Il 2 agosto e il Perdono di Assisi – con alcuni approfondimenti

porciuncola
La Porziuncola, la piccola chiesetta francescana  custodita all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Assisi (PG)

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Quella notte in cui Cristo apparve a san Francesco, che pregava in Porziuncola…

All’origine della «Festa del Perdono» c’è un episodio della vita di san Francesco:  una notte del 1216, Francesco d’Assisi era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola. Improvvisamente vi dilagò una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la Madonna, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore.

Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza della anime. La risposta di Francesco fu immediata: «Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego di concedere ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe, a tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa».

Gli disse il Signore: «Quello che tu chiedi, o Frate Francesco, è grande, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza».

Francesco si presentò subito dal Pontefice Onorio III, che in quei giorni si trovava a Perugia, e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e, dopo qualche difficoltà, diede la sua approvazione, poi disse: «Per quanti anni vuoi questa indulgenza?». Francesco rispose: «Padre Santo, non domando anni, ma anime». E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo richiamò: «Come, non vuoi nessun documento?». E Francesco: «Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni».

E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell’Umbria, disse, tra le lacrime, al popolo convenuto alla Porziuncola: «Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!».

http://www.amicifrancescani.it/perdonoassisi.htm

https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/francescanesimo/il-perdono-di-assisi-fratelli-miei-voglio-mandarvi-tutti-in-paradiso-51882

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Al seguente link, invece, un interessante articolo sulla tavola dipinta all’interno della Porziuncola:

https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/francescanesimo/la-porziuncola-e-l-affascinante-tavola-di-padre-ilario-51881

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Giornata Mondiale della Terra (Earth Day)

Earth Day - Il sasso nello stagno di AnGre

22 aprile, Giornata Mondiale della Terra (Earth Day).

E’ il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Perché ciascuno non deve mai dimenticare che della Terra è parte e non “padrone”, che essa è solo “in prestito” e che TUTTI dobbiamo assumere l’impegno di “consegnarla” alle generazioni future nelle migliori condizioni.

Il battito della Terra è la somma dei nostri battiti e il suo respiro è quello che ci permette di abitarla…Condivido con gli Amici e i Lettori de Il sasso nello stagno di AnGre, alcuni miei versi scritti per la scuola primaria e che mia figlia ha scelto per un compito assegnatole (il titolo, infatti, lo ha aggiunto la sua maestra di Italiano, che ringrazio per l’accoglienza, e vi lascio solo immaginare la mia emozione!) ♥

Earth Day scuola primaria by Angela Greco AnGre

Buona Pasqua!

20210403_095514*

Il sasso nello stagno di AnGre augura a tutti gli Amici e Lettori, una serena Pasqua di gioia e salute! In apertura, un momento di dolcezza domestica, un augurio speciale dalla mia Puglia, con il dolce tipico – la scarcella – della nostra più antica tradizione contadina (fatto da me in collaborazione con figlia e marito) e idealmente condiviso con tutti voi…e, visto che dobbiamo stare in casa anche quest’anno, cliccando sul link sottostante, è possibile fare una visita virtuale alla scoperta di un grande capolavoro dedicato alla Risurrezione.

Che sia rinascita per tutti!

https://www.uffizi.it/video/il-cristo-risorto-di-rubens-nella-galleria-palatina

Antiche testimonianze di fede nella Roma moderna: il giovedì santo e la macchina delle Quarantore di Santa Maria dell’orto in Trastevere

Il sasso nello stagno di AnGre

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Antiche testimonianze di fede nella Roma moderna: la macchina delle Quarantore di Santa Maria dell’orto in Trastevere a cura di Giorgio Chiantini.

