Rileggendo il 2018 – Simone Weil, Prometeo

Il sasso nello stagno di AnGre

Simone Weil, PROMETEO

Un animale smarrito e solo,
Morso nel ventre da un rovello incessante
Che lo fa correre, tremante di stanchezza,
Per fuggire la fame che solo morendo sfugge;
In cerca della vita per oscure selve;
Cieco quando la notte manda le sue ombre;
Colpito nel cuore della roccia da freddo mortale;
Pronto all’accoppiamento in casuali strette;
Preda di dèi, dei loro oltraggi che lo fanno urlare.
Tale saresti, uomo, senza Prometeo.
.
Fuoco che crei e distruggi, o fiamma artista!
Erede dei bagliori del tramonto!
L’aurora sale al cuore di luttuosa sera;
II dolce focolare unisce le mani; il campo
Ha preso il posto dei riarsi rovi.
Duro metallo sgorga nelle colate,
li ferro si piega ardente e al martello cede.
Colma l’anima un lume sotto un tetto.
Come un frutto matura il pane nella fiamma.
Quanto vi amò, per farvi un tale dono!
.
Vi dette ruota…

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Rileggendo il 2018 – Derek Walcott, Lontano dall’Africa

Il sasso nello stagno di AnGre

Lontano dall’Africa di Derek Walcott

Un vento scompiglia la fulva pelliccia
Dell’Africa. Kikuyu, veloci come mosche,
Si saziano ai fiumi di sangue del veld.
Cadaveri giacciono sparsi in un paradiso.
Solo il verme colonnello del carcame, grida:
«Non sprecate compassione su questi morti separati!».
Le statistiche giustificano e gli studiosi colgono
I fondamenti della politica coloniale.
Che senso ha questo per il bimbo bianco squartato
nel suo letto?
Per selvaggi sacrificabili come Ebrei?

Trebbiati da battitori, i lunghi giunchi erompono
In una bianca polvere di ibis le cui grida
Hanno vorticato fin dall’alba della civiltà
Dal fiume riarso o dalla pianura brulicante di animali.
La violenza della bestia sulla bestia è intensa
Come legge naturale, ma l’uomo eretto
Cerca la propria divinità infliggendo dolore.
Deliranti come queste bestie turbate, le sue guerre
Danzano al suolo della tesa carcassa di un tamburo,
Mentre egli chiama coraggio persino quel nativo terrore
Della…

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Rileggendo il 2018 – Leonard Cohen, Joan Of Arc

Il sasso nello stagno di AnGre

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JOAN OF ARC  (Testo e musica di Leonard Cohen)

Now the flames they followed Joan of Arc
as she came riding through the dark;
no moon to keep her armour bright,
no man to get her through this very smoky night.

She said, “I’m tired of the war,
I want the kind of work I had before,
a wedding dress or something white
to wear upon my swollen appetite.”

Well, I’m glad to hear you talk this way,
you know I’ve watched you riding every day
and something in me yearns to win
such a cold and lonesome heroine.

“And who are you?” she sternly spoke
to the one beneath the smoke.
“Why, I’m fire,” he replied,
“And I love your solitude, I love your pride.”

“Then fire, make your body cold,
I’m going to give you mine to hold,”
saying this she climbed inside
to be his one, to…

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Rileggendo il 2018 – Madonna di Glatz – sassi d’arte

Il sasso nello stagno di AnGre

Maestro della Madonna di Glatz (attivo a Praga intorno al 1345), Madonna di Glatz(1343-44 c.a.) tecnica mista su tavola, cm 186 x 95 – Berlino, Staatliche Museen zu Berline

