Parole raccolte di Giampaolo Giampaoli letto da Angela Greco

Edito da Sillabe di Sale nel novembre 2020, Parole raccolte è l’ultima silloge del lucchese Giampaolo Giampaoli. Opera, che – come si legge nell’estratto della prefazione di Caterina Trombetti in quarta di copertina – cerca di ricostruire “il processo di formazione della poesia” e “quali sono le condizioni da cui emerge la scrittura come messaggio che ha origine dall’animo umano”; opera, nella quale – si legge ancora nella prefazione –  “I versi devono, quindi, nascere dal cuore del poeta, indomabili afflati, condurlo per mano alla conoscenza di se stesso e, per valore comunicativo, essere rivolti all’altro”. Un lavoro che colloca immediatamente la silloge in una certa recente classicità, fortemente radicata nella contemporaneità italiana inerente questo genere letterario, dove poesia è pari a lirica e il poeta è impegnato in una gratuita opera didascalica, in una creazione, che, bisogna dirlo, appaga i più.

Leggo suoni di poesia
e profondi penetrano,
nascosti nelle membra
consunte dal volgere
dei giorni;
la voce grida
il male della mente,
distoglie voluttuosa
i miei sensi nascosti.
La rabbia vaga
in un cuore fuso
al dolore senza origine,
perso nell’esistere.
Vibrerei le nostre emozioni
all’unisono liberamente,
ti trasmetterei spontanee
immagini delle parole,
ti guiderei lontano nel tempo
per restituirti alla materia
pacata.
.
(“Condurti”)
.

Giampaolo Giampaoli vuole essere poeta. Non si riescono ad avere dubbi su questo nemmeno leggendo alcuni componimenti dove ad hoc, l’autore si dimena tra difficoltà del vivere, del sentire e non meglio identificati dolori della mente, in una danza derviscica per la massima parte solo intorno a se stesso. Giampaoli è poeta di quelli fieri del proprio operato (la prima sezione della silloge è proprio dedicata alla riflessione sulla poesia dove, nonostante anche una certa vaghissima ironia, prevale il mestiere di insegnante che l’autore svolge), orgogliosi di trovare un posto nella libreria principale e nei favori dei lettori; condizione che, per tanti scrittori attuali di versi, non è qualcosa di negativo, anzi. Fin dal linguaggio, volutamente in un registro tutt’altro che basso, vicino, contemporaneo, questo autore s’impegna acché il lettore riconosca il poeta ben distinto da sé e anche abbastanza lontano dal quel suo povero quotidiano messo a dura prova nell’ultimo anno e finito in una incertezza totale. E si può solo essere contenti per lui, se riesce in questo intento di essere riconosciuto.

Cedo un foglio bianco,
pagina dello schermo afona,
scrivete una vostra sentenza
sulla materia dolce o aspra
della poesia, emersa
dall’oscuro antro dell’essere.
.
(“A voi”)
.

Parole raccolte, il cui titolo può indicare al contempo la raccolta (di un frutto del lavoro) e la condizione intima, è articolata in tre sezioni più un Epilogo, quest’ultimo interessante soprattutto per la chiarezza, che in altri momenti sfugge, nel quale l’autore sembra compendiare il suo concetto di poesia, presentando schematicamente la sua ricerca, come si legge nella seconda parte di “Perenne moto”:

Perenne moto nel procedere
alla ricerca dell’ingenuità,
anelo a un desiderio
incalzante, inconcludente, distruttivo.
Non trovo la linfa mai concepita,
la vado ancora cercando
ma in silenzio, senza delinearla,
eppure esistente.
.

e il suo forte pensiero su che cosa sia per lui la Poesia (“Il vento / da dentro consuma, / un dolore indistinto / che non si attenua”) messo in evidenza nel componimento in chiusura dedicato presumibilmente ad un bambino, che chiude la silloge, i cui due ultimissimi versi dichiarano apertamente la sua visione del mondo:

È un vento che penetra,
che non si disperde,
dormi sereno stasera,
calma è la musica che
pervade l’atmosfera,
ci pervade in un abbraccio
caldo, colma l’animo,
il tuo animo non vorrei
averlo leso. Il vento
da dentro consuma,
un dolore indistinto
che non si attenua;
dormi sereno stasera
almeno tu che sei
l’amore inviolato.
.
(“Dormi sereno”)
.

Un lavoro, questo di Giampaolo Giampaoli, che va a consolidare la strada intrapresa negli ultimi anni dalla poesia italiana, dove l’eco di un glorioso passato apporta quella sicurezza, che conduce autore e lettore al porto sicuro, nonostante una certa difficoltà di coerenza tra le liriche, dove non è semplice trovare il legante, se non nella più ampia lettura di cosa sia Poesia per una certa fascia di lettori e di mercato.

Ringrazio l’autore, che ha voluto sottoporre alla mia lettura la sua opera, alla quale, comunque, auguro buon cammino.

Angela Greco

4 pensieri su “Parole raccolte di Giampaolo Giampaoli letto da Angela Greco

  1. La chiarezza dell’espressione, la semplicità del linguaggio, la ricchezza del contenuto……
    Da ore cerco le parole giuste per esprimere il mio pensiero.
    Forse il silenzio sarebbe il migliore commento, ma rischierei di sembrare indifferente o critico.
    Grazie, Angela per questo regalo!!

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