Una passeggiata nel Quartiere Coppedè e non solo…foto e video di Giorgio Chiantini – sassi d’arte

Colgo l’occasione della data odierna, 24 maggio, per presentare agli amici de Il sasso nello stagno di AnGre, il nuovo canale tematico di Giorgio Chiantini (qui), collaboratore del blog, aperto da pochi mesi sulla piattaforma YouTube. Sempre attento ai dettagli, elegante e competente in materia e con la maestria fotografica con la quale ci ha deliziato anche su altre piattaforme, Giorgio presenta la sua città, l’amata Roma, in una notevole veste (che ammanta l’Urbe d’ulteriore fascino e pare quasi d’essere lì dal vivo) ricercata dal punto di vista grafico e anche musicale, riunendo, in questo canale dai significativi contributi d’arte – dove le sue fotografie hanno preso le sembianze di video creati da lui stesso, in un evolversi creativo che sottolinea l’energia dell’autore – le sue passioni e la sua sprizzante voglia di condivisione, contribuendo, in modo significativo, a divulgare quella Bellezza con l’iniziale maiuscola, di cui si ha sempre maggior necessità, in tempi come quelli che viviamo. Ringrazio di cuore Giorgio per il dono di questi video, augurandogli, con l’affetto di sempre, in questo giorno, anche buon compleanno. Ad maiora! [AnGre]

*

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Margaret Atwood, Questa è una mia fotografia

149-Milano-Parco della Cave 19-09-2013
 .
Questa è una mia fotografia
di Margaret Atwood
.

È stata scattata qualche tempo fa.
A prima vista sembra
una copia
sciupata: contorni sfocati e chiazze grige
fuse nella carta:

poi se la esamini,
vedi nell’angolo a sinistra
qualcosa come un ramo: parte di un albero
(balsamina o abete) che affiora
e a destra, a metà di
quello che appare un dolce
declivio, una piccola casa di legno.

Sullo sfondo vi è un lago,
e oltre questo, basse colline.

(la foto è stata scattata
il giorno dopo che annegai.

Io sono nel lago, al centro
dell’immagine, appena sotto la superficie.

E’ difficile dire dove
con precisione, o dire
quanto grande o piccola io sia:
l’effetto dell’acqua
sulla luce inganna

ma se guardi abbastanza a lungo,
alla fine riuscirai a vedermi).

.

This Is a Photograph of Me

It was taken some time ago.
At first it seems to be
a smeared
print: blurred lines and grey flecks
blended with the paper;

then, as you scan
it, you see in the left-hand corner
a thing that is like a branch: part of a tree
(balsam or spruce) emerging
and, to the right, halfway up
what ought to be a gentle
slope, a small frame house:

In the background there is a lake,
and beyond that, some low hills.

(The photopraph was taken
the day after I drowned.

I am in the lake, in the center
of the picture, just under the surface.

It is difficult to say where
precisely, or to say

how large or small I am:
the effect of water
on light is a distorsion

but if you look long enough,
eventually
you will be able to see me).

 

da Margaret Atwood, Giochi di specchi – Tricks with Mirrors (a cura di Branko Gorjup e Francesca Valente; trad. di Laura Forconi, Caterina Ricciardi, Francesca Valente – Longo Editore, Ravenna, 2000)

*

atwood-margaret-2005-credit-jallenMargaret Eleanor Atwood nasce a Ottawa (Ontario, Canada) il 18 novembre 1939; seconda di tre figli, il padre Carl Edmund Atwood era entomologo, mentre la madre Margaret Dorothy Killiam era una dietologa e nutrizionista. A causa delle ricerche del padre la futura scrittrice trascorre molti periodi dell’infanzia nelle grandi foreste del Quebec. Non frequenterà la scuola a tempo pieno fino all’età di 11 anni. La giovane Margaret diviene vorace lettrice di raffinata letteratura; tra le letture preferite vi sono le fiabe delle fate dei fratelli Grimm, le storie di origini canadesi, i racconti e le poesie.
Attivista femminista, già nel 1950 la Atwood aveva cominciato ad occuparsi di temi sociali come la liberazione della donna e il cambiamento dei ruoli sessuali, prima che questi venissero divulgati dal movimento femminista. Oltre che poetessa e scrittrice, è ricordata come prolifica critica letteraria. Molte delle sue poesie sono state ispirate da miti e fiabe, che sono stati uno dei suo partcolari interessi fin dalla più tenera età. Autrice di fantascienza, Margaret Atwood è considerata una scrittrice tormentata e visionaria: i suoi lavori degli anni ’90 hanno visto una continua e profonda preoccupazione per la civiltà occidentale e per la politica, dall’autrice considerati all’ultimo stadio di disintegrazione. (dal web)