Il giovedì santo, nel cuore della Roma più popolare, si rivive ancora oggi un antico rito di devozione: nel quartiere di Trastevere, più precisamente presso la chiesa di Santa Maria dell’orto, dopo la messa in Coena Domini, che ricorda le ultime vicende umane di Cristo, si dà vita alla così  detta “macchina delle Quarantore” in ricordo del tempo trascorso, secondo la tradizione cristiana, dall’uomo della croce nel sepolcro in attesa della risurrezione.

Questo antico rito si colloca nella tradizione dei “Sepolcri”, come vengono denominati in molti paesi d’Italia, gli altari (detti “della reposizione” in questo specifico caso) delle chiese che, dopo la celebrazione della messa del giovedì santo, rimangono allestiti con fiori e luci nel ricordo del sepolcro che ospitò il corpo di Gesù, custodendo nel tabernacolo le specie…

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Grazie!

GRAZIE A TUTTI!!!

Un anno particolare e per molti, troppi versi difficile, questo 2020…ma Il sasso nello stagno di AnGre, nonostante persino il blocco delle condivisioni da parte di un social, è stato seguito e apprezzato più degli anni precedenti!! Un risultato che incoraggia a continuare a divulgare poesia e arte. Perché, evidentemente, ne abbiamo ancora bisogno. Grazie di cuore a tutti e spero per ciascuno di voi un nuovo anno di salute, luce e grazia. [AnGre]
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💻📲 https://ilsassonellostagno.wordpress.com

 

Rileggendo il 2020: AA.VV. Fase 1, cinquantacinque giorni diversi / e-book scaricabile gratuitamente

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AA.VV. FASE 1

clicca qui per scaricare gratuitamente 

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Di questo 2020, che ormai volge al termine, vorremmo che rimanesse, tra tanto buio, almeno il ricordo buono di una poesia...Il sasso nello stagno di AnGre ripropone un ebook importante, che segna un momento storico indelebile….Si ringraziano di cuore gli autori; per leggere l’ebook-pdf basta scaricarlo gratuitamente, cliccando sul titolo sotto l’immagine d’apertura. [AnGre]

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“[…] Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”

 Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia (Torino, Einaudi 2008).

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Sono giorni di cospetti sincopati
sempre con la stessa opaca visione.
Questo IO che ho scandagliato
fino all’estrema pazienza di conviverci.
E rendermi conto che
una parte di noi stessi è l’altro.
.
.
.
Città vuote,
il paesaggio senz’uomini
è una natura morta, un render d’architettura,
e natura naturans incessante, e indifferente,
-il gioco del mosaico del tabacco-
in riequilibrio vitale continuo.
.
.
.
Fermo resto qui adesso
Strappo via anima inquieta
Lascio volare via ogni sensazione.
Limbo di svolta eccolo qui
Tutto si muove prende forma
Santuario sono
Involucro di speranza resto.
.
.
.
non ho mai smesso di scrivere
sciocchezze in bilico tra
l’imitazione e il nulla, ottone
d’importazione per candelabri spenti,
non sono pronto a odiare primavere
ed estate, conto le api.
.
.
.
Oggi ho perduto qualcosa.
Lo so.
Ma non chiedermi cosa perché non so.
Ogni giorno perdiamo qualcosa.
Un po’ di vita
ai quattro angoli.
.
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(versi estratti dall’eBook FASE 1)

Forza venite gente!

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Giotto, San Francesco e il sultano – Basilica Superiore di Assisi

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[riproponiamo] – Per essere parte di questo 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, Il sasso nello stagno ha scelto due canzoni tratte da “Forza venite gente”, un musical teatrale incentrato sulla vita di San Francesco d’Assisi, messo in scena da Michele Paulicelli nel 1981, ancora oggi piacevolissimo e coinvolgente. Il musical narra in prosa e musica alcuni episodi della vita di Francesco d’Assisi, realizzando – a parer mio – l’aspetto più bello del francescanesimo stesso: la gioia.

