da AA.VV. Voci di cambiamento

fiore

Sarà pace
di Mirta De Riz

Vigilo la tesa corda dello spasmo
nella feroce attesa.
“Non suonerà, stanotte non suonerà…”
In questo spazio stupefatto dal silenzio
Anche il respiro trema.
“Non arriverà se prego,
non arriverà se non ci sono,
arriverà miracolo, forse sorriso, forse perdono”.
E’ sibilo e corre più della paura.
Se un’alba s’aprirà mite,
se un giorno sarà pace,
se uomo e vita s’abbracceranno ancora,
al mio ritorno
non dirò di quella donna sparsa sulla ghiaia,
le braccia strette al grembo per insegnare
a suo figlio a morire,
ma sigillerò la tua bocca con i baci,
ti strozzerò l’anima,
ti sospirerò Amore,
e la vita avrà profumo di Pace.

*  *  *

Gerusalemme
di Pasquale L.Losavio

Brandelli
di membra divise
rosso il mattatoio
si ripete l’innocente
mattanza.

Morire d’inedia
sui libri
di una biblioteca.

*  *  *

da AA.VV. Voci di cambiamento, pdf a cura de Il sasso nello stagno di AnGre scaricabile qui: VOCI DI CAMBIAMENTO AA.VV – poesia & arte 27settembre’14 – Il sasso nello stagno di AnGre

VOCI DI CAMBIAMENTO, Autori Vari – Voices of change, poetry / e-book scaricabile gratuitamente

change
Take Change in Your Own Hands (dal web by flickr.com)

“Voci indipendenti dal giorno specifico in cui ci rendiamo pubbliche, abbiamo scelto di far parte di una a-temporalità che renda attenzione ad un forte bisogno collettivo qual è il cambiamento, che urla realizzazione nello spazio che siamo e che attraversiamo, consapevoli del prestito e non del possesso di quanto ci viene benignamente fornito dalla sorte. […] Ed è la parola, poetica e pittorica in questo caso, alla quale chiediamo e a cui affidiamo la nostra volontà di cambiamento, partecipando all’azione globale dei 100mila Poeti (100 Thousand Poets for Change) e artisti mobilitatisi a livello mondiale in questo 27 settembre 2014 per essere unica e forte voce contro tutto quello che sta portando alla deriva l’Uomo…”

SCARICA IL PDF QUI:

VOCI DI CAMBIAMENTO AA.VV – poesia & arte 27settembre’14 – Il sasso nello stagno di AnGre

Autori:

*Cataldo A. Amoruso  *Antonino Caponnetto  *Daniela Cattani Rusich

*Mirta De Riz  *Franco Floris  *Annamaria Giannini

*Angela Greco  *Pasquale L. Losavio   *Daìta Martinez

*Sebastiano A. Patanè-Ferro  *Romeo Raja  *Roberto Ranieri

*Augusto Salati  *Nunzio Tria  *Antonella Troisi  *Giorgio Chiantini

*Gianni Gianasso  *Kostia

Il sasso nello stagno di AnGre per 100 Thousand Poets for Change ...

PLURALI per Il sasso nello stagno di AnGre – il video

*

PLURALI, a cura di Angela Greco, è il video realizzato con gli estratti dai contributi dell’evento IO AL PLURALE FA NOI (qui) – 2 anni di collaborazioni per Il sasso nello stagno di AnGre – i testi completi sono interamente visionabili sul blog nei giorni dall’8 al 30 marzo 2014

GRAZIE A TUTTI!!!

“Il sasso nello stagno fonda la sua azione sul credere che ci siano utilità maggiori — definite non a caso inutilità dal contesto sociale – e maggiormente necessarie di quella meramente economica e per questo ogni giorno propone con perseveranza “briciole”, presenze minime, per la parte più vera, meno curata e più dimenticata dell’Uomo; perché Poesia, Arte, Letteratura sono ancora assolutamente necessarie per la costruzione di quel plurale che può ancora designarci Persone.”
AnGre

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Lettera ad un’amica di Mirta De Riz – per l’evento IO AL PLURALE FA NOI

Michael Van Ofen
opera di Michael Van Ofen

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Amica mia,

ecco il momento più bello della giornata, quello che aspetto tra un affanno e un sorriso che si spegne più veloce di come si è acceso.

