Due inediti

Mani

Due inediti di Angela Greco AnGre 

*

Un’assenza diventa adulta oggi,
in questo procedere scombinato
di giorni e accadimenti. Tu non ci sei;
accanto è clangore di festa e pure io
ho addobbato i muri pieni di chiodi.

Diciotto anni lunghi un battito cardiaco;
Santa Lucia conosce i pensieri, mentre
la strada va nel suo verso senza ritorno.
Quest’anno la pioggia parla per me,
di quei silenzi raccontati alla sera più scura.

~

Parlare per interposti luoghi,
aggiungendo domande al silenzio e
non sperare più nemmeno un suono.
Alzarsi da un letto d’attese, percorrere
un corridoio di mancate risposte
per arrivare su questa ennesima pagina
vuota. Tutto qui la sera.

Lontano il mare assomiglia al ricordo;
con i piedi nudi questo momento si sente addosso.
Dal suo spazio senza cornice,
lo sguardo bianco e nero sembra interrogarmi.

(15 dicembre 2022)

Carte nel Vento n.52, nota di Laura Caccia redatta per i versi di Angela Greco AnGre

ph.Angela Greco AnGre per Il sasso nello stagno di AnGre

Angela Greco, dalla raccolta “Claire (della solitudine e altri ritorni)”, nota di Laura Caccia

Novembre 2022, anno XIX, numero 52, Rivista Carte nel Vento, periodico on-line del “Premio Lorenzo Montano” a cura della redazione di Anterem ( Qui  )

*

Della poesia e altri oltre

Nome colmo d’aria, un soffio, un vento, una voce. Nome intriso di luce, un chiarore, un foglio bianco. Chi è Claire, personaggio dell’omonima raccolta di Angela Greco?

Tra solitudini e presenze, affetti lontani e vicini, oltranze e “profumo di pane”, memorie e ritorni, Claire distende la sua figura luminosa, dai movimenti reali e irreali, nei sedici testi dall’accento visionario, con distico finale spesso di tono meditativo.

Il linguaggio è ricercato e straniante. La narrazione procede tra reale e surreale, presenza e solitudine, ricordo e abbandono. Leggiamo che “Claire è soglia e attesa. Di una voce che / tarderà nei suoi desideri” e il racconto si illumina nel suo rarefarsi, quasi favola, quasi mito. Non dimenticando riflessioni concentrate e inquiete sulla realtà, in cui “Siamo canti alternati a idi di marzo”.

E se Claire fosse la poesia? Che si aggira “tra le parole non dette” e che “vorrebbe esserti foglio bianco”? Compagna della solitudine che la scrittura richiede, forse. O incarnazione del dire poetico che Angela Greco dispiega nei suoi versi insieme luminosi e dolenti. Dando vita a figure che l’attraversano e ne vengono attraversate. Designando con nomi nuovi le cose. Portando il quotidiano al suo oltre, dove “rette parallele s’incontrano e s’intersecano / in un territorio di confine, oltrepassando il noto fin qui”.

*

§1

Il pomeriggio è un talismano di ferro e ruggine;
lo raccolgo in un silenzio surreale e sei con me.
Un caso e “Claire” torna a passi lenti, attraversando
la cicatrice che taglia in due la città. Il paese vecchio
la abita ad ogni casa a calce e la piazza ha ancora
il profumo buono di tortine alla ricotta e biscotti
grandi, da immergere, senza troppo pensarci,
nella merenda a ginocchia scoperte di cadute
in bicicletta. Dall’altra parte della strada,
con anni d’anticipo, già sapevi che domani
l’avresti incontrata, per caso, sulla stessa strada.

Il nome non ha importanza; hai sempre pensato
si chiamasse alla francese, forse per via di sua madre.

§2

S’aggira Claire tra le parole non dette, tetti di vecchie
memorie silenziate per antica abitudine; stringono,
i vicoli del quotidiano incedere, gli occhi che anelano
all’azzurro di quando si era fili tra i fili d’erba, acque
di gocciolanti gravine nascoste agli occhi dei più.
Vorrebbe esserti foglio bianco a cui affidare le ombre,
inchiostro che inciti i cavalli di fuoco, perché sia sole,
anche tra le tue nuvole. T’affianca, nell’attesa, nei vuoti
della piazza dove s’allungano le ombre; mulinellano
pensieri sulla soglia di casa. Nel pacco regalo, una clessidra
dice che si può capovolgere questo momento.

