da AA.VV Voci di cambiamento

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[Ci sono parole per dire]
di Augusto Salati

Ci sono parole per dire
Qualcosa di serio
In qualche dove immaginario?
Son pronto a salirvi
Su quel cambiamento
Da tutti invocato
Sperando che non siano
Rumori volontari
Per alludere al nulla
Il vento libera le voci
Che gridano pace
La pace non si grida
La si vive per essere veri
La pace è un pezzo di noi
Forse la prima porta
Dalla quale si esce
Per cantare al sole
Le nostre primavere.
Ci siamo ridotti
A morderci i gomiti
Per ogni nostro successo
La terra muore
C’è troppo vuoto in giro
Per compensare
Ciò che noi rubiamo
Di avvisi ce ne sono tanti
Ma non sappiamo ascoltare!

*  *  *

Pietà
di Antonella Troisi

lo conosco il dolore
che lacera il cuore.

Io che bacio
una fronte fredda e occhi vuoti,
invoco con spasmi il tuo respiro
ora negato da lacrime cieche.

Con occhi sbarrati
nel nero del buio,
allungo la mano
a cercare la stella,
chiudo nel pugno
il tuo ultimo battito
donato alla vita.

Io conosco il dolore
quello che non dà pace
ma chiede pietà.

*  *  *

da AA.VV. Voci di cambiamento, pdf a cura de Il sasso nello stagno di AnGre scaricabile qui: VOCI DI CAMBIAMENTO AA.VV – poesia & arte 27settembre’14 – Il sasso nello stagno di AnGre

VOCI DI CAMBIAMENTO, Autori Vari – Voices of change, poetry / e-book scaricabile gratuitamente

change
Take Change in Your Own Hands (dal web by flickr.com)

“Voci indipendenti dal giorno specifico in cui ci rendiamo pubbliche, abbiamo scelto di far parte di una a-temporalità che renda attenzione ad un forte bisogno collettivo qual è il cambiamento, che urla realizzazione nello spazio che siamo e che attraversiamo, consapevoli del prestito e non del possesso di quanto ci viene benignamente fornito dalla sorte. […] Ed è la parola, poetica e pittorica in questo caso, alla quale chiediamo e a cui affidiamo la nostra volontà di cambiamento, partecipando all’azione globale dei 100mila Poeti (100 Thousand Poets for Change) e artisti mobilitatisi a livello mondiale in questo 27 settembre 2014 per essere unica e forte voce contro tutto quello che sta portando alla deriva l’Uomo…”

SCARICA IL PDF QUI:

VOCI DI CAMBIAMENTO AA.VV – poesia & arte 27settembre’14 – Il sasso nello stagno di AnGre

Autori:

*Cataldo A. Amoruso  *Antonino Caponnetto  *Daniela Cattani Rusich

*Mirta De Riz  *Franco Floris  *Annamaria Giannini

*Angela Greco  *Pasquale L. Losavio   *Daìta Martinez

*Sebastiano A. Patanè-Ferro  *Romeo Raja  *Roberto Ranieri

*Augusto Salati  *Nunzio Tria  *Antonella Troisi  *Giorgio Chiantini

*Gianni Gianasso  *Kostia

Il sasso nello stagno di AnGre per 100 Thousand Poets for Change ...

INSIDE THE STONE extra

Inside the stone extra page by Il sasso nello stagno di AnGre

Una pagina extra, un dono in più che alcuni amici e collaboratori del blog hanno voluto fare ai lettori; un nuovo momento in cui poter essere noi al posto di io. L’esperienza delle microantologie create con i contributi pervenuti sulla fan page  – consolidata nelle dieci pagine precedenti questa –  continua a meravigliarmi, come tutte le collaborazioni  che mirino a creare qualcosa che esuli dall’individualismo che ci circonda e a cui speriamo di non arrenderci mai.

Ecco allora versi ed immagini che fermano e trattengono vissuti speciali, attimi precisi da condividere, da vivere ancora e sentire insieme, per acquisire bellezza, emozione, carica vitale, risposte e reazioni necessarie al vivere a-sereno, che incombe. Buona lettura a tutti e grazie a chi ha reso possibile questa pagina. (Angela Greco)

ph.Giorgio Chianini - Latera (VT)
scorcio di Latera (VT), fotografia di Giorgio Chiantini

 

Residui

Non sono che gocce consumate

Quelle che scendono per irrorarmi

Secca la bocca e rugosa la pelle

Lento, cammino al margine del muro

E sono stanco e m’appoggio alla ringhiera

Dei ricordi né il vento solleva più

La forza che avevo un tempo

Perdo ogni giorno un po’di quella

Speranza e l’irruente bussare dei sensi

Si sono assopiti, rimane neppure il sogno

Che sempre mi tirava in disparte

Per dirmi di violente passioni

E nuove leggende dell’arte….