Qui, accanto alla finestra del mio piccolo studio, sbircio il cielo severo e cupo e aspetto che il primo raggio di sole apra il palcoscenico delle nuvole e baci il nuovo giorno.

Maria, quest’appuntamento quotidiano mi rende serena.

Non ho mai avuto un’amica, se non nel tempo, ormai troppo lontano, dell’infanzia.

Poi sei entrata tu, per un capriccio del caso, nella mia vita.

Non hai condiviso con me, al tempo delle fate, le corse in bicicletta a mani alzate, né abbiamo saltato covoni di fieno insieme, né gettato acqua calda sulla neve per renderla ghiaccio per poi volare su quelle piste con lo slittino.

Tu da bimba non conoscevi la neve; abiti al sud e hai imparato ad amare il tuo bellissimo mare.

T’immagino, piccola, camminare, quasi addossata ai muri delle case, sul marciapiede assolato e bussare al vecchio portone affinché l’anziana signora, che trascorre con te i pomeriggi in una vecchia cucina per insegnarti a catalogare quei preziosi francobolli, ti accolga premurosa.

Mi hai pure raccontato del tuo arrivo al collegio svizzero, dove, ben presto, hai dovuto imparare a mangiare tutta la minestra e altrettanto presto imparare la lingua francese.

Dovevi essere carina con la divisa: la gonna blu a pieghe, camicetta bianca e golfino blu.

Eri la più piccola, avevi i capelli neri con il taglio a caschetto.

Sei cresciuta, non molto per la verità, e porti ancora il caschetto.

Vivo questi ricordi, che mi hai consegnato nelle tue lettere, per unire il presente a un passato che ci vide stelle di diversi cieli.

Ricordi la prima volta che ci incontrammo in rete?

Litigammo subito.

E’ vero che i rapporti più belli spesso nascono da un’iniziale antipatia.

Leggesti poi le mie Poesie, facendo tuoi i sentimenti, i sogni e i graffi del mio dolore.

Nacque così questa stupenda amicizia che ci fa ridere, piangere, che ci sorprende, che si racconta.

Non ho mai avuto una sorella; forse sì una l’ho avuta, ma si è persa nella nebbia della vita e ora nel buio del nulla.

Ora ci sei tu, io e te, noi.  Insieme.

Come si fa con una sorella vorrei appoggiare la testa sulla tua spalla e ascoltare il silenzio, vorrei consegnarti la buonanotte, vorrei perdonarti tutto, vorrei ripeterti quelle parole così difficili da dire:

ti voglio bene.

Mirta

IO AL PLURALE FA NOI, collaborazioni al tempo dell’individualismo

*

Il sasso nello stagno compie 2 anni di attività e di collaborazioni ed è lieto di festeggiare con tutti voi!

Nato l’otto marzo del 2012 a piccoli passi è diventato un luogo di scambio culturale e amicizia frequentato e attivo, oltre che un valido esempio di concrete collaborazioni ed interazioni artistiche tra poesia e arte.

Se dal singolo può nascere l’idea di coinvolgimento, sicuramente l’azione mirata ad un cambiamento anche piccolo è prerogativa del plurale: metaforicamente un io può lanciare il sasso, ma se non c’è un noi capace di accoglierlo, manca qualcosa. Così, in questi due anni, giorno dopo giorno, abbiamo assistito al concepimento e alla nascita di una mentalità plurale, in risposta all’individualismo esasperato ed esasperante di questi tempi, di questa società malata di ego sempre pronta a fagocitarti per poi espellerti a servizio ultimato.

