AA.VV giorno x giorno amore

Infinità d’amore

Se ancor non ho tutto l’amore tuo,
cara, giammai tutto l’avrò;
non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
né posso implorare un’altra lacrima a che sgorghi;
ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
– sospiri, lacrime, e voti e lettere – l’ho consumato.
Eppure non può essermi dovuto
più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;
se allora il tuo dono d’amore fu parziale,
si che parte a me toccasse, parte ad altri,
cara giammai tutta ti avrò
Ma se allora tu mi cedesti tutto,
quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;
ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sarà
generato amor nuovo, ad opera di altri,
che ancor possiedono intatte le lor sostanze, e possono di lacrime,
di sospiri, di voti, di lettere, fare offerte maggiori,
codesto amore nuovo può produrre nuove ansie,
poiché codesto amore non fu da te impegnato.
Eppur lo fu, dacché la tua donazione fu totale:
il terreno, cioè il tuo cuore, è mio; quanto ivi cresca,
cara, dovrebbe tutto spettare a me.
Tuttavia ancor non vorrei avere tutto;
chi tutto ha non può aver altro,
e dacché il mio amore ammette quotidianamente
nuovo accrescimento, tu dovresti avere in serbo nuove ricompense;
tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore:
se puoi darlo, vuol dire che non l’hai mai dato.
il paradosso d’amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta,
tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
Ma noi terremo un modo più liberale
di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo
un solo essere, e il Tutto l’un dell’altro.

di John Donne (dal web)

.

*

in quanti modi ti amo?

In quanti modi ti amo? Fammeli contare.
Ti amo fino alla profondità, alla larghezza e all’altezza
che la mia anima può raggiungere, quando partecipa invisibile
agli scopi dell’Esistenza e della Grazia ideale.
Ti amo al pari della più modesta necessità
Di ogni giorno, al sole e al lume di candela.
Ti amo generosamente, come chi si batte per la Giustizia;
ti amo con purezza, come chi si volge dalla Preghiera.
Ti amo con la passione che gettavo
nei miei trascorsi dolori, e con la fiducia della mia infanzia.
Ti amo di un amore che credevo perduto
insieme ai miei perduti santi, – ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime, di tutta la mia vita! – e, se Dio vorrà,
ti amerò ancora di più dopo la morte.

di Elizabeth Barrett Browning (dal web)

.

*

Preludio

Mentre transita l’ombra d’un santo amore, io voglio
sul mio vecchio leggio porre un salmo gentile.
Accorderò le note dell’organo severo
al fragrante sospiro del piffero d’Aprile.

Maturerà l’aroma delle mele autunnali,
salmodierà l’incenso con la mirra il suo odore;
esalando le rose il loro fresco aroma
sotto la pace in ombra del tiepido orto in fiore.

Al grave e lento accordo di musica e d’aroma,
il solo e vecchio e nobile tema del mio pregare
innalzerà il suo volo soave di colomba,
e la parola bianca si leverà all’altare.

di Antonio Machado (Poesie Scelte, Mondadori, 1987. A cura di Oreste Macrí)

.

*

Con questo nome

Amore, cosa chiamo con questo nome
io non sono più certo di sapere.
Se ricerco nel fondo ove s’immerse
il tuo quieto naufragio,
fra i denti degli squali, di quelle sabbie gelosi,
presto riemerge il mio pensiero nudo
al visibile giorno,
con le braccia ferite e qualche filo
d’alga sul corpo, o i ciechi segni d’una medusa.

Ma a sera, se col passo delle fiere
che convengono caute presso lo stagno,
fra gli azzurri veleni che mesce il cielo,
in me come a tremante vetro s’affacciano
le antiche colpe, o errori, o la presente
solitudine, oh allora, come sei
tu stranamente viva sulle mie labbra,
e che stupiti altari la mia voce
odono che si scolpa nelle tenebre
a mia insaputa: O amore, tu sapessi…

di Vittorio Bodini (da La luna dei Borboni, 1952)

.

*

Le mani di Elsa

Dammi le tue mani per l’inquietudine
Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato
Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine
Dammi le tue mani perch’io venga salvato

Quando le prendo nella mia povera stretta
Di palmo e di paura di turbamento e fretta
Quando le prendo come neve disfatta
Che mi sfugge dappertutto attraverso le dita

Potrai mai sapere ciò che mi trapassa
Ciò che mi sconvolge e che m’invade
Potrai mai sapere ciò che mi trafigge
E che ho tradito col mio trasalire

Ciò che in tal modo dice il linguaggio profondo
Questo muto parlare dei sensi animali
Senza bocca e senz’occhi specchio senza immagine
Questo fremito d’amore che non dice parole

Potrai mai sapere ciò che le dita pensano
D’una preda tra esse per un istante tenuta
Potrai mai sapere ciò che il loro silenzio
Un lampo avrà d’insaputo saputo

Dammi le tue mani ché il mio cuore vi si conformi
Taccia il mondo per un attimo almeno
Dammi le tue mani ché la mia anima vi s’addormenti
Ché la mia anima vi s’addormenti per l’eternità.

di Louis Aragon [Poesie d’amore (Crocetti, 1984), trad. it. F. Bruno]

.

*

“È un amore impossibile” – mi dici.
“È un amore impossibile” – ti dico.
Ma scopri che sorridi se mi guardi,
e scopro che sorrido se ti vedo.
“Di notte” – tu confessi – “io ti penso… Ti penso giorno e notte, e mi domando se stai pensando a me, mentre ti penso.
… La società, le regole, i doveri… ma tremi quando stringo le tue mani.”
“Meglio felici o meglio allineati?”
– Ti chiedo. –
E il tuo sorriso accende il giorno, cambiando veste ad ogni mio pensiero.
“Questo amore è possibile” – ti dico.
“Questo amore è possibile” – mi dici.
.
di Sesto Aurelio Properzio (dal web)

.

*

§
Per le tue mani belle
non bastano preghiere.
E nemmeno tutto il cielo
da sospirare a ogni carezza.
.
A distanza da tutti,
ma non da questo desiderio,
un abbraccio sul baratro
accende questa sera di luce.
.
.
.
§
Tra giorni altissimi e diffidenti vie
ti dico delle nuvole di mezzanotte,
della bocca disegnata sul cuscino
e baciata di nascosto dalle parole,
del risveglio nel buio e del prato
calpestato. Ti dico.
.
Apparteniamo a stagioni diverse
accomunate dallo stesso vento.
Guarda: un soffione e un anemone blu.
Sei un silenzio che ha suoni tutti miei e
ogni tuo battito di ciglia è burrasca.
Per il cuore.
.
di Angela Greco 
.
.
immagine d’apertura: Giorgio De Chirico, Pianto d’amore. 

4 pensieri su “AA.VV giorno x giorno amore

  1. Da ragazzo aspettavo con impazienza le feste patronali, perché terminavano con i fuochi d’artificio che io adoravo. Al termine veniva premiato il più bravo dei pirotecnici, che dava fuoco alle ultime granate e chiudeva con un potente colpo scuro.
    Le rime che hai pubblicato in questi giorni sono state un fuoco d’artificio e per non essere accusato di piaggeria non posso dire a chi ,secondo me,spetterebbe la medaglia.
    Taccio in ammirazione.

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