L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste* – In Salento, bloccate le strade per il trasporto di talpa meccanica

Di notte, nel Salento, la Democrazia va a p*** e tramite ordinanza prefettizia inviata con PEC alle ore 23 (!!) si bloccano le strade e si militarizzano come in guerra i territori per permettere ad “un’opera e un’azienda privata su cui ci sono indagini in corso da parte della magistratura penale per possibili violazioni di legge” di continuare a fare i propri comodi. In Salento, si, quello delle vostre agognate vacanze, SU UNA DELLE PIU’ BELLE TERRE DI ITALIA approda “la talpa meccanica lunga 18 metri e pesante 74 tonnellate, che servirà a scavare il tunnel d’approdo del gasdotto Tap. Il tunnel sarà lungo 1,6 chilometri: 800 metri sottoterra e 800 metri in mare, al largo della costa di San Foca. Secondo una stima prudenziale di Tap, le trivellazioni dovrebbero durare 120 giorni.” In chiusura, i due articoli completi tratti da La Gazzetta del Mezzogiorno e Corriere Salentino.

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«Un dispiegamento di polizia paragonabile a quello che fronteggiava i gilet gialli francesi. Non si può comprendere e tollerare una sospensione della libertà e della Costituzione come quella che abbiamo subito. Lo Stato italiano sta difendendo un’opera e un’azienda privata su cui ci sono indagini in corso da parte della magistratura penale per possibili violazioni di legge». E’ il commento postato su Facebook del sindaco di Melendugno, Marco Potì, sull’arrivo in Salento della talpa che scaverà il tunnel del gasdotto Tap.
Potì ha anche fatto sapere che l’ordinanza prefettizia che ha disposto la chiusura al traffico di alcune strade per consentire il passaggio del macchinario, è stata notificata al Comune per Pec, alle 23 di ieri, quando gli uffici erano «abbondantemente chiusi».

Sono iniziate questa mattina nel cantiere di San Basilio a Melendugno (Salento) le operazioni di assemblaggio delle sei sezioni, di tre metri ciascuna, della ‘Tunnel Boring Machinè, cioè la talpa meccanica lunga 18 metri e pesante 74 tonnellate, che servirà a scavare il tunnel d’approdo del gasdotto Tap. Il tunnel sarà lungo 1,6 chilometri: 800 metri sottoterra e 800 metri in mare, al largo della costa di San Foca. Secondo una stima prudenziale di Tap, le trivellazioni dovrebbero durare 120 giorni.
Al momento sono tre i cantieri dove sono in corso lavori: a San Basilio, a Masseria del Capitano dove si procede con le attività propedeutiche alla realizzazione del terminale di ricezione (Prt), e a un nuovo cluster vicino, lungo il tracciato di otto chilometri, tra San Basilio e Masseria del Capitano, in cui verrà posata la condotta di Tap a terra.
In merito alle eccezionali misure adottate per il trasporto della talpa nel cantiere, Tap precisa che «è avvenuto in orario notturno per ridurre al minimo il disturbo all’ordinario traffico veicolare lungo le strade interessate»

STRADE BLOCCATE NELLA NOTTE – Un dispiegamento straordinario di forze di polizia ha scortato nella notte l’arrivo a Melendugno della talpa meccanica che sarà utilizzata per scavare il tunnel del gasdotto Tap che sfocerà a circa 900 metri dalla linea di battigia nelle acque di San Foca, in località San Basilio. Per permettere il trasporto eccezionale del mezzo meccanico dal peso di 75 tonnellate, la Prefettura di Lecce ha emesso un’ordinanza lampo vietando il transito e l’accesso a veicoli e persone, eccetto i proprietari frontisti, dalle 23 di ieri sera alle 5 di stamane sulla tangenziale est di Lecce, sulla litoranea che collega Lecce a San Foca e sulle strade provinciali di Vernole e Melendugno che conducono al cantiere Tap di San Basilio. Decine di attivisti No Tap sono stati bloccati agli incroci ma al di là delle proteste verbali non si sono registrati incidenti.

