Rileggendo il 2020: AA.VV. Fase 1, cinquantacinque giorni diversi / e-book scaricabile gratuitamente

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AA.VV. FASE 1

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Di questo 2020, che ormai volge al termine, vorremmo che rimanesse, tra tanto buio, almeno il ricordo buono di una poesia...Il sasso nello stagno di AnGre ripropone un ebook importante, che segna un momento storico indelebile….Si ringraziano di cuore gli autori; per leggere l’ebook-pdf basta scaricarlo gratuitamente, cliccando sul titolo sotto l’immagine d’apertura. [AnGre]

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“[…] Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”

 Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia (Torino, Einaudi 2008).

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Sono giorni di cospetti sincopati
sempre con la stessa opaca visione.
Questo IO che ho scandagliato
fino all’estrema pazienza di conviverci.
E rendermi conto che
una parte di noi stessi è l’altro.
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Città vuote,
il paesaggio senz’uomini
è una natura morta, un render d’architettura,
e natura naturans incessante, e indifferente,
-il gioco del mosaico del tabacco-
in riequilibrio vitale continuo.
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Fermo resto qui adesso
Strappo via anima inquieta
Lascio volare via ogni sensazione.
Limbo di svolta eccolo qui
Tutto si muove prende forma
Santuario sono
Involucro di speranza resto.
.
.
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non ho mai smesso di scrivere
sciocchezze in bilico tra
l’imitazione e il nulla, ottone
d’importazione per candelabri spenti,
non sono pronto a odiare primavere
ed estate, conto le api.
.
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Oggi ho perduto qualcosa.
Lo so.
Ma non chiedermi cosa perché non so.
Ogni giorno perdiamo qualcosa.
Un po’ di vita
ai quattro angoli.
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(versi estratti dall’eBook FASE 1)

AA.VV. Fase 1, cinquantacinque giorni diversi / e-book scaricabile gratuitamente

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AA.VV. FASE 1

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Si ringraziano di cuore gli autori –  Flavio Almerighi, Sergio Angeli, Angelo Bruno e Alfonso Graziano – per aver aderito, con sensibile partecipazione, a questa condivisione che oggi, 5 maggio, data poetica ed emblematica, dedichiamo e doniamo ai lettori, come atto finale e atto iniziale, al contempo, di un particolare momento storico. Per leggere l’ebook-pdf basta scaricarlo gratuitamente, cliccando sul titolo sotto l’immagine d’apertura. [AnGre]

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“[…] Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”

 Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia (Torino, Einaudi 2008).

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Sono giorni di cospetti sincopati
sempre con la stessa opaca visione.
Questo IO che ho scandagliato
fino all’estrema pazienza di conviverci.
E rendermi conto che
una parte di noi stessi è l’altro.
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Città vuote,
il paesaggio senz’uomini
è una natura morta, un render d’architettura,
e natura naturans incessante, e indifferente,
-il gioco del mosaico del tabacco-
in riequilibrio vitale continuo.
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Fermo resto qui adesso
Strappo via anima inquieta
Lascio volare via ogni sensazione.
Limbo di svolta eccolo qui
Tutto si muove prende forma
Santuario sono
Involucro di speranza resto.
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non ho mai smesso di scrivere
sciocchezze in bilico tra
l’imitazione e il nulla, ottone
d’importazione per candelabri spenti,
non sono pronto a odiare primavere
ed estate, conto le api.
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Oggi ho perduto qualcosa.
Lo so.
Ma non chiedermi cosa perché non so.
Ogni giorno perdiamo qualcosa.
Un po’ di vita
ai quattro angoli.
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(versi estratti dall’eBook FASE 1)

21 marzo: tutti i colori della Poesia / e-book scaricabile gratuitamente

Il sasso nello stagno di AnGre - 21 marzo giornata mondiale della Poesia

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“Guai a chi si costruisce il suo mondo da solo.”
(Angelo Maria Ripellino, Lo splendido violino verde, 1976)

Per questo 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, Il sasso nello stagno di AnGre dedica ai suoi Amici e lettori questa breve selezione di versi: ogni poesia contiene un colore, così da rappresentare tutte insieme un’ideale tavolozza con cui dipingere un nuovo giorno, un nuovo mondo, dove ritrovarsi e ritrovare un’umanità libera da egoismi e ancora capace di fare gruppo e comunità in maniera positiva e proficua. Forse questo cambiamento a tanti, a troppi, sembrerà quantomeno folle e irrealizzabile, ma questo collettivo & blog fa parte di quella metà di Cielo che vuole provarci ugualmente a mutare il vigente e soffocante stato  di appiattimento culturale e umano, nel quale versiamo ormai da troppo tempo. Buona lettura a tutti!

