Lucia Triolo, estratti da Debitum e una nota di lettura di Angela Greco AnGre

Il sasso nello stagno di AnGre poesia edita

“Le poesie di Debitum rimandano a qualcosa di già detto da altri, e a cui si deve la loro nascita. Così in gioco è sempre il riferimento all’altro; un altroche, già dall’origine, prende il testimone della parola per vederla continuare senza alcuna garanzia che quel che è inteso nel “verso” che precede sia esattamente quel che è inteso nella “verso” che ne scaturisce. Se il senso del “debito” si lascerà cogliere sarà in direzione di una poesia che si offra come territorio di incontro e di scavo: una poesia che si abita più che una poesia che si legge” (estratto)

POESIA FERITA

….“la poesia si ferisce in noi, e noi
…..alle sue fughe”
…..René Char, Due rive ci vogliono
.
.
Cosa si dirà alla fine
del fuoco prigioniero?
un’ altalena il peso
di quel velo
.
ecco:
i propri sentimenti
e la follia di mostrarli
l’elefante è in scena tra i bicchieri
e…questa follia a stravolgere
ogni custodia
a rovesciare come un guanto i mondi
e i muri bianchi
.
la poesia si ferisce a morte
nel pusillanime canto
imprigionando sprigionando fuoco
quando il coraggio non fa luce
e noi
un po’ vigliacchi
un po’ eroi…
.
sono nata dicendo “ti amo”.
.
.
.

SE ESISTI

….“Se esisti per davvero-fatti avanti”
…..Nina Cassian, C’è modo e modo di sparire  “Preghiera”
.
.
Se esisti per davvero non ti fare avanti
è tardi ormai
.
senza di te ho girato
nei bar dai tavolini vuoti
nelle stanze a pensione ho frantumato assenze
.
senza di te ho pensato
il mio lungo racconto
mostravo in giro il corpo
giovane e bello
per far pubblicità al cervello
.
Tutti i miei sguardi erano
più di un forse
se senza di te ho schivato urti
scavato tenacia nel verde delle foglie
ho sghignazzato e riso
ho raso il pelo ai morti
.
.
Ora lascia che muoia ostinata
non risuscitarmi
voglio vendicarmi
del vuoto che c’ è in te
farti capire e mordere l’assenza:
.
se esisti per davvero
sarai tu a
piangere per me
.
.
.
I BARBAGIANNI DELLA MORTE
.
……“Nessuno tocchi Caino”
.
……..non uccidetemi
……..ho dei ricordi
.
guarda la morte
come salta alla corda
ho addomesticato le sue streghe e i barbagianni:
sul volto dell’abbandono
oggi c’è un sorriso
accade una memoria
un segreto smette di riposare
su una smorfia
e uno scambio di intese
apre la casa alle parole
.
……non morirò con me
……ho una storia

  .

(gli esergo nelle pagine del testo sono spostati molto più a destra, mentre in questa sede non si è potuto riportare i versi in maniera differente.)

Lucia Triolo è nata e vive a Palermo, nella cui Università ha insegnato Filosofia del diritto. Il suo impegno come scrittrice di poesia è abbastanza recente: ha pubblicato per la G.A Edizioni: “L’oltre me” (Maggio 2016), per le Edizioni il Fiorino: “Il tempo dell’attesa” (Maggio 2017), per La Ruota Edizioni: “E dietro le spalle gli occhi” (Febbraio 2018), per BIbliotheke Edizioni: “Metafisiche Rallentate” (Ottobre 2018), per DrawUp Edizioni: “Dedica” (Aprile 2019), ancora per La Ruota Edizioni: “Dialoghi di una vagina e delle sue lenzuola” (Maggio 2019), “Debitum” (Aprile 2021) per Prometheus Edizioni. È presente in numerose riviste e antologie pubblicate nel quadriennio 2016/19. Numerosi i riconoscimenti di rilievo e la partecipazione a riviste di settore e a prestigiose antologie, quali l’agenda poetica Il Segreto delle fragole 2020 (Lietocolle edizioni), l’antologia Poeti per L’Infinito (V. Guarracino a cura di) e la recentissima antologia Una furtiva lacrima (V. Guarracino, a cura di)

*

Debitum di Lucia Triolo letto da Angela Greco

Si intitola “Debitum” (Prometheus, 2021, con un saggio critico di Giuseppe Cerbino) l’ultima raccolta di poesie di Lucia Triolo (Palermo, dove è nata e vive ed ha insegnato Filosofia del Diritto nell’Università cittadina), dinamica e prolifica autrice molto attiva anche in ambito telematico. Superato l’efficace saggio introduttivo, che accende una luce chiara ed esaustiva sull’opera, ci si imbatte in una raccolta – o, meglio sarebbe definirla operazione letteraria – dal titolo a parer mio onesto, visto che ogni scrittore di versi deve sempre qualcosa a quelli che chiama maestri o, quantomeno, alla poesia e ai poeti che lo hanno preceduto; e, di fatti, si può parlare di un’opera corale, redatta dalla poetessa insieme con tutti gli autori che chiama a raccolta in esergo ad ogni componimento e ai quali fa riferimento.