Chiedo degli amici, o sono morti

O sono in altri lidi a leccarsi le ferite

Tutti, tutti dobbiamo raccontarci

Quello che eravamo e nessuno

Osa guardare verso il confine

Con progetti ed illusioni di allora.

Vedo appena dove stanno i miei piedi

E odo sempre il ronzare di una mosca.

 

(Augusto Salati)

 

ph.Ornella Maggioni - Perfezione naturale
Perfezione naturale, fotografia di Ornella Maggioni (Orny Ma)

 

La felicità dei nuovi poeti inglesi

Forse sto solamente diventando pazzo

disse Pete Townshend

il fatto è che annoiandomi a morte

vedo tutto più chiaro.

Ci sono in Inghilterra 46 mila poeti

nessuno dei quali pubblica libri

disse Pete Townshend

e anch’io voglio narrare qualcosa

nell’abbraccio della mia solitudine.

Però i party

gli amati Spring Break

cosa significano?

non sono messaggi

forse il cielo è già stato raggiunto

disse Pete Townshend

ma tu

quel che vedi nel sole

scrivilo in nero sulla porta di casa.

E si allontana per le Highlands piovose

e non pensa, chissà,

al vento nella casa natale di Keats

a Syd Barrett e Nick Drake

fratelli di sangue

a Shelley

brivido bianco

all’insonne stagione dei calici dolci

Pete Townshend lancia inni nel buio

e scompare nascendo

custode dell’eterno mattino

felicità dei nuovi poeti inglesi.

 

(Francesco Luglini)

 

opera di Renata Rivka Renzoni
opera di Renata Renzoni

 

[immagina…]

Immagina…senza fretta, gioco pulito, occhi di chissà,

che si sposti il vento, come l’aquila da beccate al mondo,

precipitare senza il freno, produrre scintille dal veleno,

immagina…tempo a piovere, tempo di burrasca,

una barchetta di carta ha una rotta e basta,

sali o non vuoi sfidare una manciata di stelle a bruciare,

avvicina il volto, non temere il temporale,

perché ti stringo la mano, ho buttato il timone,

io l’ho visto quell’angelo indisciplinato,

ha due ali anche per noi, goffi pacchetti di miele,

andremo a lanciarci nel vuoto e poi?

Non lo voglio sapere.

 

(Renata Renzoni)

 

ph.Ornella Maggioni - Trame
Trame, fotografia di Ornella Maggioni (Orny Ma)

 

A mio padre

Per te

che nel silenzio sei tornato

a visitare sogni ed emozioni

e vivido lo sguardo mi hai ridato

per seguitare a scrivere canzoni

come da rosa a giglio sai volare

e sai portare ruvida pazienza

nell’azzurro degli occhi tuoi c’è il mare

porto sereno della mia esistenza

reco sotto la pelle la tua essenza

torno fanciullo alla mia innocenza.

 

(Franco Floris, maggio 2014)

 

ph.Giorgio Chiantini - vicolo baciadonne di Citta' della Pieve
scorcio di Città della Pieve, fotografia di Giorgio Chiantini

 

Memento

Frammenti di un puzzle

dispersi

si ricompongono

in un memento d’immagini,

uno specchio senza ombre

riflette eventi

con cui far tondo per quadrare il futuro

 

(Antonella Troisi)

 

*

PLURALI per Il sasso nello stagno di AnGre – il video

*

PLURALI, a cura di Angela Greco, è il video realizzato con gli estratti dai contributi dell’evento IO AL PLURALE FA NOI (qui) – 2 anni di collaborazioni per Il sasso nello stagno di AnGre – i testi completi sono interamente visionabili sul blog nei giorni dall’8 al 30 marzo 2014

GRAZIE A TUTTI!!!

“Il sasso nello stagno fonda la sua azione sul credere che ci siano utilità maggiori — definite non a caso inutilità dal contesto sociale – e maggiormente necessarie di quella meramente economica e per questo ogni giorno propone con perseveranza “briciole”, presenze minime, per la parte più vera, meno curata e più dimenticata dell’Uomo; perché Poesia, Arte, Letteratura sono ancora assolutamente necessarie per la costruzione di quel plurale che può ancora designarci Persone.”
AnGre

*

INSIDE THE STONE 10 e lode! Dieci poesie per Il sasso nello stagno di AnGre

INSIDE THE STONE - pagina decima - microantologie - Il sasso nello stagno di AnGre

Con la decima pagina si chiude l’esperienza delle microantologie create con i contributi giunti dagli Amici della fan page, con qualche inclusione esterna in nome della tanto cantata collaborazione in cui io personalmente continuo a credere, nonostante il riscontro, anzi lo scontro con la realtà.

