VOCI DI CAMBIAMENTO, Autori Vari – Voices of change, poetry / e-book scaricabile gratuitamente

change
Take Change in Your Own Hands (dal web by flickr.com)

“Voci indipendenti dal giorno specifico in cui ci rendiamo pubbliche, abbiamo scelto di far parte di una a-temporalità che renda attenzione ad un forte bisogno collettivo qual è il cambiamento, che urla realizzazione nello spazio che siamo e che attraversiamo, consapevoli del prestito e non del possesso di quanto ci viene benignamente fornito dalla sorte. […] Ed è la parola, poetica e pittorica in questo caso, alla quale chiediamo e a cui affidiamo la nostra volontà di cambiamento, partecipando all’azione globale dei 100mila Poeti (100 Thousand Poets for Change) e artisti mobilitatisi a livello mondiale in questo 27 settembre 2014 per essere unica e forte voce contro tutto quello che sta portando alla deriva l’Uomo…”

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VOCI DI CAMBIAMENTO AA.VV – poesia & arte 27settembre’14 – Il sasso nello stagno di AnGre

Autori:

*Cataldo A. Amoruso  *Antonino Caponnetto  *Daniela Cattani Rusich

*Mirta De Riz  *Franco Floris  *Annamaria Giannini

*Angela Greco  *Pasquale L. Losavio   *Daìta Martinez

*Sebastiano A. Patanè-Ferro  *Romeo Raja  *Roberto Ranieri

*Augusto Salati  *Nunzio Tria  *Antonella Troisi  *Giorgio Chiantini

*Gianni Gianasso  *Kostia

Il sasso nello stagno di AnGre per 100 Thousand Poets for Change ...

Incontrandosi nei versi di Franco Floris

tramonto sulla spiaggia di Is aruttas (OR) - ph. Angela Greco

 

Splende il sole.

Dove la solitudine
alza il tiro
e miete il vuoto
tra figure amate
lascia che sogni
e viva in un sospiro
delle tue labbra
così spesso sognate

30 giugno ‘14

*

Lontananza.

E vagherai
con il tuo sogno
lungo la contrada
e sognerai
nel tuo vagare
qualunque cosa accada
gli occhi tuoi vivranno
di parole
e splenderà la tua pelle
sotto il sole
e mangerai ciliegie
di corallo
sangue maturo il succo
sui tuoi denti
ed al sole
ruberai il giallo
e le tue mani
descriveranno
il mio amore maturo
duro
come il metallo
e come vago fumo
sparirai in lontananza
io seguirò il tuo profumo
senza sostanza
tu bagnami le labbra
col tuo assenso
sarai con me ogni volta
che ti penso.

Borore, 1 luglio 2014, notte

*

Sostanza.

Se la parola ruba spazio al tempo
e il ricordo supera l’idea
l’immagine diviene la sostanza
e il pensiero saldi oggetti crea
allora ti terrò tra le mie braccia
tu mio pensiero, immagine
sostanza e dea.

Borore, 2 luglio 2014

* * *

Franco Floris, inediti

foto di AnGre, tramonto sulla spiaggia di Is Arutas (OR)

INSIDE THE STONE extra

Inside the stone extra page by Il sasso nello stagno di AnGre

Una pagina extra, un dono in più che alcuni amici e collaboratori del blog hanno voluto fare ai lettori; un nuovo momento in cui poter essere noi al posto di io. L’esperienza delle microantologie create con i contributi pervenuti sulla fan page  – consolidata nelle dieci pagine precedenti questa –  continua a meravigliarmi, come tutte le collaborazioni  che mirino a creare qualcosa che esuli dall’individualismo che ci circonda e a cui speriamo di non arrenderci mai.

Ecco allora versi ed immagini che fermano e trattengono vissuti speciali, attimi precisi da condividere, da vivere ancora e sentire insieme, per acquisire bellezza, emozione, carica vitale, risposte e reazioni necessarie al vivere a-sereno, che incombe. Buona lettura a tutti e grazie a chi ha reso possibile questa pagina. (Angela Greco)

ph.Giorgio Chianini - Latera (VT)
scorcio di Latera (VT), fotografia di Giorgio Chiantini

 

Residui

Non sono che gocce consumate

Quelle che scendono per irrorarmi

Secca la bocca e rugosa la pelle

Lento, cammino al margine del muro

E sono stanco e m’appoggio alla ringhiera

Dei ricordi né il vento solleva più

La forza che avevo un tempo

Perdo ogni giorno un po’di quella

Speranza e l’irruente bussare dei sensi

Si sono assopiti, rimane neppure il sogno

Che sempre mi tirava in disparte

Per dirmi di violente passioni

E nuove leggende dell’arte….

Chiedo degli amici, o sono morti

O sono in altri lidi a leccarsi le ferite

Tutti, tutti dobbiamo raccontarci

Quello che eravamo e nessuno

Osa guardare verso il confine

Con progetti ed illusioni di allora.

Vedo appena dove stanno i miei piedi

E odo sempre il ronzare di una mosca.

