Anne Sexton, versi da Poesie d’amore (1969)

pbr_odalisque1
Richard Tuschman, Hopper Meditations. (Hopper Meditations è una riflessione fotografica sul lavoro del pittore statunitense Edward Hopper)

 *

 

Noi

 

Ero avvolta in una pelliccia

bianca e nera e tu

me l’hai tolta e poi

in una luce dorata

mi hai incoronato

mentre fuori i fiocchi urtavano

la porta come frecce storte.

Mentre una spanna di neve

cadeva come stelle

in frammenti di calcio,

ce ne stavamo nel nostro corpo

(quella stanza che ci seppellirà)

e tu stavi nel mio corpo

(quella stanza che ci sopravvivrà),

e per cominciare ti asciugai

i piedi con una salvietta

poiché io ero la tua schiava

e tu mi chiamavi “principessa”.

Principessa!

 

Oh, allora

mi alzai, con la mia pelle dorata,

e scaraventai via i salmi

e scaraventai via i vestiti

e tu sciogliesti la briglia

e tu sciogliesti le redini

e io i bottoni

le ossa le confusioni

Ie cartoline del New England

le notti di gennaio alle dieci

e poi ci sollevammo, come grano,

acri e acri d’oro, e noi

mietemmo noi

mietemmo.

 

*

Undici dicembre

 

Nel letto è a te che penso, alla tua lingua

metà di cioccolato metà oceano,

a tutte le case dentro cui svicoli,

a quei capelli di lana d’acciaio

sulla tua testa, alle tue mani ancora

presenti, a come morsichiamo assieme

la barriera perché siamo due.

 

A come vieni e afferri la mia coppa

di sangue e a come poi mi leghi a te;

a come prendi la mia acqua salata.

Siamo nudi. Nudi fino all’osso

ed assieme nuotiamo, risalendo

il fiume, su per quello stesso fiume

che sono Io, dove entriamo assieme

noi due. Nessuno resta solo.

 

 

(Da “Diciotto giorni senza te”)

.

*

Anne Sexton, L’estrosa abbondanza, Crocetti Editore

Hermann Hesse, Vieni con me

grazing-horses-iv-the-red-horses-1911
Franz Marc, Grazing Horses IV (The Red Horses), 1911

 

Vieni con me

 

Vieni con me!

Devi affrettarti però –

sette lunghe miglia

io faccio ad ogni passo.

Dietro il bosco ed il colle

aspetta il mio cavallo rosso.

Vieni con me! Afferro le redini –

vieni con me nel mio castello rosso.

Lì crescono alberi blu

con mele d’oro,

là sogniamo sogni d’argento,

che nessun altro può sognare.

Là dormono rari piaceri,

che nessuno finora ha assaggiato,

sotto gli allori baci purpurei –

Vieni con me per boschi e colli!

tieniti forte! Afferro le redini,

e tremando il mio cavallo ti rapisce.

*

Hermann Hesse

(dal web  –  sull’Autore: http://www.hermann-hesse.de/it)

Anna Achmatova, due poesie da La corsa del tempo

artwork_images_573_287173_igor-mitoraj - Copia
Igor Mitoraj, Sonno II (bronzo 2001)

 

 

Né mistero né dolore,

né volontà sapiente del destino:

sempre quell’incontrarci ci lasciava

l’impressione di una lotta.

 

Ed io, indovinato dal mattino

l’attimo del tuo arrivo,

percepivo nei palmi socchiusi

il morso leggero di un tremito.

 

Con dita arse gualcivo

la variopinta tovaglia del tavolo…

capivo fin da allora

quanto è angusta questa terra.

 

[1914 o 1915]

 

#

 

Distesa e gialla la luce serale,

dolce fresco d’aprile.

Hai tardato molti anni,

pure io ti accolgo felice.

 

Siedi qui, più vicino,

guarda con occhi allegri:

ecco il quaderno azzurro

coi miei versi di bimba.

 

Perdona se vissi in pena,

e se poco ho gioito del sole.

Perdona, perdona quei troppi

scambiati per te.

 

[1915]

 

*

Anna Achmatova, La corsa del tempo, Einaudi Editore

Amicizia, versi di Antonella Troisi – per l’evento IO AL PLURALE FA NOI

Umberto Boccioni - Sotto la pergola a Napoli (1914)
Umberto Boccioni – Sotto la pergola a Napoli (1914)

 

.

Amici,

solo amici

questo era il patto.