Inside the stone nel corso di questi sei mesi è diventata un’antologia attualmente in pubblicazione per le Edizioni Smasher e ha regalato a Il sasso nello stagno, oltre alla conferma di collaborazioni e amicizie di vecchia data, una nuova pagina dedicata alla poesia di Franco Floris – che a breve presenteremo sul blog – e l’ incontro con altri amici, come il prezioso Augusto Salati, artista di rilievo e scrittore mirabile di versi e prose; figure queste due ultime nominate, che hanno sempre scelto di condividere i loro lavori in questo spazio, come pure la cara Antonella Troisi e il carissimo Cataldo Antonio Amoruso, autori con i primi due maggiormente presenti in queste dieci pagine e autori presenti anche nell’Antologia insieme con Antonino Caponnetto, Romeo Raja – già collaboratori del blog – Mirta De Riz e Cettina Lascia Cirinnà, presenze sempre disponibili e affettuose.

Il mio GRAZIE DI CUORE va comunque a tutti i poeti, gli artisti e i fotografi che in queste dieci pagine hanno collaborato a costruire anche in minima parte quel NOI in cui questo blog crede fermamente.

Angela Greco

*

INSIDE THE STONE dieci e lode!

sfondo

*

Chimere

di Antonella Troisi

 

Chimere

viaggianti

su treni a vapore

emigrano

in cerca di nuovi mondi.

Le inseguo

di stazione in stazione.

Elusa le lascio andar via

raminga di altri inganni

dei sensi e della mente.

 

*

Pallidi vapori.

di Franco Floris

 

Tu, pallidi vapori

nebbia che entra nell’anima,

raggio di sole nell’ombra

lieve

ti posi sul mio corpo

entri nei miei sospiri

e guidi la mia anima

nell’immensità.

 

*

[senza titolo]

Augusto Salati.

 

Ieri ho visto la sede dei morti

Di un paesino abbandonato

Le croci sfidano i cipressi

mangiati dalla ruggine dei tarli

Le lapidi corrose sono morte

Sui morti e nessun fiore

Tranne le margherite prataiole

Fanno caldo al freddo volto

Dei dispersi, dei dimenticati

Come è triste essere immersi

In un cimitero abbandonato

Coperto di rovi e silenzio

Increspato da ignare farfalle

Che passano al posto dei vivi.

 

*

Sogno un paese dove comincia il cielo

di Cataldo Antonio Amoruso

 

Sogno un paese dove comincia il cielo

Un computo esatto di nubi

E piogge che persistono

Ma lente, indivisibili nei fili

E spere di sole incancellabili, filtri

E visi dagli occhi liberi

È una linea inesatta, poco altro

A rimarcare povera e folle la mia felicità

Di un attimo di un’ora

D’un tempo ormai esatto

nel luogo di un sorriso, d’un volto, d’una intesa

una stretta di mano che completi

Per sempre, per la vita che non si è arresa…

 

In un paese così io vivo

– non saprei dirti quale –

lì ho tutto quello che manca

in punta di piedi

e da lì tutto osservo ciò che trapassa

nei miei giorni da allodola

senza toccare terra

per quanto mai possa.

 

Lo so, domani non sarà mai domani.

 

*

Occhi

di Antonella Troisi

 

Con i miei occhi

vedo coltelli

sospesi

nell’aria

 

vedo braccia

che stringono caffettiere vuote

e deflagrano

 

vedo gambe

che s’incrociano

per non andare avanti

 

vedo un corpo

addormentato sul letto

che si risveglia per terra

 

vedo la disperazione

nei tuoi occhi

 

vedo la mia vita

defogliarsi

rapidamente

 

*

Compagno di sogni.

di Franco Floris

 

Chi siede stasera all’aperto

divide il fresco della notte con me

guarda le stesse mie stelle

pensa i miei stessi pensieri

piange con me per amori mai nati

per amori finiti

per amori sbagliati

ride con me

o di me

per errori banali

o ripensa con me

a sogni speciali.

Ridi, piangi

sogna e ricorda con me

compagno della mia anima.

 

*

Come echi o riverberi

di Cataldo Antonio Amoruso

 

Come echi o riverberi

Speculari pensieri

Assidui fili e piogge

Confondono gore

E rogge

E’ quel che posso

Una carezza nel tuo risveglio

E nel tuo giorno, taciuto

Un petalo amico tra le pagine

O complice, in un risvolto

Dove e quando mi sai

Tu leggermi, dentro.

