Rembrandt, Bue macellato (sassi di arte)

Rembrandt - Bue macellato

Rembrandt Harmenszoon van Rijin (1606 – 1669), Bue macellato (1655)

olio su tavola, cm 94 x 69 – Musée du Louvre, Parigi

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Questa natura morta costituisce un’eccezione nel repertorio iconografico di Rembrandt, pittore olandese noto soprattutto per i numerosi ritratti e per i quadri di soggetto storico. Il soggetto, già presente nei dipinti fiamminghi e olandesi degli anni quaranta del Seicento, ha probabilmente anche significato simbolico e, come il memento mori, è un ammonimento: ricordati che devi morire. D’altronde, la macellazione, tappa indispensabile per la conservazione della carne, può essere interpretata come una metafora della Prudenza, una tra le virtù cardinali dell’uomo diffuse dal Rinascimento, che invitava l’uomo alla necessaria preparazione per affrontare la vita.

Il dipinto di Rembrandt espone senza mezzi termini la carcassa insanguinata di un animale morto, giocando sull’effetto delle sfumature rosse e marroni per rappresentarne il sangue rappreso; la materia, concreta e tangibile, è resa con pennellate vigorose e dense, mentre alla figura umana spetta un ruolo secondario, affidato alla presenza di una donna, che si affaccia al locale della macellazione. Il fulcro della composizione è costituito dalla carcassa rappresentata di scorcio, raffigurata lungo una direttrice diagonale che, in accordo con le scelte della maggior parte dei pittori dell’epoca barocca, conferisce all’immagine un forte senso di dinamismo e profondità. Il dipinto è firmato e datato in basso a sinistra.

[adattamento da Rembrandt, Bue macellato – I capolavori dell’arte, Corriere della sera]

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nota della redazione: Il sasso nello stagno invita ad attenersi solo e soltanto all’aspetto artistico del dipinto condiviso. Ci scusiamo per le sensibilità che lederemo. Grazie.