 

(Augusto Salati)

 

ph.Ornella Maggioni - Perfezione naturale
Perfezione naturale, fotografia di Ornella Maggioni (Orny Ma)

 

La felicità dei nuovi poeti inglesi

Forse sto solamente diventando pazzo

disse Pete Townshend

il fatto è che annoiandomi a morte

vedo tutto più chiaro.

Ci sono in Inghilterra 46 mila poeti

nessuno dei quali pubblica libri

disse Pete Townshend

e anch’io voglio narrare qualcosa

nell’abbraccio della mia solitudine.

Però i party

gli amati Spring Break

cosa significano?

non sono messaggi

forse il cielo è già stato raggiunto

disse Pete Townshend

ma tu

quel che vedi nel sole

scrivilo in nero sulla porta di casa.

E si allontana per le Highlands piovose

e non pensa, chissà,

al vento nella casa natale di Keats

a Syd Barrett e Nick Drake

fratelli di sangue

a Shelley

brivido bianco

all’insonne stagione dei calici dolci

Pete Townshend lancia inni nel buio

e scompare nascendo

custode dell’eterno mattino

felicità dei nuovi poeti inglesi.

 

(Francesco Luglini)

 

opera di Renata Rivka Renzoni
opera di Renata Renzoni

 

[immagina…]

Immagina…senza fretta, gioco pulito, occhi di chissà,

che si sposti il vento, come l’aquila da beccate al mondo,

precipitare senza il freno, produrre scintille dal veleno,

immagina…tempo a piovere, tempo di burrasca,

una barchetta di carta ha una rotta e basta,

sali o non vuoi sfidare una manciata di stelle a bruciare,

avvicina il volto, non temere il temporale,

perché ti stringo la mano, ho buttato il timone,

io l’ho visto quell’angelo indisciplinato,

ha due ali anche per noi, goffi pacchetti di miele,

andremo a lanciarci nel vuoto e poi?

Non lo voglio sapere.

 

(Renata Renzoni)

 

ph.Ornella Maggioni - Trame
Trame, fotografia di Ornella Maggioni (Orny Ma)

 

A mio padre

Per te

che nel silenzio sei tornato

a visitare sogni ed emozioni

e vivido lo sguardo mi hai ridato

per seguitare a scrivere canzoni

come da rosa a giglio sai volare

e sai portare ruvida pazienza

nell’azzurro degli occhi tuoi c’è il mare

porto sereno della mia esistenza

reco sotto la pelle la tua essenza

torno fanciullo alla mia innocenza.

 

(Franco Floris, maggio 2014)

 

ph.Giorgio Chiantini - vicolo baciadonne di Citta' della Pieve
scorcio di Città della Pieve, fotografia di Giorgio Chiantini

 

Memento

Frammenti di un puzzle

dispersi

si ricompongono

in un memento d’immagini,

uno specchio senza ombre

riflette eventi

con cui far tondo per quadrare il futuro

 

(Antonella Troisi)

 

*

Amici de Il sasso nello stagno: Franco Floris

sassizen

 

Sul tuo seno

Fammi riposare

con la mia testa sul tuo seno

fammi dimenticare

questo vuoto che mi opprime il cuore

forse tu puoi

distillare da me il mio veleno

e porre un confine al mio dolore.

Rapide fuggono con te le ore

e ritrovo il mio cuore di bambino

e sereno su te

potrei morire.

(2014)

 

Laddove il vento tace.

 Laddove il vento tace

 lento s’appoggia il mare

 si fermano le fronde

 tutto è una sacra pace

 Galleggiano le nuvole

 pigre solcano il cielo

 e nella pace cerco il tuo ricordo

 quando vento e cielo e mare

 guardavano ammirati

 il nostro amore.

(2014)

La parola è.

La parola è una puttana

che offre sé stessa

agli angoli di strada.

 

La parola è una madonna

pura e immacolata

che dall’alto si mostra

intoccabile e inviolata.

 

La parola è una massaia affaccendata

che impasta e mescola

e cuoce e inforna

e lava, e stira, e cuce ed ai bambini

dispensa uno schiaffo

e una risata.

 

La parola è una donna innamorata

che accarezza il viso dell’amante

e piange, e ride

e semina visioni

e dolce e calda

arruffa le lenzuola.

 

La parola è la donna in nere vesti

che in alte grida piange

il figlio amato

e lacera l’anima ai presenti.

 

La parola è l’aedo che in battaglia

canta le imprese dei vili

e degli eroi

e paura, e coraggio, e amor di vita

e come l’uno e l’altro sangue

la terra impasta.

 

La parola è la madre

che se scrivo

mi coccola, e blandisce, e mi carezza

lieve i capelli mentre scorre

dolce sul foglio

la mia anima.