 

*

Gemme

di Franco Floris

 

Solo e confuso

un viso d’ombre delicate

sfiora la mente

un battito di ciglia

un ingenuo profilo

tenero lotta

col sole del tramonto

s’aprono in me

legioni di visioni

che danzano nel vento

rubato al tuo respiro

e schiuma e ritmo

emettono le onde

dolce un profumo

di gemme e di rubino.

 

*

[senza titolo]

di Angela Greco

 

questo silenzio sfila la trama alla gioia di saperti

per ricamare attese a giorno ordite di speranza

strappa afonie e al contempo lacrima trasparente

lungo solchi per labbra che conoscono la vocazione

zittita in punta di lingua per non pronunciarne nome

 

ascolto e aspetto il termine delle nuvole peregrine

nella corsia di sorpasso del nostro azzurro preferenziale

che collima vette traguardate dallo stesso occhio

aperto a distanza e perso nell’iride che fronteggia

leggendo esattamente tutto quello di cui non si ha parola.

 

*

Amica luna.

di Franco Floris

 

Che vado a raccontarti,

amica luna,

che placida spandi

luce serena

tu conosci i miei crucci

e le mie gioie

e silenziosa ridi

dei miei affanni

vedi come imbiancato

hanno gli anni

quel ragazzo selvaggio

e capriccioso

ricco di sogni

e povero nel cuore.

Placida e silenziosa

te ne stai

e una dolce melodia

mi invade il cuore.

 

*

fotografia di Ilaria Giombelli.
fotografia di Ilaria Giombelli (Ila Gi)

 

…e che la rete non fermi mai il nostro volo di farfalle…(A.G.)

*

Amicizia, versi di Antonella Troisi – per l’evento IO AL PLURALE FA NOI

Umberto Boccioni - Sotto la pergola a Napoli (1914)
Umberto Boccioni – Sotto la pergola a Napoli (1914)

 

.

Amici,

solo amici

questo era il patto.

Giorni, settimane, mesi

trascorsi a studiare,

a condividere

ansie e passioni,

ma quella sera

quella sera…

tutto è cambiato.

 

Equilibrio instabile,

certezze frananti.

 

Le labbra si sfiorano.

 

Improvvise

creste di onde

da un mare calmo.

 

quella sera

tutto è cambiato.

 

Ho perso un amico.

 

*

Antonella Troisi

IO AL PLURALE FA NOI, collaborazioni al tempo dell’individualismo

*

Il sasso nello stagno compie 2 anni di attività e di collaborazioni ed è lieto di festeggiare con tutti voi!

Nato l’otto marzo del 2012 a piccoli passi è diventato un luogo di scambio culturale e amicizia frequentato e attivo, oltre che un valido esempio di concrete collaborazioni ed interazioni artistiche tra poesia e arte.

Se dal singolo può nascere l’idea di coinvolgimento, sicuramente l’azione mirata ad un cambiamento anche piccolo è prerogativa del plurale: metaforicamente un io può lanciare il sasso, ma se non c’è un noi capace di accoglierlo, manca qualcosa. Così, in questi due anni, giorno dopo giorno, abbiamo assistito al concepimento e alla nascita di una mentalità plurale, in risposta all’individualismo esasperato ed esasperante di questi tempi, di questa società malata di ego sempre pronta a fagocitarti per poi espellerti a servizio ultimato.

Il sasso nello stagno fonda la sua azione sul credere che ci siano utilità maggiori – definite non a caso inutilità dal contesto sociale – e maggiormente necessarie di quella meramente economica e per questo ogni giorno propone con perseveranza “briciole”, presenze minime, per la parte più vera, meno curata e più dimenticata dell’Uomo; perché Poesia, Arte, Letteratura sono ancora assolutamente necessarie per la costruzione di quel plurale che può ancora designarci Persone.

Angela Greco

.

nota: da domani e per tutto il mese di marzo ogni giorno verranno pubblicati i contributi giunti per l’evento IO AL PLURALE FA NOI – Il sasso nello stagno di AnGre compie due anni di collaborazioni, per i quali ringrazio di cuore tutti, ma proprio tutti gli Amici che hanno voluto essere questo NOI.