Due rette parallele s’incontrano e s’intersecano
in un territorio di confine, oltrepassando il noto fin qui.

§5

Miriadi di stelle a trafiggere una solitudine;
questo incavo incolmo che occupa il petto,
dissonanti sere racchiuse in una fotografia e
poi mattini di ritrovato senso. Claire ha pianto,
ma tu ne hai sentito la risata, invece, poco pima
che crollasse il tempo e s’affacciasse ancora la corsa,
la sabbia troppo veloce nella strozzatura, lo scadere
della concessione a noi dedicata. Il resto è stato cielo
a più strati di piombo. Sei involontariamente bello,
quando non ti accorgi dell’occhio, lontano, nel tuo
mare di bambino senza onde a sconvolgerti.

Lo specchio rimanda a data da destinarsi le parole;
adesso il ricordo è soltanto per carezze lontanissime.

§16

E, quindi, cosa lascio di questi miei trascorsi?
Un’addolorata sbiadita al crocevia, un cancello
chiuso che ha ceduto alla ruggine e una fenditura
d’asfalto fiorita di parole in un giorno di febbraio.
Claire si ferma e guarda la tramontana che azzurra.
Il vento arriccia il tufo e lame di luce seguono
diagonali di pensieri e facciate divise a metà.
«Portami una bocca di leone dal tetto più alto,
scala questa torre di quotidianità per un pezzo di
mondo da mordere a sera, quando la voce va via e
rimaniamo pensierosi sul rosa e sulla nuova luce».

Siede al tavolo l’attesa; dalla finestra il paese vecchio
si svuota persino di preti e campane.

*

La raccolta Claire è compresa in ARCANI edito da Achille e La Tartaruga, presso il quale è disponibile. Vi auguro buona lettura e un buon giorno di festa. (AnGre)

Versi da Aiguiller di Angela Greco AnGre

AIGUILLER Poesia di Angela Greco AnGre Ladolfi Ed.

L’imprevedibilità dei risvegli, i mattini diversi
per condizioni atmosferiche e conseguente umore,
le calze smagliate e il caffè, amaro nella sua abitudine,
a ristabilire l’ordine del giorno. Improvvisa fotografia:
distratto dal libro che hai tra le mani sembri altrove,
sul limite di un silenzio ancora da scrivere.
.
Un bottone dopo l’altro avvicino quel pensiero
che ruga la fronte per quello che accade e si tace.
La poesia è insubordinazione, stazione viaria, azione,
passaggio in auto-stop verso una nuova galassia.
Intoniamo canti da raccolta di cotone per farne bende.
.
Raccolgo aghi dal fondo del bosco per forare palloncini.
L’aria sarà sempre un futuro semplice eppure irraggiungibile.
Avremo nuovamente voce per raccontare al fuoco della notte,
quella in cui al posto del sonno si contarono acini luminosi.
Poi, mi raccoglierò intorno a una dimenticanza,
al braciere acceso, a una lettera ingiallita e al dopo.
.
A temperatura di fusione siamo tutti liquidi informi.
Il vetro ha una sua temuta verità argentata e oscurata:
l’ingiustizia più acuta è la replica della forma al mattino,
quando stanchi di notti senza sogni interroghiamo
il caso e il cammino segnati da rughe e pietre miliari.
.
Il confine tra qui e l’assenza è una stanza sul mare;
l’acqua entrerà tra un momento o tra mille anni.
Aspetteremo la risacca che scagiona madreperle,
abbandonati cammei dei giorni a venire. Saremo.
(mi affaccio e ti vedo).
La difficoltà sta nel lenzuolo da piegare, nella posata
esatta per la frutta che preferiamo mangiare con le mani.
Segni subliminali di appartenenza scorticano ricorrenze.
.
A metà tra cielo e mare si può anche gettare l’ancora.
Ti dedico questi versi perché è l’ultimo giorno di festa.
.
[…]

*

Versi tratti da Aiguiller (Ladolfi Ed.) di Angela Greco AnGre.

