Bartolo Cattafi, due poesie

Versi da Tutte le poesie (Ed.Le Lettere) di Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 1922 – Milano, 1979)

*

SCIROCCO IN SICILIA

Alle porte del Sud róse dal mare
agavi e capre bivaccano covando
il sangue fatto polvere nei secoli
vecchio odore immobile del mondo.

Mezzogiorno su razze dolorose
favola sbarcata come un padre
lamento della sete dei cammelli
ogni ulivo è per te una bandiera
ogni cuore l’arancia ritrovata
ogni donna la cavalla cavalcata.

Colmate le chiese d’incenso e di gridi
come battelli di spezie e di limoni
fanciulle atroci sull’antica schiena
affogano cantando il grosso sesso
uccello starnazzante rosso e nero
in un bagno mordace d’acquasanta.

Caldo corpo di favola e fuga
tinnante del frumento dalle pietre
Scirocco spada di Dio in processione
rosa in mano alle grige famiglie
nuvola e sonno maturo sopra i tetti.

Un’ombra di geranio macchia il muro
una salma appassisce nel deserto
come un sacco di miele abbandonato
Scirocco curvo lutto luminoso
alitante l’aroma del Corano
sul folle gesto del sangue crocifisso.

Per noi urlano gli occhi solitari
per noi la carne è uno sperso animale
per noi il pianto è una bianca corona
di farfalle impazzite nelle stoppie.

Germoglia il tuo latte tagliente
dentro gole oscure uteri muti
Sicilia sposa di capri e di califfi
Sicilia offerta all’immenso assalto
del vento che trascina tristi quaglie
oltre il mare cedendole agli ulivi.

~

LINEA DI COSTA

Una linea segnata
in nessuna mappa
perché passa per la mia anima
divide il mare dalla terra
a volte filo teso
s’accende e vibra a certi venti
a volte s’allasca e sbatacchia
arco flaccido che sbatte a destra
che sbatte a manca
trasforma mezzelune di mare in terra
spicchi di terra in mare
in modo alterno sbalestra
l’assetto delle cose
l’alga sull’aia
sott’acqua l’erba medica
a volte scompare
sotto un banco di nebbia
e non sai se l’ansante rimorchiatore
senza controllo
a lumi spenti s’inerpica sulle colline.
Vorresti allora una mappa più netta
passarci sopra il palmo della mano
inchiodarla sull’asse
soffiare sulla nebbia
buttarci di notte
la luce della lampadina.

*

Biografia

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