Il sasso nello stagno di AnGre

INSIDE THE STONE pagina nona

Inside the stone 9 pagina nona

La poesia è una risposta concreta alle giornate piovose dell’anima, alle attese ancora da realizzare, ai sogni da concretizzare; un colore necessario per dirci e saperci vivi. La nona pagina del nostro progetto di collaborazione vede i versi di amici preziosi e costanti per presenza e partecipazione, motivi che creano affetto e adducono maggior stima per quella testardaggine che condivido appieno, di non arrendersi davanti alle quotidiane intemperie, ma di continuare a danzare sotto la pioggia anche quando si ha l’ombrello rotto. Perdonatemi le metafore, ma l’artista scelto non a caso per accompagnare questi movimenti dell’anima, Paul Klee, insegna proprio a guardare “oltre” il primo significato e l’ultima maschera, quella che ci difende dal mondo e che alla fine è quello che tutti vedono di noi.

Grazie di cuore agli autori e buona lettura a tutti.

(Angela Greco)

*

Paul Klee - Giardino di Tunisi 1919
Paul Klee, Giardino di Tunisi (1919)

.

[mi rimane il cielo, e il muro]

di Cataldo Antonio Amoruso

 

mi rimane il cielo, e il muro

alto di cinta e fondi di bottiglie

una polvere compagna e i pioppi

bianchi come la strada al sole

questo era un percorso

di scarpe tramandate di figlio in figlio

lo stringevo nelle spalle, quel corso

senza scatti per difendermi, di volpe in volpe

avevo solo gli occhi

bassi

e i passi

lenti da far rabbia

e dita senza nocche

come quelle degli angeli

chini sul volto del bambino

 

di quel cammino mi restano superlativi

di aggettivi – bellissima! – di modi di dire – piano piano

e un piccolo mondo superstite:

premo sugli occhi

con accanimento

perché viva

o muoia

indifferentemente,

purché mi lasci,

per sempre

come le cose più immerite e belle

non come i pensieri pronti

divorandomi a tornare

 

è una strada di sole viste

in un destino d’agosto

la rifaccio in silenzio

nella controra più assorta

quando neanche i cani mi ascoltano

e vedo solo code

verticali di gatti predatori

sono passato per queste strade

mille e mille morti di là da venire

che nemmeno sapevo

e già piangevo

per l’ingiustizia estrema

di vivere non come i gatti

avidi nei cassonetti

non come i cani

sereni sui marciapiedi

ma solo di vivere ho pianto

e d’agosto

quando la bocca è secca

e ci vuole cuore

e ci vogliono polmoni

per tirare la vita in secca

come una barca

e portarsene dentro un pezzo

di quella strada sfatta

all’insaputa, insieme.

Paul Klee, Temple Garden (1920)
Paul Klee, Temple Garden (1920)

.

Quando la pace scenderà su me.

di Franco Floris

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia laverà il mio viso

e quelle labbra che spesso il sorriso

hanno dimenticato.

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia laverà il mio corpo

che troppo spesso ho maltrattato

come se fosse il corpo di un nemico.

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia laverà il mio cuore

spesso strappato per il troppo amore.

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia

come dolce pioggia

la berrò e sarà dolce

come un canto

e non amara

come questo pianto.

in-the-style-of-kairouan-1914
Paul Klee, In the style of Kairouan (1914)

 .

6.30 del mattino

di Antonella Troisi

 

Fuma,

la vecchia fuma

in riva al mare,

gonna rossa a fiori

camicia a righe bianche e blu.

 

Fuma,

la vecchia fuma

in riva al mare

e parla con se stessa.

Lancia la lenza

attende

lei.

Io

muta,

nuoto via

prima che l’ardiglione

m’incastri.

Paul Klee, Tale à la Hoffmann (1921)
Paul Klee, Tale à la Hoffmann (1921)

.

Ho nostalgia di te

di Augusto Salati

 

Ho nostalgia di te

Polla misteriosa

Apparsa tra la pioggia

Del mercato

Come un tuono nel cuore

Frizzava la tua faccia

Di piccole lentiggini

Come sul fiore

Della rosa canina

Tu m’hai guardato

Fermandoti sorpresa

E non so quale fuoco

Di rossore colorò

Il tuo fragile viso

Fu un attimo, un sogno

Non so la calamita

Come ci avvicinò

Con tanto impulso

E ci guardammo

Affiatati come due

Passeri in amore

Bastò un sorriso

E quegli occhi, quegli occhi

Suoi dentro i miei

A sfoderare sentimenti

Di giovani primavere

I suoi capelli

Bagnati di parole

Sfiorarono le mie labbra

E sentii il suo calore

Di svelto respiro

Passarmi per la gola

Cercando il cuore.

Ci vedemmo altre volte

E il primo bacio

Scompaginò il mio petto.

 

(Dedicato soprattutto a chi non crede al colpo di fulmine!)

Paul Klee - 1914 - Garden in St Germain in Tunis
Paul Klee, Garden in St Germain in Tunis (1914)

.

