IO AL PLURALE FA NOI testo di Orny Ma & fotografia di Ila Gi

fotografia di Ilaria Giombelli,  Io noi per il sasso nello stagno di AnGre
Io / Noi, fotografia di Ilaria Giombelli

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“Io”, pronome, prima persona singolare.

Se ne associ un altro diventa facilmente “Noi”,

molto meglio, no?

Noi può significare coppia,
può indicare un gruppo di persone,
amici uniti dallo stesso ideale,
dalla voglia di collaborare
per costruire qualcosa insieme,
qualcosa di piccolo o grande,
non importa,
ciò che conta è la volontà
di compiere insieme il primo passo,
gli altri verranno da sé.

Noi è bello,
è unione, quasi simbiosi,
è guardare insieme al domani
mano nella mano,
con la certezza che
“uniti si può tutto”.

Allora, coraggio,
alimentiamo la volontà
di fare comunità
che ci arde dentro…
e diventiamo “NOI”.

 

Ornella Maggioni   (Orny Ma)

In anteprima su Il sasso nello stagno Interpretazione di Arabeschi incisi dal sole, opera di Kostia per i versi di A.Greco

opera di Kostia - Interpretazione di Arabeschi incisi dal sole (2013)
Kostia – Interpretazione di Arabeschi incisi dal sole (2013)

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“Su Il sasso nello stagno presentiamo in anteprima l’opera che l’artista Kostia ha realizzato per Arabeschi incisi dal sole, la silloge di Angela Greco per Terra d’ulivi di Elio Scarciglia, che includerà i versi che ho affidato a questo luogo. Un’interpretazione che abbraccia fin dal primo sguardo la voce poetica con la quale ho raccontato il mio Sud, fatto di contrasti e colori netti, subito percepibili e che con altrettanto impatto s’imprimono nello sguardo e nella memoria.

In primo piano sulla scena un sole fisico e metaforico, simbolo e pensiero dominante del Mediterraneo di cui siamo parte vitale, dinamica, in continuo movimento tra acqua e terra, simboleggiate da silenziose agavi e da onde generatrici di gocce capaci di ‘vedere’ con i loro stessi occhi, la realtà da fecondare e far rinascere, così, sotto nuova luce.

Un bianco e nero voluto, cercato e ricercato anche in una forma editoriale raffinata ed essenziale, che non è sottrazione di colore, tutt’altro: è espressione netta della presenza totale o della totale assenza di quanto la stessa poesia esprime nella sua verità mediata dall’esperienza e dalla visione del poeta e che l’artista riporta sulla carta con il suo stilema specifico, segno del suo stesso percorso nel tempo.

All’interno di un perimetro netto Kostia elabora, interpretando, i miei versi fatti di cieli dall’azzurro inconfondibile e orizzonti precisi come confini da varcare per accedere ad un giorno nuovo e che, eliminando il colore, riveste di significato più nitido, lasciando tutta la forza alla tonalità della parola stessa e mettendo in evidenza al meglio il segno-percorso.

Una piccola opera d’arte incastonata in un tascabile da portare sempre insieme, che farà compagnia al lettore, all’osservatore e, perché no, anche al viaggiatore che abbia voglia di stupirsi di questo meraviglioso Sud, generatore di molteplici infiniti.”

(Angela Greco)

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Per “Arte in presa diretta”: dentro la nuova opera di Sergio Angeli

Tavola esangue I da Questo è il mio martirio, Sergio Angeli 2013
Tavola esangue I, pennarelli e china su carta cm42 x30, 2013

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La rubrica Arte in presa diretta è lieta di presentare questa collaborazione artistico-letteraria tra Costantino Piazza e Angela Greco – espressione del comune intento di proporre l’Arte a 360° e con lo sguardo al suo significato più autentico – una doppia scrittura redatta per Sergio Angeli e la sua opera “Questo è il mio martirio”, tavole in bianco e nero con testi abbinati, Collana Animarte – Edizioni Lulu.com, 2013

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Prefazione a “Questo è il mio martirio”- tavole e testi di Sergio Angeli (a cura di Costantino Piazza e Angela Greco)

Nell’opera segnica di Angeli assumono fondamentale importanza la gestualità svuotata da qualsiasi valore formale, evidenziata anche dai testi che accompagnano le tavole, da cui si evince quell’ incomunicabilità tipica dell’Arte Informale. Si nota l’accostamento alle tematiche legate alla produzione industriale, che mira a mettere in risalto l’adeguamento del vivere dell’Uomo in relazione alla meccanicità dei gesti correnti. Un’arte, quella di Sergio Angeli, “informale” non solo nell’immagine visiva, ma anche mentale concepita di immediatezza e istintività quasi violenta, che nasconde una sensibilità interiore libera, tesa alle estreme conseguenze, quasi una volontà di ridurre al minimo i cromatismi fino ad azzerali apparentemente con intento distruttivo, ma nella realtà atti a  far trasparire l’anelito alla ricerca di dolcezza e amore per il creato. (Costantino Piazza)