(N.B. Sono stati scelti soltanto poeti italiani per poter “ascoltare” le loro voci autentiche, senza affidarsi ad eventuali, se pur notevoli, traduzioni — per scaricare gratuitamente il pdf \ e-book CLICCA QUI — by AnGre)

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Peppino Impastato, da Amore Non Ne Avremo (Navarra Editore)

Sulla strada bagnata di pioggia
Si riflette con grigio bagliore
La luce di una lampada stanca:
e tutto intorno è silenzio.
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I miei occhi giacciono
in fondo al mare
nel cuore delle alghe
e dei coralli
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.i
Goliarda Sapienza, da Ancestrale (La Vita Felice)
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Voglio ricordare. Ma ho paura
di smarrire nel nero dei capelli
di un sonno prolungato
qualche accento
della tua voce di ieri. Ho paura
di svegliarmi col sole che scantona
dietro l’angolo buio della casa.
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§
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Resta vicino a me ti prego
poco resta al biancore dei miei seni
e presto di fiori di carta le mie labbra
senza sangue saranno
senza domande
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Vittorio Bodini, da Inediti 1954-1961 in Tutte le poesie (Besa)
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I pomodori secchi
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I pomodori secchi
attaccati a uno spago
e le donne dai cuori di cicoria.
I pomodori secchi e i datteri gialli,
e le donne che colgono le olive
fra gli olivastri, con la bocca viola;
tutto è univoco e perso a furia d’esistere.
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Dove hai nascosto, cielo, l’altra ipotesi?
Quale parte è la nostra?
Non saremo null’altro
che rozzi testimoni di questo esistere?
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§
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Tre linguette di terra
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Tre linguette di terra
fanno il mare
di tre azzurri diversi
e in cielo, rosa,
l’inizio d’un sorriso, o aurora,
e sporge
dall’orto il melograno
e dall’infanzia
il cigolio d’un carro: che fatica
per un attimo solo!
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(Settembre 1958)

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Sandro Penna, da Poesie (Garzanti)
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Forse sull’erba verde un dì nasceva
la mia storia segreta: estremi ardori
di un sobborgo in vacanza.
Pioggia da gonfie nubi silenziosa.
Luci della città sulla campagna vuota.
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Piovve nel nostro amore ardentemente
tutta l’estate. Indi mutò colore
in bello, la campagna.
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Salvatore Quasimodo, da Tutte le poesie (Mondadori)
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Nascita del canto
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Sorgiva: luce riemersa:
foglie bruciano rosee.
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Giaccio su fiumi colmi
dove son isole
specchi d’ombre e d’astri.
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E mi travolge il tuo grembo celeste
che mai di gioia nutre
la mia vita diversa.
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Io muoio per riaverti,
anche delusa,
adolescenza delle membra
inferme.
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§
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Che lunga notte
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Che lunga notte e luna rosa e verde
al tuo grido tra zagare, se batti
ad una porta come un re di Dio
pungente di rugiade: «Apri, amore, apri!»
Il vento, a corde, dagli Iblei dai coni
delle Madonie strappa inni e lamenti
su timpani di grotte antiche come
l’agave e l’occhio del brigante. E l’Orsa
ancora non ti lascia e scrolla i sette
fuochi d’allarme accesi alle colline,
e non ti lascia il rumore dei carri
rossi di saraceni e di crociati,
forse la solitudine, anche il dialogo
con gli animali stellati, il cavallo
e il cane la rana le allucinate
chitarre di cicale nella sera.
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:
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Angela Greco, da Arabeschi incisi dal sole (Terra d’ulivi)
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i miei sono solo grafemi
in successione caduti
senza peso né posa
minimi myosotìs a bordo strada
che ripetono
il loro canto azzurro di cinque petali
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§
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apro parole e finestre al vento
di polline e profumo di mandorla bianca
in attesa che il guscio diventi scorza
metto da parte messaggi floreali
dall’animo fanciullo e piedi nudi
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corro nel verde di un divenire
certezza o pena non m’importa
oggi nel (mio) cielo c’è il sole
ed il tuo nome è stella
che benigna m’invita al domani
.
che questo presente insista pure
nella sua stretta visione d’essere
e nel silenzio sempreuguale
dei suoi intrecci obbligati
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io rincorro la primavera
prima che sfugga.