Il sasso nello stagno fonda la sua azione sul credere che ci siano utilità maggiori – definite non a caso inutilità dal contesto sociale – e maggiormente necessarie di quella meramente economica e per questo ogni giorno propone con perseveranza “briciole”, presenze minime, per la parte più vera, meno curata e più dimenticata dell’Uomo; perché Poesia, Arte, Letteratura sono ancora assolutamente necessarie per la costruzione di quel plurale che può ancora designarci Persone.

Angela Greco

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nota: da domani e per tutto il mese di marzo ogni giorno verranno pubblicati i contributi giunti per l’evento IO AL PLURALE FA NOI – Il sasso nello stagno di AnGre compie due anni di collaborazioni, per i quali ringrazio di cuore tutti, ma proprio tutti gli Amici che hanno voluto essere questo NOI.

Il sasso nello stagno di AnGre

INSIDE THE STONE pagina settima

Inside the stone pagina settima - le microantologie deI Il sasso nello stagno di AnGre

INSIDE THE STONE apre oggi la sua settima pagina di poesia, densa di autori e versi particolari, che accomunano, che parlano d’amore, che invitano alla speranza e al continuare a crederci, in questa poesia che senza alcuna ombra di dubbio ci rende migliori!

Grazie di cuore agli Autori, per le loro differenti espressioni artistiche e buona lettura accompagnata dalle opere di Jack Vettriano (http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Vettriano)

*

Jack Vettriano The Singing Butler oil on canavas 28 x 36 inches

TANGO

di Mirta De Riz

 

Mi troveranno il ventuno a primavera

guardar fisso lassù, l’ultima sbiadita stella.

Mi troveranno senza più Poesie né giorni,

lavata di pioggia e lagrime, laggiù nella radura

dove  i cervi bramiscono alla luna.

E nessuno saprà della mia ultima voglia di vita,

indossata con  calze a rete e  bicchieri  di sangria.

E del lento blues ondeggiato

aggrappata ad una camicia sudata,

a due occhi senza luce, a due parole ubriache.

Allora vibreranno ancora forti nell’aria le note di un tango,

ultime testimoni vaganti  di  cieco furore,

alla ricerca di una ormai inutile pietà.

 *

Jack Vettriano Private Dancer

A volte.

di Italo Zingoni

 

A volte succede

di trovare l’amore per caso

assonnato su una panchina, deluso

dal tempo che sfiora la sua solitudine

seduto sul legno di una rugginosa altalena

sulla pietra di uno scoglio in un posto qualunque

in un giorno che il vento si è appena fermato

in un minuscolo seme che affonda radici

nella terra che s’imbeve di scorie,

 

sono forse le storie più belle

quelle che però raccontare non devi

quelle che gli altri non vogliono udire

e che mai potranno vedere.

 

Resti tu al di fuori di tutto

nel contesto di un sogno che hanno tradito

in un mondo che mai avresti voluto

e che al vivere nega perfino la vita.

 

In questa partita che ti vede sconfitto

almeno ti resta un amore un po’ trasandato

un volto distratto da un cane randagio

da un segno sul muro che invoca un ritorno,

 

a volte succede

di trovarlo per caso e raccogliere un fiore

ormai senza radici che si nutre di niente

per farne un gioiello da tenere sul cuore.

 

A volte succede. (Sempre più raramente !)

 

(In attesa del 2014 – Inedito – © t.d.r.)

 *

Jack Vettriano Game Of Life

Siamo noi.

di Franco Floris

 

Siamo noi che armiamo i potenti,

siamo noi con i nostri silenzi,

livide le nostre paure,

indifferenti scuotiamo le spalle

voltiamo le spalle

e lasciamo sian altri a lottare.

Fitti camminiamo per strada

dal nostro lato del marciapiede

chiusi nel nostro interesse,

sazi della nostra routine.