I brani scelti sono: La Luna, che riprende l’episodio della vita del giullare di Dio in cui si reca in Oriente per parlare con il Sultano, mettendo in evidenza un elemento di unione (qui rappresentato dalla luna) e cercando, fin dai suoi tempi, un dialogo proficuo tra due grandi religioni ed E piansero i lupi nel bosco, sottolineato da una musica festosa, in cui la voce di Chiara insieme con il coro dei frati e delle Creature, narra la toccante esperienza della morte soltanto fisica del santo, che si somma in luce al Cielo, vissuta persino da un diavolo strepitante per aver perso un fiero rivale e da Sorella Morte, che si immagina abbia pianto – persino lei! – per la dipartita stessa di Francesco…(Angela Greco)

LA LUNA

Francesco: Luna, luna, là che solitaria in cielo stai
Che tutto vedi e nulla sai

Capo arabo: Luna, luna là
Che sui confini nostri vai
E fronti e limiti non hai
E tutti noi uguali fai

Francesco: Tu che risplendi
Sui nostri visi bianchi o neri
Tu che ispiri e diffondi
Uguali brividi e pensieri
Fra tutti noi quaggiù

Capo arabo: Luna, luna là
Mantello bianco di pietà
Presenza muta di ogni Dio
Del tuo del mio
Del Dio che sa

Francesco: Tu che fai luce all’uomo errante in ogni via
Dacci pace, la tua pace
La bianca pace e così sia
Per questa umanità

Ah… Ah… Bianca luna, bianca luna……..

E PIANSERO I LUPI NEL BOSCO

Frate Francesco è vivo tra noi
E c’è nel cielo più luce che mai
Tra i cherubini gelosi di lui
Dell’angelo bellissimo

E tra le foglie un vento passò
Al suo respiro che andava lassù
E la sua terra la terra restò deserta senza lui

E piansero bianche nel chiostro
Le monache date a Gesù
Giovanni chiamato Francesco non c’era più

Non c’era più
Non era più con noi

Chiara: solo amore, amore, amore,
Tutto amore, amore, amore fu
Infinito amore, amore
Fosti solo amore, amore tu

E piansero i lupi nel bosco
Le rondini, i cigni e le gru
Giovanni chiamato Francesco non c’era più

Non c’era più
Non era più con noi

Dimmi morte che mi hai fatto?
Mi hai rubato un’anima
La più gagliarda che incontrai
Dimmi…con chi lotto, chi combatto
Se non c’è quel santo frate maledetto
Il più perfetto tra i nemici miei

Sorella dagli occhi di teschio
Quell’attimo hai pianto anche tu
Un gelido bacio e Francesco
Non c’era più

Non c’era più
Non era più con noi

[i testi delle canzoni sono tratti da www.undicietrenta.it/forzaven.htm]

Facciamo chiasso…collegati con Assisi, 9 giugno 2020, prima serata

Il sasso nello stagno di AnGre abbraccia con gioia l’iniziativa “Con il cuore – nel nome di Francesco”, promossa da padre Enzo Fortunato e da tutta la comunità francescana di Asissi, che, il 9 giugno in prima serata su RAI 1, a porte chiuse in ottemperanza alle vigenti disposizioni in materia di tutela della salute pubblica a causa del Covid-19, vedrà sul sagrato della Basilica artisti riuniti per una maratona di solidarietà in favore della popolazione italiana colpita dalla crisi economica di quest’ultimo trimestre.

Questa diciottesima edizione sarà – si legge sulla Rivista – un evento intimo, “molto più francescano”, senza pubblico fisicamente presente, ma con un cuore ancora più grande, formato dai battiti di tutti coloro che seguiranno l’evento in TV e tramite i mezzi di comunicazione e che vorranno contribuire inviando – in questi giorni – un SMS solidale al numero 45515 sia da telefono mobile che fisso. Di tutto il ricavato sarà reso conto sul sito http://www.conilcuore.info, sul quale si leggono  nitidamente fin d’ora tutte le notizie relative ai progetti precedenti.

