AA.VV. un bacio, solo uno…

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E ti bacio la bocca bagnata di crepuscolo

No, non voglio baciarti
in una giornata di sole.
Non voglio che sia estate.
Non voglio che sia in mezzo alla folla.
Vorrei baciarti in una di queste sere d’inverno,
quando il sole scolora nel grigio e nel freddo;
quando sarà più facile
trovare, insieme,
l’alba dentro l’imbrunire.

Pablo Neruda

*

Prolungamento di un bacio

Ieri ti ho baciato sulle labbra.
Ti ho baciato sulle labbra. Intense,
rosse. Un bacio così corto
durato più di un lampo,
di un miracolo, più ancora.
Il tempo
dopo averti baciato
non valeva più a nulla
ormai, a nulla
era valso prima.
Nel bacio il suo inizio e la sua fine.

Oggi sto baciando un bacio;
non solo con le mie labbra.
Le poso
non sulla bocca, no, non più
– dov’è fuggita? –
Le poso
sul bacio che ieri ti ho dato
sulle bocche unite
dal bacio che hanno baciato.
E dura questo bacio
più del silenzio, della luce.
Perché io non bacio ora
né una carne né una bocca
che scappa, che mi sfugge.
No.
Ti sto baciando più lontano.

Pedro Salinas

*

Quando ti bacio

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.

Erich Fried

*

Il bacio

Poi lei si rigirò su un fianco,
posò il capo sul mio braccio.
La guardai.
Tutto il cielo e la terra
si specchiavano nei suoi occhi.
Seguitammo a guardarci.
Mi pareva che avrei potuto
annegarci nei suoi occhi.
Poi l’accarezzai sul viso,
ci baciammo, la trassi a me.
La strinsi.
Con l’altra mano
le frugavo fra i capelli.
Fu un bacio d’amore,
un lungo bacio di puro amore.

Charles Bukowski

*

Brano scelto da Una lacrima e un sorriso, 1914.

Il primo bacio è il primo sorso del calice riempito dagli dèi alla limpida fonte dell’Amore. Il confine tra il dubbio che rattrista il cuore e la certezza che lo rallegra. Il primo verso nel cantico della vita celeste; il primo capitolo della storia dell’uomo nello spirito. Un legame tra la meraviglia del passato e lo splendore del futuro; che unisce il silenzio del sentimento alla sua canzone. Una parola pronunciata da quattro labbra, che fa del cuore un trono, dell’amore un sovrano e dell’appagamento una corona.

Un soffice tocco, simile alle dita della brezza quando sfiora la rosa, portando un sospiro di gioia e un dolce lamento. Il principio del turbamento e il tremore che separano gli amanti dal mondo della materia e li trasportano nei territori dell’ispirazione e dei sogni. E se il primo sguardo è come il seme che la dea dell’amore semina nel campo del cuore umano, il primo bacio è il primo fiore sul primo ramo dell’albero della vita.

Kahlil Gibran

Romeo Raja, Prima ti bacio.

Dipinto di Gianni Gianasso
opera di Gianni Gianasso, dal ciclo New Angels

 

Prima ti bacio.

 

La nostra guerra

ha un suono strano

sembra lontano

uomini così diversi da come sono

un sussurro dove invece ora è silenzio

come il nostro prima di una guerra

e di una poesia.

Siamo ancora così

una bomba è solamente quando esplode

dopopranzo

dopocena

inizio qui.

*

Romeo Raja

da Voci di cambiamento, AA.VV , pdf a cura de Il sasso nello stagno di AnGre scaricabile qui:

https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2014/09/27/voci-di-cambiamento-autori-vari-voices-of-change-poetry-pdf/

Un bacio nei versi di Neruda e nel marmo di Rodin

Rodin, Il bacio (part.)

.

