Federico García Lorca, versi diversi

Notte alta dell’amore insonne (1935-1936)

Notte alta, noi due e la luna piena;
io che piangevo, mentre tu ridevi.
Un dio era il tuo scherno; i miei lamenti
attimi e colombe incatenate.

Notte bassa, noi due. Cristallo e pena,
piangevi tu in profonde lontananze.
La mia angoscia era un gruppo di agonie
sopra il tuo cuore debole di sabbia.

L’alba ci ricongiunse sopra il letto,
le bocche su quel gelido fluire
di un sangue che dilaga senza fine.

Penetrò il sole la veranda chiusa
e il corallo della vita aprì i suoi rami
sopra il mio cuore nel sudario avvolto.

§

Il poeta dice la verità (1935-1936)

Voglio piangere sopra la mia pena
e te lo dico perché tu mi pianga
e m’ami in un tramonto di usignoli
con un pugnale e con baci insieme a te.

Voglio uccidere il solo testimone
presente all’assassinio dei miei fiori
e mutare l’angoscia del mio pianto
in grano duro, in un covone eterno.

Quella matassa mai non si dipani
del t’amo m’ami, di tutto ardore sì!
con decrepito sole e vecchia luna.

Quello che non mi dai non te lo chiedo,
no, ma muoia e di sé non lasci traccia
nell’estremo sussulto della carne.

da Sonetti dell’amore oscuro (Newton Compton, trad.Claudio Rendina)

§

Madrigale appassionato (1919)

Vorrei stare sulle tua labbra
per spegnermi nella neve
dei tuoi denti.
Vorrei stare sul tuo petto
per disfarmi nel sangue.
Vorrei sognare per sempre
nella tua chioma d’oro.
Che il tuo cuore si facesse
tomba del mio dolente.
Che la tua carne fosse la mia carne
che la tua fronte fosse la mia fronte.
Vorrei che tutta la mia anima
entrasse nel tuo piccolo corpo
ed essere io il tuo pensiero
ed essere io la tua bianca veste.
Per far sì che t’innamori di me
con una passione così forte
da consumarti cercandomi
senza mai incontrarmi.
Perché tu vada gridando
il mio nome fino a ponente,
chiedendo di me all’acqua,
bevendo triste le amarezze
che prima il mio cuore
nel desiderarti lasciò sul sentiero.
E intanto io entrerò
nel tuo corpo dolce e debole,
io sarò donna, sarò te stessa,
restando in te per sempre,
mentre tu invano mi cerchi
da Oriente ad Occidente,
finché fine ci brucerà
la fiamma grigia della morte.

da Tutte le poesie e tutto il teatro (Newton Compton, trad.Claudio Rendina) — immagine d’apertura:opera di E. Munch, Il bacio

4 pensieri su “Federico García Lorca, versi diversi

  1. Io attribuisco al suono delle parole un grande valore. Leggere Garcia Lorca nel testo originale in spagnolo, lingua vicinissima alla lingua italiana, è impagabile, anche perché conservare il metro e la rima non è poca cosa.
    Grazie della opportunità che mi offri di rinnovare il piacere della lettura!.

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