Un ringraziamento speciale va a padre Enzo, direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi, instancabile divulgatore e comunicatore straordinario, paziente e cortese, un trascinatore di anime, che, con il suo quotidiano #buongiornobravagente – brevi dirette video dalla sua pagina FB (che invito a seguire) girate in Assisi, leggendo sacre scritture, lettere e saluti tra arte e meditazioni – ha creato una rete di cuori che battono all’unisono e si ritrovano intorno ai temi sensibili e sempre moderni del Vangelo, alla luce del giullare di Dio, Francesco, santo di tutti, credenti e non credenti.

Personalmente ho accolto l’invito di padre Enzo a “FARE CHIASSO” con la realizzazione di due cartoline-invito per il serale della rete ammiraglia, che, insieme con quelle di tantissimi altri amici, sono state rese pubbliche sulla Rivista San Francesco (tutte le info per richiedere una copia o per abbonarsi  si trovano facilmente on-line o sul sito http://www.sanfrancescopatronoditalia.it). Le foto che ho usato nelle mie due foto-elaborazioni sono tratte dal profilo social di Padre Enzo stesso, dal suo video sul serale per la chiusura del mese mariano e dal sito dell’evento; mentre il disegno, che ritrae il poverello di Assisi in compagnia, è tratto dal libro per fanciulli “Francesco” pubblicato da Edizioni Porziuncola. Il resto è sorriso, gioia, condivisione e voglia di stare insieme per una Causa che tocca nel profondo. [AnGre]

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https://www.conilcuore.info/index.php

https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie

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Sarà possibile sostenere la campagna di solidarietà dei frati con SMS e chiamate da rete fissa al 45515 fino al 15 luglio.https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/attualita/con-il-cuore–domani-il-primo-live-rai1-post-covid-48778

AA.VV. Fase 1, cinquantacinque giorni diversi / e-book scaricabile gratuitamente

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AA.VV. FASE 1

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Si ringraziano di cuore gli autori –  Flavio Almerighi, Sergio Angeli, Angelo Bruno e Alfonso Graziano – per aver aderito, con sensibile partecipazione, a questa condivisione che oggi, 5 maggio, data poetica ed emblematica, dedichiamo e doniamo ai lettori, come atto finale e atto iniziale, al contempo, di un particolare momento storico. Per leggere l’ebook-pdf basta scaricarlo gratuitamente, cliccando sul titolo sotto l’immagine d’apertura. [AnGre]

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“[…] Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”

 Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia (Torino, Einaudi 2008).

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Sono giorni di cospetti sincopati
sempre con la stessa opaca visione.
Questo IO che ho scandagliato
fino all’estrema pazienza di conviverci.
E rendermi conto che
una parte di noi stessi è l’altro.
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Città vuote,
il paesaggio senz’uomini
è una natura morta, un render d’architettura,
e natura naturans incessante, e indifferente,
-il gioco del mosaico del tabacco-
in riequilibrio vitale continuo.
.
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Fermo resto qui adesso
Strappo via anima inquieta
Lascio volare via ogni sensazione.
Limbo di svolta eccolo qui
Tutto si muove prende forma
Santuario sono
Involucro di speranza resto.
.
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.
non ho mai smesso di scrivere
sciocchezze in bilico tra
l’imitazione e il nulla, ottone
d’importazione per candelabri spenti,
non sono pronto a odiare primavere
ed estate, conto le api.
.
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Oggi ho perduto qualcosa.
Lo so.
Ma non chiedermi cosa perché non so.
Ogni giorno perdiamo qualcosa.
Un po’ di vita
ai quattro angoli.
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(versi estratti dall’eBook FASE 1)

“buona giornata”

buona giornata

Tutto comincia tardi
da non voler consultare l’ora,
qualche orologio scarico
brilla sul comodino,
mette in risalto amnesie
di giorni e giorni.

