Giornata Mondiale della Terra (Earth Day)

Earth Day - Il sasso nello stagno di AnGre

22 aprile, Giornata Mondiale della Terra (Earth Day).

E’ il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Perché ciascuno non deve mai dimenticare che della Terra è parte e non “padrone”, che essa è solo “in prestito” e che TUTTI dobbiamo assumere l’impegno di “consegnarla” alle generazioni future nelle migliori condizioni.

Il battito della Terra è la somma dei nostri battiti e il suo respiro è quello che ci permette di abitarla…Condivido con gli Amici e i Lettori de Il sasso nello stagno di AnGre, alcuni miei versi scritti per la scuola primaria e che mia figlia ha scelto per un compito assegnatole (il titolo, infatti, lo ha aggiunto la sua maestra di Italiano, che ringrazio per l’accoglienza, e vi lascio solo immaginare la mia emozione!) ♥

Earth Day scuola primaria by Angela Greco AnGre

|oggi| Giornata Mondiale della Terra (Earth Day)

22 aprile, Giornata Mondiale della Terra (Earth Day).

E’ il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra; anche Il sasso nello stagno si unisce ad ogni Persona che ha a cuore il futuro proprio e dei suoi \ nostri figli.

Perché ciascuno non deve mai dimenticare che della Terra è parte e non “padrone”; che essa è solo “in prestito” e che TUTTI devono assumere l’impegno di “consegnarla” alle generazioni future nelle migliori condizioni.

Il battito della Terra è la somma dei nostri battiti e il suo respiro è quello che ci permette di abitarla..è ora di imparare a difendere chi ci sostenta e ci ama!

[AnGre]

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STORIA UNIVERSALE
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In principio la Terra era tutta sbagliata,
renderla più abitabile fu una bella faticata.
Per passare i fiumi non c’erano i ponti.
Non c’erano sentieri per salire sui monti.
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Ti volevi sedere?
Neanche l’ombra di un panchetto.
Cascavi dal sonno?
Non esisteva il letto.
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Per non pungerti i piedi, né scarpe, né stivali.
Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
Per fare una partita non c’erano palloni:
mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni.
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Anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
Non c’era nulla di niente.
Zero via zero, e basta.
C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,
e agli errori più grossi si poté rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le maniche,
c’è lavoro per tutti quanti!
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(Gianni Rodari)