Guillaime Apollinaire, due poesie

cuore

Guillaume Apollinaire (1880 -1918), pseudonimo di Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowicky, è stato un poeta, scrittore, critico d’arte e drammaturgo francese.

*

IL PONTE MIRABEAU (trad.di Vittorio Sereni)

Sotto Pont Mirabeau la Senna va
E i nostri amori potrò mai scordarlo
C’era sempre la gioia dopo gli affanni

Venga la notte suoni l’ora
I giorni vanno io non ancora

Le mani nelle mani restiamo faccia a faccia
E sotto il ponte delle nostre braccia
Stanca degli eterni sguardi l’onda passa

Venga la notte suoni l’ora
I giorni vanno io non ancora

L’amore va come quell’acqua fugge
L’amore va come la vita è lenta
E come la speranza è violenta

Venga la notte suoni l’ora
I giorni vanno io non ancora

Passano i giorni e poi le settimane
Ma non tornano amori né passato
Sotto Pont Mirabeau la Senna va

Venga la notte suoni l’ora
I giorni vanno io non ancora

~

OH LOU MIO GRAN TESORO

Oh Lou mio gran tesoro
Facciamo dunque la magia
Di vivere amandoci
Da estranei
E castamente

Faremo viaggi
Vedremo luoghi
Tutti pieni della voluttà
Dei cieli d’estate

Le mie mani resteranno pure
Il mio cuore ha le sue ferite
Che tu mi medicherai
Poi tra le mie braccia
Dormirai

Con graziose menzogne
False parvenze di sogni
Tu farai in modo che restando sveglio
Abbia dormito
Stupito

Questo cervello che offro
Alla tua grazia oh demone
Oh pura nudità
Della Limpidezza
Della pallida estate

Così evoco quella
Che ti prenderà mia bella
Con l’Arte magica
Antichissima
Che conosco bene

I filtri i pentacoli
Gli spettacoli luminosi
Ti portino ingranditi
I Paradisi
Più maledetti

Ti giuro sentiremo
Una pura voluttà
Senza tanti contatti
Che rendono dementi
Tutti gli amanti

E puri come angeli
Canteremo le lodi
Della tua gran bellezza
Nella mia Limpidezza
Di Purezza

3 pensieri su “Guillaime Apollinaire, due poesie

  1. Mi colpiscono le rime della prima poesia, il Ponte Mirabeau, che si ripetono con leggerezza, danno quasi l’impressione di un “canto”.

    Anche a me, a volte, le rime vengono con naturalezza, ma tra le tante poesie che ho letto e che leggo, non in rima, (e che qualche volta riesco a comporre anch’io) scopro un suono diversamente profondo che spiazza per la bellezza.
    Grazie, ciao! ☀️

    1. Se conosci la lingua originale, confronta sempre la versione tradotta, anche se in questo caso l’autorevolezza del traduttore non pone questioni; l’uso della rima, figura di suono per eccellenza, conferisce esattamente la sensazione di canto, confinando talvolta la poesia in una forma di classicità – che io non amo particolarmente – che non ha mai abbandonato la Poesia di nessun periodo.

      A me, quando scrivo, le rime non riescono nemmeno se le inviti e preferisco di gran lunga quanto accade nella seconda parte del tuo commento, Rosanna, per il quale ti ringrazio 💞

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