Maria Luisa Spaziani, due poesie

a.

IV

Sono venuta a Parigi per dimenticarti
ma tu ostinato me ne intridi ogni spazio.
Sei la chimera orrida delle gronde di Notre-Dame,
sei l’angelo che invincibile sorride.

Veniamo a patti (il contadino e il diavolo):
lasciami il giorno per guardare, leggere,
sprecare il tempo, divertirmi, escluderti.
Notti e sogni, d’accordo, sono tuoi.

[da Diario di Francia]

.

II

Ora so come a notte può dolere,
diramare profonda nell’anima
la sua pena d’assenza, una mano
che non dovrà più scrivere il tuo nome.

Lingue di fuoco sembrano sfiorarla
e le dita si allungano in ghiaccioli,
le carezze s’inceppano nell’aria
e nemiche le rose le sfuggono.

Ma udì una voce un cuore come il mio
che in violenta tormenta si agitava:
chi ti fa pecora, chi ti fa brutto,
tu stesso condannalo alle fiamme.

[da Tre poesie da Parigi]

*

Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), da Tutte le poesie a cura di P.Lagazzi e G.Pontiggia, Meridiani – Mondadori

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