Corrado Govoni, San Francesco e gli uccelli

GIOTTO, Compianto delle Clarisse, 1290-95, affresco_ Assisi, Basilica superiore di San Francesco San Francesco e gli uccelli di Corrado Govoni

Tu sì che lo sapevi
perché sono felici gli uccelletti,
tutt’ali per volare e gole per cantare:
perché toccan la terra
soltanto per dormire e per morire.
Erano i tuoi fratelli tripudianti,
anch’essi mendicanti
che campan di minuzie
raccolte per le strade e nei cortili.
E con un cenno della mano
li radunavi tutti:
dai cespugli, vicino; dai boschi, lontano.
Allora ti volavan sulle spalle e sulla testa
e, beccandoti e tirandoti la tonaca,
ti facevano festa
senza sapere quello che volevi.

Poi si quietavano guardandoti
per ascoltare ciò che tu dicevi.
« Lodate sempre il nostro buon Signore!
Lo dovete lodare a tutte le ore!
Non sapete né filare né cucire:
v’ha dato un vestimento duplicato;
perché non seminate né mietete,
vi pasce; e vi dà i fiumi per bere,
e per i nidi gli alberi in fiore.
Lodato sempre sia nostro Signore!»
Gli uccelli rispondevano a gran voce,
e tu li benedivi e licenziavi
con un segno di croce.

Oh! quante volte ti fermasti ad
ammirarli lungo le siepi, sotto i pini,
affaccendati ad intrecciar le culle
di fuscelli, di bioccoli e di crini,
ed a covare zitti e segreti!
La tortorella, quand’era stanca
di stare con la pancia sopra l’uova
calde che tu; toccavi con un dito
per sentir muovere i pulcini,
usciva fuori a picchiare
il maschio, con piccoli gridi:
lo costringeva a far da mamma.
Quante volte parlasti con le rondini,
coi loro rondinini ancora ignudi
che facevano sporco fuor dei nidi!

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(In apertura: Giotto, Saluto di Chiara e delle sue compagne a Francesco; Assisi, Basilica Superiore)

Facciamo chiasso…collegati con Assisi, 9 giugno 2020, prima serata

Il sasso nello stagno di AnGre abbraccia con gioia l’iniziativa “Con il cuore – nel nome di Francesco”, promossa da padre Enzo Fortunato e da tutta la comunità francescana di Asissi, che, il 9 giugno in prima serata su RAI 1, a porte chiuse in ottemperanza alle vigenti disposizioni in materia di tutela della salute pubblica a causa del Covid-19, vedrà sul sagrato della Basilica artisti riuniti per una maratona di solidarietà in favore della popolazione italiana colpita dalla crisi economica di quest’ultimo trimestre.

Questa diciottesima edizione sarà – si legge sulla Rivista – un evento intimo, “molto più francescano”, senza pubblico fisicamente presente, ma con un cuore ancora più grande, formato dai battiti di tutti coloro che seguiranno l’evento in TV e tramite i mezzi di comunicazione e che vorranno contribuire inviando – in questi giorni – un SMS solidale al numero 45515 sia da telefono mobile che fisso. Di tutto il ricavato sarà reso conto sul sito http://www.conilcuore.info, sul quale si leggono  nitidamente fin d’ora tutte le notizie relative ai progetti precedenti.

Un ringraziamento speciale va a padre Enzo, direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi, instancabile divulgatore e comunicatore straordinario, paziente e cortese, un trascinatore di anime, che, con il suo quotidiano #buongiornobravagente – brevi dirette video dalla sua pagina FB (che invito a seguire) girate in Assisi, leggendo sacre scritture, lettere e saluti tra arte e meditazioni – ha creato una rete di cuori che battono all’unisono e si ritrovano intorno ai temi sensibili e sempre moderni del Vangelo, alla luce del giullare di Dio, Francesco, santo di tutti, credenti e non credenti.