Chiedessi il titolo
della canzone, o la forma
del portacenere là vicino
all’atto del mio concepimento,
non saprei dire, a volte
basterebbe un po’ di nebbia.

In attesa del risveglio
la casa è fredda, prova
il recupero della gioia di vivere
in atto estremo, eroico,
complicato dalla scarsa fantasia,
modesto, di amore in sé.

Flavio Almerighi, 21.04.2020 – inedito

si ringrazia l’Autore per la gentile concessione

[…]

Ancora un pomeriggio di mal di testa, di affollamento nonostante le distanze, di obbligate comprensioni e mancato silenzio. Si sta quasi in trincea, aspettando la contromossa di un nemico e che le corde tese emettano presto melodie al posto di rumori. S’attende speranzosi. Ho voglia di scrivere quasi quanto d’abbracciarti.

Angela Greco, da Questotempodivirus, 10.03.2020 – inedito

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— In apertura: fotografia di Man Ray, Larmes (Tears) per cortese concessione del sito The J. Paul Getty Museum; © Man Ray Trust ARS-ADAGP  – (dal web)

“isolamento _giorno 28”

#isolamento _giorno 28

Cerca di non piangere
Ancora
Anima mia
Questa coltre nera abbatterai
Non può esserci tristezza oltre questa nube
Muto intenso cemento
Sembra invalicabile
Grigio grigio freddo come non mai
Queste ali sono solo stanche
Vedrai…
toccheranno nuovi cieli
Disegneranno vortici di colori
tra le nubi di cotone.
Vedrai…
Alzati ora in un battito d’ali
E Tendimi la mano
Andremo via senza più lacrime.

Sergio Angeli, 25.04.2020 – inedito

si ringrazia l’Autore per la gentile concessione dei versi e dell’immagine

[…]

…su tutto, nel bianco/nero di giornate uguali a se stesse, il cielo e i suoi colori, nella finecorsa di un giorno, che scorre e trascorre tra sostentamento e gioco(forza). Torri di pazienza erette a guardia di quel che non si conosce e che pure abita accanto noi, fieri baluardi di domande, paure e speranza…

Angela Greco, da Questotempodivirus, 19.03.2020 – inedito

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— In apertura: opera e fotografia di Sergio Angeli —

“e tutto ciò che rimarrà…”

tranne il dolore e il tuo ghigno
il bicchiere sporco di parole andate a male
e i piatti accumulati sull’orlo del tavolo,
rimango io e i libri in bilico sugli scaffali e la polvere
io e le solitudini incorniciate in primo piano
e le porte senza chiavi che ritmano la tramontana fuori stagione.

tranne gli errori e le virgole sperdute sotto i tappeti
le bottiglie da aprire ancora dedicate
e i posaceneri di verginità da ritrovare,
rimane quello sguardo spento contro il muro
delle tue risposte inascoltate
nei cassetti col doppio fondo.

tranne tutto questo e i sogni dismessi
va tutto bene tanto nessuno se ne accorgerà
nè l’orchidea bianca che diventa gialla
nè i polpastrelli che fumano inutilità
tranne tutto questo
e tutto ciò che rimarrà…

Alfonso Graziano, 25.04.2020 – inedito

si ringrazia l’Autore per la gentile concessione

[…]

La sera serena s’insinua tra silenzio e desiderio – la luce viene da un altrove, ci illumina d_istanti – e sale e assale dalle pagine d’un altro tempo, quel tempo semprenuovo che dice essere nuovamente tempo. Di amare

Angela Greco, da Questotempodivirus, 17.03.2020 – inedito

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— In apertura: René Magritte, Gli Amanti seconda versione —

|oggi| Giornata Mondiale della Terra (Earth Day)

22 aprile, Giornata Mondiale della Terra (Earth Day).

E’ il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra; anche Il sasso nello stagno si unisce ad ogni Persona che ha a cuore il futuro proprio e dei suoi \ nostri figli.