(2010)

*

Interloquendo con l’autore…

D: Benvenuto Franco su Il sasso nello stagno e grazie in primis per l’amicizia, quindi per la tua grande disponibilità e gentilezza nell’aver partecipato alle iniziative del blog e poi per aver accettato la mia proposta di questa breve intervista per  questo collaborativo. Voglio condividere con i nostri lettori la gioia della bella persona che sei e così, come per mia natura, bypasso ogni altro convenevole e ti chiedo senza mezzi termini qual è il ruolo, il luogo e il peso della poesia nei tuoi giorni.

R: Ho cominciato relativamente da poco a scrivere poesie ma la poesia mi ha interessato fin dai tempi del liceo. Oggi per me la poesia è una compagna inseparabile; penso in poesia, respiro in poesia…La poesia è la mia compagna di strada.

D: Francesco (Franco) Floris nasce in provincia di Oristano nel 1956; a Oristano svolge gli studi superiori diplomandosi al Liceo Classico e a Cagliari si laurea in Lingue e Letterature Straniere con una tesi sulla traduzione e da allora insegna Lingua e Letteratura Inglese alle scuole Superiori; le tue traduzioni di sonetti di Shakespeare sono state pubblicate nella rivista universitaria Portales. Quanto ha influito il tuo iter di studi sulla tua scrittura poetica?

R: Direi tantissimo. Soprattutto Dante e Shakespeare, ma tutta la poesia che ho letto credo abbia contribuito a insegnarmi ad amare la musicalità dei versi. E poi credo mi abbia aiutato tantissimo la mia passione per la musica.

D: “Un poeta è tale sempre” mi hai detto in una delle nostre conversazioni e a parer mio tu lo sei in tutto; a tale riguardo mi incuriosisce il tuo rapporto con la pubblicazione delle poesie stesse: il tuo rilevante flusso poetico per ora è affidato soltanto alle note del tuo profilo sul social network blu, nel cui universo gestisci anche una pagina di traduzioni dei sonetti di Shakespeare (Shakespeariana). Nutri dunque così tanta fiducia nei moderni mezzi di diffusione di massa o diffidi del mondo dell’editoria?

R: Le mie prime poesie erano “segrete”, le scrivevo su un’agenda e nessuno le leggeva. Sai, scrivere poesie è un po’ mettersi a nudo, e ci vuole un po’ di tempo per abituarsi all’idea che tutti vedano nel tuo intimo. Poi piano piano ho cominciato a pubblicarle su Facebook per i miei amici, che allora erano pochi. E così ho continuato…….

D: Nel ringraziarti di cuore per queste risposte – anche se la curiosità sarebbe in maggior misura –  sicuramente servite a farti conoscere un po’di più al di là della tua naturale riservatezza, ti domando infine cosa ne pensi della collaborazione tra poeti e non solo, vista anche la tua partecipazione al progetto-antologia che questo blog ha realizzato e intitolato “Inside the stone – dentro il sasso, un noi collaborativo ai tempi dell’individualismo” attualmente in fase di pubblicazione per le Edizioni Smasher.

R: Scrivere insieme è un incontro di anime; è molto difficile scrivere insieme, bisogna trovare la persona giusta…Comparire insieme in un’antologia – esperienza che ritengo assolutamente positiva –  è, invece, più semplice e, pur mettendo in risalto le differenze tra i diversi modi di scrivere, lascia comunque la propria individualità inalterata.

[Angela Greco & Franco Floris]

Buon compleanno Shakespeare!

Firstfolio

Ricorre oggi il 450° compleanno di William Shakespeare; nato a Stradford-upon-Avon, grosso centro del Warwickshire, a nord-ovest di Londra nell’aprile del 1564, fu battezzato il 26 e per tradizione la nascita si celebra il 23, giorno di San Giorgio patrono della nazione .

Festeggiamo “il Bardo” con due dei suoi sonetti, qui di seguito riportati in lingua e nella traduzione di Franco Floris, docente di letteratura inglese.

William_Shakespeare_Signature.svg

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Sonnet 143

 

Lo! as a careful housewife runs to catch

One of her feather’d creatures broke away,

Sets down her babe and makes an swift dispatch

In pursuit of the thing she would have stay,

Whilst her neglected child holds her in chase,

Cries to catch her whose busy care is bent

To follow that which flies before her face,

Not prizing her poor infant’s discontent;

So runn’st thou after that which flies from thee,

Whilst I thy babe chase thee afar behind;

But if thou catch thy hope, turn back to me,

And play the mother’s part, kiss me, be kind:

So will I pray that thou mayst have thy ‘Will,’

If thou turn back, and my loud crying still.

 

Traduzione sonetto 143

 

Quella comare, guarda come corre!

Ad inseguire il pollo ch’è scappato.

Vedila a terra il bimbo suo deporre

e andar dietro al suo bene spennacchiato.

E il bimbo suo negletto rompe in pianti

e rincorre colei la cui attenzione

è tutta volta a chi fugge lì davanti

e non consola la sua delusione.

A chi ti fugge tu d’appresso corri

mentr’io, tuo bimbo, dietro te m’affanno.

Ma torna a me vicin, poi che l’afferri,

e dammi i baci che le madri danno.