Sorgente: Tap, bloccate le strade per il trasporto di talpa meccanica

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MELENDUGNO – È notte, ma non tutti dormono nei luoghi dove passa Tap: gli attivisti segnalano un’imponente operazione notturna e il sindaco s’indigna. Arriva il grande tubo. “Scene incredibili in questi minuti a Melendugno e Vernole – spiega Marco Potì –  Numerosissimi agenti e forze di polizia che presidiano tutte le strade che intersecano con la provinciale che da Lecce va fino al cantiere di San Basilio a San Foca, in tenuta antisommossa”.

Un’ordinanza prefettizia di blocco della circolazione notificata per PEC al Comune alle ore 23:00 (ad uffici abbondantemente chiusi!), che va dalle ore 23:00 del 9 gennaio alle ore 5:00 del 10 gennaio; il tutto per permettere il trasporto eccezionale della talpa di Tap, che dovrà trivellare sotto la spiaggia di San Foca. Dall’altra parte delle strade ci sono pochi cittadini che protestano e, per caso, pericolosi facinorosi? C’è un dispiegamento di polizia paragonabile a quello che fronteggia i gilet gialli francesi. No: da una parte c’è un tranquillo paese militarizzato, bloccato e offeso e dall’altra parte c’è lo Stato italiano, che difende un’opera e un’azienda privata su cui ci sono indagini in corso da parte della magistratura penale per possibili violazioni di legge.
Non si può comprendere e tollerare una sospensione della libertà di circolazione e della costituzione in questa parte di Italia. Il Salento e Melendugno hanno una dignità. RISPETTATECI!

Fonte: Corriere salentino

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*”L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste” è tratto da Viva l’Italia di Francesco De Gregori.

#NoTap #stopalleopereinutili #dal2020ilfossileseitu

Alberto Rizzi, due contributi a sostegno delle nuove resistenze

Dopo la pubblicazione dell’articolo inerente quanto sta accadendo attualmente nel Salento (Puglia), apparso lo scorso 21 novembre ’17 su Il sasso nello stagno di AnGre (LEGGI QUI), ricevo una graditissima mail con oggetto “Contributo” #noTAP e gioisco che qualcosa si è mosso, che in tanti abbiano letto e abbiano saputo, che non tutto è perduto, che c’è ancora chi è vivo e reagisce alla prevaricazione, all’imposizione, alla negazione dei diritti e che vuole, come può, abbattere qual muro che hanno costruito a San Foca, comune di Melendugno (LE), in una delle zone sacre di ulivi e turismo e voglia di rinascita…A scrivere la mail, da cui estraggo i sotto riportati righi, è Alberto Rizzi, poeta, autore e artista impegnato da decenni contro il consolidato sistema clientelare e non solo di cui si soffre nel Bel Paese. Alberto, che con stima ringrazio di cuore, scrive: “nel mio piccolo ti invio questi due contributi (molto di più non posso fare, vista la distanza): una poesia tratta da “Achtung Banditen – Poesie per le Nuove Resistenze”, uscita on line nell’ambito di un progetto sulle Resistenze ed un piccolissimo estratto dell’ultimo capitolo del mio primo romanzo (“I pesci nel barile”), capitolo nel quale racconto cosa fecero i vari personaggi, dopo le vicende narrate nel libro: un suggerimento “fra le righe” a chi si trova a dover combattere una battaglia, senza potersi fare troppe illusioni nell’uso di mezzi “democratici”, tenendo presente che le soluzioni da me proposte non assecondano il “comune sentire”. Nonostante tutto, torno così a credere in quel qualcosa di più grande che ci fa Esseri Umani non solo a parole. Grazie. (AnGre)

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……….Livio Lazzarin: nel 1983 si prese una cotta della malora per un’altoatesina, pasionaria nei locali gruppi ambientalisti. Il colpo di fulmine fu reciproco: Livio mollò la sua attività e la riprese lassù, con la nuova compagna. Esattamente vent’anni dopo, la valle nella quale abitavano fu interessata da un “progetto di modernizzazione”: vale a dire che si voleva cementificare dovunque si potesse, per innalzare una centrale a nafta che “avrebbe portato progresso e nuovi posti di lavoro”.

