mezza figura isolata potesse trasmettere allo spettatore il giusto pathos, anche solamente attraverso i tratti del volto e la gestualità. Guercino cominciò a sviluppare maggiormente nei suoi dipinti questa concezione in seguito al suo trasferimento a Bologna, che avvenne, non casualmente, nel settembre del 1642, un mese dopo la morte del Reni, con la chiara ambizione di divenire il nuovo principale punto di riferimento artistico per la committenza bolognese. Questo cambiamento non è solamente dettato da logiche commerciale. negli ultimi anni si può constatare un fisiologico mutamento nella sensibilità artistica del Guercino: il suo fervore giovanile aveva lasciato spazio ad una visione più introspettiva, pienamente riscontrabile ne ritratto di questa Santa Cecilia e nella semplicità del suo gesto. Le opere della tarda maturità quindi non ricercano più il dinamismo dell’azione storica, bensì il momento centrale dell’atto, capace di racchiudere in sé un’intera narrazione (fonte Fondazione Sorgente Group).

 

4 pensieri su “Santa Cecilia

  1. Nella mia famiglia c’è più di una Cecilia, perciò oggi è un giorno di festa, ma per un appassionato di musica, come me, il nome della Santa richiama alla memoria tante cose.
    Grazie del bell’articolo.

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