Juan Ramón Jiménez, brevissima antologia

Juan Ramón Jiménez Mantecón (Moguer, 24 dicembre 1881 – San Juan, 29 maggio 1958) è stato un poeta spagnolo. Premio Nobel per la letteratura nel 1956, è stato uno dei più importanti intellettuali della generazione del ’14.

*

CANZONE

Quando le tue mani erano luna,
colsero dal giardino del cielo
i tuoi occhi, violette divine.

Che nostalgia, quando i tuoi occhi
ricordano, di notte, il loro cespo
alla luce morta delle tue mani!

Tutta la mia anima, col suo mondo,
metto nei miei occhi della terra,
per ammirarti, moglie splendida!

Non incontreranno le tue due violette
il leggiadro luogo a cui elevo
cogliendo nella mia anima l’increato?

~

NOSTALGIA DEL MARE

Quanto dolore,
bellezza!

L’odio accende fuochi di passione
sui fuochi lontani fari, grandi fiori rossi,
delle coste del mare; grida all’erta
di fiamma bianca e verde,
sulle grida di fiamme
dei sogni, che, come nei sogni,
non si sa, in verità, se furono…
E sono quelli ancor mal desti
che brutta espressione, che freddo!
contro quelli ancor mal addormentati
che brivido, che espressione ancor più brutta!

E la morte si unisce con la vita

inaspettatamente, qua e là, come in bagliori
di cento colori tragici ed acuti;
si unisce con il sogno,
che preferisce morire anzichè svegliarsi.
si unisce con il sogno.

Comincia a far giorno rosso e bianco.
Coste che fumano, nel primo sole,
per quelli che vivono ancora!

~

CONVALESCENZA

Solo tu mi sei accanto, sole amico.
Come un cane di luce, lambisci il letto bianco;
e io perdo la mia mano entro il tuo pelo d’oro,
vinta dalla stanchezza.

Quante cose che furono
vanno via… ancora più lontano!
Taccio
e sorrido, come un
bimbo, mentre tu, buono, mi lambisci.

… Di colpo, sole, t’ergi,
guardia fedele della mia disfatta,
e con grida ardenti e pazze
abbai ai vani fantasmi
che, mute ombre, mi minacciano
dal deserto del tramonto.

~

INCONTRO DI DUE MANI

Incontro di due mani
in cerca di stelle,
nella notte!

Con che pressione immensa
si sentono le purezze immortali!

Dolci, quelle due dimenticano
la loro ricerca senza sosta,
e incontrano, un istante,
nel loro circolo chiuso,
quel che cercavano da sole.

Rassegnazione d’amore,
tanto infinita come l’impossibile!

~

Destino! Che albero invisibile e infinito
dà il tuo frutto, che l’anima
a volte raccoglie, maturo?
Quali di queste idee sono i tuoi rami,
di questi sentimenti sono i tuoi fiori,
di queste canzoni sono i tuoi uccelli,
di questi sorrisi i tuoi profumi?
Cosa alimenta le tue radici?
In che modo, da dove, come in questo limone
dalla mia finestra, tu entri
nella nostra stanza più interna
e lì sfiori, dolcemente, il cuore?

~

Venne, dapprima, pura,
vestita d’innocenza.
E l’amai come un bimbo.

Poi si venne coprendo
di non so quali vesti.
E venni odiandola, senza saperlo.

Diventò una regina,
fastosa di tesori…
Che amarezza iraconda e senza senso!

…Ma si venne spogliando.
Ed io le sorridevo.

Restò con la tunica
della sua antica innocenza.
Credetti nuovamente in lei.

E si tolse la tunica
e apparve tutta nuda…
Oh passione della mia vita, nuda
poesia, per sempre mia!

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