Angela Greco, Natività – tratto da: Prospettive. Omaggio di parole a Francesco Malavolta a cura di Words Social Forum

da: Prospettive. Omaggio di parole a Francesco Malavolta

a cura di Words Social Forum

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Angela Greco, Natività 

versi per la fotografia di Francesco Malavolta

.

C’è del sacro in questa salvezza d’umanità
che senza sorriso guarda la notte
e tra le braccia
– in un attimo caravaggesco –
al domani.

Nell’anticipo di apocalisse sulla sponda opposta
fauci di drago sputano sulla quotidianità
abbandonata d’un fiato e d’un battito
per tentare l’approdo
tra i miracoli del baratto con la sorte.

Attorno alla Madre
si stringe l’ostinazione di sopravvivere.
Nell’affanno della riva
una sedia attende il ritorno
arrugginendo di lacrime e silenzio.

(inedito)

*

“Francesco Malavolta è un fotogiornalista. Dal 1994 collabora con varie agenzie fotografiche nazionali ed internazionali, con organizzazioni umanitarie quali l’UNHCR e l’OIM. Dal 2011 documenta, per conto dell’Agenzia dell’Unione Europea “Frontex”, quel che accade lungo i confini marittimi e terrestri del Continente. Da subito orienta quasi totalmente i suoi lavori sulle frontiere e di conseguenza sul flusso migratorio dei popoli, in particolare su quello proveniente dal mare. Segue le vicende dall’immigrazione fin dall’inizio degli anni Novanta, dai tempi del grande esodo dall’Albania. Semplice e rigoroso il suo metodo di lavoro: studiare, documentarsi, prepararsi a ogni servizio come se fosse il primo. Non dare mai niente per scontato. E “disarticolare” con le immagini l’idea che le migrazioni siano una specie di fenomeno idraulico: un “flusso” dove gli individui, il loro nome, la loro identità, e il loro sguardo, non esistono più” – MariaGrazia Patania, Direttrice e creatrice del Collettivo Antigone 

CONTINUA A LEGGERE QUI L’ARTICOLO COMPLETO E TUTTI I CONTRIBUTI

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Dolorosa appartenenza ad una sorte comune: quella di aver dimenticato l’Essere Umano…in questo “Omaggio” la fotografia apre uno spiraglio verso il riconoscimento di quanto abbiamo perso strada facendo. Grazie ad Antonella Taravella Guarino, a WSF e a Francesco Malavolta. L’esperienza di questa pagina chiama, invita, chiede di tornare a leggere e rileggere… (AnGre)

Angela Greco, Canzone per Mimì – tratto da: Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Mira Nedyalkova a cura di Words Social Forum

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Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Mira Nedyalkova 

a cura di Words Social Forum (clicca sul link per l’articolo completo)

*

Canzone per Mimì
di Angela Greco
.

Mimì ha gli occhi colmi di bianco
la gonna scucita e la schiena nuda.
Non si mostra oltre il rito di una poesia.
Ha barattato la grande città con scarpe grosse
oggi abita la vita d’argilla e sud a cui appartiene.

Mimì gioca
con i grandi che non comprendono;
combatte il mondo brutto
ha la porta di casa aperta
e puoi entrare a leggere i suoi libri.

Mimì nasconde le unghie curate
tra le mani sporche di terra
dietro il vestito della festa
ché nessuno veda la gioia e il suo viso.

Minuscoli fiori ricamano il velo dei giorni.
Non importa quando tornerà il sole.
Mimì sa aspettare.

*

(inedito)

*

nota: in apertura la fotografia scelta e a cui si rifanno i versi qui riportati, dell’artista proposta da WSF, Mira Nedyalkova – fotografa e pittrice bulgara,  sulle cui opere sono state scritte le poesie contenute in questo “omaggio” a lei dedicato.

ÈRATO A MATERA, festival dell’arte e della poesia, giovedì 13 agosto 2015

Personale Eden di Angela Greco con Erato a Matera

Si terrà giovedì 13 agosto

presso l’ex ospedale San Rocco in piazza San Giovanni a Matera,

il Festival dell’arte e della poesia “Erato a Matera”

L’evento è organizzato e promosso dal blog letterario “La presenza di Èrato”, l’associazione culturale “Community” e il visual artist Donato Fusco (suo il manifesto che ritrae la Musa in chiave moderna) con il patrocinio del Comune di Matera e della  Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata.

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Ecco il programma:

Ore 10.30

Saluto di benvenuto degli organizzatori e del sindaco di Matera

Ore 11.00

Meridionalismo e post-meridionalismo in poesia, a cura di Pasquale Vitagliano

Ore 11.45

La poesia oggi in Italia, a cura di Dante Maffia

Ore 12.30

Videomessaggio dei poeti Maria Grazia Di Biagio, Maria Grazia Insinga, Marco Onofrio, Paolo Ottaviani, Paolo Ruffilli, Lucio Mayoor Tosi

Ore 13.30

Pausa Pranzo

Ore 15.30

Presentazione delle sillogi poetiche:

 NUOVE NOMENCLATURE E ALTRE POESIE di Anna Maria Curci,

DELLA RIVELAZIONE di Franco Di Carlo,

PERSONALE EDEN  di Angela Greco,

MI RACCONTO LA LUNA di Giovanni Pistoia,

VERSI COR(RO)SIVI di Lorenzo Poggi.

