C’era una volta il futuro – L’Italia della Dolce Vita di Oscar Iarussi letto da Angela Greco AnGre

C_era una volta il futuro

Buon 25 aprile!

*

Le persone, come le situazioni, capitano e con esse capita anche di imbattersi felicemente nelle loro pubblicazioni. Succede, allora, che un editoriale di metà febbraio ultimo scorso titolato con un verso di Rocco Scotellaro, apparso sul primo numero della nuova gestione della più antica testata di Puglia e Basilicata, presenti al grande pubblico e ai pochi che ancora non lo conoscessero Oscar Iarussi. Foggiano di nascita, barese di fatto, critico cinematografico e letterario, saggista, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, per la quale ha scritto di cultura e spettacoli e di cui attualmente è direttore editoriale e responsabile, Iarussi fa parte degli esperti della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha insegnato Storia del cinema americano presso l’Università di Bari ed è stato, agli esordi, presidente della Apulia Film Commission; ha ideato rassegne multidisciplinari quali «Frontiere» e «Tu non conosci il Sud» e oggi sta dando, con la sua direzione, una nuova impronta – molto apprezzata dai lettori – alla quotidiana carta stampata, vivacemente presente anche nelle attuali forme telematiche.

Succede, così, che, mossi da curiosità per una simile personalità, ci si imbatta nelle sue pubblicazioni, tra le quali C’era una volta il futuro – l’Italia della Dolce Vita (il Mulino, 2011), il cui ossimoro nel titolo, unitamente alla copertina – che ritrae in bianco e nero, indovinatissimo e non solo come evocazione temporale, ma per la nitidezza della scrittura, il maestro romagnolo e un iconico Marcello Mastroianni intento a reggere l’ultimo lembo della locandina del film in questione – ammalino il lettore immediatamente, attraendolo verso quella “dolce vita”, che la storia ci ha tramandato.

Un “dolce inganno”, mi si passi l’espressione nella accezione benevola; perché il libro è un micidiale reportage, condensato in un centinaio di pagine, sulla nascente nuova condizione sociale e politica degli anni in cui è ambientato il film felliniano e sui personaggi che ne animarono il tempo; condizione, che avrebbe radicato determinando molti aspetti di quel che oggi è considerata normalità. Un libro attualissimo, quindi, nonostante gli anni di vita editoriali, proposto con una verve e una scrittura che affascinano.

Oscar Iarussi prende in prestito la sua passione per Fellini, di cui svela tanto soprattutto ai lettori più giovani che non hanno ancora avuto la possibilità di approfondire a riguardo, per raccontare l’Italia della transizione dal dopoguerra a quel periodo che fu considerato da tutti di benessere. Nell’opera vengono proposti la genesi e lo sviluppo di un film e di una società, che ad esso sarà sempre legata, tutt’oggi sinonimi di tempo felice, prospero, evocato ancora e mitizzato, che ha indotto ad associare al regista riminese una certa visione del mondo racchiusa tutta in quell’aggettivo “felliniano”.  Situazione storica, scelte, incontri e accadimenti, però, non decreteranno subito quel capolavoro riconosciuto nel tempo, tutt’altro; l’opera del regista, che mise in scena proprio quel futuro citato nel titolo, non venne né compresa, né accettata dai contemporanei e anche da molti successivi, vittime della società e del tempo in corso.

L’autore analizza legami letterari, politici e di costume, riportando anche una serie di citazioni documentate, che restituiscono un quadro accurato della nascente Italia repubblicana e democratica mossa da un fermento di fiducia nel futuro e di ricostruzione a tutto tondo – ormai perso – di cui vengono messi in mostra anche vizi e virtù, facendo emergere, interessantissimi, i prodromi di quanto vedremo realizzato negli anni successivi e fornendo, se non le spiegazioni, quanto meno una via da approfondire per tentare qualche risposta all’attualità.