……….Quando si resero conto, che i comitati sorti per salvare quel lembo di territorio venivano presi in giro dai politici al soldo delle multinazionali, Livio e Birgitte ebbero un’idea geniale: chiesero aiuto a un gruppo di hacker e, in un paio di mesi, le tre maggiori imprese coinvolte nei lavori vennero portate sull’orlo della bancarotta. Una delle tre, particolarmente restia a ritirarsi, subì anche un attentato devastante in un cantiere aperto in una regione vicina.

……….I tutori dell’ordine presero subito di mira la coppia e i suoi amici, e i giornalisti spalarono come al solito la loro merda, scrivendo a destra e a manca di ecoterrorismo, ma dopo qualche mese furono tutti fuori e della centrale non si parlò più. L’anno successivo, per buona misura, il vicesindaco e assessore all’ambiente del Comune (che più di tutti aveva caldeggiato l’opera) ebbe la propria casa distrutta da un incendio doloso, mentre era in vacanza con tutta la famiglia. (Alberto Rizzi, estratto da I pesci nel barile, romanzo)

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Per leggere altro di Alberto Rizzi in questo blog clicca QUI

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riproponiamo come foto d’apertura Leuca, Faro di Punta Palascia (dal web), il punto più a est d’Italia, il punto della prima alba di ogni nostro giorno…che sia di buon auspicio per una Nuova Alba del genere umano.

Tutto il paese vuole far sapere che vive ancora

Un bisbigliare fitto, di mille voci,
s’ode lontano dai vicini cortili:
tutto il paese vuole far sapere
che vive ancora

(Vittorio Bodini)

Grazie per la sensibilità. Dovere delle Arti è anche quello di salvare la Terra e l’Uomo. Informatevi e per cortesia condividete. Tanti, troppi cittadini italiani NON sanno cosa sta succedendo in quella che per altri motivi rivendicano come casa propria…Qui nel Salento lo Stato ha autorizzato una multinazionale a rubare terra e libertà. Nessuno è escluso. Salento siamo tutti quelli che credono in qualcosa di più per il proprio domani e per il domani dei propri figli. Informatevi! Girare la testa non salverà nessuno.

Portiamo subito all’attenzione il fatto più inquietante e che da solo basterebbe a fare indignare e quindi reagire chiunque abbia una memoria storica e, magari, anche quel qualcos’altro ormai del tutto assente in una umanità che è stata addomesticata al male, abituata-avvelenata a piccole dose continue e, così sedata, resa schiava, tanto da reputare ormai normale quello che normale non è: 2 KM DI MURO E FILO SPINATO, IN ITALIA, PUGLIA, SALENTO, NON ALTROVE, “in questa fetta del territorio salentino sottratta alla sovranità popolare, finanche al libero esercizio del diritto di cronaca dei giornalisti, e trasformata in territorio dell’ Azerbaigian, sotto protettorato svizzero, vigilato dalle Forze dell’ Ordine dello Stato italiano.” (http://www.leccecronaca.it/index.php/2017/11/20/il-muro-di-melendugno-una-vergogna-mondiale/)

Poi, per evitare di urlare davanti a ciò, raccolgo la razionalità e traggo solo qualche rigo dal web: tra giugno, luglio e agosto 2017 gli stabilimenti balneari hanno registrato una crescita del 16% rispetto al 2016 (fonte: CNA Balneatori), un incremento dei turisti stranieri del 5% sullo stesso periodo dell’anno scorso e un aumento generalizzato in tutte le regioni costiere, con il primato all’Emilia Romagna (+25%) seguita da Puglia (+23%) e Sicilia (+22%). Come dire che all’Italia NON conviene per nessuna ragione deturpare il proprio patrimonio ambientale. E, invece, IN PUGLIA che succede?

Angela Greco AnGre – #noTAP 

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dall’editoriale di Bill McKibben: Gli europei, giustamente, prendono in giro il Presidente Trump, perché nega il cambiamento climatico. E tuttavia si stanno attivando per costruire uno dei più grandi gasdotti nel mondo – le somme di denaro che vogliono investire in questo progetto sarebbero giustificate solo se TAP fosse operativo per interi decenni. Fondamentalmente, l’Europa e i governi nazionali che sono coinvolti stanno dicendo che “nel 2017 ci aspettiamo che l’Europa sia ancora dipendente dai combustibili fossili.”