*

 Il maestro anonimo che deve il suo nome alla Madonna conservata a Berlino, potrebbe avere avuto origini tedesche, francesi o boeme. Fu a capo di una elle botteghe di pittori che fiorirono a Praga verso la metà del XIV secolo. Accanto alla forte influenza della pittura italiana del 1300, in questa tavola si riconoscono anche spunti provenienti dalla regione del Reno. Dal punto di vista storico, iconografico e tecnico, la Madonna di Glatz rappresenta un’opera chiave della pittura boema. Proviene dalla città slesiana di Glat, all’epoca inclusa nella diocesi di Praga, dove il committente, Ernst von Pardubitz, che in seguito sarà il primo arcivescovo della stessa Praga, aveva trascorso parte dell’infanzia, e nella cui chiesa parrocchiale avrebbe poi anche…

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Rileggendo il 2018 – Delmira Agustini, due poesie con traduzione

Il sasso nello stagno di AnGre

due poesie di Delmira Agustini (Montevideo, 24 ottobre 1886 – 6 luglio 1914)

.

¡Ven dolor!
¡Golpéame, dolor! Tu ala de cuervo
bate sobre mi frente y la azucena
de mi alma estremece, que más buena
me sentiré bajo tu golpe acerbo.

Derrámate en mi ser, ponte en mi verbo,
dilúyete en el cauce de mi vena
y arrástrame impasible a la condena
de atarme a tu cadalso como un siervo.

No tengas compasión. ¡Clava tu dardo!
De la sangre que brote yo haré un bardo
que cantará a tu dardo una elegía.

Mi alma será el cantor y tu aletazo
será el germen caído en el regazo
de la tierra en que brota mi poesía.
 .

Vieni dolore!
.
Colpiscimi, dolore! La tua ala di corvo
percuote la mia fronte e il giglio
della mia anima rabbrividisce, meglio
mi sentirò colta dal tuo aspro pugno.
.
Versati nel mio essere, entra nel mio…

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Rileggendo il 2018 – Adélia Prado, tre poesie

Il sasso nello stagno di AnGre

Versi da Bagagem (2003) e Coração disparado (2006), Editora Record, Rio de Janeiro.

ANNUNCIAZIONE AL POETA

Ave, avido.
Ave, fame instancabile e bocca enorme,
mangia.
Da parte dell’Altissimo ti concedo
che non ti riposerai e tutto ti ferirà mortalmente:
la spazzatura, la cattedrale e la forma delle mani.
Ave, pieno di dolore.

.

IL SOGNO

L’ho riconosciuto nella frazione del mio nome,
mi ha chiamato come da vivo,
partendo dalla tonica:
“Délia, vieni qui.”
Mi sono aggrappata alle estremità del letto,
dove giaceva sano il suo volto malato,
e l’ho trascinato per corridoi pieni
di medici, siringhe e camici bianchi.
Poi tutto il giorno è stato il petto stretto,
la sua voce nel mio orecchio, i suoi occhi,
come solo quelli dei morti guardano
e la speranza, in puro sconforto
e l’ansia.

.

DOLORI

Oggi mi sono sentita triste,
ho sofferto tre tipi di paura
accresciuti da un fatto…

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Rileggendo il 2018 – Amelia Rosselli, due poesie

Il sasso nello stagno di AnGre

Amelia Rosselli (Parigi, 1930 – Roma, 1996), due poesie

da “Documento”, 1976

Mio angelo, io non seppi mai quale angelo
fosti, o per quali vie storte ti amai
o venerai, tu che scendendo ogni gradino
sembravi salirli, frustarmi, mostrarmi
una via tutta perduta alla ragione, quando
facesti al caso quel che esso riprometteva,
cioè mi lasciasti.

Non seppi nemmeno perché tra tanti chiarori
eccitati dell’intelletto in pena, vi
furono così sotterranee evoluzioni d’un
accordarsi al mio, al vostro e tuo bisogno
d’una sterilità completa.

Eppure eccomi qua, a scrivere versi,
come se fosse non del tutto astratto
alla mia ricerca d’un enciclopedico
capire quasi tutto a me offerto senza
lo spazio di una volontà di ferro a controllare
quel poco del tutto così mal offerto.