https://www.mondadoristore.it/Aiguiller-Angela-Greco-Angre/eai978886644639/

https://www.lafeltrinelli.it/aiguiller-libro-angela-greco-angre/e/9788866446392

https://www.ladolfieditore.it/index.php/it/chi-siamo/autori/greco-angela-angre.html

[senza titolo] di Angela Greco AnGre

bosco in autunno

Nel nome del padre
nessuna assenza basta
a non ricordare quel sorriso;
s’avventura così un altro giorno
tra grani e grani di rosari a dire
dei sassi stupiti di sole e più
ancora di strade tracciate a mano,
tra curve impietose e in salita.

Tornano le parole di un tempo,
raccolti fuori stagione per l’a-venire,
per farne ancora pane buono
per quella fame mai saziata.
Ascolta padre, oggi che il tuo nome
torna alle labbra in preghiera,
questa voce mai lontana da te,
in questo cielo rifiorente di ottobre.
~
AnGre,
4 ottobre 2022

Due inediti di Angela Greco AnGre

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Chi mi difenderà dal tuo bel volto? (Michelangelo)

*

Quando sorridi s’apre un nuovo mondo,
tra i tuoi occhi e le labbra dischiuse,
s’accendono meraviglie e desideri.
Torna il cielo prima di ogni difficoltà e
sembra possibile persino essere felici.
Tutto del tuo viso accende il sole e
finanche il tempo che passa si ferma
a guardare la sua parte migliore.

~

Prima che giunga domenica
attraverserò gli asfodeli che sono stati
prima di te e del tuo sorriso di giorno
che ha vinto il buio; solcherò i tuoi silenzi
prima di rivedere il riflesso nello specchio
del nuovo tempo e nuove fioriture saranno.
.
Sorrido quando ti spiazza una poesia e
svela quella pianura inesausta che contieni
gelosamente stretta al ciglio dei tuoi occhi dolci,
tra acque e terre salate distanti più di un mondo.
Mi fermo nell’aria di questa lunga estate settembrina
ad aspettare quella sola domenica. Pensando a te.
.
Non solo domani, non solo nella battaglia.

*

Angela Greco AnGre, settembre 2022

Versi per mia figlia

poesia edita di Angela Greco AnGre

Nella camera oscura di questi miei trascorsi,
la tua immagine, il tuo vestito nuovo arancione con i fiorellini e
dieci anni, che capovolti si imprimono sulla retina umida.
Tento di dedicarti qualche parola, ma il tuo mistero
mi fa smarrire persino nei territori che conosco.
Mutano profondamente le prospettive.
No, non ricordo me alla tua età. So soltanto che
tu sei il motivo dei giorni, l’aria e il sole,
che splende anche nelle mie notti più difficili.

Un momento, un brivido, un attimo di silenzio:
cosa ti consegnerò, di questo presente?
(La domanda mi tormenta).
Raccolgo fogli da ogni angolo di casa e
i tuoi colori, le tue parole, le risposte che
sai dare con la tua età. Mi fermo. Ti guardo.
Hai quasi raggiunto la mia altezza, mentre
continuo a meravigliarmi della gioia e del caso.

No, non tutto è perduto. Noi siamo prossimi.
Basta guardarsi queste mani nude.

[…]

da Aiguiller (Ladolfi, 2022) di Angela Greco AnGre. 

Felice undicesimo compleanno, figlia mia! ❤

Angela Greco AnGre, versi da Aiguiller (Ladolfi Ed.2022)

AIGUILLER Poesia di Angela Greco AnGre Ladolfi Ed.

Lo strazio dell’ombra è l’assenza nella luce
di un motivo, che proietti soluzione alla notte.
Di questo inchiostro se ne occuperà
un tintore di stoffe in terre perdute alla vista.
Oggi basterebbe riconoscersi incoerenti
e sgranati nella clessidra. Si abbatte l’onda
sul tetto e trema la carlinga. Siamo
scatole nere che nessuno saprà leggere.

[…]

«Continua a guardare nella direzione del vento,
forse è da lì che torneranno gli occhi lucidi
e i venditori di occhiali non potranno opporsi.»
C’è tempo per ritrovarsi. Adesso è un altro tempo;
lascia che incomba un silenzio di risurrezione.

