Juana de Ibarbourou e Delmira Agustini tradotte da Cataldo Antonio Amoruso

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Juana de Ibarbourou (Melo, Uruguay, 8 marzo 1892 –  Montevideo, Uruguay, 15 luglio 1979) e Delmira Agustini (Montevideo, Uruguay, 24 ottobre 1886 – ivi, 6 luglio 1914): donne e poetesse sudamericane in due traduzioni ‘rigide’, che si attengono – per quanto possibile – al testo originale, cosa che le rende un po’ diverse, credo, dall’essere ‘letterali’.

§

La sed.

Tu beso fue en mis labios
de un dulzor refrescante.
Sensación de agua viva y moras negras
me dio tu boca amante.

Cansada me acosté sobre los pastos
con tu brazo tendido, por apoyo.
Y me calló tu beso entre mis labios,
como un fruto maduro de la selva
o un lavado guijarro del arroyo.

Tengo sed, otra vez, amado mío.
Dame tu beso fresco tal como una
piedrezuela del río.

La sete.

Il tuo bacio penetrò le mie labbra
con una dolcezza rinfrescante.
Una sensazione di acqua viva e nere more
mi diede la tua bocca amante.

Sfinita mi distesi sul prato
col tuo braccio disteso, per appoggio.
E mi tacque il tuo bacio tra le labbra mie
come un frutto di bosco maturo
o un ciottolo lavato dl torrente.

Ho sete, ancora, amor mio.
Dammi il tuo bacio fresco
come una pietruzza del fiume.

– Juana de Ibarbourou –

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El intruso.

Amor, la noche estaba trágica y sollozante
Cuando tu llave de oro cantó en mi cerradura;
Luego, la puerta abierta sobre la sombra helante,
Tu forma fue una mancha de luz y de blancura.

Todo aquí lo alumbraron tus ojos de diamante;
Bebieron en mi copa tus labios de frescura,
Y descansó en mi almohada tu cabeza fragante;
Me encantó tu descaro y adoré tu locura.

Y hoy río si tú ríes, y canto si tú cantas;
Y si tú duermes, duermo como un perro a tus plantas,
Hoy llevo hasta en mi sombra tu olor de primavera;

Y tiemblo si tu mano toca la cerradura;
¡Y bendigo la noche sollozante y oscura
Que floreció en mi vida tu boca tempranera!

L’intruso.

Amore, la notte era tragica e singhiozzante
quando la tua chiave d’oro cantò nella mia serratura;
poi, la porta aperta sull’ombra agghiacciante,
la tua forma fu una macchia di luce e di candore.

Tutto illuminarono i tuoi occhi di diamante;
bevvero dal mio calice le tue labbra di frescura,
e riposò sul mio cuscino il tuo capo fragrante;
mi incantò la tua insolenza e adorai la tua follia.

E oggi rido se tu ridi, e canto se tu canti;
e se dormi, dormo come un cane ai tuoi piedi,
oggi che anche nella mia ombra porto il tuo odore di primavera;

E tremo al tocco della tua mano sulla serratura;
E benedico la notte singhiozzante e oscura
che lasciò fiorire nlla mia vita la tua bocca mattiniera.

– Delmira Agustini –

§

[Traduzione di Cataldo Antonio Amoruso – http://krimisa.blogspot.it/]

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Delmira Agustini
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Juana de Ibarbourou

Non ti meraviglino, l’insistenza del fiore – di Cataldo A.Amoruso

15 dicembre 2014

Non ti  meraviglino, l’insistenza del fiore
le radici in cerca, le superfici verso il cielo
rivoltate in petali, non sondare oltre
il confine azzurro che preme ai seni
con  colori  pronti a cangiarsi, come solo sanno
gli occhi e il cuore, in una morsa impareggiabile
che tutto avvolge,
e pure, aperta risiede
in un palmo di terra
il regno di un fiore
uno solo, a reggere i confini
di questo tempo che  svolge
il suo rotolo di sere
e notti, umide di pensieri.

Così è la terra, turgida intorno al fiore
e tu, con i tuoi occhi a tendere
ad un domani che si fa cielo.

Non ti meraviglino, i nomi a fiore
sussurrati sulla tua pelle

*

Cataldo Antonio Amoruso

http://krimisa.blogspot.it/

arriva con il tuo nome l’estate: oggi, due poesie di Cataldo Antonio Amoruso

Handwriting,ink and quill pen

 

Si scioglie il giorno

con la sua eco

in una lontananza

al fondo dei tuoi fianchi

tesi come un crinale di petali

in plenitudine di maggio

 

così è saperti, di questi colori

tanto inauditi

che non ha fiori che uniti

si contengano

 

ché esplodono,

con fragore chissà di risa

su vette provvisorie di steli

e non importa il giorno

non s’apprende alcuna forma che trattenga

poi che sei oltre

e pronta

già ridipingi

con un sussurro

lo spirito d’un tempo così simile al cielo

 

a questo solo io credo

nel privilegio che mi racchiude

interamente poterti

e sussurrarti anima, e mia

dove mi ascolti in fine di parole.

 

*

 

E di questo tempo

incapace di dissimulare il pianto

ti direi il buon giorno

il più accurato

scegliendolo tra i fili

quelli dell’oro che reca il mattino

Non ti direi della notte

né dei silenzi o delle ombre

delle nubi rovesciate al suolo

o di reverberi e rimbombi per acciottolati

no, ti parlerei di sogni

di voli

di un tempo che si moltiplica per ogni tuo gesto

ma senza meta

senza chiedere altro

e lentamente

quando sarà alto il giorno

e le nubi svanite

parlerei in te, dei tuoi silenzi

e del tuo corpo

della tua presenza

della quiete dei respiri

dei seni placidi

dei fianchi che attendono

e in un tempo che non sarà mai dopo

ti direi tutto quello che sai

e che l’uomo non dice

ti direi della meraviglia di essere

e di crederci, ancora

prima che sia sola la speranza.

 

*  *  *

Cataldo Antonio Amoruso    –    versi tratti da http://krimisa.blogspot.it/

 

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Felice onomastico da tutto Il sasso nello stagno!!

e grazie per l’emozione altissima che la tua poesia dona a piene mani (AnGre)

Cataldo Antonio Amoruso, Ti appartengono punti

nudo-sdraiato-1940(1) Renato Guttuso
Renato Guttuso, nudo sdraiato (1940)

 

Ti appartengono punti

Meravigliosi di primavere che non dici

Deboli forse, a tuo dire

Se vi imprimo parole a filo

Con labbra che parlino

Di te scoprendo luoghi

che nascondi di là dai desideri

Come fanno, solo, i sorrisi coi pensieri.

 

Conosco di te il tepore in attesa

E lo sbocciare

Silenzioso, potente

Di ogni nuovo fiore

Che si imbeve urgendo

Delle tue labbra di primavere mai dome.

 

E la pelle conosco, di te

La carta precisa del cielo

Lo percorrono gli occhi

Il cammino in ascesa

Lo rilascia, quel cielo

Una stanza

Una specola ad ore.

*

Cataldo A.Amoruso, Erótica, IV – da http://krimisa.blogspot.it/