Prego tu prenda ciò che brami tanto

se poi ritorni e mi consoli il pianto.

 

#

 

Sonnet 47

 

Betwixt mine eye and heart a league is took,

And each doth good turns now unto the other:

When that mine eye is famish’d for a look,

Or heart in love with sighs himself doth smother,

With my love’s picture then my eye doth feast,

And to the painted banquet bids my heart;

Another time mine eye is my heart’s guest,

And in his thoughts of love doth share a part:

So, either by thy picture or my love,

Thy self away, art present still with me;

For thou not farther than my thoughts canst move,

And I am still with them, and they with thee;

Or, if they sleep, thy picture in my sight

Awakes my heart, to heart’s and eyes’ delight.

 

traduzione del Sonetto 47

 

L’occhio mio e il cuore una tregua han stipulato,

e l’un l’altro si scambiano favori:

se l’occhio della tua vista è affamato

o il cuore è soffocato dai sospiri,

col ritratto del mio amor l’occhio fa festa,

e al dipinto banchetto invita il cuore;

un’altra volta il cuore all’occhio impresta

una parte del suo pensier d’amore:

così, con il mio amore o nel sembiante,

pur se lontana sei con me presente;

più del pensiero non puoi andar distante

e sto con te e tu con lor nella mia mente.

O, se dormon, la figura del mio amore

sveglia e delizia sia gli occhi che il cuore.

 

*

William Shakespeare, Sonetti – traduzione di Franco Floris

 

nota: Dalla prefazione a “I sonetti di Shakespeare”, rivista Portales n° 12 del novembre 2011.

(…) Se “Portales” ha deciso di proporre questa traduzione di Franco Floris è perché la spontaneità e l’intelligenza dei suoi risultati raggiungono una qualità assai rara di compromesso fra ciò che si perde e ciò che si salva. Tutte le traduzioni in cui il sonetto abdica alla sua griglia formale e al suo schema di rime sono negazioni di quella prigionia a cui il poeta si è coscientemente votato e vincolato, sottomettendosi ad essa come per una prova d’amore. Franco Floris ha una naturale capacità di costringere i significati in questa griglia, senza perdere nulla del percorso semantico che le dà la vita. Ciò che si perde, come in ogni traduzione, è parte della ridondanza poetica (e non è certo poco), ma è il sacrificio necessario richiesto da ogni genuino atto d’amore. 


Prof. Dario Calimani
– Chair of English –
Dipartimento di Storia delle arti
Università Ca’ Foscari di Venezia

*

altri sonetti del prof. Franco Floris qui:

https://www.facebook.com/pages/Shakespeariana/513726698702628?fref=ts

due voci in sinergia, versi di Franco Floris & Angela Greco

*

versi di Franco Floris & Angela Greco

*

E tu verrai…

E tu verrai
e prima il tuo sorriso
dal buio del ricordo emergerà
e piano piano rivedrò il tuo viso
ed il tuo sguardo fiero brillerà
E tornerai
e bianco come neve
sarà il tuo corpo languido e selvaggio
e il vento canterà la storia lieve
del nostro mai finito, eterno viaggio.

(Franco Floris)

e del sentire sarà stagione
fiorita nuova sino a noi
carezza lieve
questo tuo canto sveste parole
e ti crea onda sollevata da quel vento
pronta ad infrangere la mia riva
inattesa eco di voce a mare

(Angela Greco)

 

PLURALI per Il sasso nello stagno di AnGre – il video

*

PLURALI, a cura di Angela Greco, è il video realizzato con gli estratti dai contributi dell’evento IO AL PLURALE FA NOI (qui) – 2 anni di collaborazioni per Il sasso nello stagno di AnGre – i testi completi sono interamente visionabili sul blog nei giorni dall’8 al 30 marzo 2014

GRAZIE A TUTTI!!!

“Il sasso nello stagno fonda la sua azione sul credere che ci siano utilità maggiori — definite non a caso inutilità dal contesto sociale – e maggiormente necessarie di quella meramente economica e per questo ogni giorno propone con perseveranza “briciole”, presenze minime, per la parte più vera, meno curata e più dimenticata dell’Uomo; perché Poesia, Arte, Letteratura sono ancora assolutamente necessarie per la costruzione di quel plurale che può ancora designarci Persone.”
AnGre

*

INSIDE THE STONE 10 e lode! Dieci poesie per Il sasso nello stagno di AnGre

INSIDE THE STONE - pagina decima - microantologie - Il sasso nello stagno di AnGre

Con la decima pagina si chiude l’esperienza delle microantologie create con i contributi giunti dagli Amici della fan page, con qualche inclusione esterna in nome della tanto cantata collaborazione in cui io personalmente continuo a credere, nonostante il riscontro, anzi lo scontro con la realtà.

