Cavità sacre e misteriosi laboratori – sassi d’arte

 
Viviamo in un incantesimo,
tra palazzi di tufo,
in una grande pianura.
Sulle rive del nulla
mostriamo le caverne di noi stessi
– qualche palmizio, un santo
lordo di sangue nei tramonti, un libro
lento, di pochi fatti che rileggiamo
più volte, nell’attesa che ci dia
tutte assieme la vita
le cose che crediamo di meritare.
 
 
Vittorio Bodini
Da Foglie di tabacco (1945-47),
in La luna dei Borboni (1952)

Le gravine pugliesi (in apertura, panoramica sugli ambienti rupestri della Valle delle Rose, nella gravina della Madonna della Scala, Massafra – TA) sono profondi canyon dove, nell’ombra, si rifugiano specie di piante e animali che cercano la tranquillità e l’umidità necessarie alla sopravvivenza. Questi luoghi sono anche stati, in passato, rifugio per gli abitanti dei paesi che sulle loro pareti nacquero e ancora oggi si affacciano e i ripari di un antico Medioevo sono poi divenuti luoghi di culto ipogei di grande bellezza in cui si coniugano – come forse in nessun altro luogo del nostro Paese – la perfezione delle architetture scavate sottoterra e il fascino di antichi cicli di affreschi, al confine tra l’arte dell’Occidente e la pittura dell’Oriente Bizantino.

Site nell’area a nord del Golfo di Taranto, dove l’intero arco di altipiani segue l’andamento della costa jonica pugliese, le gravine sono profonde incisioni di origine fluvio-carsica, caratterizzate da alte pareti rocciose. Hanno uno sviluppo orientato da nord a sud e sono, a grandi linee, parallele tra loro. Dunque, le gravine rappresentano, il letto di antichi corsi d’acqua che, scorrendo tra le fratture della roccia formatesi per effetto dei movimenti tettonici, per millenni hanno eroso la roccia. Queste imponenti incisioni carsiche nel corso dei millenni sono state abitate, scavate, popolate, dando vita a quel comprensorio rupestre unico riunito nel parco naturale Terra delle Gravine (parcogravine.com), un’area naturale protetta istituita in Puglia nel 2005 per tutelarne il patrimonio paesaggistico e faunistico; l’area si estende per la massima parte nella provincia di Taranto, comprendendo un solo comune della provincia brindisina, nella zona delle Murge e copre 14 Comuni: Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello, Mottola, Palagiano, Massafra, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie, Villa Castelli, San Marzano di San Giuseppe. (In foto, il Villaggio rupestre di Santa Marina, nella gravina San Marco, Massafra)

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All’imboccatura del Parco Regionale si innalza lo sperone roccioso di Massafra: la più importante città rupestre pugliese, che per via della sua millenaria vocazione eremitica é stata soprannominata “Tebaide d’Italia” (chiamata anche così per via delle “cento porte”, ovvero gli innumerevoli pertugi scavati, nel tempo, nelle pareti di tufo).  In una regione dove gli insediamenti spettacolari sono decisamente numerosi, il colpo d’occhio sull’abitato di Massafra è molto impressionante. La città è costruita sulle due sponde della vertiginosa Gravina di San Marco e i due quartieri, il borgo e il centro storico, sono collegati da due viadotti, il più basso dei quali è il panoramico Ponte Vecchio, innalzato su cinque arcate. Le moltissime cavità scavate nelle pareti di tufo della gola nacquero forse come rifugio per la popolazione nel corso dell’alto Medioevo; nelle zone più impervie della provincia di Taranto andarono presto addensandosi estese “criptopoli”: città segrete, ricavate dallo scavo plurisecolare dei fianchi di burroni. Con lo stanziamento degli eremiti venuti da Oriente, questi antri furono riadattati e coperti di immagini sacre affrescate in stile bizantino, dove il contrasto tra le cromie e la pietra grezza pone in massimo risalto il valore del misticismo teologico trasposto in pittura. (In foto: Massafra, a sinistra, affresco di Maria della Bona Nova, cripta -oggi in restauro – adiacente il santuario della Madonna della Scala; a destra, invece, cripta della Candelora nella gravina di san Marco). 