[…]

Lo stiletto conficcato ossida il mattino. Al terzo intercostale
si risolve il dubbio e possiamo continuare. Lo strappo
rivela un volto sorridente. Si sovrappongono
rappresentazioni e tempi e Mimmo lo sa.
Fuggiamo a Casablanca, a piedi, finché siamo in tempo.
Prenderò il porto d’armi soltanto per puntarti addosso
le canne del mio sovrapposto, oggi, che non sei più lo stesso.

[…]

Versi da Aiguiller di Angela Greco AnGre, Ladolfi Editore 2022. 

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https://www.lafeltrinelli.it/aiguiller-libro-angela-greco-angre/e/9788866446392

https://www.mondadoristore.it/Aiguiller-Angela-Greco-Angre/eai978886644639/

https://www.ibs.it/aiguiller-libro-angela-greco-angre/e/9788866446392

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Versi inediti di Angela Greco AnGre

mare viola

provo a dedicarti un verso
nel calore di un giorno
di troppa estate colmo.

*

Certe mattine si conficcano nel petto
e dolgono d’assenza e silenzi fino in fondo;
la prima luce è un verso che riporta a sud,
un invito e un inizio che radica poco a poco.
Tu non ci sei,
se non nel nero del caffè senza zucchero,
prima del buongiorno e della prima voce,
un incontro privatissimo tra me e il pensiero
di te che affida tutto all’opposto del cuore.
Passano i giorni;
s’insinuano domande. Rinuncio alla risposta
per non mandare in frantumi visioni primaverili
e riflessi lontani, di quando il tuo sorriso bastava
a dire quel che oggi non si vede più.

*

Questa notte di strada è la tua bocca fatta luna
rossa sorgente dal mare alle stelle lontanissime
eppure prossime nel tuo sorriso acceso in qualche sogno
non lontano da qui, mentre scorrono le luci sul nastro scuro
che domattina sarà acqua e oriente per i miei occhi di terra.
.
Ho attraversato, silenzio dopo silenzio, il tuo volto
segnato da vie che rimandano un tempo differente,
mentre guardi un altro cielo; quanto è difficile
avvicinarsi in questo momento della sera buia
di fiducia in quel che eravamo e non torneremo ad essere.

.

Angela Greco AnGre, luglio 2022

Versi da Aiguiller di Angela Greco AnGre

Cagnaccio di S.Pietro -Donna allo specchio-1927

Torna l’immagine della cornice annerita;
dalla strada esalano differenti umanità.
Un odore eccessivo tormenta il pomeriggio;
un fuso orario che confonde lo stomaco.
Vaghi segnali di rottura con l’ultimo periodo.
Un’attesa si staglia contro il vetro rotto, mandando
in frantumi la visione del giorno; torna anche Amleto
e la sfera di vetro e la poesia mi meraviglia ancora.
Venezia è sempre di acque e cristalli e
tento di riprendere i fili del discorso.
Ho eliminato ogni macchia dagli specchi, ma
ancora non è nitida la visione.
Caduti ai piedi di un imprevisto, viene maltrattata
ogni sicurezza acquisita con fatica e piccoli passi.
Della maschera abbiamo ancora notizie e bisogno,
nonostante il palcoscenico tenti di cambiare.
Vasti incendi si sviluppano intorno e dentro;
potrebbe essere dicembre, noi saremmo gli stessi.
«E, quindi?» mi domandi con la stessa curiosità
«Non so» rispondo sistemando i chiodi nei polsi.
Un’agonia s’attarda tra azioni e pensieri, mentre
intorno le superfici divengono specchi abbaglianti.
La riflessione è obbligatoria.
[…]

~

Angela Greco AnGre, Aiguiller (Ladolfi Editore, 2022)

In apertura: ” Donna allo specchio”, opera di Cagnaccio di San Pietro

senza titolo di Angela Greco AnGre

C’è mai stato qualcosa di simile?
Se sì, lo abbiamo dimenticato.
Ogni inferno è unico e se rimane
diventa esso stesso noi, senza variazioni,
e ogni volta è nuovo e non dà memoria.
.
Respirare è l’azione impossibile.
Difficile, nell’aria immobile, tentare
una ricognizione dei pensieri.
Si attraversano le ore in carovana;
non rimane altro di cui spogliarsi.