Giorni, settimane, mesi

trascorsi a studiare,

a condividere

ansie e passioni,

ma quella sera

quella sera…

tutto è cambiato.

 

Equilibrio instabile,

certezze frananti.

 

Le labbra si sfiorano.

 

Improvvise

creste di onde

da un mare calmo.

 

quella sera

tutto è cambiato.

 

Ho perso un amico.

 

*

Antonella Troisi

scatola a sorpresa di Angela Greco

Kostia, quadro oggetto - Cassetta Quadrata 2oo3,cm 24x24
opera di Kostia (quadro oggetto)

.

scartalo pure questo presente

di ideali disattesi e cieli sospesi

di incerto domani e singole mani

no che non va bene così / lo sappiamo

 

ci sono passi che insegnano il cammino

e stelle appese per rivangare notti passate

anche se tutto si ferma al sole di un ricordo

l’importante è averlo dentro un sogno

costruito nell’incertezza ma vivo e vero

come un nome che ti porti dalla nascita

in cui già riconosci il germoglio e il frutto

 

si rincorrono primavere su un foglio bianco

ancora da colorare con gli arcobaleni a venire

fatti dalle tue mani colme di parole e silenzio

spazio che abbrevia distanze e stinge il buio

albeggiando domani e stringendo altre mani

perché si possa finalmente diventare noi

 

– amico mio – credo con te che questo regalo scartato

contenga davvero tutto ciò che ancora possiamo essere

consegnalo per me a chi ti porti dentro così caro

prezioso dono da custodire e leggere e leggere ancora

 

 

*

IO AL PLURALE FA NOI e tutto Il sasso nello stagno festeggia oggi il compleanno di Romeo Raja con questi versi scritti per lui. Con affetto, AnGre

*

Dove mi manchi, versi di Franco Floris – per l’evento IO AL PLURALE FA NOI

Giuseppe-de-nittis_21 Kimono color arancia 1880
Giuseppe De Nittis, Kimono color arancia (1880)

.

Dove mi manchi?

Mi manchi nel cuore

che batte disperato

privato del tuo amore.

Mi manchi nell’anima

che più non sa volare

perché le hai rubato le ali.

Mi manchi nella mente

che non sa pensare

ad altro che a te.

Mi manchi nelle mani

che non toccano più

la tua pelle incantata.

Mi manchi nel sorriso

che hai rubato dal mio viso.

 

Borore, marzo 2014

*

Franco Floris

Lettera ad un’amica di Mirta De Riz – per l’evento IO AL PLURALE FA NOI

Michael Van Ofen
opera di Michael Van Ofen

.

Amica mia,

ecco il momento più bello della giornata, quello che aspetto tra un affanno e un sorriso che si spegne più veloce di come si è acceso.

Qui, accanto alla finestra del mio piccolo studio, sbircio il cielo severo e cupo e aspetto che il primo raggio di sole apra il palcoscenico delle nuvole e baci il nuovo giorno.

Maria, quest’appuntamento quotidiano mi rende serena.

Non ho mai avuto un’amica, se non nel tempo, ormai troppo lontano, dell’infanzia.

Poi sei entrata tu, per un capriccio del caso, nella mia vita.

Non hai condiviso con me, al tempo delle fate, le corse in bicicletta a mani alzate, né abbiamo saltato covoni di fieno insieme, né gettato acqua calda sulla neve per renderla ghiaccio per poi volare su quelle piste con lo slittino.

Tu da bimba non conoscevi la neve; abiti al sud e hai imparato ad amare il tuo bellissimo mare.

T’immagino, piccola, camminare, quasi addossata ai muri delle case, sul marciapiede assolato e bussare al vecchio portone affinché l’anziana signora, che trascorre con te i pomeriggi in una vecchia cucina per insegnarti a catalogare quei preziosi francobolli, ti accolga premurosa.

Mi hai pure raccontato del tuo arrivo al collegio svizzero, dove, ben presto, hai dovuto imparare a mangiare tutta la minestra e altrettanto presto imparare la lingua francese.

Dovevi essere carina con la divisa: la gonna blu a pieghe, camicetta bianca e golfino blu.

Eri la più piccola, avevi i capelli neri con il taglio a caschetto.

Sei cresciuta, non molto per la verità, e porti ancora il caschetto.

Vivo questi ricordi, che mi hai consegnato nelle tue lettere, per unire il presente a un passato che ci vide stelle di diversi cieli.