Dialoga con i poeti Luciano Nota

Ore 16.30

Giovanni Caserta e Maria Grazia Trivigno presentano “MONTE SARDO” ,“IL POETA E LA FARFALLA” di Dante Maffia, “TRA CIELO E VOLTO”di Luciano Nota.

Ore 17.30

“Lo scatto della poesia”. Spazio espositivo dell’artista visivo Donato Fusco. Presenta Maria Grazia Trivigno

Ore 18.30

Performance del poeta e musicista Vincenzo Mastropirro

Ore 19.00

Reading con Angela Greco, Anna Maria Curci, Giovanni Pistoia, Lorenzo Poggi, Dante Maffia, Marco Maggi, Pasquale Vitagliano, Francesco Cagnetta, Anna Bertini, Franco Di Carlo, Cristina Polli, Antonella Radogna, Fabio Lacovara, Luciano Nota, Maria Antonella D’Agostino, Francesco Tarantino, Giovanni Asmundo, Marco Piliero.

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rassegna stampa / rassegna-stampa / rassegna stampa / LVF eventi

ViviMassafra

Angela Greco e Luciano Nota - Erato a Matera - 13 agosto 2015 - ph. Maria Grazia Trivigno
Angela Greco e Luciano Nota per Erato a Matera, 13 agosto 2015 (ph. Maria Grazia Trivigno)

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Angela Greco su Literary, il Sistema letterario italiano

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Una pregevole mappatura del proprio lavoro poetico-letterario è un qualcosa che reca una speciale gioia ad un autore, così com’è accaduto a me, quando ho visto la prima volta tutto il meticoloso e precisissimo lavoro catalogato sotto il mio nome, come autore, dal sito Literary.it, creatura telematica di Giampietro Tonon, saggista, storico locale ed editore di Padova (leggi) e del suo efficientissimo staff.

Un lavoro utile per seguire le evoluzioni di un autore nel tempo, preciso specchio dei momenti creativi e, cosa non da poco, felice presentazione globale dell’autore stesso, oltre che presenza costante e sempre aggiornata, sua e dei suoi libri, ma anche di tutto un corredo di altre situazioni che lo vedono protagonista (recensioni, pubblicazioni, premi, eventi), così da riuscire a sentirsi concreti in un mondo ormai giustamente telematico, dove tutto si perde nel mare magno di una rete decisamente smagliata dal punto di vista dell’umanità. Qui, invece, s’incontra tra le righe del suo lavoro, Giampietro Tonon, persona sensibile e gentile, professionale e simpaticissima, degno di stima e “capace di coccolare e vezzeggiare i suoi autori”, come ho avuto modo di scrivere altrove, sempre pronto all’ascolto e all’accoglienza.

Sul sito, al sottostante indirizzo, è possibile leggere tutta la mia “storia letteraria” (!!) accaduta fino ad oggi. Siate felici per questi miei passi. Grazie!

autori dati Greco Angela

libri di Angela Greco AnGre

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tratto e adattato dal sito Literary, il luogo dell’informazione letteraria:

Literary è il Sistema letterario italiano presente in internet dal 1997, che ha via via sostituito le attività editoriali cartacee configurandosi come un polo multimediale di servizi nel campo letterario per la circolazione dell’informazione, la pubblicizzazione e la documentazione dell’attività letteraria degli autori e di quanti operano nel mondo letterario italiano. Non vengono pubblicati libri degli autori, ma il sito / sistema è esclusivamente impegnato nella informazione, promozione e pubblicizzazione dell’attività letteraria degli Autori, delle Case editrici, dei Premi letterari, delle Riviste letterarie, delle Agenzie letterarie, degli Eventi letterari ( qui  ) – Editore e Responsabile Dati Giampietro Tonon

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Franca Alaimo su Personale Eden di Angela Greco per La Recherche.it

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Personale Eden, poesia, di Angela Greco – La Vita Felice, 2015

Recensione di Franca Alaimo

per la Rivista Letteraria La Recherche – http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=898&Tabella=Recensioni

La lingua impetuosa di Angela Greco celebra quell’affondamento nell’abisso (termine tra i più ricorrenti all’interno della silloge) dell’Amore necessario al superamento della frattura fra femminilità e maschilità narrata dal libro della Genesi e fin troppo negativamente giudicata quale colpevole disubbidienza e sprezzatura diabolica (proprio nel senso del dia-ballo greco quale “gettare di traverso”) dalla maggior parte degli interpreti veterotestamentari, che ne hanno sempre taciuto la forte valenza filosofica e gnoseologica, messa invece in luce dal racconto che ne fa Aristofane nelSimposio di Platone: “E così evidentemente sin da tempi lontani in noi uomini è nato il desiderio d’amore gli uni per gli altri, per riformare l’unità della nostra antica natura, facendo di due esseri uno solo”. Quella sprezzatura è così giustificata dalla poeta: ma chi altra ha saputo mostrarti la lucentezza/ piccolissima che scinde la mela dal suo ramo?/ o la non vista eleganza del suo seme a lacrima? E ancora: ci riconoscemmo pronti a iniziare la terra.

