Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Raffaele Piazza

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OLTRE LA RETE: Raffaele Piazza

Tesse una musica
.
Tesse una musica il marino
fluire senza tempo, l’onda verde
che trasparente vola nella forma
di donna, di conchiglia che scolora
sulla spiaggia dalle felici trame
dove nella tua notte posi l’ombra
tra la sabbia dei passi che riveli
un moto precedente di parole
presunto tra l’argento che ti sfiora
di una luna a pochi tiri
di sasso levigato dall’attesa.
.
.
.
A Pierpaolo Pasolini
.
Vedi, Pierpaolo, a Ostia è il
nulla, una culla di pensieri
sciama nel Terzo Millennio
eri felice, Pierpaolo? Saresti
vivo in questo postmoderno
senza usignoli senza la mano
e la manna dell’innocenza
a tessere testi per Garzanti
e sul Decamerone
mirabili pellicole.
Poesia in forma di rosa
un attimo un barlume,
l’esatta verginità morale del tuo
esistere eri l’angelo del nulla
sorridevi in questo ti differenzi,
da Pavese, tu, profeta sanguato dei giorni
e cosa diresti vegliardo nel 2021?
Pierpaolo angelo
tra penna e cinepresa, Corriere
e ragazzi di borgata, privata
felicità nella diversità eri felice?
.
Ceste di mele di fortuna
ti donerei questi versi
piango come chi crede nell’arte tua
.
le ceneri tue insieme a quelle di Gramsci
a vedere nel fondo della Storia
un mistico furore di generazioni
senza passato Pierpaolo
oltre la vita e la morte
ai blocchi di partenza e sono morti
Penna e Bellezza e Moravia.
.
Pierpaolo, in quel chiaroscuro
aurorale che dà barlumi per esatta
coincidenza era il 1975 il giorno
dell’infanzia e mia nonna disse
che eri morto, sovrana innocenza
penna nel quaderno di me stesso
a non sapere come nascono i figli.
.
.
.
Linea di poesia delle tue fragole
.
Una linea di poesia mi chiedevi, un chiaro
incontro oltre la chiave della nebbia,
si apriva e continuava e stava nel freddo polare
di igloo casa la giornata sottesa ai tuoi panni
lasciati in una telefonata marina nell’azzurro
subacqueo dei secoli dietro di noi e domani come giorno:
se avevamo fame tu sfamavi di parole la mia voce
con i salici dell’ironia, io ragazzo appoggiato alla tua
sigaretta donata nella bellezza della gola in un bel luogo
di liquido prato.
.
.
.
Raffaele Piazza (Napoli, 1963) vive e lavora a Napoli, presso l’Università Federico II, come tecnico elaborazione dati; collaboratore esterno de Il Mattino, area cultura, collabora e ha collaborato con numerosi settimanali, mensili, quotidiani. E’ poeta e critico letterario. Ha pubblicato Luoghi visibili (Amadeus, 1993, finalista al premio Lerici Golfo dei Poeti 1994), La sete della favola (Amadeus, 1994), Sul bordo della rosa (Finalista al Gozzano 1998 e Selezionato al Camaiore 2000), Alessia, Alessia e Mirta, In limine alla rosa. E’ redattore di Poetry Wave Vico Acitillo 124 e ha pubblicato poesie su diversi siti letterari di rilevanza nazionale ed internazionale. Nel 2014 ha vinto il Premio Michele Sovente (presidente di giuria Elio Pecora) con “Linea di poesia delle tue fragole”.

2 pensieri su “Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Raffaele Piazza

    1. Grazie per la lettura, Luigi.
      Questa rubrica si propone semplicemente di condividere i poeti di oggi, quelli che realmente ci circondano e che possiamo incontrare per strada. Un modo, senza canali preferenziali, per renderci conto di quel che si pubblica oggi.

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