Angela Greco AnGre, versi da “Alibi” (inediti)

poesia edita di Angela Greco AnGre

Tutto è come lo avevamo lasciato;
stessi spiragli e interstizi tra gli affanni.
L’ alabastro si confonde col cielo, ma
l’azzurro non inganna e le sfumature lo sanno.
Stupita l’ametista sembra gelosa delle tue mani
e tra le altre pietre corre sull’altipiano carsico il cuore.
A fatica questo canto s’inerpica verso la tua vetta.
[…]
Questo lento trascorrere delle ore,
lo stillicidio che decreterà meraviglie, scuote
un silenzio troppo lungo per essere dimenticato.
Dal centro della terra sale l’eco della nascita e
in pancia sobbalza il tuo nome, colmando
ogni possibile cavità nascosta alla luce e alla ragione.
C’è un tramonto bellissimo fuori da qui, rosso
morente nel blu di una notte tutta da sognare.
[…]
Il sole è un pensiero che s’arzigogola sul muro,
ricordo di una lampada accesa la sera precedente;
verso casa gatti e carte calpestano le stesse vie,
mentre rincorro un po’ di silenzio al riparo di
questo primo freddo pungente, che cerchia la testa.
Al rientro trovo la tua telefonata senza risposta;
dicembre inizia tra curve pericolose e gelate mattutine.
[…]
Pensi che l’inferno sia poi così distante?
La prima luce rivela l’impossibilità di comprendere
quel che la notte ha nascosto nei silenzi e dietro gli occhi;
da qui inizia la salita, sassi che travolgono incuranti
delle mani ferite dai gesti quotidiani, quelli ripetuti e
ancora da imparare. Brucia la pelle offesa e torno
ai tempi in cui gli orologi si potevano riparare, perché
era un altro il valore del tempo. Conservo le lancette, ma
non riesco a dare fiducia agli ingranaggi.
[…]

*

Angela Greco AnGre, versi da “Alibi”, inediti

6 pensieri su “Angela Greco AnGre, versi da “Alibi” (inediti)

  1. La tua è una poesia sempre pronta a riservare sorprese; versi che si sciorinano esatti come nell’arte del ricamo,, e quel richiamo al tempo in cui anche gli orologi potevano essere riparati è struggente per quanto necessario. Ovvio che te la rubo per il Domenicale del 26 dicembre.

  2. Leggere i tuoi versi ed emozionarsi, come vivere fuori dal tempo e dallo spazio per approcciarsi alla realtà del sogno. Poi perdere la pelle e sentire così ancora più forte la carezza struggente che arriva nel profondo dell’anima e del cuore…. e quanto è bella questa sensazione….
    Sempre incantato dalla tua poesia che trovo sempre rinnovata e in cammino alla ricerca di nuova spazialità.
    Buona domenica cara Angela.

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