Franco Fortini, due poesie: Ultime sulle rose, I lampi della magnolia

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Ultime sulle rose

Quando da qui si guarda l’età del passato
veramente diventa possibile l’amore.
Mai così belli i visi e veri i pensieri
come quando stiamo per separarci, amici.
Esercizio della ragione e sentimento
sono due cose e vivacemente si legano
come la rosa è forma di mente e stupore.
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– da La poesia delle rose, 1962 in Una volta per sempre (1960-62) –
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I lampi della magnolia 
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Vorrei che i vostri occhi potessero vedere
questo cielo sereno che si è aperto,
la calma delle tegole, la dedizione
del rivo d’acqua che si scalda.
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La parola è questa: esiste la primavera,
la perfezione congiunta all’imperfetto.
Il fianco della barca asciutta beve
l’olio della vernice, il ragno trotta.
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Diremo più tardi quello che deve essere detto.
Per ora guardate la bella curva dell’oleandro,
i lampi della magnolia.
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– da Il vero che è passato, in Paesaggio con serpente (versi 1973-1983) –
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Franco Fortini, Tutte le poesie, a cura di Luca Lenzini (OscarMondadori)
immagine: a sinistra, Salvador Dali, Enigma of the Rose ; a destra, Magnolia, pittura stampata su tela tradizionale cinese.
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Franco Fortini, due poesie da Paesaggio con serpente (versi 1973 – 1983)

Alberto Burri - Sacco (1953)

PRIMAVERA OCCIDENTALE – da Versi per la fine dell’anno

E’ un’ora incerta e lunga, tempo
di acquate e fumi, il sole indica gli orti
d’Irlanda, aprile senza gloria, o il platino
dei cantieri a Stoccolma o il rivo blu
della rue de Bourgogne.
Mai così è stata in noi definitiva
la certezza che scelta non c’è più
se non tra minimi eventi, variabile lume
su tetti e insegne colorate. Il senso esiste
e lo conosceranno. Così speriamo. Vedi, anzi:
questa certezza è l’ombra del paesaggio.
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(1958)
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§

UN’ORA ESISTE … – da Otto recitativi

Un’ora esiste conosciuta a molti
nera e rada. Che nella campagna
le bestiole abbandonano la cerca,
lenta è ogni persona, gli edifici sono chiusi.
Dico della notte di luglio se è tutta muta.
Hanno ripreso a tremare nella loro tana sparuta
le famiglie dei ricci, vittime sotto le stelle
di raggi ultraterreni o feroci veleni,
cieche alle alte cose che a noi paiono belle.
O rive smorte, incanti grigi, ire disseccate.
Capovolto il capo nei sonni ostinati
la generazione dei dormienti precipitando
sente che mai potrà destarsi.
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(1975-’77)
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Franco Fortini, da Paesaggio con serpente (versi 1973 – 1983)Tutte le poesie, Oscar Mondadori, 2015 — immagine: Alberto Burri, Sacco (1953)

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le_poesie_di_franco_fortini_composita_solvantur_2Franco Fortini (Firenze 1917-1995) è lo pseudonimo di Franco Lattes. Confinato per motivi politici e razziali, partecipa dal 1944 alla Resistenza in Valdossola. Dopo la guerra si trasferisce a Milano dove collabora a riviste e quotidiani con grande impegno ideologico e polemico verso la società letteraria, con saggi sui rapporti tra letteratura e politica, poesia e potere. Tra le raccolte di poesie ricordiamo Foglio di via e altri versi (1946), Poesia ed errore (1959), Una volta per sempre (1963), Paesaggio con serpente (1984). Tra i libri di narrativa Agonia di Natale (1948), Sere in Valdassola (1963).

Nella sua opera Fortini riflette sulla condizione e sulle contraddizioni degli intellettuali nella società capitalista e sulle possibilità di usare il marxismo come strumento di interpretazione generale della realtà. Domina la sua poesia una limpida lucidità che si rispecchia in una forma prosastica riscattata dalla presenza di metafore e allegorie. Per scrivere i suoi versi il poeta dice di aver bisogno di una forma molto semplice, di ritmi larghi, di pause assai profonde. (dal web)

Franco Fortini, due poesie

Franco Fortini, da Tutte le poesie (Mondadori, 2014)

FOGLIO DI VIA

Dunque nulla di nuovo da questa altezza
Dove ancora un poco senza guardare si parla
E nei capelli il vento cala la sera.

Dunque nessun cammino per discendere
Se non questo del nord dove il sole non tocca
E sono d’acqua i rami degli alberi.

Dunque fra poco senza parole la bocca.
E questa sera saremo in fondo alla valle
Dove le feste han spento tutte le lampade.

Dove una folla tace e gli amici non riconoscono.

da Foglio di via, 1946

*

IL MULINO DELLA FORESTA NERA

Verso dove? Tutto trema
e del bosco la gola verde
sulla casipola acquattata
e l’acqua che lega i macigni.

L’asse del traino si spezzò là.
L’industria lasciò questi luoghi.
Aceri, edere, sambuco…
Verso dove? A fonte e foce.

Vecchiaia caduta in infanzia,
vita che torna a miniera,
la ruota morta non sa
che è verità necessaria

qui dove i cuori fermi nell’aria
secolare domandano pietà
e senso a schegge di crani di servi,
a capi molli di fantolini;

e, rovina, nonnulla, speranza
in fondo a un bosco, come esistere
nei figli senza la tua miseria?
Mulino di niente, certezza…

La sera sale in cima agli aceri
e gli animali custodiranno
per questa notte a noi lontani
una casa nostra vuota.

da Una volta per sempre, 1963

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dello stesso autore in questo blog leggi qui.

immagine: Piet Mondrian, Albero grigio.

Franco Fortini, due poesie da I destini generali e L’ospite ingrato

cityscape

Franco Fortini, due poesie

da Poesia e errore (I destini generali)

Complicità

Per ognuno di noi che dimentica
c’è un operaio della Ruhr che cancella
lentamente se stesso e le cifre
che gli incisero sul braccio
i suoi signori e nostri.

Per ognuno di noi che rinuncia
un minatore delle Asturie dovrà cedere
a una sete di viola e d’argento
e una donna d’Algeri sognerà
d’essere vile e felice.

Per ognuno di noi che acconsente
vive un ragazzo triste che ancora non sa
quanto odierà di esistere.

(1955)

§

da L’ospite ingrato

Autostrada del sole

Tutto era così semplice, averlo saputo.
Che l’accurato labirinto delicato
la patria immaginaria
in questo vento dovevano sparire
e noi scagliati sulla luce
dei rettilinei…
Ora a noi tardi liberi
in quest’aria di nulla
pianure monti umiliati
altri spazi e doveri
dilatano e già veri
da morirne. E di vista
si perde il cuore
come dopo il sorpasso
l’altro nel retrovisore.

(1960)

*

Franco Fortini, Versi Scelti (1939-1989), Einaudi – immagine: dipinto di Giorgio de Chirico.

Per un approfondimento sull’autore cerca in rete questo link: http://www.giorgiolinguaglossa.com/index.php/giorgio-linguaglossa-critica30