Inside the stone nel corso di questi sei mesi è diventata un’antologia attualmente in pubblicazione per le Edizioni Smasher e ha regalato a Il sasso nello stagno, oltre alla conferma di collaborazioni e amicizie di vecchia data, una nuova pagina dedicata alla poesia di Franco Floris – che a breve presenteremo sul blog – e l’ incontro con altri amici, come il prezioso Augusto Salati, artista di rilievo e scrittore mirabile di versi e prose; figure queste due ultime nominate, che hanno sempre scelto di condividere i loro lavori in questo spazio, come pure la cara Antonella Troisi e il carissimo Cataldo Antonio Amoruso, autori con i primi due maggiormente presenti in queste dieci pagine e autori presenti anche nell’Antologia insieme con Antonino Caponnetto, Romeo Raja – già collaboratori del blog – Mirta De Riz e Cettina Lascia Cirinnà, presenze sempre disponibili e affettuose.

Il mio GRAZIE DI CUORE va comunque a tutti i poeti, gli artisti e i fotografi che in queste dieci pagine hanno collaborato a costruire anche in minima parte quel NOI in cui questo blog crede fermamente.

Angela Greco

*

INSIDE THE STONE dieci e lode!

sfondo

*

Chimere

di Antonella Troisi

 

Chimere

viaggianti

su treni a vapore

emigrano

in cerca di nuovi mondi.

Le inseguo

di stazione in stazione.

Elusa le lascio andar via

raminga di altri inganni

dei sensi e della mente.

 

*

Pallidi vapori.

di Franco Floris

 

Tu, pallidi vapori

nebbia che entra nell’anima,

raggio di sole nell’ombra

lieve

ti posi sul mio corpo

entri nei miei sospiri

e guidi la mia anima

nell’immensità.

 

*

[senza titolo]

Augusto Salati.

 

Ieri ho visto la sede dei morti

Di un paesino abbandonato

Le croci sfidano i cipressi

mangiati dalla ruggine dei tarli

Le lapidi corrose sono morte

Sui morti e nessun fiore

Tranne le margherite prataiole

Fanno caldo al freddo volto

Dei dispersi, dei dimenticati

Come è triste essere immersi

In un cimitero abbandonato

Coperto di rovi e silenzio

Increspato da ignare farfalle

Che passano al posto dei vivi.

 

*

Sogno un paese dove comincia il cielo

di Cataldo Antonio Amoruso

 

Sogno un paese dove comincia il cielo

Un computo esatto di nubi

E piogge che persistono

Ma lente, indivisibili nei fili

E spere di sole incancellabili, filtri

E visi dagli occhi liberi

È una linea inesatta, poco altro

A rimarcare povera e folle la mia felicità

Di un attimo di un’ora

D’un tempo ormai esatto

nel luogo di un sorriso, d’un volto, d’una intesa

una stretta di mano che completi

Per sempre, per la vita che non si è arresa…

 

In un paese così io vivo

– non saprei dirti quale –

lì ho tutto quello che manca

in punta di piedi

e da lì tutto osservo ciò che trapassa

nei miei giorni da allodola

senza toccare terra

per quanto mai possa.

 

Lo so, domani non sarà mai domani.

 

*

Occhi

di Antonella Troisi

 

Con i miei occhi

vedo coltelli

sospesi

nell’aria

 

vedo braccia

che stringono caffettiere vuote

e deflagrano

 

vedo gambe

che s’incrociano

per non andare avanti

 

vedo un corpo

addormentato sul letto

che si risveglia per terra

 

vedo la disperazione

nei tuoi occhi

 

vedo la mia vita

defogliarsi

rapidamente

 

*

Compagno di sogni.

di Franco Floris

 

Chi siede stasera all’aperto

divide il fresco della notte con me

guarda le stesse mie stelle

pensa i miei stessi pensieri

piange con me per amori mai nati

per amori finiti

per amori sbagliati

ride con me

o di me

per errori banali

o ripensa con me

a sogni speciali.

Ridi, piangi

sogna e ricorda con me

compagno della mia anima.

 

*

Come echi o riverberi

di Cataldo Antonio Amoruso

 

Come echi o riverberi

Speculari pensieri

Assidui fili e piogge

Confondono gore

E rogge

E’ quel che posso

Una carezza nel tuo risveglio

E nel tuo giorno, taciuto

Un petalo amico tra le pagine

O complice, in un risvolto

Dove e quando mi sai

Tu leggermi, dentro.

 

*

Gemme

di Franco Floris

 

Solo e confuso

un viso d’ombre delicate

sfiora la mente

un battito di ciglia

un ingenuo profilo

tenero lotta

col sole del tramonto

s’aprono in me

legioni di visioni

che danzano nel vento

rubato al tuo respiro

e schiuma e ritmo

emettono le onde

dolce un profumo

di gemme e di rubino.

 

*

[senza titolo]

di Angela Greco

 

questo silenzio sfila la trama alla gioia di saperti

per ricamare attese a giorno ordite di speranza

strappa afonie e al contempo lacrima trasparente

lungo solchi per labbra che conoscono la vocazione

zittita in punta di lingua per non pronunciarne nome

 

ascolto e aspetto il termine delle nuvole peregrine

nella corsia di sorpasso del nostro azzurro preferenziale

che collima vette traguardate dallo stesso occhio

aperto a distanza e perso nell’iride che fronteggia

leggendo esattamente tutto quello di cui non si ha parola.

