Rileggiamo l’opera: Vergine Maria col Bambino e undici angeli – sassi d’arte

Maestro del dittico Wilton, Vergine Maria col Bambino e undici angeli (1395 ca.)

tempera su tavola, cm 45,7 x 29,2 – Londra, National Gallery

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Sebbene la sua identità non sia nota, si ritiene che il cosiddetto Maestro del Dittico di Wilton fosse inglese. Esponente del “Gotico internazionale”, operò alla corte inglese, probabilmente tra il 1380 e il 1395. Il suo nome si riferisce a un dittico un tempo conservato alla Wilton House, residenza del conte di Pembroke. Finora non è stato possibile individuare altre opere di questo artista, il cui lavoro si distingua per la delicatezza dei colori, il minuzioso progetto decorativo e la predilezione per una riuscita ornamentale del disegno.

Nella tavola sinistra compaiono Riccardo II d’Inghilterra (inginocchiato) con i suoi santi protettori, re Edoardo, Edmondo dell’Inghilterra orientale e Giovanni Battista; questi ultimi intercedono per lui presso la Vergine Maria (tavola destra),che reca in braccio il Bambino ed è circondata da undici angeli. Questa tipologia di dittico dovette distinguersi per la sua modernità e l’accentuazione del carattere cortese: il re compare quasi sullo stesso piano della Madonna con il Bambino, alla quale è rivolta la preghiera dei santi intercessori. Il quadro aveva quindi un intento devozionale e al tempo stesso celebrativo della persona del re. La riproduzione fotografica può trasmettere soltanto un’idea imperfetta della precisione miniaturistica di quest’opera e della sua qualità pittorica. Ad esempio, un’osservazione ravvicinata che sulla sfera sovrastante il vessillo recato dall’angelo sono dipinte le isole britanniche con un castello bianco; i fiori ai piedi della Madonna rivelano un’eccezionale ricchezza di particolari; lo stesso può dirsi dei piccoli cervi raffigurati sulle vesti degli angeli e dei motivi che spiccano sui broccati degli abiti di corte, ricchi di drappeggi e decorazione in parte dipinte e in parte addirittura incise o punzonate.

Pur essendo probabilmente inglese, il pittore conosceva bene l’arte delle corti francesi e gli era ugualmente nota la tipologia boema delle “Belle Madonne”:d’altra parte, lo stesso Riccardo II aveva sposato in prime nozze una principessa boema. Caratterizzano quest’opera del “gotico cortese” -giustamente noto anche come “gotico internazionale” – anche i motivi , ispirati all’arte italiana, della riduzione prospettica delle proporzioni; in quanto prova di abilità del pittore, essi ne dimostrano tutto il talento e la maestria.

(tratto da “Gotico”, Ed.Taschen)

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