Se è vero, infatti, che la consapevolezza di sé e la scoperta dell’altro presuppongono l’uscita dalla immobile sterilità dell’Uno, il dialogo fra femminilità e maschilità genera un reciproco e costante atto creativo, un percorso di ricerca che è coincidente con la libertà dell’adesione al sentimento dell’Amore. Ed è per questo che l’energia amorosa, cantata da Angela Greco, diventa un reiterato movimento insieme verticale ed orizzontale che dilata i confini del corpo individuale, che è, sì, quello dell’amato nel proprio Eden personale, quello dalla cui bocca zampillano sorsi di gioia inebriante, quella cara geografia epidermica ed interiore del desiderio e del congiungimento carnale, ma anche l’Immagine di tutte le creature viventi, del cielo, della terra, della natura tutta, membra dell’infinito corpo del Cosmo: astri avanzati/ trapiantati in tessuti sanguinanti affinché fioriscano aurore. Questa tensione dell’umana creatura finita verso l’Infinito, questa figurazione del Macrocosmo nel microcosmo di gesti, sguardi, emozioni vissute e percepite sensorialmente, non potendo essere razionalmente rappresentata, viene affidata dall’autrice ad un dire emotivo, fatto di allusioni, vibrazioni, sensazioni spesso viscerali, immagini sensuali ed insieme castissime, perché purificate dal canto. In tutto il suo dispiegarsi, infatti, questo inusuale poema erotico (ché uno solo è lo slancio, una sola la fonte tematica, una la profondità e uno il ritmo del fiume ricchissimo delle parole che lo attraversano e ne costruiscono il febbricitante delirio) ha un fondamento certissimo nella convinzione che soltanto lo strumento espressivo della poesia possa veicolare ciò che sta oltre il razionale, oltre il visibile, oltre il dicibile stesso grazie alla qualità del suo corpo musicale, al sortilegio delle infinite combinazioni dei suoni. Non a caso, infatti, la parola “sortilegio” è sottolineata dall’autrice che copia integralmente da un vocabolario di lingua italiana la sua definizione a pagina 25 della sua silloge, a mo’ di exergo per la seconda (A voce, dietro la nuca) delle tre sezioni in cui essa è ripartita.

L’abbondanza del canto di Angela Greco, dunque, ubbidisce sia all’esigenza di affidare le molte sfumature di una stessa emozione ad una circolarità ripetitiva, consona all’inesauribile vigoria del sentimento amoroso che dantescamente muove la Vita, sia alla vitale fantasia del canto. Lo slittamento dal piacere fisico a quello verbale più volte s’insinua nei versi fino a generare quasi una metamorfosi della superficie del corpo in quella cartacea del libro dove le figure dei due amanti diventano segni, emblemi, archetipi, grembi cosmici di un’inesauribile fertilità, intreccio risuonante di energia vitale e verbale. Nei versi si assommano tutte le storie, tutte le attese, tutti i desideri e le tristezze degli Amanti; tremano le assenze dell’Amato ma solo come pregustazioni della sua futura presenza. Non c’è mai un abbandono definitivo, perché esso è annullato dalla continuità dei ritorni: che già ho un dolore che assomiglia alla tua assenza/ o alla speranza del ritorno.

In questo senso il ritmo interiore di questa silloge ricorda il battito mistico del Cantico dei Cantici, la visionarietà de Il castello interiore di Teresa d’Avila o le metafore ardite deLa noche oscura di Juan De La Cruz. Ma, soprattutto, vi risuonano la poesia dei Sufi e la concezione araba dell’‘Ishq a cui s’ispira la silloge di Asma Gherib e Saad al Shlah, pubblicata nel 2014 dalle edizioni Arianna: Tango e null’altro (il cui linguaggio pure ricorda largamente per qualità ed intensità di immagini quello della nostra autrice), dove a pagina 14 gli autori così, fra l’altro, lo definiscono nella prefazione: “un matrimonio fra i sensi e gli alfabeti del cosmo e unione fra femminilità e maschilità in modo che diventino insieme due elementi per un solo corpo originale, quello di Adamo”.