Diamante.

di Franco Floris

 

Fresca d’estate, di color vermiglio

sapiente danzi la tua sicurezza

apri il tuo fiore come fosse giglio

offri della tua vita la pienezza.

 

Solo chi cede amore amore prende

e al tuo cuore gentile lieto beve

liquido terso come sciolta neve

che dai tuoi fianchi limpido discende.

 

Schiava e regina d’amorosa lotta

lieta comandi e lieta ti abbandoni

regali e spandi attorno a te i tuoi doni

terso diamante in una oscura grotta.

 

*

INSIDE THE STONE pagina settima

Inside the stone pagina settima - le microantologie deI Il sasso nello stagno di AnGre

INSIDE THE STONE apre oggi la sua settima pagina di poesia, densa di autori e versi particolari, che accomunano, che parlano d’amore, che invitano alla speranza e al continuare a crederci, in questa poesia che senza alcuna ombra di dubbio ci rende migliori!

Grazie di cuore agli Autori, per le loro differenti espressioni artistiche e buona lettura accompagnata dalle opere di Jack Vettriano (http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Vettriano)

*

Jack Vettriano The Singing Butler oil on canavas 28 x 36 inches

TANGO

di Mirta De Riz

 

Mi troveranno il ventuno a primavera

guardar fisso lassù, l’ultima sbiadita stella.

Mi troveranno senza più Poesie né giorni,

lavata di pioggia e lagrime, laggiù nella radura

dove  i cervi bramiscono alla luna.

E nessuno saprà della mia ultima voglia di vita,

indossata con  calze a rete e  bicchieri  di sangria.

E del lento blues ondeggiato

aggrappata ad una camicia sudata,

a due occhi senza luce, a due parole ubriache.

Allora vibreranno ancora forti nell’aria le note di un tango,

ultime testimoni vaganti  di  cieco furore,

alla ricerca di una ormai inutile pietà.

 *

Jack Vettriano Private Dancer

A volte.

di Italo Zingoni

 

A volte succede

di trovare l’amore per caso

assonnato su una panchina, deluso

dal tempo che sfiora la sua solitudine

seduto sul legno di una rugginosa altalena

sulla pietra di uno scoglio in un posto qualunque

in un giorno che il vento si è appena fermato

in un minuscolo seme che affonda radici

nella terra che s’imbeve di scorie,

 

sono forse le storie più belle

quelle che però raccontare non devi

quelle che gli altri non vogliono udire

e che mai potranno vedere.

 

Resti tu al di fuori di tutto

nel contesto di un sogno che hanno tradito

in un mondo che mai avresti voluto

e che al vivere nega perfino la vita.

 

In questa partita che ti vede sconfitto

almeno ti resta un amore un po’ trasandato

un volto distratto da un cane randagio

da un segno sul muro che invoca un ritorno,

 

a volte succede

di trovarlo per caso e raccogliere un fiore

ormai senza radici che si nutre di niente

per farne un gioiello da tenere sul cuore.

 

A volte succede. (Sempre più raramente !)

 

(In attesa del 2014 – Inedito – © t.d.r.)

 *

Jack Vettriano Game Of Life

Siamo noi.

di Franco Floris

 

Siamo noi che armiamo i potenti,

siamo noi con i nostri silenzi,

livide le nostre paure,

indifferenti scuotiamo le spalle

voltiamo le spalle

e lasciamo sian altri a lottare.

Fitti camminiamo per strada

dal nostro lato del marciapiede

chiusi nel nostro interesse,

sazi della nostra routine.

Paurosi d’ogni cambiamento

circoscriviamo la nostra lotta

tratteniamo le nostre ire,

spegniamo i nostri fuochi sacri.

Soffochiamo in gola

le nostre urla di rabbia,

Piangiamo con occhi asciutti

lontani dall’anima,

paghi del nostro esser giusti.

 

(Ghilarza, 16 gennaio 2014)

 *

Jack Vettriano Night Geometry

 

Osservazione e miseria

di Augusto Salati

 

Scendo tra le siepi del mondo

A leggere amori senza storia

Orgiastiche sequenze di sesso

Come sfogo frustrato dei sensi

Or dov’è il dolce frastuono

Dei cuori che si cercano

Bruciando il sangue nelle vene

Per piccole incomprensioni

Dov’è l’ansia di attesa, una carezza

Il prolungato guardarsi negli occhi

Prima d’infrangersi sulle labbra

L’ammirazione, la gentilezza

Camminare insieme come farfalle

Le mani strette e delicate

Sui tumulti del cuore…

Sentimenti feriti e umiliati

Da meccanicistici morbi d’amore

Senza amore, non so perché

Una goccia di sperma

È il solo piacere nell’uomo

E nella donna nemmeno quello

A volte, e pure basta,

non all’animale che corteggia

e battaglia per la sua amata

l’amore è molto di più

è un vestito lento di primavera

che riveste il ramo di bellezza

prima di vederne il fiore.