Ricordi la prima volta che ci incontrammo in rete?

Litigammo subito.

E’ vero che i rapporti più belli spesso nascono da un’iniziale antipatia.

Leggesti poi le mie Poesie, facendo tuoi i sentimenti, i sogni e i graffi del mio dolore.

Nacque così questa stupenda amicizia che ci fa ridere, piangere, che ci sorprende, che si racconta.

Non ho mai avuto una sorella; forse sì una l’ho avuta, ma si è persa nella nebbia della vita e ora nel buio del nulla.

Ora ci sei tu, io e te, noi.  Insieme.

Come si fa con una sorella vorrei appoggiare la testa sulla tua spalla e ascoltare il silenzio, vorrei consegnarti la buonanotte, vorrei perdonarti tutto, vorrei ripeterti quelle parole così difficili da dire:

ti voglio bene.

Mirta

Giornata Mondiale della Poesia: omaggio a William Shakespeare

fotografia di Lorenza Pieretti
fotografia di Lorenza Pieretti

.

“Il 21 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’Unesco al fine di riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace”. Nel 450° anno della nascita di William Shakespeare (26aprile 1564) Il sasso nello stagno rende omaggio a questa immensa figura letteraria che più di tutte fa parte del quotidiano e della concezione poetica e teatrale che ognuno trattiene in sé.

Per questo evento ho scelto tre sonetti sul tema della Poesia eternatrice, sulla sua peculiare e magnifica capacità di tramandare il tempo oltre il tempo e di consegnarlo ai posteri, parola e gesto e sentimento che parla anche a chi verrà dopo colui che ne ha scritto. Anche questo evento si colloca in IO AL PLURALE FA NOI, iniziativa de Il sasso nello stagno per festeggiare due anni di collaborazioni, con la bellissima fotografia di apertura (di Lorenza Pieretti, che ringrazio), un plurale di gemme pronte a fiorire, come auspicio per una eterna primavera della poesia e delle arti!

Buona lettura a tutti e felice Primavera a ciascuno!

Angela Greco

*

da Shakespeare, Sonetti – Oscar Mondadori 2008

15

Quando considero che ogni cosa vivente

rimane in perfezione sol per pochi istanti,

e che questo immenso scenario non offre che apparenze

su cui le stelle arcanamente agiscono;

Quando vedo gli uomini crescere al pari delle piante,

favoriti e avversati dallo stesso cielo,

menar vanto di giovinezza e, giunti al sommo, declinare

e logorarsi sino a perdere il ricorde del loro vigore;

Allora il pensiero di questa esistenza infida

mi richiama agli occhi la tua splendida gioventù,

e come il Tempo e la Rovina si diano a gara

per deturpare il tuo limpido giorno nell’impura norte.

In aspra guerra col Tempo, per tuo amore,

quel ch’ei ti toglie, te lo innesto di nuovo.

#

23

Come un inesperto attore sulla scena

che per paura dimentica la parte,

o come un violento stracarico di rabbia

cui l’impeto smodato indebolisce il cuore,

Così anch’io, diffidando di me, dimentico

il perfetto rituale dell’amore

e, fin troppo innamorato, sembra ch’io venga meno

sotto il peso del suo eccessivo ardore.

Siano allora i miei libri a parlare per me,

muti messaggeri del mio traboccante cuore,

che implora amore e attende più alta ricompensa

 quella lingua che più spesso e meglio parlò di te.

Oh, sappi leggere quel che amore in silenzio ha scritto:

è proprio di intelligente amore udire con gli occhi.

noi siamo così, versi di Annamaria Giannini – per l’evento IO AL PLURALE FA NOI

Auguste Rodin - Creation 1902
Auguste Rodin, Creation (1902)

.

noi siamo così, colori di una mano aperta

pronta a stingersi intorno alla parola

è come giungere in punta di vita, vino

che geme nella botte di rovere, trasuda

di rosso carminio pensiero di volti sbiancati

dall’altra parte del mondo al mio stesso vento

 

noi siamo così, quasi poeti figli di un ramo

che gemma allo sciogliersi acre del suono

in un unico passo, c’è bellezza nel vuoto

come c’è un uomo in ogni blocco di creta

 

*

Annamaria Giannini

sinergia poetica con accompagnamento pittorico: versi di Romeo Raja & Angela Greco e opera di Gianni Gianasso – per IO AL PLURALE FA NOI

Gianni Gianasso - BLU 381 • acrilico e olio su tela • cm 100× 80 - Ciclo Stati di Replica • 2003
Gianni Gianasso – BLU 381
acrilico e olio su tela, cm 100× 80 – Ciclo Stati di Replica (2003)

.