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Frank Sinatra, The Voice ad un secolo dalla sua nascita – sassi sonori a cura di Giorgio Chiantini

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“THE VOICE”

Affascinante, carismatico, inimitabile, questo e molto altro è stato Frank Sinatra, leggenda indiscussa della storia della musica. Nato esattamente 100 anni fa, il 12 dicembre del 1915 ad Hoboken, nel New Jersey, da padre siciliano e madre ligure, mostrò fin da adolescente la sua passione per il canto, tanto che decise di farne il suo mestiere, spinto anche dall’ammirazione per il cantante Bing Crosby.

Mosse i primi passi tra concorsi canori ed esibizioni nei locali; poi, la svolta arrivò nel 1940, quando entrò nella swing band del trombonista Tommy Dorsey, diventando presto un idolo per i teenager. Due anni dopo lasciò il gruppo per proseguire la carriera come solista, che gli valse la consacrazione nel panorama musicale, facendo di lui il più celebre dei crooner, i cosiddetti cantanti ‘confidenziali’ tra pop e jazz. Artista poliedrico dal talento ineguagliabile, Sinatra venne soprannominato con diversi appellativi: “The voice” per la sua voce calda, impeccabile e inconfondibile; ma anche “Old blue eyes”, per quegli occhi azzurri, che stregarono innumerevoli donne e “Swoonatra” a causa degli svenimenti che procurava nelle sue ammiratrici.

Dal 1944 iniziò la sua ascesa anche nel mondo del cinema, che gli valse un Oscar, come miglior attore non protagonista, per la sua interpretazione di Angelo Maggio nel film “Da qui all’eternità” del 1953.

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Come ogni divo che si rispetti, la sua vita sentimentale fu particolarmente turbolenta: quattro matrimoni (tra cui quelli con le attrici Ava Gardner e Mia Farrow) e una lunga lista di relazioni, vere o presunte. Sinatra fece molto parlare di sé anche per le sue amicizie politiche, tra le quali quella con il democratico John Fitzgerald Kennedy e quella con il repubblicano Ronald Reagan, e per i presunti rapporti con la mafia; ma il successo prevalse sempre sulle ombre gettate su di lui.

Nella sua lunghissima carriera, durata 60 anni, non sono mancati momenti di crisi, eccessi e sregolatezze, come quelle con i Rat Pack (la “Banda di topi”), il gruppo formato da Sinatra e altri famosi uomini dello spettacolo, quali Dean Martin, Sammy Davis Jr, Peter Lawford e Joey Bishop, che insieme interpretarono diversi flm tra il 1960 e il 1965 dei quali il più famoso è “Colpo grosso” (Ocean’s 11, di cui è stato girato un remake nel 2001). E, sempre durante la sua ineguagliabile carriera, Sinatra annunciò più volte di voler abbandonare le scene, ma tornò sempre sui suoi passi. Il vero addio ai concerti avvenne nel 1994, mentre pochi anni più tardi, il 14 maggio 1998, il cuore di Sinatra, già provato, fu stroncato da un infarto, il quarto: aveva 82 anni. L’America e il mondo intero persero “la voce” del Novecento.

Il suo nome resta legato a canzoni immortali, come “Strangers in the night”, “Come fly with me”, “New York, New York”, “I’ve got you under my skin”, “Fly me to the moon” e “My way” delle quali qui presentiamo un omaggio. (a cura di Giorgio Chiantini – fonti varie)

Gianni Rodari, Il Mago di Natale (filastrocca in pdf scaricabile)

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“S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle al pavimento,
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti:
regali per tutti…”

Mancano due giorni a Natale ed ecco la terza delle quattro filastrocche – scaricabile in pdf al link sottostante – di Gianni Rodari a cura de Il sasso nello stagno di AnGre scelte quest’anno come dono per gli affezionati lettori!!

Buona lettura a tutti!

G.Rodari – Il Mago di Natale – by Il sasso nello stagno di AnGre

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