 *

Jack Vettriano Just Another Day

L’io

di Antonella Troisi

 

Mute parole scorrono

nel rivolo di una pioggia salmastra,

immagine di un negativo dell’io

che prosegue la sua corsa

su uno schermo buio

inseguendo sprazzi di luce

speranza di ritrovare

la strada.

 

Sono al timone dell’orsa minore.

 *

Jack Vettriano,The Pier, Oil on canvas

 

Canzoni di speranza

di Franco Floris

 

Vorrei cantar canzoni di speranza

gonfie di gioia, ebbre di allegria,

che guardino alla vita come a un gioco,

che siano facili, e di compagnia.

Da cantare la sera con gli amici

davanti ad una tavola imbandita,

oppure attorno a un fuoco sulla spiaggia

sfiorando una chitarra con le dita……

 

Ricordi, amica mia, quando il sorriso

nasceva non dal labbro ma dal cuore?

Ricordi, amica, quelle ore passate

a parlar di filosofi e poeti,

di classi, di studenti e di cazzate?

 

Non so cosa ha strappato dal mio cuore

il sorriso, e la vita, e l’allegria

e ha piantato una selva di dolore.

Vorrei rider con te, amica mia,

come vorrei tornare a esser sereno

come eravamo noi sopra quel treno!

Invece ora ti sento andare via,

ora quel treno mi porta lontano,

ti vedo triste là, nella stazione

salutare con un cenno della mano,

e intorno a me solo desolazione

in questo treno senza direzione

senza un arrivo e senza compagnia.

E in fondo al viaggio vedo un tunnel scuro

ed il ricordo aggiunge pena a pena.

Non posso (voglio?) fare un movimento

e scuotermi di dosso la catena

che m’inchioda a un treno disperato

che mai non resta e mai

sarà arrivato.

 

(Borore, primi di novembre, 2010)

 *

Jack Vettriano Mr Cool

Senza titolo

di Augusto Salati

 

Stavo un giorno passando

tra i miei ricordi a brandelli

Una montagna di storie

Che non mi amavano

Fuggivano davanti a me

E ne ero felice quando

Una voce sottile, un ricordo

Di quelli che scuotono

S’alzò come un fiore

E quasi timido mi disse:

E di me, di me hai dimenticato

La stagione che osavi

Dire divina sopra ogni cosa?

Non risposi, ma lo presi

Con me quell’episodio

E lo condussi dove il fiume

Scorreva ancora vivo

Nel letto del nostro amore

Fu subito notte e la luna

Scese tra la frutta del melograno

Che mangiammo a grani

Con i baci della tua bocca

E della mia, ricordi

Fiorellino amoroso?

Nel vento della notte

Fummo come gli innesti

Di primavera avvinti

Da tralci di vitalba

Che ci armò di caldo fuoco.

Poi ci lasciammo

Per paura di morirne

E tu peristi davvero mio tesoro

Ma non d’amore, non d’amore…

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allegati:

versi Antonino Caponnetto

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“Cercarti poesia, nei luoghi di miseria

nei deserti dell’anima, dove non pulsa il cuore.”

(Antonino Caponnetto)

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fotografia di Orny Ma

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“lascia pure che per il mondo possa essere ombra / Poesia

noi sapremo riconoscerti in carne e sangue / ancora”

(fotografia di Orny Ma – versi di AnGre)

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INSIDE THE STONE pagina seconda

logo INSIDE THE STONE pagina seconda

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Il sasso nello stagno presenta la seconda pagina del suo progetto interattivo lanciato la settimana scorsa (clicca qui), la seconda micro antologia realizzata con le espressioni artistiche proposte dagli Amici nello spazio omonimo del socia network blu.

Poesia e pittura che raccontano giorni particolari: lavori realizzati nel corso di un tempo che ha lasciato un segno nella sensibilità di chi non lo ha vissuto solo per obbligo, ma ha voluto dire la sua, con carattere e decisione, fermando il momento da donare, poi, anche a noi.

In questa seconda pagina leggeremo poeti non per caso e fruiremo delle emozioni visive di pittori professionisti, che hanno scelto di essere insieme in questo luogo per essere alternativa e risposta, come tutta l’Arte deve saper essere, a questo presente d’incertezza e instabilità. Perché siamo tra coloro che, nel raccontarlo in tutto quel che è, credono che l’Arte e la Poesia davvero potranno salvare il Mondo.