Paurosi d’ogni cambiamento

circoscriviamo la nostra lotta

tratteniamo le nostre ire,

spegniamo i nostri fuochi sacri.

Soffochiamo in gola

le nostre urla di rabbia,

Piangiamo con occhi asciutti

lontani dall’anima,

paghi del nostro esser giusti.

 

(Ghilarza, 16 gennaio 2014)

 *

Jack Vettriano Night Geometry

 

Osservazione e miseria

di Augusto Salati

 

Scendo tra le siepi del mondo

A leggere amori senza storia

Orgiastiche sequenze di sesso

Come sfogo frustrato dei sensi

Or dov’è il dolce frastuono

Dei cuori che si cercano

Bruciando il sangue nelle vene

Per piccole incomprensioni

Dov’è l’ansia di attesa, una carezza

Il prolungato guardarsi negli occhi

Prima d’infrangersi sulle labbra

L’ammirazione, la gentilezza

Camminare insieme come farfalle

Le mani strette e delicate

Sui tumulti del cuore…

Sentimenti feriti e umiliati

Da meccanicistici morbi d’amore

Senza amore, non so perché

Una goccia di sperma

È il solo piacere nell’uomo

E nella donna nemmeno quello

A volte, e pure basta,

non all’animale che corteggia

e battaglia per la sua amata

l’amore è molto di più

è un vestito lento di primavera

che riveste il ramo di bellezza

prima di vederne il fiore.

 *

Jack Vettriano Just Another Day

L’io

di Antonella Troisi

 

Mute parole scorrono

nel rivolo di una pioggia salmastra,

immagine di un negativo dell’io

che prosegue la sua corsa

su uno schermo buio

inseguendo sprazzi di luce

speranza di ritrovare

la strada.

 

Sono al timone dell’orsa minore.

 *

Jack Vettriano,The Pier, Oil on canvas

 

Canzoni di speranza

di Franco Floris

 

Vorrei cantar canzoni di speranza

gonfie di gioia, ebbre di allegria,

che guardino alla vita come a un gioco,

che siano facili, e di compagnia.

Da cantare la sera con gli amici

davanti ad una tavola imbandita,

oppure attorno a un fuoco sulla spiaggia

sfiorando una chitarra con le dita……

 

Ricordi, amica mia, quando il sorriso

nasceva non dal labbro ma dal cuore?

Ricordi, amica, quelle ore passate

a parlar di filosofi e poeti,

di classi, di studenti e di cazzate?

 

Non so cosa ha strappato dal mio cuore

il sorriso, e la vita, e l’allegria

e ha piantato una selva di dolore.

Vorrei rider con te, amica mia,

come vorrei tornare a esser sereno

come eravamo noi sopra quel treno!

Invece ora ti sento andare via,

ora quel treno mi porta lontano,

ti vedo triste là, nella stazione

salutare con un cenno della mano,

e intorno a me solo desolazione

in questo treno senza direzione

senza un arrivo e senza compagnia.

E in fondo al viaggio vedo un tunnel scuro

ed il ricordo aggiunge pena a pena.

Non posso (voglio?) fare un movimento

e scuotermi di dosso la catena

che m’inchioda a un treno disperato

che mai non resta e mai

sarà arrivato.

 

(Borore, primi di novembre, 2010)

 *

Jack Vettriano Mr Cool

Senza titolo

di Augusto Salati

 

Stavo un giorno passando

tra i miei ricordi a brandelli

Una montagna di storie

Che non mi amavano

Fuggivano davanti a me

E ne ero felice quando

Una voce sottile, un ricordo

Di quelli che scuotono

S’alzò come un fiore

E quasi timido mi disse:

E di me, di me hai dimenticato

La stagione che osavi

Dire divina sopra ogni cosa?

Non risposi, ma lo presi

Con me quell’episodio

E lo condussi dove il fiume

Scorreva ancora vivo

Nel letto del nostro amore

Fu subito notte e la luna

Scese tra la frutta del melograno

Che mangiammo a grani

Con i baci della tua bocca

E della mia, ricordi

Fiorellino amoroso?