Recensione Libro “Attraversandomi” di RecensioneLibro.it

i-sensi-della-poesia-la-scrittura

Scritto da Redazione – Recensione Libro.it in Poesie, Scrittori emergenti 

http://www.recensionelibro.it/attraversandomi-angela-greco

§

… scorro per il quotidiano imparando il mio sorriso
dalle parole di una sconosciuta incontrata su uno scaffale
mentre toglievo la polvere agli anni e imparavo
che l’inchiostro assomiglia moltissimo al sangue
e che troppo ne ho perso senza fermarlo sul mio foglio.

§

Di cosa parla “Attraversandomi” di Angela Greco

La raccolta di poesie di Angela Greco dal titolo “Attraversandomi” può essere letta ascoltando i diversi pensieri dell’autrice e cogliere due vite diverse, eppur completamente affini, quella di Roma, città in cui le poesie sono ambientateattraverso delle fotografie, e l’anima di Angela Greco in cui le emozioni sono vissute.

Quelle che la poetessa attraversa sono quindi le strade che le brulicano intorno, ma anche quelle che spesso restano solitarie dentro di lei.

“Attraversandomi” fonde bellezza, paura, pienezza e vuoto allo stesso tempo, sempre raccontando con grande ispirazione i vari sentimenti che invadono e poi spariscono lasciando vuoti incolmabili, per poi ritornare.

Mitologia e realtà, fantasia e concretezza, silenzi e pienezza di voci, tutto ha il suo contrario e tutto si definisce in questo suo contrasto che identifica.

Immagini e parole completano un quadro denso di significati in cui l’anima assume una luce sempre più intensa a seconda della prospettiva da cui il lettore decide di guardare.

Angela Greco nel libro “Attraversandomi” ha trasmesso tutti i suoi sentimenti, che fossero sogni oppure ricordi, li ha fissati su dei fogli attraverso la scrittura e su carta fotografica attraverso immagini scattate.

In questo libro di poesie sono raccontati soprattutto i dettagli, quelli che comunemente spesso non catturano l’attenzione, ma che rendono l’unicità a ognuno di noi. Questi piccoli tratti spesso snobbati sono raccontati con bravura e coinvolgimento da Angela Greco.

Bisogna lasciarsi coinvolgere dalle sue parole, ma anche farsi raccontare la vita dalle fotografie presenti in “Attraversandomi”, prendersi del tempo per riflettere e ascoltarsi: sembra voglia dire questo Angela Greco nel suo libro. E ci vuole un’intensità di sentimenti non comuni per catturare la vita in questo modo, come lo fa lei.

§

[versione integrale dal sito sopracitato; in attesa di intervista a riguardo]

Attraversandomi -poesia di Angela Greco - Limina Mentis

http://http://www.liminamentis.com/scheda-libro/angela-greco/attraversandomi-9788898496761-293800.html#dettaglio_descrizione

Omaggio a Roma nel giorno del suo natale: Attraversandomi, la nuova opera di Angela Greco sulla città eterna

Attraversandomi -poesia di Angela Greco - Limina Mentis

2015, 21 aprile, natale di Roma

Presentare per un caso fortuito o semplicemente per destino benevolo questo nuovo lavoro in versi e fotografie dedicato alla città di Roma proprio nel giorno del natale della Città Eterna ha qualcosa di magico, di particolare, di bello, di speciale, di deciso altrove dalla razionalità…

Un libro nato la scorsa estate, che custodisce il ricordo di una persona cara e troppo presto scomparsa, il poeta Gianmario Lucini – il primo lettore entusiasta di questo viaggio a cui ancora oggi va il mio grazie per la fiducia e per i consigli – presentato oggi per i tipi di Limina Mentis Editore, sensibile realtà che ha accolto questo progetto di poesia e fotografia, ed introdotto dal sound d’inchiostro del poeta pugliese Nunzio Tria, che nella sua nota scrive: Un viaggio, reale e metafisico nello stesso tempo, che attraversa in lungo e in largo i luoghi di Roma e l’anima dell’Autrice, immortalando i primi in fotogrammi e i secondi in scrittura […] Un viaggio ‘on the road and in the soul’ urbano/interiore lungo il quale, pensiero su pensiero, scatto dopo scatto, si sono disvelati reminiscenze, attese, desideri, aspirazioni, sogni e giù, fino in fondo, alle cose che ritualmente “non si dovrebbero” dire… 

