Omaggio a Cristina Annino

Il sasso nello stagno di AnGre partecipa al cordoglio per la recente scomparsa della poetessa, riproponendo i suoi versi condivisi in questo blog.

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Cristina Annino, pseudonimo della poetessa italiana Cristina Fratini (1941 – gennaio 2022). Laureata in Lettere moderne presso l’università di Firenze, nella città toscana ha avuto l’opportunità di entrare in contatto con il Gruppo ’70. Non me lo dire, non posso crederci (1969) è il suo primo libro di poesie, a cui ha fatto seguito nel 1977 Ritratto di un amico paziente. Del 1979 è il suo primo romanzo Boiter. Con la raccolta Il cane dei miracoli ha vinto la prima edizione del premio della casa editrice Bastogi nel 1980 e nel 1988 con Madrid il premio Ruzzo Pozzale. Nel 1984 Walter Siti la include nel terzo volume dei Nuovi poeti italiani. Tra gli altri libri di poesie si ricordano: Gemello Carnivoro (2002), Casa d’Aquila (2008), Magnificat (Poesie 1969-2009) (2010), Anatomie in fuga (2016). I suoi scritti sono stati tradotti in diverse lingue e inseriti in antologie. Dal 1989 ha cominciato a dipingere e da allora ha fatto mostre e personali in Italia e all’estero (da Treccani).

*

Area del disgusto

per Ezra Pound
.
Quei giorni bovini nel cavolo
di voliera! Aree del disgusto
per cavalli sul prato (lussuria igiene),
qualcuno
lo guarda e lui batte sul muro
la testa. Poi aspira, lo giuro,
a camionetta le spalle in sé, uccelli
anche, pensando; un dito
dissoluto così. Con infinita
santità ingoierebbe le spore
schizzate più della luce,
distanti nell’erba pulita. E suda
castamente quando vede che
il cavallo alla fine ribruca sé.
.
***
.
E’ Scrittura, altroché! strilla
sempre, ed è vero, origine
della creazione pura in quel mazzo
di prato che dà vita al concime nostro,
lo ricicla e ci piace. Si fanno
libri a palate, ingoiando. Dice
umano tra i ferri; in fin dei conti
la vita cos’è? fior di latte
e letame, svolacchiando
per digerire che?
.
***
.
Non dipinto o colonna,
ma carne e osso quant’è l’emicrania,
Pound miracoloso a Pisa
(sporco e creatività), vorrebbe
tanto calarsi, ha disturbi
d’olfatto, visivi. Non
ce la fa però con niente, né
lo spera, non col fango o coi vivi.
Non ci riesce. Allarmato di quel
solennissimo capolavoro che
si sente in un atomo tale,
e si sfascia, entrando tutto
nella mente prensile. Casca
con faccia e piedi lì; distante
il mondo, indice di gravità
tonale.
.
.
(da Anatomie in fuga, Donzelli)
.
.
inclusa in Fuori dallo scaffale AA.VV a cura di Flavio Almerighi e Angela Greco – Il sasso nello stagno di AnGre (clicca sul link azzurro per scaricare gratuitamente l’eBook)
immagine: opera di Vladimir Pajevic
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3 pensieri su “Omaggio a Cristina Annino

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