Un simile matrimonio è una sorta di santa quête, uno svelamento del segreto del cosmo come complementarità armonica che pure si annuncia in quel denudamento avvenuto nell’Eden biblico attraverso il quale, finalmente, Adamo ed Eva si conoscono e si riconoscono rendendosi degni dell’ Amor che move il Sole e le altre stelle. Così l’Eden personale diventa il Giardino universale della Gioia.

copertina Personale Eden

qui il libro: http://www.lavitafelice.it/scheda-libro/angela-greco/personale-eden-9788877996879-251072.html

Video-presentazione di Attraversandomi, poesie di Angela Greco più un’intervista…

Video realizzato da Il sasso nello stagno di AnGre

§

Intervista a cura della redazione di RecensioneLibro.it

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Lieta di trovarmi in un’intervista vivace e ben organizzata, innanzitutto vi dico che sono nata e vivo a Massafra, nella provincia jonica, in Puglia, quasi quarant’anni fa, in un sud che amo profondamente e che è esso stesso tanto della mia poesia; che sono una mamma normalissima con la grande fortuna di avere accanto un marito che mi stima e sostiene nella mia attività poetico-artistica. Premesso tanto, ai nostri lettori vorrei che il mio carattere-persona giungesse legato all’immagine di una rosa, le cui spine per difesa feriscono la mano che la colgono, ma che soltanto agli occhi legati a quella mano, quella rosa dedicherà poi petalo a petalo tutta la sua bellezza, svelando il centro fatto di nettare…

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso delle poesie raccolte in “Attraversandomi” cosa diresti?

I versi di Attraversandomi narrano del più acerrimo nemico dell’Uomo, il Tempo (con il quale, da brava figlia di orologiaio ho imparato a conviverci senza schiavitù e aspetti negativi fin da bambina), capace di rivelarne suo malgrado la natura, di svelare la sua caducità e la sua limitatezza; il senso, dunque, di questi versi sta nel trovare una continuità, una soluzione, al breve che ci è stato concesso di vivere, di assaporare l’eternità in un prosieguo, in un ricordo di quello che siamo e siamo stati capaci di sentire e scrivere in un preciso momento grazie al meraviglioso dono della Poesia creata sì, da chi la scrive, ma anche da chi la “ispira”.

3. In questa tua silloge fondi parole e immagini. Ci racconti da dove nasce quest’idea e come l’hai poi realizzata?

Il senso artistico è una dote che si sviluppa col tempo grazie agli input di famiglia, ambiente, esperienze; sono cresciuta in una casa dove, merito dei parenti lontani che ogni estate trascorrevano le ferie da noi per la vicinanza al mare, si cercava sempre di cogliere in fotografie i momenti da conservare per gli inverni e da spedire, poi, ad altri parenti.

Ho utilizzato la prima macchina fotografica che non avevo nemmeno dieci anni e, così, la passione ha man mano messo radici ed è stato un connubio naturale associarla alla poesia, poiché legate dalla medesima visione del dettaglio, del momento, del sentire preciso da catturare in scrittura, sia essa fatta di luce o di inchiostro. Poi, un’estate ed una passeggiata nella città eterna in ottima compagnia hanno dato voce definitiva ad Attraversandomi, dove le fotografie continuano e completano la poesia, concretizzando il primo di una serie di progetti che vedranno impegnati anche i miei scatti fotografici.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro? C’è un messaggio speciale, in particolare, che vorresti si cogliesse durante la lettura delle tue poesie?

Leggere un libro è un’esperienza personalissima e, parlando di poesia, diventa qualcosa di estremamente intimo, legato alla percezione e all’esperienza che ciascuno ha del mondo; per questo motivo non mi pongo aspettative e sono soddisfatta anche soltanto se, a fine lettura, al di là della comprensione o meno del testo, il mio lettore non sarà stato annoiato.

Un messaggio, invece, sì, vorrei che si cogliesse e a tale riguardo ricorro ancora alle rose, ad una metafora e ad un film che amo molto, invitando a coglierne “quando è il momento, che il tempo lo sai vola e lo stesso fiore che oggi sboccia domani appassirà.” (cit. L’attimo fuggente n.d.r.)

5. Leggendo il tuo libro si vivono sensazioni contrastanti, in ogni caso forti, date probabilmente da ciò che racconti attraversandoti. Quale emozione pensi predomini nel lettore alla fine?

Nel rileggerlo io personalmente sento nitidamente varie emozioni rincorrersi ed ho sempre come una sensazione di ‘gabbia toracica allargata’, nel senso che quei versi, quel percorso vissuto, quella passeggiata per Roma, mi donano ad ogni pagina una sfumatura sfuggita prima e con essa una sensazione di respiro, di spazio aperto sfuggito al passato, al tempo, al già vissuto.

Ecco, spero che anche per il lettore, ogni pagina sia un cielo, un luogo di libertà dove incontrare anche il proprio passato con occhi positivi e, soprattutto, mi auguro che questa mia poesia possa sempre aggiungere un dettaglio che arricchisca chi la legge. Per cui molto lealmente spero che alla fine resti un’emozione positiva, buona come la crema aromatizzata al limone di cui nei versi, di sapore antico e desiderio di futuro.