Nel vento della notte

Fummo come gli innesti

Di primavera avvinti

Da tralci di vitalba

Che ci armò di caldo fuoco.

Poi ci lasciammo

Per paura di morirne

E tu peristi davvero mio tesoro

Ma non d’amore, non d’amore…

 *

allegati:

versi Antonino Caponnetto

.

“Cercarti poesia, nei luoghi di miseria

nei deserti dell’anima, dove non pulsa il cuore.”

(Antonino Caponnetto)

*

fotografia di Orny Ma

.

“lascia pure che per il mondo possa essere ombra / Poesia

noi sapremo riconoscerti in carne e sangue / ancora”

(fotografia di Orny Ma – versi di AnGre)

*

INSIDE THE STONE pagina sesta

Inside the stone pagina sesta - le microantologie deI Il sasso nello stagno di AnGre

Torna INSIDE THE STONE con la sua sesta pagina! Il progetto di creare microantologie con i differenti contributi artistici e poetici pervenuti sulla pagina Fb de Il sasso nello stagno approda anche nel nuovo anno e con qualche innovazione, come la presentazione di opere di artisti contemporanei famosi ad accompagnare i versi. Una sorta di monografia solamente visiva di un artista del nostro tempo, accompagnerà con le sue opere i contributi poetici che gli Amici hanno voluto condividere. Questa scelta si è resa necessaria a causa dell’assenza di opere fotografiche e / o pittoriche postate sulla bacheca pubblica della fan page, nonostante il progetto vada nella direzione di una collaborazione e sinergia tra le arti, forse non da tutti condivisa nonostante l’entusiasmo iniziale.

Purtroppo per cambiare le situazioni degeneri che ci circondano e ci affossano e delle quali tanto si sente lamentarsi, noi de Il sasso nello stagno crediamo occorra il contributo anche minimo di ciascuno, ovviamente se si ritiene valida la motivazione, cercando anche un frammento di tempo per condividere la propria voce artistica, per partecipare ad iniziative non solo a parole, ma anche con i fatti e non rimanere a zappare sempre e solo nel proprio orticello privato.

In questa sesta pagina le voci poetiche di Cataldo Antonio Amoruso, Mirta De Riz, Franco Floris e Augusto Salati saranno accompagnate dalle opere del pittore tedesco Gerhard Richter (http://it.wikipedia.org/wiki/Gerhard_Richter).

*

GqIBGqO.

Tenere radici

di Franco Floris

 

E noi che abbiamo

Troppo amato

troppo pianto

e troppo sofferto

come facciamo

ora

a imparare

a non piangere più

a non soffrire più

a non amare più.

Ma dimmi come faccio

ora

a strapparti

dal mio cuore

le tue tenere radici

lo ridurranno

a brandelli.

 

(Borore, data incerta.)

.

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[senza titolo]

di Augusto Salati

 

Le foglie di malva e di crespa

tra le erbe del prato

e gli stracci e la carta

e i rami sparsi dal vento

macchiati di bianco e di nuovo

e l’aria incantata

m’informano che stanotte ha nevicato.

Il pettirosso che ogni giorno

mi guarda da debita distanza

Oggi ha gonfiato le piume

e becchetta le briciole di pane

che mia madre ha sparso per terra.

Con le zampine sottili saltella

e s’alza in volo leggero

all’arrivo del merlo guerriero

Che volteggia tra pini ed allori

Prima di atterrare padrone.

Io guardo dai vetri appannati

E sento odore di pace e di strani

Silenzi che ovattano il cielo.

E’ il mistero dell’aria assonnata

che guarda fioccare la neve

quell’aria l’ho dentro le ossa,

se cade il vento sottile che striscia

tra i rami e la strada

Ci sarà una grande nevata.