Nel caleidoscopio colorato e vivissimo delle pagine, che seguono un criterio storico-temporale, due aspetti sulla comunicazione si fanno notare: un certo modo di vedere e raccontare la realtà ormai estinto, nella ricognizione sull’uso e sul significato dei mezzi di comunicazione di massa e sul loro ruolo nella costruzione del presente, con un estratto della storia del giornalismo snocciolata nell’analisi del protagonista del film felliniano, sul suo modo di fare e di agire, e il passaggio epocale da un certo modo di trattare la notizia e quindi la realtà, alla nuova concezione di partecipazione di massa agli accadimenti omologata dalla televisione, che un po’ dappertutto «colonizza il subconscio»[…] Lo spettacolo della realtà, con la sua tempestosa bellezza, involve e implode nella più placida ma pettegola realtà dello spettacolo (pag.26). Si prende consapevolezza dell’emergenza, che poi diverrà ingerenza, degli interessi di parte a scapito di un pluralismo che, pur divergendo nelle idee, tanti anni fa era ancora capace di confrontarsi dialetticamente nel rispetto.

Se Fellini, con i suoi indiscussi capolavori, ancora oggi parla all’Uomo del presente, avendo intuito a suo tempo la deriva e la decadenza in nuce, Oscar Iarussi non è da meno, nell’analisi della contemporaneità che questo libro consegna al lettore. La scenografia vince sui contenuti […]. La moltiplicazione dei linguaggi, dalla scrittura letteraria alla sceneggiatura cinematografica, dalla serialità televisiva alla novellizzazione fumettistica, distende la massa critica iniziale, assottigliandola fino a farla svanire (pag.29) dice apertamente di un problema attuale, che affligge quasi ogni campo: l’assenza di critica, che genera assenza di contradditorio e, quindi, di confronto votato alla crescita comune nel rispetto di ciascuno. Oggi tutto è un pourparler che enfatizza il declino etico, sociale e, senza presunzione d’esagerare, umano, entro i cui effetti ormai viviamo come fosse normalità. Fellini intuisce con largo anticipo la baraonda di realtà e spettacolo in cui oggi viviamo, allegramente, sull’orlo di una irrimediabile stoltezza (pag.62) alimentata da un’aspettativa di vita scaturita da quella visione americana per la quale Iarussi evidenzia che, a partire, dall’Italia della Dolce Vita demografia, religiosità, rapporti familiari e convinzioni politiche, sopravvissuti persino alla guerra, si rivelano fragili o impotenti difronte alla massiccia americanizzazione della vita quotidiana, che propaga modelli inusitati e singolari opportunità di riscatto. Rivoluzione addio, ora si prova con i quiz. Un’esistenza in un attimo: Lascia o raddoppia? (pag.89).

Il libro, ricchissimo di spunti di approfondimento, è attraversato anche da figure di poeti, tra cui quella di Pier Paolo Pasolini citata più volte; la Poesia sembra assumere, nella scrittura di Oscar Iarussi, il compito di ancorare la narrazione alla realtà, quasi fosse un punto di riferimento per l’autore, che in tal modo ne rivela l’aspetto più elevato. Non poteva, di fatto, l’autore esimersi dall’argomento parlando del regista da cui prende le mosse il libro: Fellini incontra la poesia nella sua visione anzi-tempo e mal compresa dal presente. E non è un caso che C’era una volta il futuro – l’Italia della Dolce Vita si chiuda con la scena del mostro acquatico del film, rappresentazione dell’Italia che verrà, il futuro a portata di mano eppure già agonico, con l’occhio sbarrato sul Grande Nulla (pag.115).

[Angela Greco AnGre, con un ringraziamento particolare all’Autore.]

2 pensieri su “C’era una volta il futuro – L’Italia della Dolce Vita di Oscar Iarussi letto da Angela Greco AnGre

  1. Questo paese ha perduto il proprio futuro da una cinquantina d’anni e ti dico anche una data precisa: ottobre 1973 ai tempi del primo shock petrolifero causato dalla guerra del Kippur, il libro attraverso la tua lettura sembra interessante, tenterò di procurarmelo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.