6. Quali sono i tuoi progetti futuri legati alla letteratura? Stai scrivendo un altro libro?

Non riesco a vivere senza un progetto, un sogno, un desiderio da realizzare! E così, parlando di futuro che per me inizia già qui e ora, ti rispondo che continuerò, anzi continuo innanzitutto, a frequentare la poesia dal secondo Novecento ad oggi, leggendo e studiando i suoi Autori e poi, a scrivere e scrivere e scrivere, ringraziando il Cielo per la forza e la soddisfazione che mi derivano dal concretizzare tanto.

In cantiere c’è già un altro lavoro poetico che vorrei regalarmi per i miei quarant’anni (tra un annetto insomma), mentre prosegue la presentazione delle mie ultime creature, Attraversandomi (Limina Mentis Ed.) e Personale Eden (La Vita Felice), uscite entrambe in questo 2015 per situazioni e contrattempi legati a rapporti con altri editori per fortuna conclusi in maniera positiva; infine, attendo l’uscita per una casa editrice siciliana di un mio lavoro in versi del 2010 e di un’antologia da me ideata e curata tratta dal mio spazio telematico Il sasso nello stagno di AnGre.

7. Qual è il romanzo o il libro di poesie che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Ricordo benissimo che intorno ai miei quindici anni lessi il finale sulla fortunata antologia scelta per il biennio (ho frequentato un istituto tecnico) e lo scrigno di preziosismi di pensiero (ne acquistai un’edizione a mille e novecento lire, una prima uscita in promozione) e la visione dell’arte contenuti in quel libro, mi fecero iniziare ad apprezzare la lettura non obbligata e mi fecero conoscere un periodo letterario, quindi anche poetico, il Decadentismo, che ancora mi affascina. Ecco, credo che quello sia stato l’inizio della mia ambizione letteraria, ossia quella di rimanere oltre il limite temporale della vita attraverso un libro.

La poesia, invece, è stata mia compagna fin dall’infanzia, quando mio padre mi insegnò dei versi di Carducci; avevo solo quattro anni, ma quei suoni, quelle figure, quel ‘parlare strano’ mi colpirono e piacquero subito, tanto da farmi poi litigare in famiglia ogni volta che successivamente avrei lasciato tutto e tutti, preso la penna e sarei scappata in un angolino tutto mio per lasciare traccia sulla carta di quello che sentivo.

8. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Oddio, non detenendo la Verità e non possedendo la Presunzione tra le mie qualità, credo che sconsiglierei in genere i libri scritti esclusivamente per il mercato del dio denaro…

9. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

“Perché non la smetti di scrivere poesia?” me lo domando spesso e credo che nessuno mai mi porrà questa domandina (sorrido) in modo così diretto; ma tante volte ci sono giunti per vie traverse, facendomi capire che un’attività del genere non comporta quello che per tanti è il motivo principale dello scrivere, ovvero guadagnare denaro. Ecco, a questa domanda mai portami avrei sempre voluto rispondere – e, in effetti, la mia perseveranza nel continuare su questa strada sterrata, in qualche modo è già la mia voce a riguardo – che la Poesia ripaga con una moneta che non è stato dato a tutti di conoscere. Una moneta che ha due impagabili facce: la vittoria sulla morte, oltrepassando la finitudine terrena, e la conoscenza delle profondità di se stessi, a patto che si sia leali nel frequentarla.

Al termine di questa bella esperienza voglio aggiungere un grazie di cuore ad Alessandra, che ha curato per Recensione Libro.it intervista e recensione del mio libro, per la pazienza e la disponibilità avute nel trattare degnamente la materia di cui son fatta.

Intervista alla poetessa Angela Greco – http://www.recensionelibro.it/intervista-angela-greco-autrice-del-libro-attraversandomi

§

qui il libro: http://www.liminamentis.com/scheda-libro/angela-greco/attraversandomi-9788898496761-293800.html

Angela Greco AnGre

Attraversandomi -poesia di Angela Greco - Limina Mentis

Tre poesie tratte da Personale Eden di Angela Greco (La Vita Felice)

Il giardino dell'Eden di Marc Chagall

Personale Eden, poesie di Angela Greco edito da La Vita Felice, febbraio 2015:

c’è una strada che collega due attimi dai nostri nomi
materia inattesa che si dissipa ad un sorriso
distratto e malizioso questo battito di ciglia
differenza tra quotidiano e desiderio da attraversare
tra il bianco e il nero sfumati fino all’opera d’arte

ti guardo muovere il microcosmo senza regole sul tavolo
nasceranno nuovi silenzi e ritratti fermi tra le stelle
e dalla finestra tolgo limite allo sguardo profanando il cielo

sei tu stesso a crearmi figura fuori come fossi pelle
mentre sulla discesa ripida tra le ali catturo un bacio lento

e come faccio a dire della goccia che scivola alla tua voce
della capriola dello stomaco quando aspetto la luce e te?
ho dita tremanti che segnano un profilo nelle ore d’impazienza
e sembra rallentare il creato se non arrivi a segnarne il passo
ascolto sul petto sciorinando stupore al sole della tua schiena
e richiamo meraviglia oltre e più che le tue mani creatrici

ho un sospetto di sentimento che s’accorda al tuo nome
e vocali e voragini aperte nell’attesa di averti addosso
in questo momento sfuggito al caos di astri avanzati
trapiantati in tessuti sanguinanti affinché fioriscano aurore

