Maschere…

Il mare brucia le maschere,
le incendia il fuoco del sale.
Uomini pieni di maschere
avvampano sul litorale.

Tu sola potrai resistere
nel rogo del Carnevale.
Tu sola che senza maschere
nascondi l’arte d’esistere.

Giorgio Caproni, da Cronistoria (Vallecchi, 1943)

In apertura: Man Ray (1890-1976), Noire et Blanche, 1926; in chiusura, immagine dal web.

Paul Verlaine…a Carnevale

riproponiamo…

Due poesie di Paul Verlaine

Pierrot monello

Non è Pierrot in erba
non più che Pierrot in mantello,
è Pierrot, Pierrot, Pierrot.
Pierrot monello, Pierrot ragazzo,
la noce fuori del guscio,
è Pierrot, Pierrot, Pierrot!
Benché sia alto poco più d’un metro,
il bricconcello sa mettere
nei suoi occhi il lampo d’acciaio
che s’addice al genio sottile
della sua malizia infinita
di poeta-smorfioso.
Labbra rosso-ferita
dove sonnecchia la lussuria,
faccia pallida dal ghigno fine,
lunga, accentuata,
che pare abituata
a contemplare ogni fine,
corpo esile ma non magro,
voce di fanciulla ma non stridula,
corpo d’efebo in piccolo,
voce di testa, corpo in festa,
creatura sempre pronta
a saziare ogni appetito.
Va’, fratello, va’, compagno,
fa’ il diavolo, batti la strada
nel tuo sogno e su Parigi
e per il mondo, e sii l’anima
vile, alta, nobile, infame
del nostro spirito innocente!
Cresci, poiché così si usa,
moltiplica la tua ricca amarezza,
esagera la tua allegria,
caricatura, aureola,
la smorfia e il simbolo
della nostra semplicità!
.
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Pantomima (da Feste galanti)
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Pierrot che non ha niente d’un Clitandro
si vuota un fiasco senza più attendere
e, pratico, prende a morsi un pasticcio.
Cassandro, in fondo al viale,
versa una lacrima misconosciuta
per il nipote diseredato.
Quel ribaldo di Arlecchino combina
il rapimento di Colombina
e si fa quattro piroette.
Colombina sogna, sorpresa
di sentire un cuore nella brezza
e di udire delle voci nel suo cuore.
.
(dal web)