Un percorso che parla di altri per dire di sé, fondamentalmente, come tutta la Poesia sa fare, tributando l’importanza della lettura e della conoscenza degli altri poeti per giungere al lavoro editoriale proprio; un utile strumento, questo edito della Triolo, per venire in contatto con il faticoso lavoro di studio che ogni scrittore di versi (e non solo) dovrebbe compiere.

L’autrice “dialoga”, anzi, interagisce con i suoi Autori intessendo ipotetiche continuazioni-interpretazioni di pensiero con i versi da cui nascono i suoi stessi versi, generando commistioni tecnicamente complesse che, però, fanno sorgere nel lettore la voglia di rileggere gli originali da cui sono stati estrapolati i versi “generatori” di questi componimenti della Triolo.

L’arditezza di taluni accostamenti lascia perplessi, come nel caso di “Burro fuso” che in esergo riporta celebri versi di Leopardi tratti da “A Silvia”, ma il titolo si riferisce ad una similitudine della poetessa riferita alla giovinezza che “mi precipita in bocca / come burro fuso” e fa piacere incontrare poeti contemporanei e vicini, come nel caso dell’esergo tratto da un componimento di Flavio Almerighi, ma molto più spesso ci si ferma a riflettere su cosa leghi le citazioni alle poesie dell’Autrice e questo è un bell’esercizio.

Se si potessero slegare gli estratti celebri dalle poesie raccolte in “Debitum” – ed è un’operazione, a parer mio, legittima per il lettore che, come me, vuole toccare con mano il frutto dell’autore che sta leggendo – ci troveremmo di fronte ad una sincera poesia contemporanea, godibilissima anche e forse soprattutto senza tributi, che spesso suonano come captatio benevolentiae, composta come da tradizione sull’onda emotiva della paura della morte e del tempo che passa e, soprattutto, aderente ad un lirismo che piace, poiché in Lucia Triolo è vivo il cuore che batte e che, su tutto, ama. [Angela Greco AnGre]

Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Lucia Triolo

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OLTRE LA RETE:  Lucia Triolo

da Dedica (DrawUp Edizioni, aprile 2019)

CIO’ CHE NON RICORDIAMO

ciò che non ricordiamo
sa qualcosa di noi
il colore delle nostre vesti
l’arancio aggredito dal rosso ciliegio
quel lieve sentore di bugia
l’emozione sgualcita a pezzi
nel tappeto
le fusa del gatto
un gesto: l’ adagiarsi del corpo
il suono della porta
sul più bello
.
io non ricordo
ancora guardo
.

.

da Metafisiche rallentate (Bibliotheka Eizioni, ottobre 2018)

IN FONDO ALLA FILA

Per ultima in fila
era una figura.
quasi una disattenzione
Donna lo era stata forse
un tempo
adesso era solo un grumo
di sguardi
una parola strozzata
in gola.
Ultima in fila: come lì fosse nata
-al bando
-nessuna maiuscola per lei
-né un accento
-né un segno di interpunzione
-nessuna congiunzione
-nessun interrogativo
-nessuna risposta
Solo un errore
in fondo alla fila
un errore dai mezzi occhi di brace
una metafora sbagliata.
.
Vento fermo tagliato
dal desiderio
.
Una crasi
.

.

inedito

LUNGHE PASSEGGIATE

Con un bicchiere di vino
tra le ginocchia
lunghe passeggiate
Il Venerdì Santo praticavo il digiuno
ma non avevo locuzioni interiori
forse ora uscirò di scena
come un buono a nulla
.
malia
il lembo di una veste
aspetta
l’autobus
.
.
.
.

Lucia Triolo è nata e vive a Palermo, nella cui Università ha insegnato Filosofia del diritto. Il suo impegno come scrittrice di poesia è recente, ma intenso; tra le sue ultime pubblicazioni: E dietro le spalle gli occhi (La Ruota Edizioni, Febbraio 2018); Metafisiche Rallentate (BIbliotheke Edizioni, Ottobre 2018); Dedica (DrawUp Edizioni, Aprile 2019). Ha, inoltre, pubblicato Dialoghi di una vagina e delle sue lenzuola, racconto e testo teatrale (La Ruota Edizioni Maggio 2019). È presente in numerose antologie pubblicate tra il 2016 e il 2018. Molteplici i riconoscimenti di prestigio conseguiti in diversi concorsi, tra cui: prima classificata poesia a tema ne Il canto delle Muse, 2017; seconda classificata al XIX Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa Guido Gozzano, 2018; seconda classificata al Premio in memoria di Duccia Camiciotti, nell’ambito del Premio internazionale Giglio blu di Firenze; seconda classificata, silloge inedita al Premio AlberoAndronico, 2019. Di recente alcune sue poesie -di cui una anche in traduzione spagnola- sono apparse su Rivista Atelier Web, Limeslitere e “Il pensiero di Alex”.