Massafra, Madonna della Bona nova a sin. e cripta della Candelora a dx

Proprio a imitazione di sant’Antonio abate, che verso il 306 d.C. era emerso vittorioso da una volontaria reclusione espiatoria nel deserto egiziano della Tebaide, i suoi adepti usarono espiare i peccati del genere umano isolandosi, pregando e digiunando in terre ostili e disabitate. Pur essendo difficile, in carenza di scavi sistematici, offrire una cronologia precisa della fenomenologia rupestre, il periodo di massima frequentazione del sito è attestato tra X e XI secolo: la prima notizia storica attestante l’esistenza di monaci orientali a Massafra, il cui territorio risulta frequentato come sito trogloditico fin dall’età della Pietra, si registra nel 971 d. C. Gli ambienti ricavati nel tufo, riabitati dall’alto Medioevo come rifugio isolato dagli assalti nemici alle grandi città, furono presto adibiti a nuovo uso. L’insediamento tra le grotte da parte di comunità cristiane dedite all’austerità prevedeva le difficili attività di purificazione spirituale (askesis) e fuga dal mondo (anachoresis).

Attualmente, a ridosso di un pianoro urbanisticamente saturo, il centro moderno di Massafra è solcato da ben due gravine costellate di grotte e villaggi ipogei. La vistosa gravina orientale, dedicata a San Marco e occupata da un villaggio rupestre, con le chiese di santa Marina, della Candelora e san Marco, incarna una preziosa testimonianza di vita ascetica; sulla faglia aperta si staglia il castello di origine normanna, munito di torri cilindriche. Vedere un villaggio trogloditico così ben inserito in un centro abitato fa del contesto massafrese un habitat unico al mondo.

Massafra farmacia del mago Greguro

Riti pagani e culti religiosi si sono alternati nel corso dei secoli e Massafra ne riporta i segni nel proprio territorio con uno dei più vasti e affascinanti complessi rupestri della zona; bisogna prendere la provinciale per Martina Franca, nella zona Nord della città, invece, per ammirare la Gravina della Madonna della Scala, che deve il nome al santuario e comprende diverse unità abitative a corollario del vasto ipogeo, e per visitare la “Farmacia del mago Greguro” (fotografia in alto). La farmacia è una delle grotte più affascinanti custodita in questa gravina, nella quale, la tradizione popolare vuole che Greguro, igumeno del villaggio, e sua figlia Margaritella curassero con le erbe spontanee la popolazione che a loro si rivolgeva; questa cavità è composta da una serie di ambienti comunicanti su vari livelli, in parte scavati e in parte naturali, e sulle pareti delle grotte si trovano centinaia di piccoli incavi scolpiti nella roccia, circostanza che in passato ha fatto pensare a una serie di punti d’appoggio per contenitori di erbe medicinali, necessari a pratiche mediche o a misteriose magie (in chiusura, Massafra oggi vista dall’alto, con il Ponte Vecchio che si erge sulla gravina di san Marco). 

Massafra

Notizie tratte e adattate da “Viaggio nell’Italia sotterranea” di Fabrizio Ardito per Giunti, da cui è condivisa anche la foto dei due affreschi e il titolo dell’articolo; italiamedievale.org; immagini dal web. Per ulteriori approfondimenti sul vasto e affascinante argomento della Terra delle Gravine, su Massafra, sulle cripte basiliane e sulle bellezze nascoste della Puglia, di cui qui si è scelto di condividere solo una minima parte, vi invito a cercare on line e ancor più a venirci a trovare in questi luoghi ricchi di fascino e storia! (AnGre)

Questione di cuore, un racconto di Angela Greco

 *

da AA.VV. Racconti Pugliesi – edizione 2018 (Historica Edizioni)

estratto da QUESTIONE DI CUORE, un racconto di Angela Greco

[…] È un fatto di cuore. E sarà così fino all’ultimo giorno.

Un pezzo del mio paese è andato via dagli occhi, dalle feste patronali, dai tentavi di dare nuova linfa al paese vecchio, dalle processioni viste dalla soglia dei negozi, di suo padre e del mio, sulla stessa strada o appena lontani da lì, ma sempre sui due marciapiedi opposti di quella via del centro storico, che fino a trent’anni fa pulsava con un cuore proprio e all’unisono con i tanti che abitavano qui e che nel tempo hanno scelto altre strade da abitare. Poco più di un mese fa anche lui ha scelto di trasferire la sua attività in un’altra zona, lasciandomi sinceramente triste per quella saracinesca abbassata a pochi passi da casa, ripensando a tutte le volte che mi era bastato attraversare la strada per entrare nel suo mondo, nella sua bottega, continuando la tradizione lavorativa della sua famiglia e della mia, di servirci da loro. Siamo stati bambini negli stessi luoghi e, caso ha voluto, che le domeniche d’estate, lui venisse dalla zia mia dirimpettaia e venisse a chiedere a mia madre quelle sedie mancati alle loro tavolate, condividendo un po’ con noi cugini e fratelli e parenti e torte di compleanno, sempre con le porte aperte. Poi, quella volta che rimasi sola con il mio cane, appena morta mia madre, tutti gli anni di amicizia emersero immediatamente nella gentilezza di non farmi mai mancare una parola, un sorriso, un pezzo di carne o delle uova fresche appena arrivate dalla masseria, demandando il pagamento a data da destinarsi, perché mi stavo sciupando, senza mangiare, per il dolore della perdita appena subita.