La scrittura di Angeli fin dal titolo e dalle prime esternazioni, porta in sé la sensazione di viaggio \ spostamento da un punto di partenza ad uno di arrivo (Un tempo afferravo le stelle e ne facevo opere sublimi. \ Ora le stelle fanno di me un grigio bozzetto) e tra questi tutto il percorso appare sotteso all’intera scala cromatica racchiusa nel grigio-dominante.

È un procedere in una sorta di reale attraverso visioni alle quali via via s’aggiungono parole e forme in via di definizione; non ha, l’autore, velleità di versificare il suo sentire, ma lo affida al foglio a completamento del suo lavoro pittorico, espressione artistica nella quale si identifica maggiormente.

 Questa è vita. \ Sacrosanta parvenza.. a dire di un tutto che non soddisfa nel suo essere estremamente distante da quanto si sente e si è dentro, distaccando l’opera in un dualismo-trialismo su fondo bianco riconoscibile anche nei testi che, pur sfiorando temi e ambienti differenti, rimandano il lettore \ osservatore ad un costante malessere in espansione. Nel procedere man mano si accentua la sensibilità della visione stessa, fino a sfiorare l’esasperazione e la parola coinvolge e ingloba sempre più in profondità, come si osserva \ divenendo partecipi nel segno grafico, in una separazione netta dei colori, dai quali sembra emergere ancora informe l’oggetto dell’attenzione.

 Quanto è profondo questo abisso? è la domanda che accomuna chi ha scritto e chi legge, inducendo ad interrogarsi sul bisogno di cui è permeato l’intero scritto: Angeli pone il suo dire a cerniera tra se stesso e le esternazioni profonde, concretizzate in pittura; i testi emergono nel corso dell’atto creativo per recare maggior forza a quest’ultimo e raccontare altro del suo creatore. Si arriva, così, ad una svolta quasi inaspettata, mirabilmente resa in parola, dove si giunge a leggere che svelare i propri sentimenti è un rischio eccessivo. E s’apre, breve, uno spiraglio indispensabile per non denaturarsi, quasi a decriptare il bianco presente in ogni tavola e tra toni scuri un amore compare a dare parvenza di luce e forse risposte ad un bisogno primario. Ma è solo un momento da incasellare in quello presente del vivere-nonostante-tutto, un corpo \ spazio incerto e per questo non meglio definito. Un corpo al quale, però, si riconosce il saper e il voler ricordare, oltrepassando in tal modo lo status di materia fino a fermare il tempo nell’immortalità anelata ed intrinseca all’arte stessa. (Angela Greco)

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(il testo è reperibile al seguente link: http://www.lulu.com/shop/sergio-angeli/questo-%C3%A8-il-mio-martirio/paperback/product-21009573.html)

Tavola esangue III da Questo è il mio martirio, Sergio Angeli 2013
Tavola esangue III, pennarelli e china su carta cm 42x cm 30, 2013

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Sergio Angeli, nasce a Roma il 13 gennaio 1972; è artista dedito innanzitutto alla pittura, ma si occupa anche di installazioni, scultura, scenografia, fotografia e poesia.

Nel 2004 pubblica una serie di poesie in antologia; nel 2005 si dedica alla fotografia e nello stesso anno da una sua idea nasce la rivista indipendente “Animarte”; contemporaneamente fonda il laboratorio artistico “Officina Dentro”, con il quale pubblica l’Antologia delle Risorse Artistiche del Territorio. Pubblica, inoltre, disegni e poesie sulla rivista indipendente “Animarte” e su “Rizoma”. Nel 2007 partecipa alla Rassegna di Fotografia “Quello che non diciamo”; fonda il laboratorio artistico “Intro_Lab” insieme a Danilo Capolei, grafico e poeta, e nello stesso anno realizza mostre di fotografia. E’ presente sul volume “Apogeo, Rassegna delle Arti” edito da “Lulu” a cura di Flora Contoli. Due sue opere vengono pubblicate sul volume “Avanguardie Artistiche”e a giugno 2008 fonda l’Associazione Culturale “PassOver Lab”. Si occupa, inoltre, di scenografia e installazioni-video. E’ presente sul libro “Quotazioni dei pittori italiani”, su “Avanguardie Artistiche 2008/2010” e su “L’Elite 2010”.

(biografia completa, opere e notizie su www.sergioangeli.com)

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