Grazie ad ogni Affetto che mi ha sostenuta ed incoraggiata in tutto questo e…buon compleanno mia cara Roma! E che tu sia, con la tua perseveranza nel rimanere in vita nonostante tutto, metafora del destino di chi, me compresa, sceglie di affidare la sua ‘eternità’ alla poesia e all’arte. (AnGre)

§

versi e fotografie da Attraversandomi, poesia di Angela Greco

Limina Mentis Editore aprile 2015 – http://www.liminamentis.com/scheda-libro/angela-greco/attraversandomi-978889849761-293800.html

Attraversandomi fotografia e poesia di Angela GrecoLimina Mentis Editore

[…] Roma è bella ogni momento che passa e che passi nel suo utero
materna di secoli che scorrono in ognuna delle sue acque libere
nonostante la forzatura del tempo inesorabile che arrugginisce
ma non ferma le stesse mani da sempre costruttrici di difese
fino alla sera di due numeri che sommati non danno più
la stessa cifra e la medesima importanza alle architetture
edificate in uno spazio adesso troppo esiguo per respirare:

sorprendo un gabbiano tra le ali di Sant’Andrea della Valle
e mischio i nostri cieli oltrepassando il vallo antico

(pag.15)

Attraversandomi poesia e fotografia di AnGela Greco Limina Mentis EDitore

in due è un balcone colorato Piazza Navona d’arte svestita
inanimate mani a reggere marmi bagnate di fiumi e sguardi
e racconto una leggenda alla tua voglia fanciulla di sorriso
che mi prende a sé a ricordarmi quando null’altro intorno
stringeva nel fare della città la corsa fino al perdifiato
della crema aromatizzata al limone che m’aspettava calda
sul tavolo di storia dalle gambe vacillanti e cinque sedie attorno
al raccontarsi casa in mezzo a tutto quello che trascorreva fuori

mi perdo in un barocco di ricordi coloratissimi come quelle petunie
e petalo a petalo raccolgo anni per infiorare il tuo petto immacolato
mentre spieghi ali e pagine di noi a chi non comprende il volo
a gioia radente d’essersi accorti della bellezza di un respiro comune

(pag.27)

.

Angela Greco è nata il primo maggio del 1976 a Massafra, dove vive con la famiglia. Ha pubblicato: in prosa, Ritratto di ragazza allo specchio (racconti, Lupo Editore, 2008); in poesia: A sensi congiunti (Edizioni Smasher, 2012); Arabeschi incisi dal sole (Terra d’ulivi, 2013); Personale Eden (La Vita Felice, 2015). È ideatrice e curatrice di AA.VV. INSIDE THE STONE – dentro il sasso, antologia per le Edizioni Smasher (in uscita, 2015) e del collettivo di poesia, arte e dintorni Il sasso nello stagno di AnGre (https://ilsassonellostagno.wordpress.com/).

INSIDE THE STONE extra

Inside the stone extra page by Il sasso nello stagno di AnGre

Una pagina extra, un dono in più che alcuni amici e collaboratori del blog hanno voluto fare ai lettori; un nuovo momento in cui poter essere noi al posto di io. L’esperienza delle microantologie create con i contributi pervenuti sulla fan page  – consolidata nelle dieci pagine precedenti questa –  continua a meravigliarmi, come tutte le collaborazioni  che mirino a creare qualcosa che esuli dall’individualismo che ci circonda e a cui speriamo di non arrenderci mai.