Lo spero, mia madre si fissa a guardare

E poi dice: C’è rimasta lei sola

Lei sola a pulire i peccati.

 

(1963)

.

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 .

Aspettando l’alba.

di Franco Floris

 

Perché non muore

dentro me la notte? Perché ancora

avvolge n cupe trame i miei pensieri?

Dolce il giorno

vorrebbe dar colore alla foschia;

dolce il ricordo

d’amore al cuor si affaccia

e vola via.

Perché non fuggi

cupa ombra di morte

in faccia al sole?

 

(Borore, 11 maggio 2010)

.

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.

QUANDO ACCANTO AL FOCOLARE

di Myrta De Riz

 

Quando accanto al focolare

conterai faville e anni,

quando i tuoi occhi peseranno

stanchezza senza sogni,

torni lieto il ricordo del tempo tuo lontano,

dei tuoi capelli zingari

dello sguardo tuo inquieto

della vita sfacciata in volto.

Ti perdonerai per i sogni che non hai saputo

lasciato morir nella notte,

toglierai la maschera

ad amori bastardi e un po’ crudeli,

ma sorriderai a quell’ attimo

che visse in una notte di neve

e alle mille parole colte, solo per te,

nel giardino degli amori di giovinezza scapigliati.

Rivedrai chi di solo cuore ti amò,

chi nascose le tue pene nel suo sorriso,

chi ti accarezzò la prima ruga

e non seppe mai parlarti d’amore,

di un amore così forte e

del quale nessuno

ebbe a scriverne mai.

 .

Gerhard Richter

 .

Dove dispera Amore.

di Franco Floris

 

Dove dispera Amore, lì c’è Dio,

dove lacera l’anima nel dubbio,

dove non c’è speranza dell’oblio,

dove il dolore macera la rabbia,

dove ogni pietra irride al nome mio

e ogni pensiero è sbarra alla mia gabbia.

Dio del dolore, Dio di sofferenza

volti le spalle e non ascolti il pianto

e non ti curi della mia esistenza

sei in ogni luogo, ma non mi sei accanto.

Ovunque è prova della tua presenza,

eppure il mio dolore è mio soltanto,

e quando finirà la mia esistenza

finirà tutto o mi resterà il pianto?

 

(Borore, 24 maggio 2010)

.

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 .

Non si vede il tempo

di Cataldo Antonio Amoruso

 

Non si vede il tempo

Tu levi

dalle mani le tasche

e si sente come un battito

le ali.

 

Tornerà dal cielo

con le rondini

e poi col passo delle tortore

il tempo delle cacce

verranno da Reggio i cacciatori

coi loro cani esili

fiuteranno i luoghi

prenderanno stanze

da Donna Emma, da Donna Bellina

come un tempo

rideranno senza posa

apposteranno senza tregua

vuoteranno i carnieri

eleveranno levrieri come creature

splendide del loro stesso sangue

fatti carne

liberanno fino a notte fonda i cacciatori

poi nell’alba con occhi scialbi

e già aguzzi

faranno la posta

alle prime donne e agli angoli delle chiese

mostreranno i calzoni gonfi nel primo mattino

vuoteranno le fiasche alle labbra

fischieranno ai cani

si rincorreranno nelle loro giubbe da soldato

nelle reti nei coltelli

nella panoplia da caccia

caricheranno le auto dei vini migliori

prenderanno la via del mare

orinando nei rovi e per strada

la moria delle ali

silente

sarà contraria alla litania

del ritorno, ai ventri a terra tenera e violenta.

 

Un vento si accuccia nelle tasche

gli affido parole slegate e ricordi invertebrati

Avessero le mie dita il candore d’allora

quando stracciavano i miracoli  ridendo.