E quelle volte

 

I passi a volte ingannano

li sai a memoria e cammini

nemmeno pensi che li stai mettendo

uno a uno in fila.

Altre volte sono così pesanti

e quelle volte, guardi

t’accorgi così che sono parole

in successione accadute

che portano lontano

o solo più vicino

fino alla speranza al punto e all’incontro

e di meraviglia riconosci la strada

per un altro mattino.

 

Scendendo dal cielo davanti a una chiesa

fra l’azzurro e la vita è posta una croce.

 

*

Romeo Raja & Angela Greco

 

Arriverà dal mare, versi di Anna Alessandrino – per l’evento IO AL PLURALE FA NOI

edvard-munch-due-persone-sole_15
Edvard Munch, Due persone sole – xilografia, 1899

.

Arriverà dal mare

il profumo di petali di fuoco

e di boccioli docili e nudi

quando immagino i respiri

tra lenzuola bianche

e una voce che adorna il cuore.

 

Soffio di brivido confuso

mentre tu mi guardi.

 

Stasera mi vestirò di vento

e tu sarai pioggia sui miei capelli

io brivido audace sulle tue labbra

che sfioro come questa musica mi sfiora.

 

Vestiamoci di noi

e di sussurri e battiti che s’intrecciano

sui nostri corpi stanchi.

 

*

(Anna Alessandrino)

le ombre e i desideri si allungano, versi di Cettina Lascia Cirinnà – per IO AL PLURALE FA NOI

fotografia di Ferdinando Scianna
fotografia di Ferdinando Scianna

.

(le ombre e i desideri si allungano)

 

le ombre e i desideri

si allungano a dismisura

sui cortili bui della mente bambina

 

attraversano indisturbati

mattonelle di ceramica multicolore

mentre un sole cocente

brucia l’Anima inaridita

 

lego alla vita corde invisibili di sospiri

non c’è declinazione d’amore

nelle tue parole

 

ammutolita dalle mie sembianze

mi affido al vento del deserto

e ricado polvere finissima di vita

sulle tue braccia

 

*

Cettina Lascia Cirinnà

IO AL PLURALE FA NOI: la poetica foto di Ila Gi ed I cigni selvatici – pdf scaricabile

foto di Ilaria Giombelli per Il sasso nello stagno di AnGre Io al plurale fa noi
fotografia di Ilaria Giombelli – Io al plurale fa noi

.

Per ringraziare tutti gli Amici che stanno seguendo con interesse questo  nostro evento IO AL PLURALE FA NOI – due anni di collaborazioni, Il sasso nello stagno – complice la bellissima fotografia di Ilaria Giombelli (Ila Gi), alla quale dico un grazie colmo d’affetto per la partecipazione – vuole far dono di una fiaba di H.C.Andersen, I cigni selvatici, che racconta del NOI in ambito familiare, quello prezioso e speciale che nasce tra fratelli, quando se ne ha questa fortuna.

Nell’augurarvi una domenica primaverile soprattutto per il cuore, vi abbraccio e vi ricordo che il pdf è scaricabile, cliccando sul link e, una volta aperto, cliccando semplicemente sull’icona del dischetto che comparirà sul foglio, nella zona centrale in basso. Buona lettura!

Angela

I cigni selvatici di H.C.Andersen – Il sasso nello stagno di AnGre

*

 

è dove trovarti, versi di Cataldo A.Amoruso – per l’evento IO AL PLURALE FA NOI

fotografia di Angela Greco

.

è dove trovarti

che m’incontro di cielo

e speculare il mare contieni

tu

e nella stessa linea colori

d’azzurro l’aria

di aria il mare

di mare il giorno

di giorno gli occhi

ed io non so

quanto dista la notte

se mai ci fu

o se è solo questo colore

a volte assiduo ed altre assurdo

ma che sento, linea che sottendi

come un segreto che si fa orizzonte

dove si continuano

il cielo il mare, i tuoi occhi

 

oggi è nato un nuovo giorno

dalle tue mani pronte

a chiudere i cancelli

ché non ci abbia la notte

coi suoi neri processi

di nubi e trenodie di domande

 

tu ne quaesieris…

 

*

[versi di Cataldo Antonio Amoruso & fotografia di Angela Greco]