Stanno dicendo questo proprio nel momento in cui sta diventando chiaro quanto terribili possono essere gli effetti del cambiamento climatico. Siamo alla fine dei tre anni più caldi mai registrati sul nostro pianeta, e l’Europa stessa ne ha visto gli effetti: incendi boschivi di vasta portata sono ormai un avvenimento regolare, e sono causati dagli stessi episodi di siccità che hanno trasformato alcune delle valli più fertili del pianeta in deserti temporanei. Poi, quando il clima si ribella, lo fa nel peggiore dei modi.

Nel frattempo, TAP arriva proprio nel momento in cui il costo delle energie rinnovabili sta crollando. Qualunque prospetto giustificasse la costruzione del gasdotto qualche anno fa oggi è sicuramente datato: ogni tre mesi il costo dell’energia solare ed eolica si abbassa. E tra cinquant’anni? L’Europa starà ancora pagando un gasdotto che non servirà a nulla, se non come reperto museale di una tecnologia arcaica. Questo era lo scopo preciso della Conferenza di Parigi sul clima: dovevamo smettere di costruire nuove infrastrutture per i combustibili fossili, e abbandonare progressivamente la dipendenza dal gas e dal petrolio che avevamo già estratto.

(http://www.recommon.org/ferma-gasdotto-tap-bill-mckibben/)

Il Prefetto limita la libertà di circolazione a San Foca (Lecce) e assegna le aree adiacenti il cantiere “nella disponibilità delle forze di polizia”, mentre TAP distribuisce brioches e cappuccini al centro commerciale e diffonde un filmato in cui si vede la sede melendugnese fatta oggetto di scritte e lanci di uova. Ma tutto questo sembra non bastare a convincere la popolazione a desistere e rinunciare alla battaglia contro il gasdotto. Anzi, il fronte locale del NO appare ancora più determinato e compatto e riceve sponda anche dal resto dell’Europa.

“Non ci piegheremo davanti alla repressione messa in atto dallo Stato. Continueremo la nostra lotta, sempre più determinati, forti, convinti!”, scrive il movimento No TAP sulla sua pagina facebook.

(http://www.tagpress.it/ambiente/scatta-la-disobbedienza-no-tap-proteste-anche-in-europa-20171115)

in Salento barriere antisfondamento al posto dei muretti a secco – LECCE, Campagne di Melendugno blindate attorno al cantiere del gasdotto Tap, con barriere antisfondamento, recinzioni e cancelli tirati su in poche ore nelle proprietà private. Prende forma così la zona rossa attorno al gasdotto transadriatico proveniente dall’Azerbaijan, con 24 particelle di terreno (fuori dal tracciato del gasdotto) requisite. Al loro interno accesso e transito sono inibiti a chiunque (tranne i proprietari di case e terreni muniti di appositi permessi) e i giornalisti sono stati accompagnati sul cantiere dalla polizia per pochi minuti. Nell’area cuscinetto, voluta dal prefetto di Lecce Claudio Palomba, nessuno potrà entrare, almeno per un mese, al fine di evitare manifestazioni di protesta, presidi e contestazioni […] Diversi contadini hanno dovuto rinunciare alla raccolta delle olive, poiché l’ordinanza prevede che l’ingresso in area rossa avvenga solo singolarmente e dietro riconoscimento. Esclusi a priori i No Tap, che dopo otto mesi hanno dovuto abbandonare il presidio, compreso nella parte interdetta, ma cercano nuove forme per manifestare – insieme all’amministrazione comunale di Melendugno – la contrarietà all’opera. Per il sindaco Marco Potì, l’ordinanza del prefetto è “sovradimensionata” rispetto alle necessità di tutela del cantiere e “troppo oppressiva” delle libertà dei cittadini.