 

(28 maggio 2012)

nota: “E’ un ricordo del tempo in cui i cacciatori venivano al mio paese per ‘sparare’ e prendevano stanze in affitto; in maggioranza provenivano da Reggio Calabria e la loro presenza ritagliava quasi una piccola stagione, che non era semplicemente, o non solo, ‘la stagione della caccia’. In fondo anche questa è solo una metafora d’un altro tempo.” (da http://krimisa.blogspot.it/2014/01/non-si-vede-il-tempo.html)

* * *

 

Il Natale è una festa plurale: AUGURI da Il sasso nello stagno

Il Natale è una festa plurale per Il sasso nello stagno by AnGre

“Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo.”

[dal film L’attimo fuggente (Dead Poets Society), 1989, http://youtu.be/IMHfKfzYtRg ]

*

Per questo Natale 2013 Il sasso nello stagno ha invitato i suoi Amici a scrivere un verso, un solo verso ciascuno, così da formare un coro poetico all’insegna della collaborazione e del saper essere plurale – rispondendo a quelli che sono i motivi principali di questo collaborativo – formando tutti insieme una sola poesia dal titolo NOI ed augurando a tutti coloro che leggeranno, che passeranno di qui o che soltanto rivolgeranno uno sguardo ed un pensiero a queste pagine

TANTI AUGURI PER UN NATALE VERO!

*

Sorge nuovo il mattino nel giorno che ci riconosce voce

Tace l’annosa quercia e l’olmo vecchio

Vola il fiato di bocca sotto i rami innevati

U ciatu ri lu sciccareddu / amurusa a vucca cancia / (il fiato dell’asinello / amorosa la bocca cambia)

E sai, forse non ci sarà niente, ma non pensarlo nemmeno un minuto, che sia tutto.

E noi siamo qui, nonostante tutto. E il nostro pensiero vola libero, senza confini.

Ai margini delle loro serate, / fioccano lettere / di licenziamento, qualche riallocazione / e la nausea di una segretaria accondiscendente.

Foglie macerate nel gioco del vento?

Magico Natale, esagerato scintillio di luci, quanto inutile spreco, vorrei più luce di carità nel nostro cuore.

Ecco il sasso / buttato nello stagno – / cerchi di luce.

Ho cambiato i calzini stamattina, ma erano bucati.

Tra cipressi in ginocchio e fiori piegati trascino il mio raccolto che s’infiamma e brucia al primo alito di indifferenza

Le ore a Natale / son sogni passeggeri / attesi sottovoce.

Giorni e notti di neve a ricoprire – bianca coperta – le stanchezze umane / questo vorrei ma poi vorrei svegliarmi e stringere sul cuore i miei fratelli.

Nei sassi lanciati a divinare fughe di comete la speranza che ha nome pace

Distillando con cura le mie risorse unite, m’è bastato il vapore solo per breve volo.

Baratto una festa con parole senza una fine. Promesse e deliri frantumateli sul pavimento. Almeno soltanto per un giorno

Speranze negli occhi dei bambini, bianche come fiocchi di neve

La riflessione è l’anima della coscienza

Verrà un vento e salirà le case, avremo occhi più grandi per guardare

 

*

[nota: ogni verso, riportato nell’ordine di arrivo, si è scelto di iniziarlo con la maiuscola ed occupa un singolo rigo; laddove i versi erano più di uno, sono stati separati  con una barretta, per rientrare nella caratteristica richiesta dall’iniziativa di “scrivere un solo verso a testa”; al primo corrisponde il primo autore e così via.]

 .

Autori: Angela Greco – Franco Floris – Emma Lucchini – Daìta Martinez – Romeo Raja – Ornella Maggioni, Orny Ma – Emilia Barbato – Felice Serino – Manuela Vestri – Maria Korporal – Augusto Salati – Mirta De Riz – Anna Alessandrino – Antonino Caponnetto – Mirella Ciprea Crapanzano – Nadia Rosati – Grazia Albanese – Silvia Zanetto – Costantino Piazza, Kostia – Iole Troccoli.

il sasso nello stagno  collaborativo d'arte, poesia e dintorni a cura di AnGre - Natale 2013