Ecco allora versi ed immagini che fermano e trattengono vissuti speciali, attimi precisi da condividere, da vivere ancora e sentire insieme, per acquisire bellezza, emozione, carica vitale, risposte e reazioni necessarie al vivere a-sereno, che incombe. Buona lettura a tutti e grazie a chi ha reso possibile questa pagina. (Angela Greco)

ph.Giorgio Chianini - Latera (VT)
scorcio di Latera (VT), fotografia di Giorgio Chiantini

 

Residui

Non sono che gocce consumate

Quelle che scendono per irrorarmi

Secca la bocca e rugosa la pelle

Lento, cammino al margine del muro

E sono stanco e m’appoggio alla ringhiera

Dei ricordi né il vento solleva più

La forza che avevo un tempo

Perdo ogni giorno un po’di quella

Speranza e l’irruente bussare dei sensi

Si sono assopiti, rimane neppure il sogno

Che sempre mi tirava in disparte

Per dirmi di violente passioni

E nuove leggende dell’arte….

Chiedo degli amici, o sono morti

O sono in altri lidi a leccarsi le ferite

Tutti, tutti dobbiamo raccontarci

Quello che eravamo e nessuno

Osa guardare verso il confine

Con progetti ed illusioni di allora.

Vedo appena dove stanno i miei piedi

E odo sempre il ronzare di una mosca.

 

(Augusto Salati)

 

ph.Ornella Maggioni - Perfezione naturale
Perfezione naturale, fotografia di Ornella Maggioni (Orny Ma)

 

La felicità dei nuovi poeti inglesi

Forse sto solamente diventando pazzo

disse Pete Townshend

il fatto è che annoiandomi a morte

vedo tutto più chiaro.

Ci sono in Inghilterra 46 mila poeti

nessuno dei quali pubblica libri

disse Pete Townshend

e anch’io voglio narrare qualcosa

nell’abbraccio della mia solitudine.

Però i party

gli amati Spring Break

cosa significano?

non sono messaggi

forse il cielo è già stato raggiunto

disse Pete Townshend

ma tu

quel che vedi nel sole

scrivilo in nero sulla porta di casa.

E si allontana per le Highlands piovose

e non pensa, chissà,

al vento nella casa natale di Keats

a Syd Barrett e Nick Drake

fratelli di sangue

a Shelley

brivido bianco

all’insonne stagione dei calici dolci

Pete Townshend lancia inni nel buio

e scompare nascendo

custode dell’eterno mattino

felicità dei nuovi poeti inglesi.

 

(Francesco Luglini)

 

opera di Renata Rivka Renzoni
opera di Renata Renzoni

 

[immagina…]

Immagina…senza fretta, gioco pulito, occhi di chissà,

che si sposti il vento, come l’aquila da beccate al mondo,

precipitare senza il freno, produrre scintille dal veleno,

immagina…tempo a piovere, tempo di burrasca,

una barchetta di carta ha una rotta e basta,

sali o non vuoi sfidare una manciata di stelle a bruciare,

avvicina il volto, non temere il temporale,

perché ti stringo la mano, ho buttato il timone,

io l’ho visto quell’angelo indisciplinato,

ha due ali anche per noi, goffi pacchetti di miele,

andremo a lanciarci nel vuoto e poi?

Non lo voglio sapere.

 

(Renata Renzoni)

 

ph.Ornella Maggioni - Trame
Trame, fotografia di Ornella Maggioni (Orny Ma)

 

A mio padre

Per te

che nel silenzio sei tornato

a visitare sogni ed emozioni

e vivido lo sguardo mi hai ridato

per seguitare a scrivere canzoni

come da rosa a giglio sai volare

e sai portare ruvida pazienza

nell’azzurro degli occhi tuoi c’è il mare

porto sereno della mia esistenza

reco sotto la pelle la tua essenza

torno fanciullo alla mia innocenza.

 

(Franco Floris, maggio 2014)

 

ph.Giorgio Chiantini - vicolo baciadonne di Citta' della Pieve
scorcio di Città della Pieve, fotografia di Giorgio Chiantini

 

Memento

Frammenti di un puzzle

dispersi

si ricompongono

in un memento d’immagini,

uno specchio senza ombre

riflette eventi

con cui far tondo per quadrare il futuro

 

(Antonella Troisi)

 

*

Omaggio a Man Ray: due voci su “The kiss” – versi di Antonino Caponnetto e Angela Greco

The Kiss - Man Ray, 1930 (part.)

particolare da The Kiss, opera fotografica di Man Ray del 1930

.