Pablo Neruda, versi da Poesie d’amore e di vita

Se un giorno il tuo cuore si ferma,

se qualcosa smette di bruciare per le tue vene,

se la voce dalla bocca ti esce senza divenire parola,

se le tue mani si scordano di volare e s’ addormentano,

 

Matilde, amore, lasci l tue labbra socchiuse

perché quel tuo ultimo bacio deve durare con me,

deve restare immobile per sempre sulla tua bocca

perché così accompagni anche me nella mia morte.

 

Morirò baciando la tua folle bocca fredda,

abbracciando il grappolo perduto del tuo corpo,

e cercando la luce dei tuoi occhi serrati.

 

E così quando la terra riceverà il nostro abbraccio

andremo confusi in una sola morte

a vivere per sempre l’ eternità di un bacio.

 

#

 

Si alguna vez tu pecho se detiene,

si algo deja de andar ardiendo por tus venas,

si tu voz en tu boca se va sin ser palabra,

si tus manos se olvidan de volar y se duermen,

 

Matilde, amor, deja tus labios entreabiertos

porque ese último beso debe durar conmigo,

debe quedar inmóvil para siempre en tu boca

para que así también me acompañe en mi muerte.

 

Me moriré besando tu loca boca fría,

abrazando el racimo perdido de tu cuerpo,

y buscando la luz de tus ojos cerrados.

 

Y así cuando la tierra reciba nuestro abrazo

iremos confundidos en una sola muerte

a vivir para siempre la eternidad de un beso.

*

[da P.Neruda, Poesie d’amore e di vita – Guanda editore]

 

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Auguste Rodin, Il Bacio (nella prima immagine, un particolare)

“Il bacio” è un gruppo scultoreo in marmo (dim. 1,82m x 1,12m x 1,17m) che risale al 1888. Una versione è conservata alla Tate di Londra, l’altra, al Museo Rodin di Parigi. Si tratta della celeberrima scultura in marmo che contribuì a diffondere l’opinione che Rodin fosse scultore erotico. Il tema della coppia fu in effetti per Rodin fonte inesauribile di idee e di opere. Questo è considerata il suo lavoro più classico, anche per la fonte di ispirazione, il V canto dell’Inferno dantesco, quello che rievoca l’amore tragico di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. Nonostante la grandiosità del soggetto, l’opera è condotta con misura, ancora una volta senza retorica, con passione e trasporto, ma senza foga, con eleganza. Una prima piccola versione in gesso (1886) era destinata alla Porta dell’Inferno; esposta a Parigi nel 1887, ebbe così tanti apprezzamenti che il governo francese decise di finanziarne una trasposizione in marmo ed in forme monumentali, da presentare all’Esposizione universale del 1889. Ma Rodin non ne fu molto soddisfatto, ritenendola un’opera eccessivamente accademica. Il poeta austriaco Rilke, amico e segretario di Rodin, fu altrettanto poco lieto nel giudizio: «L’abbraccio del Bacio è senz’altro grazioso, ma non ho trovato niente in questo gruppo. Si tratta di un tema trattato secondo la tradizione; un soggetto in sé completo, ma isolato dal mondo che lo trascina». Data, tuttavia, la fortuna immediata di cui godette il soggetto, Rodin autorizzò una fonderia a riprodurre la scultura in bronzo in quattro diverse misure. [Leggi tutto: http://www.informagiovani-italia.com/museo_rodin_parigi.htm#ixzz2rLE8ZL81]

il tuo bacio

anice-stellato-natale (dal web)

[…] la tua pelle profumata di spezie al di là del mare fu il richiamo irresistibile, che mi condusse ad amore e morte al contempo: avevo sulle labbra ancora impresso il tuo bacio, un solo ed unico bacio, che mi riparava nelle giornate di piggia e ricuciva arcobaleni spezzati dal passaggio dei cieli; quel tuo bacio, unico e vero più del buio, stella e seme di nuovo mattino, sola via per sacre vette inaccessibili e marchio segnato a fuoco su di me […]

(da un racconto di Angela Greco)