*

da “Documento, 1966-1973”, Garzanti, Milano 1976

È una soneria costante; un micidiale compromettersi
una didascalia infruttuosa, e un vento di traverso
mentre battendo le…

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Rileggendo il 2018 – Pieter Bruegel il Vecchio, La caduta degli angeli ribelli – sassi di arte

Il sasso nello stagno di AnGre

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Pieter Bruegel il Vecchio, La caduta degli angeli ribelli, 1562

olio su tavola, cm 117 x 162 – Bruxelles, Musées des Beaux-Arts

*

In occasione della festa degli Arcangeli (29 settembre) riproponiamo questo articolo. Buona lettura o buona ri-lettura ed auguri a tutti quelli che festeggiano i loro nomi!

Il dipinto rappresenta le schiere celesti mentre sconfiggono gli angeli ribelli che, cacciati dal Paradiso e precipitati negli Inferi, si sono trasformati in terribili mostri. Al centro della scena san Michele, la cui sottile silhouette è protetta da una lucente armatura, brandisce la spada appollaiato su un dragone a sette teste. Proteggendosi con un piccolo scudo con una croce rossa in campo bianco, combatte contro il drago dell’Apocalisse. Intorno lo affiancano gli angeli fedeli armati di spade e altri angeli che danno fiato a lunghe trombe.800px-pieter_bruegel_i-fall_of_rebel_angels_img_1460

Attingendo a piene mani dal repertorio grottesco di Bosh, Bruegel (Breda, 1525 1530 circa…

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Rileggendo il 2018 – Paruyr Sevak, due poesie tradotte da Paolo Statuti

Il sasso nello stagno di AnGre

Paruyr Sevak, due poesie

Suppongo
.
.
Io posso supporre
Che quest’acqua non sia torbida, ma limpida.
Io posso supporre
Che questa casupola sia una splendida dimora.
Io posso supporre
Che questo fumo
Sia carbone che evapora.
E una rossa stoffa sottile
Non sia uno straccio, ma una lingua di fuoco.
.
Io posso supporre che tu sia con me,
Malgrado ci dividano valli e montagne.
Io posso supporre
Che tu sia modesta e timida.
Ma in realtà,
Tu semplicemente non ti accorgi di me…
.
Io posso supporre
Che un sogno sia realtà,
E una pesante sconfitta
Sia una straordinaria vittoria.
E una pera… una grande anfora,
E un giorno di festa…un funerale,
E una montagna…una grande fossa capovolta,
E una piccola penna stilografica
Sia il il mio dito,
Che, sembra, si chiami esattamente mignolo…
.
Io posso supporre,
Ma a che pro? (E allora?)…
.
.
§
.

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Rileggendo il 2018 – Albino Pierro, I ‘nnammurète (Gli innamorati)

Il sasso nello stagno di AnGre

I ‘nnammurète di Albino Pierro (Tursi, provincia di Matera, 1916 – Roma, 1995)

Si guardaàine citte
e senza fiète 
i ‘nnammurète.
Avìne ll’occhie ferme
e brillante,
ma u tempe ca passàite vacante
ci ammunzillàite u scure
e i trimuìzze d’u chiante.

E tècchete, na vota, come ll’erva
ca tròvese ‘ncastrète nda nu mure,
nascìvite ‘a paròua,
po n’ata, po cchiù assèi:
schitte ca tutt’i vote
assimigghiàite ‘a voce
a na cosa sunnèta
ca le sìntise ‘a notte e ca po tòrnete
chiù dèbbua nd’ ‘a iurnèta.

Sempe ca si lassàine
parìne come ll’ombre
ca ièssene allunghète nd’i mascìe;
si sintìne nu frusce, appizutàine
‘a ‘ricchia e si virìne;
e si ‘ampiàite ‘a ‘ùcia si truvàine
faccia a faccia nd’u russe d’i matine.

Nu iurne
– nun vi sapéra dice si nd’u munne
facì’ fridde o chiuvìte –
‘ssìvite nda na botta
‘a ‘ùcia di menziurne.