La tentazione di Adamo di Jacopo Tintoretto Venise, 1518 – ibid. 1594

sei gesto istintivo ai piedi del risveglio segnato di croci
alle labbra strette affiggo il bacio devoto contro il pensiero
d’averti steso ancora nel sogno appena trascorso accanto
risveglio nella luce della notte irridente e muta

mi stai solcando fiume improvviso che liscia pietre nel letto
scorrendo di voce in foce a mare raccolgo all’orecchio l’eco
di timidezza piegata altrove

e d’istinto ti direi labbra a labbra quel che tuona
nel profondo quando intorno è soltanto silenzio
mi sorprende la tua genetica differente dai luoghi
vicina al mare più di una riva – tu – spiaggia assolata
su cui spogliarsi del grigio e lasciarsi bagnare

inatteso ripopoli un deserto informe
di tempo trascorso alla deriva d’un’attesa
capace di meravigliarti se ti paragono a tutto questo

[file audio: http://poesia.lavitafelice.it/news-archivio-voci-poesia-angela-greco-voce-3621.html]

Guido Reni Adamo ed Eva

impreziosisce la solitudine l’arco a cuore delle tue labbra
da cui scocca l’attimo di vento ad accarezzare il deserto
e scorre sulla pelle arsa sotteso a un cielo trasparente
mentre si fa fuoco la scia di fumo dissolvente
che occhi e mani tuoi e non più tuoi accendono
in questo sud femmina spalancato per accoglierti:

hai l’aria dell’incredulo e silenziosa ascolto il battito
in questo petto di molti mattini che invita su di sé
e trema la mano prima di posarsi cauta sulla spalla
nuda a scegliere quello a cui votarsi nel ringraziare:
il grigio non concede ombre e caldo mi sazi
in ritmici rintocchi d’armoniosa compresenza
brucia il pensiero distanza che dissipa quest’ora:

trascorsa la notte di ali spiegate e vento
coprimi del tuo dire di seta e donami notte stellata
addosso sei oro che sveste gli occhi a mandorla
di avvolgente voglia di perpetrare il tuo mezzogiorno

così sottrai lontananza a silenzi inattesi
abbrevi il cammino e irrompi nella camera viola
solo in apparenza mare placido che muove stupore
accolgo di te l’onda di tesori non visibili e meraviglia
il toccarsi in punti precisi e lo scriversi d’abitudine
presenza e necessità impellente che oltrepassa difese:

la tua risata tintinna cristallina albeggiando risveglio
impercettibile trasparenza in petto come in guscio
seme pronto a germogliare al primo sole:
lascia che mi perda tra le tue strade segrete
ricomponendo l’incanto di congiungersi
dentro e oltre l’ars poetica dono prima del sonno

http://poesia.lavitafelice.it/news-recensioni-novita-poesia-personale-eden-di-angela-greco-3611.html

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Immagini delle opere scelte da Giorgio Chiantini.
Nell’ordine, dall’alto verso il basso:

Marc Chagall, Il giardino dell’Eden
Jacopo Tintoretto, La tentazione di Adamo
Guido Reni, Adamo ed Eva
Károly Patkó, Adamo ed Eva

*

Anteprima: Personale Eden, il nuovo libro di poesie di Angela Greco

15q.
Gianni Gianasso, studio per Breaking, grafite su carta (1995, collezione privata)

*

da PERSONALE EDEN di Angela Greco (La Vita Felice 2015):

vieni a prendermi personale eden
ché fuori potrebbero non comprendere il salto
a mente nuda oltre razionalità e pensieri e corpi
distesi in stessa precaria posizione

[…]
così ti voglio accanto / senza repliche
per quella divinità dimezzata e tutta da ricostituire

ti riascolto nel silenzio che con la luce risale la china
del giorno che si tinge di rosarancio sottraendo ombre
traccio il bisogno di te e del tuo corpo e scendi rivolo
trattenuto tra incisivo e labbro liquido rosso fino al seno
che allatta di desiderio il mattino fino a riaverti

non abbiamo sbagliato la combinazione né perso il paradiso
stiamo seguitando a percorrerne pelle a pelle la via – fidati –
tra la crepa e la volta azzurra in cui siamo caduti a quel morso

edificami e liberami ancora una volta dalla gabbia del tuo petto
e soltanto dopo avrò per entrambi voli da costruire