Personalmente ho accolto l’invito di padre Enzo a “FARE CHIASSO” con la realizzazione di due cartoline-invito per il serale della rete ammiraglia, che, insieme con quelle di tantissimi altri amici, sono state rese pubbliche sulla Rivista San Francesco (tutte le info per richiedere una copia o per abbonarsi  si trovano facilmente on-line o sul sito http://www.sanfrancescopatronoditalia.it). Le foto che ho usato nelle mie due foto-elaborazioni sono tratte dal profilo social di Padre Enzo stesso, dal suo video sul serale per la chiusura del mese mariano e dal sito dell’evento; mentre il disegno, che ritrae il poverello di Assisi in compagnia, è tratto dal libro per fanciulli “Francesco” pubblicato da Edizioni Porziuncola. Il resto è sorriso, gioia, condivisione e voglia di stare insieme per una Causa che tocca nel profondo. [AnGre]

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https://www.conilcuore.info/index.php

https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie

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Sarà possibile sostenere la campagna di solidarietà dei frati con SMS e chiamate da rete fissa al 45515 fino al 15 luglio.https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/attualita/con-il-cuore–domani-il-primo-live-rai1-post-covid-48778

Francesco d’Assisi, Cantico delle Creature

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.
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“Altissimo, Onnipotente Buon Signore, tue sono la lode, la gloria, l’onore ed ogni benedizione.
A te solo Altissimo, si addicono e nessun uomo è degno di pronunciare il tuo nome.
Tu sia lodato, mio Signore, insieme a tutte le creature specialmente il fratello sole, il quale è la luce del giorno, e tu attraverso di lui ci illumini.
Ed esso è bello e raggiante con un grande splendore: simboleggia te, Altissimo.
Tu sia lodato, o mio Signore, per sorella luna e le stelle: in cielo le hai formate, chiare preziose e belle.
Tu sia lodato, mio Signore, per fratello vento,e per l’aria e per il cielo; quello nuvoloso e quello sereno e ogni tempo
tramite il quale dai sostentamento alle creature.
Tu sia lodato, mio Signore, per sorella acqua, la quale è molto utile e umile, preziosa e pura.
Tu sia lodato, mio Signore, per fratello fuoco, attraverso il quale illumini la notte. E’ bello, giocondo, robusto e forte.
Tu sia lodato, mio Signore, per nostra sorella madre terra, la quale ci dà nutrimento, ci mantiene e produce diversi frutti con fiori colorati ed erba.
Tu sia lodato, mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore e sopportano malattie e sofferenze.
Beati quelli che le sopporteranno in pace, perché saranno incoronati.
Tu sia lodato, mio Signore, per la nostra morte corporale, dalla quale nessun uomo vivente può scappare:
guai a quelli che moriranno mentre sono in situazione di peccato mortale.
Beati quelli che la troveranno mentre stanno rispettando le tue volontà,
perché la seconda morte, non farà loro male.
Lodate e benedite il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.”
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Il Cantico delle Creature (Canticus o Laudes Creaturarum), anche noto come Cantico di Frate Sole, è il testo poetico più antico della letteratura italiana che si conosca. Ne è autore Francesco d’Assisi e, secondo una tradizione, la sua stesura risalirebbe a due anni prima della morte del Santo, avvenuta nel 1226.Il Cantico è una lode a Dio che si snoda con intensità e vigore attraverso le sue opere, divenendo così anche un inno alla vita. E’ una preghiera permeata da una visione positiva della natura, poiché nel creato è riflessa l’immagine del Creatore: da ciò deriva il senso di fratellanza fra l’uomo e tutto il creato, che molto si distanzia dal contemptus mundi, dal distacco e disprezzo per il mondo terreno, segnato dal peccato e dalla sofferenza, tipico di altre tendenze religiose medioevali. La creazione diventa così un grandioso mezzo di lode al Creatore. (da Wikipedia – immagini: Giotto, affreschi)
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