 

*

Amica luna.

di Franco Floris

 

Che vado a raccontarti,

amica luna,

che placida spandi

luce serena

tu conosci i miei crucci

e le mie gioie

e silenziosa ridi

dei miei affanni

vedi come imbiancato

hanno gli anni

quel ragazzo selvaggio

e capriccioso

ricco di sogni

e povero nel cuore.

Placida e silenziosa

te ne stai

e una dolce melodia

mi invade il cuore.

 

*

fotografia di Ilaria Giombelli.
fotografia di Ilaria Giombelli (Ila Gi)

 

…e che la rete non fermi mai il nostro volo di farfalle…(A.G.)

*

Dove mi manchi, versi di Franco Floris – per l’evento IO AL PLURALE FA NOI

Giuseppe-de-nittis_21 Kimono color arancia 1880
Giuseppe De Nittis, Kimono color arancia (1880)

.

Dove mi manchi?

Mi manchi nel cuore

che batte disperato

privato del tuo amore.

Mi manchi nell’anima

che più non sa volare

perché le hai rubato le ali.

Mi manchi nella mente

che non sa pensare

ad altro che a te.

Mi manchi nelle mani

che non toccano più

la tua pelle incantata.

Mi manchi nel sorriso

che hai rubato dal mio viso.

 

Borore, marzo 2014

*

Franco Floris

IO AL PLURALE FA NOI, collaborazioni al tempo dell’individualismo

*

Il sasso nello stagno compie 2 anni di attività e di collaborazioni ed è lieto di festeggiare con tutti voi!

Nato l’otto marzo del 2012 a piccoli passi è diventato un luogo di scambio culturale e amicizia frequentato e attivo, oltre che un valido esempio di concrete collaborazioni ed interazioni artistiche tra poesia e arte.

Se dal singolo può nascere l’idea di coinvolgimento, sicuramente l’azione mirata ad un cambiamento anche piccolo è prerogativa del plurale: metaforicamente un io può lanciare il sasso, ma se non c’è un noi capace di accoglierlo, manca qualcosa. Così, in questi due anni, giorno dopo giorno, abbiamo assistito al concepimento e alla nascita di una mentalità plurale, in risposta all’individualismo esasperato ed esasperante di questi tempi, di questa società malata di ego sempre pronta a fagocitarti per poi espellerti a servizio ultimato.

Il sasso nello stagno fonda la sua azione sul credere che ci siano utilità maggiori – definite non a caso inutilità dal contesto sociale – e maggiormente necessarie di quella meramente economica e per questo ogni giorno propone con perseveranza “briciole”, presenze minime, per la parte più vera, meno curata e più dimenticata dell’Uomo; perché Poesia, Arte, Letteratura sono ancora assolutamente necessarie per la costruzione di quel plurale che può ancora designarci Persone.

Angela Greco

.

nota: da domani e per tutto il mese di marzo ogni giorno verranno pubblicati i contributi giunti per l’evento IO AL PLURALE FA NOI – Il sasso nello stagno di AnGre compie due anni di collaborazioni, per i quali ringrazio di cuore tutti, ma proprio tutti gli Amici che hanno voluto essere questo NOI.

Il sasso nello stagno di AnGre

IL SASSO NELLO STAGNO di AnGre: l’evento

versi di Franco Floris per Il sasso nello stagno di AnGre

versi di Franco Floris per Il sasso nello stagno di AnGre!!

*

Ringrazio di cuore Franco per questo primo dono scritto apposta per Il sasso nello stagno e con esso apro ufficialmente la festa per i due anni del blog, il prossimo 8marzo 2014!!

Invito allora tutti, ma proprio tutti gli Amici a partecipare da oggi e fino al 31 marzo p.v. scrivendo, fotografando, disegnando, dipingendo, creando e inviandoci il file sul tema “IO AL PLURALE FA NOI, Il sasso nello stagno – collaborativo di poesia, arte e dintorni  festeggia due anni di collaborazioni” in formato word per i testi scritti e in formato jpg per tutti gli altri al nostro indirizzo di posta elettronica ilsassocollaborativo@libero.it

e da giorno 8 e per tutto il mese di marzo pubblicheremo i contributi validi in ordine di arrivo!!

Grazie a chi sarà dei nostri!!!

p.s per l’occasione sul social network blu la nostra pagina ha creato anche l’evento: https://www.facebook.com/events/388791161263230/

Angela Greco

*

INSIDE THE STONE pagina nona

Inside the stone 9 pagina nona

La poesia è una risposta concreta alle giornate piovose dell’anima, alle attese ancora da realizzare, ai sogni da concretizzare; un colore necessario per dirci e saperci vivi. La nona pagina del nostro progetto di collaborazione vede i versi di amici preziosi e costanti per presenza e partecipazione, motivi che creano affetto e adducono maggior stima per quella testardaggine che condivido appieno, di non arrendersi davanti alle quotidiane intemperie, ma di continuare a danzare sotto la pioggia anche quando si ha l’ombrello rotto. Perdonatemi le metafore, ma l’artista scelto non a caso per accompagnare questi movimenti dell’anima, Paul Klee, insegna proprio a guardare “oltre” il primo significato e l’ultima maschera, quella che ci difende dal mondo e che alla fine è quello che tutti vedono di noi.