*

Dalla prefazione di Rita Pacilio:

“Tre sezioni dalla trama concitata il cui tema dell’io amoroso, inteso come scrigno di memoria e preveggenza pavesiana di vita struggente – «per sempre vivrà nei miei versi il mio amore» (W. Shakespeare) – tesse una trama poetica che pur prende le distanze dall’autobiografismo sentimentale del primo romanticismo. L’autrice riconsacra il verso libero per eludere il contenitore melodrammatico del dopo-modernismo e, con consapevole suggestione, gestisce il monologo dell’interiorità io/corpo/anima/donna/ rifiutando le convenzioni senza scomporre lo sfondo della realtà: le forme della vita rimangono le stesse, lo strumento poesia consente il travestimento delle regole, la visionarietà della propria identità in relazione al ritmo incalzante dell’attenzione per l’essere maschio; l’esaltazione dell’eros e dell’amore travagliato testimoniano la complessa e variegata sofferta lontananza dalla persona amata e/o il desiderio di completezza spesso agognato, impossibile, irraggiungibile. Personale Eden è un canto d’amore che palesa il bisogno psicologico dello scambio affettivo e tiene a battesimo la confessione dell’anima attraverso l’offerta del corpo. Il corpo/maschio è l’eredità poetica del personaggio/autrice che entra in comunione con l’uso rigoroso e amoroso/amorale dell’emozione nell’innaturale tempo meccanico: ecco perché i corpi sono il senso vero del tempo che si trasforma anche nella parola.”

http://www.lavitafelice.it/scheda-libro/angela-greco/personale-eden-9788877996090-251072.html

copertina Personale Eden

Angela Greco su I Quaderni di Èrato

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TORNANDO NUDI

accadimi nel momento della pelle allo spasmo di cielo del saperti addosso
scendendo dalle labbra segna del tuo caldo procedere la rotta di quell’eden
riacquisita certezza mai sottrattaci dall’imprecisione d’essere ormai umani
e in questo ventre di vagito futuro compi ancora la tua meraviglia d’eternità
perdi ragione in me in questo corpo a corpo primordiale e vicinissimo
dove importante è essere ancora maschio \ femmina in nuovo linguaggio
che desta carni e sovverte silenzi e fiati capaci soltanto di un così sia:
sottile e liquido il suono svela desiderio alle tue dita e irriverente mi spogli
anche dell’ultimo ordinario pudore abbreviando respiri a fremere primavere
mentre la tua estremità acuta edifica appartenenza nel mio irrivelato tempio

Angela Greco

*

tratto da “Tra i vuoti delle costole”, con prefazione di di Maria Grazia Trivigno, 23 dicembre 2014, pag.23, quarto quaderno (e-Book in formato pdf) scaricabile dal sito La presenza di Èrato al seguente  link:

“Tra i vuoti delle costole”, quarto e-Book de ” I Quaderni di Érato”

*

tre inediti di Angela Greco su larosainpiù LIT-TLE blog di Salvatore Sblando

AnGre--

il dettaglio della tua schiena mi stordisce
curva ad oriente rinascente giorno
ed io ultimo astro ne colgo il richiamo
nel sottoventre insperato dove nidificano silenzi
passi di danza le tue vertebre in arcuato canto
sospirano che t’avvolga di me oltreragione:
una tonalità d’inatteso riavvia sospensioni di routine
e nel concorso di nuvole ho un’estremità in luce
a dire dello spiraglio che sbaraglia intenzioni:

dissacra così l’abitudine al quotidiano
comprometti il cielo
e percepiscimi irriverente dove pulsa il mattino

Angela Greco

*

continua a leggere qui: http://larosainpiu.wordpress.com/2014/11/19/angela-greco-tre-poesie-inedite/

e grazie di cuore a Salvatore Sblando e ai suoi collaboratori per il suo prezioso blog!!

Angela Greco su Versante Ripido n.9 ottobre 2014

jodice perdersi (5) - Copia
fotografia di Mimmo Jodice, Marelux opera XVII, 2009

 

A(v)venire

è sempre notte quando apri gli occhi ad un arrivo

non proprio improvviso te lo dice il vento la sera

con il colore di coperte che sanno di carta stagnola

una mano tesa oltre il bianco di una fila di denti

che appare per prima a dare il bacio alla terra

quella del piede posato che ancora trema di mare

culla e bara

a seconda delle stelle sciorinate su ciascun capo

beffarde soluzioni di futuro indipendenti da tutti

 

la lacrima di un addio scandisce il tempo nel legno

nuova clessidra da rigirare senza pietà per dirsi oltre

la scelta disgraziata di un potente a casa d’altri

qui dove si possiede solo il corpo per sopravvivere

si perde anche quello che prima aveva valore

per risuscitare

nella speranza che non sia un sepolcro nuovo

approdiamo nudi e carichi di cammini impietosi

quasi fosse ancora e nuova selezione della specie

 