Buona lettura e grazie a tutti per la preziosa presenza. [Angela Greco]

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Andrea Pirani - Indifferenza acrilico su tavola 90x90
Andrea Pirani – Indifferenza acrilico su tavola 90×90

“Quanta indifferenza, quanta solitudine in questo nostro viaggio dello spirito attraverso la materia!” (Andrea Pirani)

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Vulnus.

di Franco Floris

 

Vulnus

ferite aperte

gocciola

il mio sangue amaro

ombre

di infinita tristezza

chiudono

il mio animo.

(Borore, 25 ottobre 2013)

 

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Come un ruscello.

di Franco Floris

 

Come un ruscello svelto d’acqua chiara

ridono le mie lacrime nel sole;

la mia anima lenta non impara

a difendersi dalle parole.

(Oristano, 15 marzo 2011)

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Nadia Rosati - Con occhi di bimbo (acquarello e tecn. mista su tavola)
Nadia Rosati – Con occhi di bimbo,
acquarello e tecn. mista su tavola

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[Vomito boschi dalle erbe odorose]

di Davide Cortese

 

Vomito boschi dalle erbe odorose,

unicorni dalle storie millenarie.

Con un solo filo dei miei pensieri

giovani marinai dimenticano il mondo

intrecciando con dita di scheletro

gasse degli amanti e nodi dai nomi

che i loro figli mai nati

non smettono ancora di inventare.

Ciò che si muove nel mio ventre

è l’intero mondo,

bagnato fradicio, fino al cuore di fuoco,

dalla pioggia splendente della vita.

Ma sarò solo una gabbia d’ossa

se ora tu non verrai ad amarmi.

Sarò il cimitero dei miei popoli iridati,

degli arcani baciatori,

dei miei incendiari poeti.

Sarò maestoso nubifragio di tristezze

se solo tu ora non verrai.

 

 (ANUDA – Aletti Editore, Roma, 2011)

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Sergio Angeli - Mio mondo_00 dal ciclo Giostra di vita, destino mio che pulsa. Inchiostro e acrilico su carta 42x30 anno 2013
Sergio Angeli – Mio mondo_00 dal ciclo Giostra di vita, destino mio che pulsa. Inchiostro e acrilico su carta 42×30 anno 2013

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Non conosco fiori.

di Franco Floris

 

Non conosco fiori

ma solo dei colori

buttati stancamente

tra le spine.

 

Non conosco la luce

ma solo dei lampi

fugaci, vuoti crampi

nella notte.

 

Non conosco amori

ma solo gusci vuoti

maschere senza volto

occhiaie vuote.

 

Non conosco il tempo

ma ore senza giorni

albe senza tramonti

e senza notti.

 

Non conosco poesia

ma rime senza cuore

cuori senza dolore

né allegria.

 

Là dove il vuoto

tende la sua mano,

là dove il nulla sposa la follia,

la dove la vita scende piano

a cercare la fine

della via.

 

 (Borore, 1 novembre 2013.)

 .

Beatrice Riva - In Astrale, olio su tela, cm120x100
Beatrice Riva – In Astrale, olio su tela, cm120x100

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VOLTI

di Antonella Troisi

 

Ti cerco fra sconosciuti volti anonimi

i miei occhi disperati

non hanno più la forza di muoversi

dove sei amore mio?

dove sono le tue promesse?

 

Indugio fra la folla

in-consapevole che il mio sguardo

mai più s’incrocerà con il tuo

dove sei amore mio?

dove sono le mie illusioni?

 

Giorni, mesi, anni son trascorsi

saprò riconoscerti fra sconosciuti volti?

 .

Kostia - Velina (cm 62x92) - Tecnica mista su sughero ( China, acrilici, smalti e oro liquido)
Kostia – Velina, tecnica mista su sughero
(china, acrilici, smalti e oro liquido, cm 62×92)

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a pierpaolo pasolini

di Rosaria Di Donato

 

pierpaolo non posso

stasera scrivere di te

ora devo dire

dei clandestini che affondano nel mare

 

commercio disumano

vite-mercescaduta scempio

genti condannate a non esistere

dall’abisso divorante di sabbia ed acqua

 

ma più abissale ancora

in questo tempo

di sviluppo tecnologico globale

la contraddizione

che uniti vede gli aggettivi

global e diseredato

che opposti vede i sostantivi

libertà e perduto

 

la morte non è sempre assassina

un angelo protegge i senza-volto

 

affondano nel mare clandestini

ma diseredati alla coscienza

tornano seppur sconfitti

 

la storia è loro

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fotocomposizione by AnGre
omaggio a Pasolini by AnGre

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