Grazie di cuore agli autori e buona lettura a tutti.

(Angela Greco)

*

Paul Klee - Giardino di Tunisi 1919
Paul Klee, Giardino di Tunisi (1919)

.

[mi rimane il cielo, e il muro]

di Cataldo Antonio Amoruso

 

mi rimane il cielo, e il muro

alto di cinta e fondi di bottiglie

una polvere compagna e i pioppi

bianchi come la strada al sole

questo era un percorso

di scarpe tramandate di figlio in figlio

lo stringevo nelle spalle, quel corso

senza scatti per difendermi, di volpe in volpe

avevo solo gli occhi

bassi

e i passi

lenti da far rabbia

e dita senza nocche

come quelle degli angeli

chini sul volto del bambino

 

di quel cammino mi restano superlativi

di aggettivi – bellissima! – di modi di dire – piano piano

e un piccolo mondo superstite:

premo sugli occhi

con accanimento

perché viva

o muoia

indifferentemente,

purché mi lasci,

per sempre

come le cose più immerite e belle

non come i pensieri pronti

divorandomi a tornare

 

è una strada di sole viste

in un destino d’agosto

la rifaccio in silenzio

nella controra più assorta

quando neanche i cani mi ascoltano

e vedo solo code

verticali di gatti predatori

sono passato per queste strade

mille e mille morti di là da venire

che nemmeno sapevo

e già piangevo

per l’ingiustizia estrema

di vivere non come i gatti

avidi nei cassonetti

non come i cani

sereni sui marciapiedi

ma solo di vivere ho pianto

e d’agosto

quando la bocca è secca

e ci vuole cuore

e ci vogliono polmoni

per tirare la vita in secca

come una barca

e portarsene dentro un pezzo

di quella strada sfatta

all’insaputa, insieme.

Paul Klee, Temple Garden (1920)
Paul Klee, Temple Garden (1920)

.

Quando la pace scenderà su me.

di Franco Floris

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia laverà il mio viso

e quelle labbra che spesso il sorriso

hanno dimenticato.

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia laverà il mio corpo

che troppo spesso ho maltrattato

come se fosse il corpo di un nemico.

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia laverà il mio cuore

spesso strappato per il troppo amore.

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia

come dolce pioggia

la berrò e sarà dolce

come un canto

e non amara

come questo pianto.

in-the-style-of-kairouan-1914
Paul Klee, In the style of Kairouan (1914)

 .

6.30 del mattino

di Antonella Troisi

 

Fuma,

la vecchia fuma

in riva al mare,

gonna rossa a fiori

camicia a righe bianche e blu.

 

Fuma,

la vecchia fuma

in riva al mare

e parla con se stessa.

Lancia la lenza

attende

lei.

Io

muta,

nuoto via

prima che l’ardiglione

m’incastri.

Paul Klee, Tale à la Hoffmann (1921)
Paul Klee, Tale à la Hoffmann (1921)

.

Ho nostalgia di te

di Augusto Salati

 

Ho nostalgia di te

Polla misteriosa

Apparsa tra la pioggia

Del mercato

Come un tuono nel cuore

Frizzava la tua faccia

Di piccole lentiggini

Come sul fiore

Della rosa canina

Tu m’hai guardato

Fermandoti sorpresa

E non so quale fuoco

Di rossore colorò

Il tuo fragile viso

Fu un attimo, un sogno

Non so la calamita

Come ci avvicinò

Con tanto impulso

E ci guardammo

Affiatati come due

Passeri in amore

Bastò un sorriso

E quegli occhi, quegli occhi

Suoi dentro i miei

A sfoderare sentimenti

Di giovani primavere

I suoi capelli

Bagnati di parole

Sfiorarono le mie labbra

E sentii il suo calore

Di svelto respiro

Passarmi per la gola

Cercando il cuore.

Ci vedemmo altre volte

E il primo bacio

Scompaginò il mio petto.

 

(Dedicato soprattutto a chi non crede al colpo di fulmine!)

Paul Klee - 1914 - Garden in St Germain in Tunis
Paul Klee, Garden in St Germain in Tunis (1914)

.

Diamante.

di Franco Floris

 

Fresca d’estate, di color vermiglio

sapiente danzi la tua sicurezza

apri il tuo fiore come fosse giglio

offri della tua vita la pienezza.

 

Solo chi cede amore amore prende

e al tuo cuore gentile lieto beve

liquido terso come sciolta neve

che dai tuoi fianchi limpido discende.