Essenza del mio duale

specchio e figura

essere-tempo che si espande

o muore

 

sospeso su una linea di fiato

a contare l’attesa e il segno

morbido tra le pieghe

del dire

 

e meraviglia

le palpebre dilata e le pupille

mentre pulsano vite in ogni fibra

 

bruciano lingue e bruciano pianori

oltre il guado dei sensi, ed i pensieri

non sono altro che fini bolle d’aria

 

tace così un silenzio volitivo

a schiudere l’attimo basta la pelle

che scintilla nell’inatteso sospiro

della disattenzione interiore

 

guarda

mento sulla cera del giorno

lasciata colare su passioni

a narici spaesate

racconto l’odore del tuo venire / qui

 

e si mostra nel suo volto più vero,

di là dal precipizio e il volo immane,

la vertigine e il crollo e il gran cadere

giù verso il più profondo dei misteri

 

bianconuvola di viso d’angelo

spiega ali oltreforma e mostrarsi

per quanto accogliamo ché è già in noi

e se non fosse non darebbe risposta

 

dove la vita tutto in noi rinnova

dove non c’è che questa malattia

di cui l’immenso si nutre mutando

la pena in gioia e il vivere in follia

 

allora e solo allora facciamo caso

a questa malattia

colmi che siamo di normale convenzione

controdiciamo la serietà dell’abitudine

che ci rassomiglia tutti.

 

(inedito, ottobre 2013)

 

 

*   *   *

Man Ray, nato Emmanuel Radnitzky (Filadelfia, 27 agosto 1890 – Parigi, 18 novembre 1976), pittore, fotografo e regista statunitense esponente del Dadaismo.

Pur essendo un pittore, un fabbricante di oggetti e un autore di film d’avanguardia (Retour à la raison (1923), Anémic cinéma con Marcel Duchamp (1925), Emak-bakia (1926), L’étoile de mer (1928), Les mystères du chateau de dé (1929) precursori del cinema surrealista) è conosciuto soprattutto come fotografo surrealista, avendo realizzato le sue prime fotografie importanti nel 1918.

Nel 1908 lavora a New York, come disegnatore e grafico e nel 1912 inizia a firmare le sue opere con lo pseudonimo “Man Ray”, che significa uomo raggio. Acquista la sua prima macchina fotografica nel 1914, per fotografare le sue opere d’arte. Nel 1915 il collezionista Walter Arensberg lo presenta a Marcel Duchamp, di cui diverrà grande amico. Nel 1919 dipinge le sue prime aerografie, immagini prodotte con un’aeropenna, uno strumento di ritocco di uso comune per un grafico disegnatore. A New York, con Marcel Duchamp formò il ramo americano del movimento Dada che era iniziato in Europa, come un rifiuto radicale dell’arte tradizionale. Dopo alcuni tentativi senza successo e soprattutto dopo la pubblicazione di un unico numero di New York Dada nel 1920, Man Ray affermò che “il Dada non può vivere a New York”. Nel 1920 Duchamp torna a Parigi e Man Ray, che in precedenza aveva rinunciato a trasferirsi in Francia a causa della grande guerra, lo segue; a Parigi Duchamp gli presenta gli artisti più influenti di Francia, fra cui anche André Breton. Il successo Parigino di Man Ray è dovuto alla sua abilità come fotografo, soprattutto di ritrattista: il suo studio fotografico è frequentato dalla Parigi bene, alla ricerca di un ritratto diverso dall’usuale e grandi artisti dell’epoca, come James Joyce, Gertrude Stein, Jean Cocteau e molti altri posarono di fronte alla sua macchina fotografica. Si innamora della famosa cantante francese Kiki (Alice Prin), spesso chiamata Kiki de Montparnasse, che in seguito divenne la sua modella fotografica preferita. Nel 1922 Man Ray produce i suoi primi fotogrammi, che chiama ‘rayographs’: una rayografia è una immagine fotografica ottenuta poggiando oggetti direttamente sulla carta sensibile, procedimento apparentemente semplice, ma che seppe usare per immagini altamente suggestive. Attraverso i suoi rayographs, termine costruito sul suo cognome, ma che contemporaneamente evoca il disegno luminoso, poteva sondare ed esaltare il carattere paradossale e inquietante del quotidiano.