Senza ca le sapìne
i…

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Rileggendo il 2018 – Sotìris Pastàkas, tre poesie

Il sasso nello stagno di AnGre

da: Sotìris Pastàkas, Preghiera per gli amici, Antologia poetica 1990-2012 cura e traduzione di Massimiliano Damaggio – RebStein, Quaderni di Traduzioni, XIV

*

Dono di addio

Questa piccola caraffa l’ha portata qui Kòstas
dall’altra parte della città. Giorno
di pioggia, se la teneva stretta addosso,
dentro alla giacca, e così ha preso un taxi,
che non lo urtassero e magari si rompesse.
La fine più comune di un’incomparabile
amicizia, avrebbe ricordato più tardi,
anche se nessuno lo poteva immaginare,
e nemmeno lui stesso, credo,
quando si fermò sul pianerottolo e salutò,
con un pezzetto di scotch del pacchetto
frettoloso, fra il medio e l’anulare
della mano sinistra.
.
.
.
Ritratto del poeta intorno ai quaranta
.
.
Intorno ai quaranta gli sono capitati insieme
un primo matrimonio e un secondo libro.
Semplice atto di risparmio, la maturità –
chi l’ha detto? Ha strasperperato quel che aveva
e adesso…

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Rileggendo il 2018 – Uroš Zupan, due poesie da Autori e testi della poesia slovena contemporanea

Il sasso nello stagno di AnGre

Tratto da AUTORI E TESTI DELLA POESIA SLOVENA CONTEMPORANEA – RebStein, Quaderni di Traduzioni XXVIII, che si ringrazia.

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Uroš Zupan, due poesie

Il giardino, Bach / Vrt, Bach

Qui non vi è morte. Tutte le forme fluiscono una
nell’altra. Tutto galleggia ed aleggia. Quando chiudo gli occhi
vedo il macadam che vola in cielo. Le acacie
si prodigano con le proprie ombre, spargono il bianco
profumo. Rispondono i ciliegi dall’altro lato
del giardino, dal margine esterno del giorno. La loro voce
tra poco sarà rossa. Le facciate delle case grigio ruggine
dalle finestre ardenti come giganti a più bocche divorano
il sole del pomeriggio. Le gialle escavatrici hanno corroso
i monti. Mi sento piccolo. Carezzo la gattina, più bassa
dell’erba di maggio. Sento voci di persone che entrano
ed escono dalla casa alle mie spalle. Quando vanno dentro
le lambisce il buio ed il freddo, quando tornano fuori su…

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Rileggendo il 2018 – Robert Desnos, poesie tradotte in italiano

Il sasso nello stagno di AnGre

Robert Desnos (Parigi, 4 luglio 1900 – campo di concentramento di Theresienstadt, 8 giugno 1945) è stato un poeta e scrittore francese. Il poeta fu uno dei membri più attivi del gruppo surrealista. Secondo André Breton, egli «parla[va] surrealista a volontà». Robert Desnos stesso dichiarava di aver fatto «atto di surrealismo assoluto». Risolutamente volto verso l’amore e la libertà, e all’inizio sedotto dall’audacia delle esperienze poetiche di cui André Breton fu l’animatore, a partire dagli anni trenta ritornò a forme più tradizionali, non trascurando il verso in rima, offrendo a quest’ultimo prospettive insolite e uno slancio originale ed unico.

La sua prima pubblicazione avvenne nel 1918, sulla Tribune de gens e nel 1919 pubblicò sulla rivista d’avanguardia Trait d’union; entrò in contatto con gli artisti del tempo e conobbe Breton con il quale, insieme ad un gruppo di amici, visse l’esperienza del Surrealismo così intensamente  che fu definito da Breton il profeta del Surrealismo.
Fervida fu l’attività letteraria intorno agli anni ’30, fra poesia e giornalismo, e…

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Benvenuti nel nuovo anno!

BENVENUTO  2 0 1 8  E BENVENUTI NEL NUOVO ANNO!
con i nostri migliori Auguri ed il nostro segnalibro da scaricare e stampare subito
 .
“[…] Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. […] Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.” (Antonio Gramsci)
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