Ho imparato la lingua non per chiamarli estranei

ma per un analgesico per il dolore di vita

nel limite della mia umanità per ferite irrimarginabili

che s’approfondano a scarnificare tempi e ossa

qui, in questo campo d’accoglienza che ne ha persi tanti

e tanti altri ne vedrà arrivare a bordo di un domani

dal fondo bucato

da una incomprensione che garrisce bandiera

celebriamo differenti credi sotto un cielo comune:

 

questa è soltanto un passaggio per chiunque

da spartire al meglio con l’indifferenza

d’un indirizzo apparentato lontano o un’illusione

d’occidente

raccontata quando non eravamo più bambini

dimenticando l’orco cattivo che disegna destini

*

Angela Greco

http://www.versanteripido.it/busca-derisi-greco/

Angela Greco, versi dall’antologia AA.VV. Scenari ignoti

a.

“Farsi protagonisti di un gesto artistico: comprendere il mondo in questo tempo e in questo luogo, cioè afferrarlo e, poi, gettarlo al di là di ‘questo’tempo e di ‘questo’ luogo; verso ciò che deve essere ancora, chiamando il futuro nell’abbraccio del legame amoroso con il linguaggio che li racconta. La realtà oggettiva e la lingua che la esprime sono, infatti, così strettamente legate che il mondo può avanzare solo a patto che la lingua avanzi oltre sé stessa seguendo immaginazione e libertà. La lingua costituisce la spia più rilevante del mutare del mondo […]. Il linguaggio non può parlare solo di se stesso, perché cessa altrimenti di essere uno strumento conoscitivo. Né la materia che percepiamo può restare orfana del linguaggio dell’arte…” (Franca Alaimo, da Rifondare linguaggi significa rifondare l’uomo – in AA.VV. Scenari ignoti, a cura di Ivan Pozzoni, deComporre Edizioni, 2014)

*

Angela Greco, versi da Siamo già eterni in questo istante (così) 

[…] Arriverai per me vestito di lino e tarda sera stellata / addosso

sorriso a sedurre incurante del tempo il tempo

suono diretto tra vertebre e tempie

cortocircuito testa-corpo

per te baratterei altri mille anni

di parole estranee e cieli

poi a ritrovarti basta una tramontana di azzurri

che sveli in lontananza l’odore di casa e la tua collina

appoggiata al mio sguardo da primo caffè quasi freddo

 

e ogni volta cerco quel ritratto / che non mi rende giustizia

che ti lascia dentro casa come fosse ieri e tu qui / ancora

in inattesi allineamenti

di pianeti esatti e benevoli astri

che la mia mano conducono alla tua

nascondendo il noi

ché a sembrare altro

si può anche scrivere quello che si tace.

*

AA.VV. Scenari ignoti, a cura di Ivan Pozzoni, deComporre Edizioni, 2014

Angela Greco per Scenari Ignoti - deComporre Edizioni

il Tempo nei versi di Angela Greco e nei colori di Kostia – tratto dall’antologia Kronos

Kostia 2013 - Attraverso il tempo del colore, china e acrilici su cartoncino, cm 18x24
Kostia (Costantino M.Piazza) – Attraverso il tempo del colore, china e acrilici su cartoncino, cm 18×24, 2013

 

Notte azzurra

 

Estenuato cade anche l’ultimo petalo

prima che la notte possa dirsi azzurra

di cielo attraversato a mani nude

per trattenere quell’ultimo granello

 

Solitario rimane così lo stelo ad attendere

fisso nel ricordo di quando a reggere la volta

bastava una corolla colorata di ancora:

ho vie che s’intersecano con angoli sfioriti

di sguardo ancora di prati e primule

acceso oltre il ramo teso tra mano e terra

passo incauto costretto a procedere a ritroso

nell’andirivieni di giorni di visi in luce e ombra

 

una spina crudele guadagna lentamente carne

infettandosi tra il pensiero e il buio del tuo nettare

rileggendo come la brina il nostro fiato oltre il vetro

non ho ancora scelto di piangere / nonostante la sera.

 

[Angela Greco]

 

*

opere tratte dall’antologia mulitiarte AA.VV – KRONOS di Onirica Edizioni (http://www.oniricaedizioni.it/)

antologia AA.VV KRONOS Onirica Edizioni

pensieri…(sasso dopo sasso)

– Jane Minter –

*

di piuma il pensiero

oggi è carezza (A.G.)

*

d’aria ora mi giungi

e con il profumo della tua voce

il giorno riempi (A.G.) 

*

ha una punta di rosso questa penna
a tratti segna
come il cielo di questa mattina
sveglia alle 6.00
sono rimasta con gli occhi appiccicati
al quadro azzurro e rosa
che mi si è spalancato davanti

da quanto non era così infinito
il cielo dal mio balcone?

[Elina Miticocchio]

*