Timothy Houghton, due poesie da The internal distance

 Timothy Houghton, poesie da The internal distance – selected poems 1989-2012, traduzione di Luigi Fontanella, ed.Mimesis Hebenon (clicca QUI per leggere altro su questo Autore)

Windows
.
The moon
mixing with branches and strretlights,
the voice of your painting
tangles and lifts
the grid rhat overlies our street,
…………………………………………..and nothing
goes on without us. Our city was more complex
than we had ever thought, maybe impossible
like stars we saw tonight
……………………………….from behind our windows – incredibly
despite the streetlights; and how those stars changed
after hours of silence in the streets,
……………………………………………….and we looked again
and saw the snow collected below the lights, falling blue.
Through what other glass,
we wondered, is it the same way there, the same way.
.
.
.
Finestre
.
La luna
confondendosi tra rami e lampioni,
la voce del tuo quadro,
solleva e scompiglia
il reticolo che grava sulle nostre strade,
………………………………………………….e niente
accade senza noi. La nostra città era più misteriosa
di quanto avremmo mai potuto immaginare, quasi irreale,
come le stelle che abbiamo visto stanotte
………………………………………….da dietro le finestre – incredibilmente,
a dispetto dei lampioni; e come quelle stelle mutavano
dopo ore di silenzio nelle strade,
………………………………………….e noi abbiamo guardato di nuovo
e visto la neve, accumulata sotto la luce, cadere con azzurri riflessi.
Attraverso quale altro vetro,
ci siamo chiesti stupiti, è così altrove, è così.
 

*

Sanctuary

Sometimes during visits
we see our mother pretending to bustle

in the quiet of her bedroom
that’s used for storage now –

where she’s kept the windows
swollen shut for over thirty years

for fear that loosening them
will break the glass. The unwashed panes

are giant laboratory slides
preserving a soup of grit and oils

from children’s fingertips:
a history of touches

between herself and the birches
which line our street. The whole warmth

of sunlight coming free of a cloud
and coming in – not here. Lately

my brothers and I discovered
one of our father’s coats

still hanging in the closet
and stood there trading memories

of seeing different aspects of him
in that herring-bone brown.

This means we’ve stopped teasing her
about the room. We keep quiet.

.
Santuario

A volte in occasione di visite
vediamo nostra madre trafficare con falsi pretesti

nella calma della sua vecchia camera da letto,
ora usata come ripostiglio-

dove lei tiene le finestre
ingrossate, chiuse da oltre trent’anni,

per paura che nell’aprirsi
si rompa il vetro. I vetri non lavati

sono vetrini giganti di laboratorio
che proteggono l’attaccaticcio di sporco e di unto

di ditate di bambini:
un passato di strusciate di mano

tra lei e le betulle
che fiancheggiano la nostra strada. Tutto il calore

della luce del sole sfuggito a una nuvola
entra – non qui. Ultimamente

i miei fratelli ed io abbiamo scoperto
uno dei cappotti di nostro padre

ancora appeso nell’armadio
e siamo rimasti lì davanti, scambiandoci ricordi

e ritrovando ogni lato del suo carattere
in quello spigato marrone.

Così abbiamo cessato di prenderla in giro
per quella stanza. Restiamo in silenzio.

2 pensieri su “Timothy Houghton, due poesie da The internal distance

  1. Comparando il testo originale con la traduzione sono riuscito a comprendere abbastanza per restare colpito dalla suggestiva auto analisi dell’autore.
    Occorrerà, tuttavia, ancora lungo studio per capire.
    Grazie per la segnalazione.!

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