*

[29\6\22] AnGre, inedito

Un ricordo di Palermo

i colori  della Vucciria a Palermo

il benvenuto con i colori della Vucciria e della sua gente

due affiancati per Palermo,oggi...

due affiancati e uniti per Palermo, e per il Paese tutto, ancora oggi, in un cielo incredibilmente azzurro…(passeggiando tra le viuzze del suo cuore, ancora nella Vucciria)

Palermo, chiesa dei funerali di G.Falcone

S.Domenico, la chiesa dove trent’anni fa si celebrarono i funerali di Giovanni Falcone e dove venne sepolto (alla fine di una delle strade che percorrono la Vucciria)

la Vucciria, Palermo

 di ritorno , ripercorrendo il cuore di Palermo…hanno cercato di togliere il colore a questa terra e per fortuna non ci sono ancora riusciti!

un grazie lungo trent’anni…

*

[Angela Greco AnGre]

fotografie di AnGre, maggio 2012

Ogni giorno ha il suo santo che cambia – versi da Aiguiller di Angela Greco AnGre

carta e penna

da Aiguiller (Ladolfi Editore, 2022) di Angela Greco AnGre 

*

Ogni giorno ha il suo santo che cambia.
Lo sguardo al cielo non è facile se soffri di cervicale;
Pietro ha sofferto non poche esitazioni lungo il cammino
eppure mia madre non ha mai smesso di seguirlo.

Un fado portoghese racconta solitudine;
davanti allo specchio le dita intrecciano note
e la fisarmonica riempie la stradina in attesa.
Mi ha guardato la luna pochi passi prima;
tra le foglie di basilico si nasconde il mare.
Che attinenza abbiano i santi con il vecchio paese
lo sanno soltanto quelle note e la stessa luna.

L’anziano musicista si guarda allo specchio per farsi compagnia.
La casa ha l’uscio socchiuso su una calla bianca: è appena fiorita,
ma a lui importa soltanto il suo ricordo.
Esco dalla casa difronte per incontrare la sua donna;
sono in molti a pensare che lei non ci sia più
eppure la musica l’abbiamo ascoltata tutti.

«Lasciami i santi a cui raccontare bugie»
non ha tutti i torti la fisarmonica.
Mentre il fado raggiunge il mare
stridono le pietre nella manovra che ci riporterà a casa.

[…]

*

Il libro è disponibile sui maggiori store on-line (link nei commenti) o si può richiedere all’indirizzo della casa editrice.

AIGUILLER Poesia di Angela Greco AnGre Ladolfi Ed.

Quel che resta del giorno di Angela Greco AnGre

Alba sullo Jonio - CT - - - inserita il 13-Jun-11. Acitrezza

Non passa inosservato il tuo ritorno,
di bella stagione e fioriture
in questa landa di Storia sbagliata.

Abbiamo atteso la luna stasera.
Impaziente dei tuoi occhi e
di ogni non detto pensiero.

Sul desiderio di noi si ferma il respiro;
accanto e dentro lo stesso istante e
le mani a stringere una intimità tutta nostra.

Così mio non sei stato mai, quanto ora,
qui, nell’aria che sa ancora di te
e sulle labbra che schiudono il tuo nome.

Siamo stati una poesia di Kavafis.

[…]

Poi è il sogno
a rivelare presenza e mancanza;
mentre attraversiamo lo spazio
per arrivare al mare, ti abbraccio.

Trova parole anche il silenzio;
un battito di cuore e una carta,
mentre già albeggia il giorno.
Due rondini s’affacciano al mio cielo.

*

(Angela Greco AnGre, inediti; un dono minimo, per ringraziarvi tutti per gli auguri e l’affetto ricevuti per il mio compleanno, ieri. Grazie ❤)

Aiguiller, poesie di Angela Greco AnGre (Ladolfi, 2022) – presentazione dell’opera

AIGUILLER Poesia di Angela Greco AnGre Ladolfi Ed.