 

Schiava e regina d’amorosa lotta

lieta comandi e lieta ti abbandoni

regali e spandi attorno a te i tuoi doni

terso diamante in una oscura grotta.

 

*

INSIDE THE STONE pagina ottava

Inside the stone 8, pagina ottava

Questa ottava pagina di Inside the stone, le microantologie realizzate con i contributi degli amici che seguono il blog, presenta i versi di tre autori di casa qui su Il sasso nello stagno, accompagnati dalle opere dell’artista italiano Mario Schifano.

Una poesia, quella che arricchisce questa pagina, che parla di sentimenti come nella migliore tradizione poetica, ma che – mi piace sottolineare –  soprattutto racconta il mondo interiore di questi poeti, attraverso uno sguardo, che forse ci lascia stupiti del fatto che siano tutti uomini (e soltanto Uomini) a scrivere, parlando attraverso il sé, agli altri, come la vera Poesia deve saper fare.

Buona lettura, quindi, sempre fermi nel principio che questo mondo potrà essere salvato solo dalla Bellezza.

(AnGre)

*

Mario Schifano - Futurismo rivisitato a colori, 1965
Mario Schifano – Futurismo rivisitato a colori, 1965

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Bagno notturno.

di Franco Floris

 

Nubi

scorci di luna

brezza leggera

le onde scompiglia

arruffa in riva

la bianca schiuma

notte

serena

scintillio delle onde

il mare si richiude

sul mio corpo

che freme dolcemente

alla carezza.

Dolce l’unione

con l’universo tutto

sono in pace.

Mario Schifano - Beebe's Garden Summer Morning, 1964
Mario Schifano – Beebe’s Garden Summer Morning, 1964

 .

Davanti ad una giovane donna dormiente svestita amorevolmente.

(Augusto Salati)

Tu mi fai morire dolce creatura. Dormi e non sai che chi ti guarda non sa trattenere lunghi sospiri di desiderio, non basta quel che vedo, è l’anima che vola con la fantasia accostandomi alla tua carne maliziosa precipitandomi nel caldo uso dell’estasi.

opera di Mario Schifano
opera di Mario Schifano

.

un azzurro rimane

di Cataldo A.Amoruso

 

un azzurro rimane

anche quando ti allontani

e passa tra le tue dita

come fanno le parole amiche

che s’aprono e dicono

dei cieli che verranno

 

vanno, parole e nubi

traversando i sogni

quelli che le tue mani

bianche

rilasciano sulle febbri

e ansante

sono al tuo seno

come uno stelo

nell’aria di un bicchiere

 

sei tutti i domani

e tutto il tempo

sei la pioggia a filo

e i rami che risalgono al cielo

sei le mie braccia

sono le tue mani.

 opera11

.

Il momento.

di Franco Floris

 

Dolce il tepore delle coltri

Dolce il silenzio pieno di sussurri

Resto immobile

Si avvicina

Il momento di te.

Mario Schifano - Tableau peint pour raconter l'inquiétude amoureuse de Susi, 1970
Mario Schifano – Tableau peint pour raconter l’inquiétude amoureuse de Susi, 1970

.

Segno del nostro tempo

di Augusto Salati

 

Forme incompiute itineranti

scuotono il mio essere

come le ceneri dei rapporti

serpeggianti e insonori

delle genti che diverse campane

suonano come fossero d’acqua

e nessuno più è certo

di cosa parte e cosa arriva

dalle stazioni del pensiero…

Il fiume di parole sbrigative

restano sospese dall’inanità

spezzate o incompiute

dalla velocità della materia

che illude la precisione

Dell’orologio di chiarezza.

Troppa comunicazione

intacca l’unghia della percezione

e la lingua è secca di verità

che trabocca in disadorna follia.

Ho imparato a chiudere

Le certezze nella serra del sole

E le confuse ipocondrie

Nelle terre insulari remote.

Mario Schifano - O sole mio, 1963
Mario Schifano – O sole mio, 1963

.

Sei dove batte il cuore fondo degli ulivi

di Cataldo A.Amoruso

 

Sei dove batte il cuore fondo degli ulivi

Dove scoscende a mare una ripa assidua di parole

Lì sono a stormire le onde

in un fragore rampicante

di appigli e di maree

e schiere

ricurve di viandanti

questuanti sogno

ripongono fatiche

ai bordi delle strade

la terra si fa rovo di silenzi aguzzi

e appunta segni anòdini

a ricordare azzurre marce

e interminate di avvicinamento

 

è passato un secolo qui a lato

e nulla muta

se ti cerco

tra le rovine di un calvario antico

sono felici le insoddisfazioni

ed è qualcosa da vivere, trovarti

col tuo cuore d’ulivo, netto

dove più forte batte di terra

un cuore che ti sapevo

quello che precede i giorni.

 

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 Tutte le immagini delle opere di Mario Schifano sono tratte dal sito ufficiale http://www.marioschifano.it/opere.php, dove si possono anche leggere notizie sulla vita e sul lavoro dell’artista.

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