(http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/11/15/news/gasdotto_tap_in_salento_barriere_antisfondamento_al_posto_dei_muretti_a_secco_il_cantiere_e_una_trincea-181144814/)

Il maxi-progetto Tap, presentato ai cittadini italiani come una grande opera strategica per liberare l’Europa dalla dipendenza dal metano russo, rischia invece di passare alla storia come il gasdotto dei tre regimi. L’ESPRESSO documenta decine di connessioni societarie (aziende con gli stessi amministratori o azionisti) fra tre blocchi di potere politico-economico, che portano al presidente turco Erdogan, al dittatore azero Aliyev e agli oligarchi russi legati a Putin.

(http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/04/14/news/tap-il-gasdotto-dei-tre-regimi-erdogan-aliyev-amp-putin-spa-1.299622)

Tap, gli affari sporchi degli uomini del gasdotto – Il manager finito in mezzo a un caso di riciclaggio mafioso, l’azero con la società offshore svelata dai Panama papers, l’uomo d’affari scelto perché ha buoni agganci con la politica e il condannato per furto di libri antichi. Ritratto dei nomi più importanti legati alla maxi opera. Un intreccio di vicende pubbliche e segreti privati che rilancia quel groviglio di interrogativi che fanno da detonatore delle proteste esplose in Puglia: chi ha deciso l’attuale tracciato? È davvero necessario far passare miliardi di metri cubi di gas tra spiagge meravigliose e oliveti secolari, anziché dirottare i maxi-tubi in zone già industrializzate, che si potrebbero disinquinare con una minima parte dei fondi del Tap? Come mai i finanziamenti pubblici europei sono stati incamerati da una società-veicolo con azionisti svizzeri? Se è vero che il gasdotto è strategico per molti Stati sovrani, perché sono le aziende private a progettare dove, come e con chi costruire una grande opera tanto costosa e controversa?

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Vittorio Bodini, versi da La luna dei Borboni e altre poesie (1945 – ’61) 

Cade a pezzi a quest’ora sulle terre del Sud
un tramonto da bestia macellata.
L’aria è piena di sangue,
e gli ulivi, e le foglie del tabacco,
e ancora non s’accende un lume.

Un bisbigliare fitto, di mille voci,
s’ode lontano dai vicini cortili:
tutto il paese vuole far sapere
che vive ancora
nell’ombra in cui rientra decapitato
un carrettiere dalle cave. Il buio,
com’è lungo nel Sud! Tardi s’accendono
le luci delle case e dei fanali.

Le bambine negli orti
ad ogni grido aggiungono una foglia
alla luna e al basilico

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Flavio Almerighi, Luoghi in ombra

luoghi in ombra, sensazioni,
il cuore esce dal petto
va a viversi in pace
un’autobiografia languida
bocche di pesca dove fuggire,
restare indolente
fino alla morte solitaria del cacciatore

il desiderio più che tiepido
ondeggia tranquillo in mare,
dov’è libertà dov’è il caso
non a caso a Sud,
dove il mondo si apre
in due come una melagrana
e la luna è dello stesso colore

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I cosiddetti “social”, la nuova società dalla quale nessuno vuole sentirsi escluso, non accetta di sporcarsi le mani con notizie come queste (verificatelo ad esempio mettendo in bacheca le condivisioni #noTAP: in pochi leggeranno, ancor meno condivideranno); le piattaforme devono essere il luogo del bello, del sorriso forzato e corretto, del buonismo, così da essere accettati in una cerchia e non sentirsi esclusi. INVECE RIAPPROPRIATEVI DEL SENSO CRITICO, APRITE GLI OCCHI, INFORMATEVI, SEMPRE!!

Vogliamo terminare questo articolo con un segno, la foto d’apertura: Leuca, Faro di Punta Palascia (dal web), il punto più a est d’Italia, il punto della prima alba di ogni nostro giorno…che sia di buon auspicio per una Nuova Alba del genere umano. Abbiamo volutamente omesso giudizi politici, ipocrisie buoniste, moralismi e questioni di etica, perché i fatti parlano da soli ed abbiamo evitato anche fotografie a forte impatto emotivo, perché non vogliamo sensazionalismi, ma condivisioni, conoscenza e presa di coscienza.

(by Il sasso nello stagno di AnGre)