Era un fatto di cuore. Ed è stato così fino all’ultimo giorno.

[…] Dona’ il figlio del macellaio, amico mio, era il mio macellaio, di tantissimi massafresi, il macellaio della Strada Maggiore, l’odore seducente di fornello del centro storico, lo scooter all’ingresso sempre pronto a portare la spesa, la macchina nera parcheggiata sempre lucida ad un isolato da casa, le inconfondibili partenze grintose o incazzate e le frenate a sorpresa per l’immancabile saluto e lo sfottò gentile; le levatacce al mattino e la mezzanotte sempre in agguato nelle sere di rosticceria, la stanchezza portata a casa come un trofeo e l’incomprensione di chi ci ha provato a stargli accanto, cercando di condividere quella vita di sacrifici, di anatomia animale e passione; le scarpe da ginnastica sempre all’ultima moda, i modellini di Ferrari in bella vista, l’Inter addosso, i coltelli puliti e le mani di sangue, il lavoro artigiano dei tagli eseguiti a mano, il conforto dell’ascolto e gli aggiornamenti sulle vicende del vicinato, la disponibilità e i silenzi loquaci su quel che non andava, la montatura degli occhiali colorata, il bicchiere d’acqua nell’attesa del proprio turno, la sedia per posare l’ingombrante spesa, se abitavi a quarto piano senza ascensore e avevi altri acquisti da fare lì nei pressi; il punto di riferimento per il corriere o per i forestieri, nell’intrico di viuzze della zona antica; l’eleganza sotto la divisa da lavoro, i capelli assolutamente corti, il viso rasato e il camice bianco-assoluzione perfetti, perché altrimenti Fernando ruggiva da buon padre e parlava, parlava, parlava, nel sorriso sempreaccanto di Lucia, che in macelleria ha cresciuto tutti i fratelli. La domenica e i giorni di festa, quando la macelleria era chiusa, qualche fortunato lo ha visto passeggiare per il paese, ma la vita pubblica era quella lavorativa, con l’eccezione delle ore dedicate allo sport nel giorno del riposo settimanale e del tempo per i suoi figli, il sogno agognato e negli ultimi anni finalmente realizzato.

È sempre stata una questione di cuore. Fino all’ultimo giorno.

Mi sto domandando quale sia il ruolo dell’amica che dicono sappia scrivere ed ecco che le parole affiorano ai tasti nella risposta cercata: consegnare un ricordo a chi verrà dopo, a chi Dona’ lo ha conosciuto e a chi chiederà di lui, tra qualche anno, di quel papà, che, a pochi giorni dal sesto compleanno della sua bimba e del primo del suo bimbo, si è addormentato appena più lontano delle loro camerette, tra fiori e preghiere.

Le dita scorrono sui tasti, ma il respiro accelera e le lacrime sgomitano; fuori l’azzurro insiste in questa primavera finalmente giunta, dopo un lunghissimo e rigido inverno, che ha portato la neve fin nella seconda metà di marzo, per poi lasciar spazio, appena dopo le celebrazioni pasquali, appena una settimana fa, ai fiori e alla speranza dei frutti.

«Nessuno ci dividerà» ci siamo detti all’inizio di un’altra primavera.

Il cuore è una questione che sfugge alla comprensione e per questo ama.

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Il racconto è incluso nell’antologia disponibile al seguente link:

http://www.historicaedizioni.com/prodotto/racconti-pugliesi-edizione-2018/

(foto in apertura: AnGre con l’editore Francesco Giubilei a Bari, 20 maggio ’18, in occasione della presentazione dell’antologia presso l’Hotel Rondò)

Azione Poetica – Atti pratici di Poesia: poesia contemporanea a Massafra (TA), 1 dicembre 2015 – INVITO

azione poetica by AnGre logo

COMUNICATO STAMPA

AZIONE POETICA: ATTI PRATICI DI POESIA

– Poesia contemporanea a Massafra (TA) – 

1 dicembre 2015 ore 17.30, Palazzo della Cultura

(nei pressi di Piazza Garibaldi)

 

La fine del 2015 vedrà Massafra (TA) protagonista di un tavolo tematico (da un’idea di Angela Greco) sull’argomento Poesia – letta, ascoltata, condivisa gratuitamente – creato da addetti del mestiere provenienti dal territorio pugliese e non solo e patrocinato dallo stesso Comune – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con due associazioni culturali locali (Il Corifeo e nordsud) e supportato dalla ventennale esperienza nel campo de La Vita Felice, sensibile realtà editoriale lombarda.