Nel 1924 nasce ufficialmente il surrealismo e Man Ray è il primo fotografo surrealista; insieme con Jean Arp, Max Ernst, André Masson, Joan Miró e Pablo Picasso, fu rappresentato nella prima esposizione surrealista alla galleria Pierre a Parigi nel 1925 e all’epoca insieme alla fotografa surrealista Lee Miller, utilizzò per primo la tecnica fotografica della solarizzazione.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale obbliga Man Ray, che è di origine ebrea, a rientrare negli Stati Uniti; nel 1940 arriva a New York, ma poco dopo si trasferisce a Los Angeles: in questo periodo insegna fotografia e pittura in un college, espone in varie mostre le sue fotografie, fra cui anche alla galleria di Julien Levy di New York. Finita la seconda guerra mondiale Man Ray ritorna a Parigi, dove vivrà fino al giorno della sua morte nel 1976, continuando a dipingere e a realizzare fotografie e sempre considerando come sua casa Montparnasse, nel cui cimitero venne tumulato con un epitaffio che recita: “Noncurante, ma non indifferente”. [Note artistico-biografiche tratte da Wikipedia]

immaginare…Natale!

IL SASSO NELLO STAGNO AUGURA A TUTTI GLI AMICI

BUONE FESTE!!

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per Il sasso nello stagno
Il sasso nello stagno per festeggiare il suo primo Natale ha invitato gli Amici ad inviare un’immagine che li rappresentasse o che parlasse di loro in questo periodo speciale: ECCOCI QUI TUTTI INSIEME!!!

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per Angela Greco un dipinto di Fred Smoolenaers
per Angela Greco un dipinto di Fred Smoolenaers

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per Nik, il marito di AnGre l'immagine della Sacra Famiglia
per Nik (il marito di AnGre) l’immagine della Sacra Famiglia

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Celine e i ricordi di casa - Cettina Lascia Cirinnà
per Cettina Lascia Cirinnà, la sua fotografia di “Celine ed i ricordi di casa”

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casello 98 - Cirò Marina
per Cataldo A.Amoruso, casello 198 (la “sua” terra)

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n5 Adria Fruitos per Fernanda Ferraresso (Cartesensibili)
per Fernanda Ferraresso (Cartesensibili), un’opera di Adria Fruitos

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Elina Miticocchio, n6 - eugenio leonetti- ovale antico
per Elina Miticocchio – Ovale antico di Eugenio Leonetti

* * * * * **

n 8 Meth Sambiase - immage on deviantART
per Meth Sambiase, una sirena (immage on deviantART)

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n 10 - Natale a Boarezzo fotografia di Giuseppe Cozzi
per Giuseppe Cozzi, la sua fotografia “Natale a Boarezzo”

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n 11 - Visione - fotografia di Isabella Faro
per Isabella Faro, la sua fotografia “Visione”

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n 12 Il mio Natale è un silenzio azzurro. Mi attraversa lieve come l’ala di un angelo. - Daniela Cattani Rusich
“Il mio Natale è un silenzio azzurro. Mi attraversa lieve come l’ala di un angelo” per Daniela Cattani Rusich

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n 13 Ornella Orny Ma - tutti insieme davanti al focolare (dal web)
Ornella -Orny Ma- “tutti insieme davanti al focolare” (dal web)

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n 13 per Mirta De Riz
per Mirta De Riz, la fotografia scattata in collaborazione con suo fratello

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n 14 per Romeo Raja - insieme
per Romeo Raja, “Insieme” (dalla collezione di pupazzi, che una volta era di sua figlia e oggi è sua)

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 per Maria Korporal - la sua fotografia "felix Natale"
per Maria Korporal – la sua fotografia “felix Natale”

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Mediterraneo
per Costantino Piazza, il suo dipinto “Mediterraneo”

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per Antonella Troisi, il presepe di casa
per Antonella Troisi, il presepe di casa

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un ringraziamento particolare a ciascuno degli Amici, che ha risposto con la sua presenza innanzitutto e anche con la propria Arte, accogliendo la mia proposta  per questa festa, di essere insieme qui, giungendo da tanti luoghi diversi; qui, tra questi righi e questi spazi, che tanto raccontano…

con affetto, Angela Greco

un percorso di grano – versi di Elina Miticocchio

                                                     

(foto di Romina Dughero)

era in un merletto tra i limoni

stava accesa . figura restituita

.

era di casa la parola

tra le mani bianche

di farina e mandorle

i piedi udivano il sentiero

gli occhi bendati

a scrivere voce che accoglie

spighe nel vaso

e un solo papavero

.

ti ho vista anima fanciulla

entrare in quel fiore.