Perché ciascuno non deve mai dimenticare che della Terra è parte e non “padrone”; che essa è solo “in prestito” e che TUTTI devono assumere l’impegno di “consegnarla” alle generazioni future nelle migliori condizioni.

Il battito della Terra è la somma dei nostri battiti e il suo respiro è quello che ci permette di abitarla..è ora di imparare a difendere chi ci sostenta e ci ama!

[AnGre]

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STORIA UNIVERSALE
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In principio la Terra era tutta sbagliata,
renderla più abitabile fu una bella faticata.
Per passare i fiumi non c’erano i ponti.
Non c’erano sentieri per salire sui monti.
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Ti volevi sedere?
Neanche l’ombra di un panchetto.
Cascavi dal sonno?
Non esisteva il letto.
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Per non pungerti i piedi, né scarpe, né stivali.
Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
Per fare una partita non c’erano palloni:
mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni.
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Anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
Non c’era nulla di niente.
Zero via zero, e basta.
C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,
e agli errori più grossi si poté rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le maniche,
c’è lavoro per tutti quanti!
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(Gianni Rodari)

La Resurrezione nella luce rosa di un’alba primaverile

Il sasso nello stagno di AnGre, nel riproporre questa lettura del dipinto di Piero della Francesca, porge ai suoi Amici e Lettori i migliori Auguri per questa santa e particolare Pasqua 2020
Piero della Francesca

La luce rosa di un’alba primaverile illumina il bianco dell’Appennino e la natura silente. In primo piano l’umanissima figura di Cristo. Nel corpo i segni della Passione, in mano il vessillo della Resurrezione. Un piede poggia sul bordo del sarcofago nell’atto di uscire: ha vinto la morte, simboleggiata dai quattro personaggi abbandonati nel sonno nella parte bassa della composizione. Tra loro, frontale rispetto allo spettatore, Piero si autoritrae. Quest’opera, considerata del tutto autografa ed eseguita tra il 1463 e il 1468 ad affresco da Piero di Benedetto de’ Franceschi, detto Piero della Francesca (1420 ca. – 1492), è ubicata nel Palazzo dei Conservatori di Sansepolcro (Arezzo), attuale sede del Museo Civico.

Cristo risorto emerge dal Santo Sepolcro, simbolo della città, stringendo con presa sicura lo stendardo crociato e poggiando saldamente il piede sul sarcofago dal quale si erge vincitore della morte, esprimendo, attraverso sembianze concretamente umane, la sua sovranità divina accentuata dalla fissità quasi inquietante dello sguardo. Il perno della composizione è costituito dalla figura del figlio di Dio ormai risorto, che divide in due parti il paesaggio: quello a destra rigoglioso e quello a sinistra morente, dove gli alberi, che a sinistra appaiono secchi, come in pieno inverno, a destra sono ritratti verdi, come in primavera, sottolineano l’inizio di un nuovo tempo nella storia dell’umanità.

Il pittore sceglie, invece, di ritrarre se stesso addormentato ai piedi del sarcofago, mentre all’asta del vessillo con la croce guelfa attribuisce il compito di tenerlo in diretto contatto con la divinità, come ad ispirare e ricordare il Piero politico, quando, consigliere comunale, sedeva nella stanza attigua all’affresco. (Giorgio Chiantini)

∼∼∼

Sorgere ancora

Si schiera nel verso nascente la luce;
la pietra ha generato carne dopo la terra.
S’ascolta la salita delle campane e il ritorno
appartiene finalmente anche a queste presente.
Svestite di viola e d’attesa persino le mani.

Oggi,
di meraviglia e d’umana coscienza,
orfani di tristezza dai piedi scoperti,
fiori di mandorlo con lacrime a vista
a segnare strada tra due nuvole sì amo

(Angela Greco, 2015-2020)

Il sasso nello stagno di AnGre - pasqua -