Giorgio Caproni, tre poesie

Paul Klee - strada principale e strade secondarie - 1929

Tre poesie di Giorgio Caproni (1912 – 1990), poeta, critico letterario, traduttore, scrittore e insegnante italiano.

*

Il carro di vetro

Il sole della mattina,
in me, che acuta spina.
Al carro tutto di vetro
perché anch’io andavo dietro?
.
Portavano via Annina
(nel sole) quella mattina.
Erano quattro cavalli
(neri) senza sonagli.
.
Annina con me a Palermo
di notte era morta, e d’inverno.
Fuori c’era il temporale.
Poi cominciò ad albeggiare.
.
Dalla caserma vicina
allora, anche quella mattina,
perché si mise a suonare
la sveglia militare?
.
Era la prima mattina
del suo non potersi destare.
.
.
.
Foglie
.
Quanti se ne sono andati…
Quanti.
Che cosa resta.
Nemmeno
il soffio.
Nemmeno
il graffio di rancore o il morso
della presenza.
Tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia.
Come
non lascia traccia il vento
sul marmo dove passa.
Come
non lascia orma l’ombra
sul marciapiede.
Tutti
scomparsi in un polverio
confusi d’occhi.
Un brusio
di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri.
Foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.
.
.
.
Sassate
.
Ho provato a parlare.
Forse, ignoro la lingua.
Tutte frasi sbagliate.
Le risposte: sassate

*

In apertura: Strada principale e strade secondarie di Paul Klee, 1929.

2 pensieri su “Giorgio Caproni, tre poesie

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