AIGUILLER, poesie di Angela Greco AnGre (Ladolfi Ediotre, 2022)

Il titolo è in francese e tradotto ha valenza di “indirizzare, orientare, dirigere; deviare la conversazione su un altro argomento” secondo il senso figurato del termine “Aiguiller”(da leggersi “eɡɥije”) riportato dal dizionario Garzanti, ma anche, più in generale, “sterzare, cambiare direzione” con riferimento alla poesia in uso in Italia attualmente; l’opera consta di una significativa variazione di due precedenti editi, ai quali ho voluto dare nuova luce, convinta del fatto che la Poesia sia sempre qualcosa in divenire, mai ferma, con l’aggiunta di una sezione inedita scritta negli ultimi anni e nell’anno in cui mia figlia, a cui è dedicato il libro, ha compiuto dieci anni. Tutto il progetto qui presentato esprime il mio concetto di poesia e di costituzione dell’atto poetico, alla luce di riferimenti artistici e letterari di cui si dà nota nel testo e a fine dello stesso, utilizzando un verso libero ed ipermetrico”. [Angela Greco AnGre, estratto dalla Presentazione del testo]

*

[…]

Fermi per dirci vivi contiamo grani
capovolti nella clessidra. Inganniamo specchi
e virtù. Morirò appena compiuti due anni.
Mi riconosco solo a ritroso.

Se nessuno rivolge la domanda, so benissimo chi sei;
ma all’interrogazione non lo so più. Riprendo dal letto
di semina, la mano e la vanga a spostare il dato per scontato.
Poi, con la benevolenza inesausta del cielo stellato, propongo
appunti di raccolta, che soltanto domani e fra tre secoli
daranno quanto cercato oggi. Un solco è promessa di città.

[…]

“devi conoscere l’abisso prima della risurrezione”
e qui non è implicato nessun dio.

Euridice lo sa di cosa stiamo parlando.
E lo sa bene l’avvoltoio nella sua attesa.
Arriva sempre l’orario di chiusura del teatro,
la deposizione delle maschere.
Forse il patibolo è insito nella scrittura.

Canta ancora Orfeo.
Dobbiamo tornare negli inferi.

Gli inferi sono una questione strettamente personale
pochissimi sono gli accompagnatori.
Non si può ripetere il viaggio di qualcun altro.

[…]

Sì, ti abbraccio, prima che sia troppo tardi e
torno ai miei pensieri, alle domande che continuo a pormi e
a quest’oggi così pieno di croci e calvari tutti da salire scalzi.

Evoluzione o involuzione davvero non saprei.
Accadono le cose, cadono le persone, ma
si procede, in qualche modo.
Forse, semplicemente, ancora non abbiamo capito.

Sì, sorrido, figlia mia. Per il tuo decimo compleanno.

***

Quando ho dato alle stampe Aiguiller pensavo che il cambio di direzione fosse nei confronti della Poesia attualmente scritta in Italia, dalla quale, negli ultimi anni, mi sono alquanto allontanata…Invece, all’uscita del libro, mi sono resa conto che il cambio di direzione era riferito a quello che stavamo e stiamo vivendo…

Il libro, allora, è diventato, suo malgrado, una “risposta”: la Poesia è una risposta alle atrocità, alla discordia, alla mancanza di pace…Una responsabilità non indifferente, se si tiene conto della “facilità” con cui si scrive e produce poesia nel nostro Paese…

Consegno, quindi, Aiguiller al Lettore, come un momento di riflessione, di pausa e – soprattutto – di domande…

Angela Greco AnGre

Il libro è disponibile sui maggiori store on-line o si può richiedere all’indirizzo della casa editrice.
Ringrazio di cuore Giuliano Ladolfi per aver creduto ancora una volta nella mia Poesia e soprattutto in questo progetto a cui sono molto legata. Per me è stato emozionante pubblicare una seconda opera con il medesimo Editore, realizzando in questo modo la mia idea di crescita in un gruppo di lavoro con il quale condivido molto in materia di poesia; esperienza ormai difficile da concretizzare in tempi, come quelli che abitiamo, votati al  consumo rapido di persone e cose e letteralmente privi di competenza e lungimiranza sul lungo periodo.
Grazie per l’attenzione ♥