Dante letto da Carmelo Bene

In occasione del “Dantedì” Il sasso nello stagno di AnGre propone l’ascolto di una Lectura Dantis eseguita dal salentino Carmelo Bene. Buon ascolto.

9 pensieri su “Dante letto da Carmelo Bene

  1. Sia la lettura di Carmelo Bene che quella di Benigni mi fanno venire mal di stomaco.
    Il quinto canto io lo conosco a memoria da quando avevo diciotto anni e, pur non essendo un attore di prosa,sono sicuro di saperlo recitare meglio.
    La lettura di Carmelo Bene somiglia alla esecuzione con un piffero della toccata e fuga in re minore!.
    Perdona la mia presunzione, ma l’interpretazione di Carmelo Bene è di una monotonia assoluta.
    Un saluto cordiale.!

    1. Anche a me spiazza la lettura di Bene, ma ho notato che proprio la sua particolarità porta a ricordarselo, nel bene e nel male. In genere, penso che ogni lettura debba sempre e solo essere personale e personalizzata e raramente un lettore riesce a rendere la vera intonazione di voce e sentimenti che il poeta ha voluto dare ai suoi versi.

      Grazie, Luigi e, davvero, prima o poi se ci incontriamo, leggiamo insieme!

  2. Sarò ben felice.
    Tuttavia ci tengo a precisare che la recitazione di Carmelo Bene non mi è mai piaciuta, perché ha sempre forzato il testo, nella speranza di fare qualcosa di originale, e molta critica gli ha concesso credito, come spesso avviene, ma era solo una moda.
    Ci sono ben altre interpretazioni!!.

  3. La mia mente, molto limitata, non riesce ad accettare certe posizioni estreme.
    Anche Fontana è considerato un grande pittore, ma i “tagli”, gli “strappi” e le tele “blu”, per me restano, comunque, delle follie.
    Non sempre “. giusta di glorie dispensiera è morte…..”
    Miti che andrebbero ridimensionati rimangono tali ; geni, come Tesla, che andrebbero riconosciuti a livello universale, continuano ad essere quasi ignorati dalla maggior parte delle persone, e anche da molti degli addetti ai lavori.
    Imperfezione della natura umana?.

    1. Ehm…Fontana, con i suoi tagli, elaborati non certo a casaccio, ha voluto superare un limite che l’arte poneva; come gli ermetici in poesia hanno condensato una ricerca di pensiero laddove molti pensano che sia facile scrivere solo due versi contati e chiamarli poesia…Anche i monocromi di Yves Klein, di un blu magnetico, o le tele nere della Cappella Rothko, sono culmini di percorsi nati ed elaborati esattamente come si elabora un pensiero filosofico. Ti confesso che a me, questi, piacciono molto.

  4. Ti sarei grato se mi fornissi un testo che mi spieghi in termini chiari la pittura di Fontana. O la musica concreta di Cage.
    Finora io non ne ho trovati.

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