Parteciperanno, oltre ad Antonio Cerbino e Raffaele Gentile – pronti sostenitori dell’amministrazione in carica di questo evento culturale, come momento importante di crescita per la stessa Città – i poeti Rita Pacilio (Benevento), Pasquale Vitagliano (Bari), Francesco Cagnetta (Bari), Alfonso Graziano (Foggia), Nunzio Tria (Laterza – TA), Franco Laterza (Massafra – TA), Francesco Silvestri (Massafra – TA) invitati e coordinati da Angela Greco (Massafra – TA).

La serata-incontro convergerà su argomenti inerenti l’attualità poetica e si interrogherà su differenti aspetti di un bene, la Poesia, che ha mutato nel tempo la sua presenza sulla scena del mondo, ma che pare essere ancora importante per l’essere umano (a guardare il numero di pubblicazioni che ogni anno vengono prodotte), ma obiettivamente non ben incarnato nella società attuale, tanto da essere ritenuta da troppi (editori compresi) una realtà marginale, poiché economicamente non remunerativa, dimentichi del fatto che esistono beni il cui valore non è quantificabile in moneta eppure necessari, anche quando non si voglia apertamente riconoscerlo.

Soprattutto la serata avrà realtà pratica, parlando concretamente attraverso il dono reciproco della lettura e dell’ascolto dei testi poetici dei partecipanti, incentrandosi sull’aspetto primario e maggiormente importante della Poesia stessa, ovvero il testo poetico.

Gli interventi e le letture saranno intervallati da momenti musicali e, nell’ultima parte, un dibattito ed uno scambio di opinioni con il pubblico mireranno alla costruzione di una partecipazione attiva sul fronte della letteratura e della Cultura, da promuovere come risorsa per il futuro. (Angela Greco)

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Si riportano i temi della serata e la locandina dell’evento: 

1 dicembre 2015, dalle ore 17.30 – Palazzo della Cultura, Massafra (TA):

 

# Lettura diffusa dei testi poetici

# La divulgazione poetica gratuita

# Rapporto scrivere – pubblicare poesia

# L’espressione performativa della poesia moderna

# L’attuale e futura esperienza poetica pugliese

# Sull’utilità della poesia oggi

locandina azione poetica 1 dicembre 2015 a massafra

1 dicembre 2015

 

tratto da ViviMassafra – PERSONALE EDEN: LA POESIA CHE PARLA D’AMORE

Personale Eden poesie di Angela Greco - La Vita Felice - Massafra - ph.Luigi Serio

Giovedì, 07 Maggio 2015 07:48

Il 5 maggio, data cara ai poeti, è stato celebrato mediante un incontro con l’autore svoltosi presso il palazzo della cultura di Massafra (TA).

Presentata la raccolta di poesie di Angela Greco intitolata “Personale Eden” edita La vita felice.

Il titolo del volume deriva da un verso in esso contenuto.

A presentare l’opera, il professor Franco Silvestri e la poetessa Rita Pacilio curatrice della prefazione. Ricche di spunti, le relazioni hanno fatto pregustare la lettura del libro mediante la declamazione di alcune poesie.

Il sentimento amoroso è il tema attorno a cui gravita il poetare moderno dallo stile inconfondibile di Angela Greco. La poetessa racconta la carnalità dell’amore, ricca di sentimento e sensualità. Senza essere volgare, tratteggia il rapporto uomo donna descrivendo la passione.
Il vivo interesse del pubblico ha stimolato un vivace dibattito al termine della serata.

Unanime il plauso degli assessori Cerbino e Gentile e del presidente della consulta delle associazioni Pino Presicci.

Corale il loro ringraziamento per aver offerto alla città un evento culturale dedicato alla poesia, troppo spesso trascurata.

Con Angela Greco si sono accesi i riflettori su una delle forme d’arte che potremmo definire espressione profonda dell’estro e del genio umano, l’unica in grado di scoprire totalmente l’anima di chi scrive.

Mariella Eloisia Orlando – foto di Luigi Serio

http://www.vivimassafra.it/notizie/item/4592-personale-eden-la-poesia-che-parla-d-amore

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